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Il segmento testuale collaborazioniste è stato estratto automaticamente da un complesso algoritmo di KosmosDOC di tipo "autogeno", ossia sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 33Entità Multimediali, di cui in selezione 15 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 397

Brano: [...]ea ferroviaria fra la stazione Sud e la stazione Kelenfolder, sono imprese legate al nome del gruppo partigiano SzirMarotLaci... Nei terribili giorni della battaglia nella città, i partigiani di Budapest combatterono insieme ai soldati sovietici; la loro conoscenza dei luoghi, il loro

coraggio e il loro eroismo risolsero più di una situazione difficile o disperata ». Importante fu anche l’apporto dei soldati ungheresi che, disertando le unità collaborazioniste, si unirono ai partigiani e ai soldati dell’Armata Rossa. 2.500 di essi presero parte ai combattimenti per la conquista della cittadella di Buda e dello Schlossberg.

Dopo la liberazione di Budapest le truppe sovietiche proseguirono la loro vittoriosa avanzata in direzione dell’Austria. II 4.4.1945 l’Ungheria era definitivamente liberata dalla oppressione nazista.

Sullo svolgimento dei combattimenti così scrisse l’agenzia ungherese di informazioni M.T.I. all'indomani della liberazione della città: « Le unità dell’Armata Rossa avanzavano irresistibilmente. Ci si batteva in ogni strada, in[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 39

Brano: [...]oro, sempre a torso nudo, venivano frustati con un nerbo e poi venivano portate delle latte di benzina per sottoporli alla tortura del fuoco [...].

Gli interrogatori cominciavano alle ore venti e continuavano ininterrottamente fino alle tre del mattino ed io sentivo le grida di coloro che venivano interrogati, unite a colpi di pistola ».

Il carattere chiaramente delinquenziale della Decima M.A.S. cominciò a impensierire perfino le autorità collaborazioniste, per il supplementare discredito che la turbolenta formazione attirava sul già abbastanza odiato regime repubblichino.

In un « appunto per il duce » il prefetto di Milano Mario Bassi scriveva: « Continuano con costante preoccupazione le azioni illegali commesse dagli appartenenti alla X Mas. Furti, rapine, provocazioni gravi, fermi, perquisizioni, contegni scorretti in pubblico, rappresentano quasi la caratteristica speciale di questi militari. Anche il 12 novembre 1944, tra l’altro, verso le ore 20 quattro di essi si sono presentati in un magazzino di stoffe: dopo aver immobilizzato il cu[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 591

Brano: [...]oniale. Sobillò in tal senso i collaborazionistinazionalisti sloveni e croati, ma ordinando nel contempo stragi e repressioni spietate contro le popolazioni jugoslave considerate a loro volta di « razza inferiore ».

Costituì centri repressivi antipartigiani a Trieste, in Istria e nel Friuli, praticando correntemente la tortura. Fece deportare nei campi di sterminio migliaia di italiani e slavi. Assunse infine il comando di tutte le formazioni collaborazioniste, sia italiane che slave e poi anche russocosacche, trasformando le organizzazioni fasciste repubblichine in appendici poliziesche e spionistiche delle forze di occupazione.

Col Globocnick giunsero a Trieste nel 1943 altri famosi professionisti del genocidio: Christian Wirth, già aguzzino nel sinistro castello di Hartheim (v.) annesso a Mauthausen, e August Dietrich Allers, qui

giunto assieme al famigerato Einsatzkommando già responsabile della Aktion TA, cioè della soppressione di circa 100.000 « ammalati di mente » e « prigionieri invalidi » in Germania. Fu questo reparto che sovrainte[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 195

Brano: [...]j, un movimento facente capo a Draza Mihajlovic (v.), di ispirazione monarchica e filoinglese, orientato su posizioni attesiste palesemente contrastanti con l’imperativo della lotta immediata e senza tregua propugnato dal movimento di liberazione nazionale. Da tale politica rinunciataria, agli scontri con le formazioni partigiane e infine alla aperta collaborazione col nemico, il passo fu breve. La partecipazione di queste forze fondamentalmente collaborazioniste nella lotta partigiana contribuì a rendere questa ancora più sanguinosa, e nella fase iniziale fu anche motivo di confusione.

Nell'agosto 1941, sia a Mosca che a Londra, le informazioni sui movimenti di liberazione jugoslavi erano piuttosto nebulose: a sostegno dei movimenti attendisti operava il governo jugoslavo in esilio che, per acquistarsi benemerenze presso gli inglesi, mirava a monopolizzare la Resistenza e a sminuire l’importanza della lotta armata che stava svolgendosi sul territorio nazionale. A sentire il governo jugoslavo in esilio, il movimento di Draza Mihajlovic sembrava dov[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 421

Brano: Lucarno, Ezio

diversa tattica repressiva fondata su speciali reparti antiguerriglia e su un più frequente uso di formazioni collaborazioniste della Milizia volontaria anticomunista (M.V.A.C.), della Bela Garda (Guardia bianca) e simili.

fra l’aprile e il maggio del 1943, nella fase finale della partecipazione italiana alla guerra, operavano in Slovenia 5055.000 uomini delle forze armate regolari italiane, senza contare quelle di polizia.

La caduta del fascismo del 25 luglio 1943 non modificò la situazione; anzi, nell’agosto il governo Badoglio estese lo stato di assedio alla « provincia » di Lubiana, con effetto retroattivo da luglio. Non cessarono quindi i combattimenti, le azioni repressive e in particolare le deportazioni,[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 332

Brano: [...]osciuta una funzione dirigente, senza che ciò pregiudicasse l’unità politica, la quale doveva basarsi sul programma della O.F. stessa.

Lo Stato socialista sloveno

Ormai la lotta armata aveva raggiunto in Slovenia punte altissime di partecipazione popolare, sebbene nel corso del 1942 una parte della gerarchia ecclesiastica (con alla testa il vescovo di Lubiana) e la vecchia dirigenza dei partiti si fossero apertamente schierate su posizioni collaborazioniste attive, fino a favorire la costituzione di formazioni armate antipartigiane. Perciò l’O.F. convocò ai primi di ottobre del 1943, in piena offensiva tedesca, la riunione dei deputati del popolo sloveno e, nel corso di questa, proclamò la Slovenia come « unità federale della Jugoslavia », negò ogni autorità al governo jugoslavo in esilio a Londra, elesse un Comitato nazionale di liberazione composto da 120 membri, nonché una delegazione che doveva

prender parte al Consiglio antifascista di liberazione della Jugoslavia e al costituendo Comitato popolare di liberazione della Jugoslavia come es[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 562

Brano: Piacenza, Divisione

fra il C.L.N. provinciale di Piacenza e il Comando divisionale G.L., contrasti che indussero il C.L.N. a disporre un’ispezione. I contrasti vennero di fatto superati dall’offensiva di truppe collaborazioniste mongole che, iniziata il 23.11.1944, nella sua prima fase si rivolse soprattutto contro le postazioni gielliste di Rocca d’Olgisio, Pianello e Rivergaro, con l’obiettivo di spezzare lo schieramento frontale dei partigiani esteso lungo l’intero arco piacentinopavese.

L’offensiva nemica ebbe successo, nonostante la tenace resistenza opposta dai partigiani al Cerro e a Bobbio. Le varie Brigate G.L. furono quindi costrette a sganciamenti progressivi e, infine, ad abbandonare la vai Trebbia e la vai Tidone, dove si scatenarono in violenze e saccheggi le truppe mongole.

I contingenti sparsi d[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 526

Brano: [...]torici. Ci si può quindi riferire a un sindacalismo di ispirazione marxista, classista oppure genericamente riformista (v. Riformismo), a un anarcosindacalismo (v. Sindacalismo rivoluzionario), a un sindacalismo corporativo di matrice cattolica e poi adottato anche dal fascismo (v. Corporativismo fascista), a un sindacalismo di tipo laburista (nel caso delle Trade Unions britanniche) e anche a un sindacalismo “giallo”, nel caso di organizzazioni collaborazioniste, guidate da sindacalisti asserviti ai datori di lavoro o addirittura da questi ultimi promosse e finanziate per spezzare l’unità dei lavoratori. La fondamentale struttura organizzativa di base del sindacalismo è in ogni caso costituita dal sindacato (v.) che variamente si articola e opera secondo i principi dai quali è ispirato.

Fin dall’inizio del nostro secolo si sono avuti tentativi per coordinare a livello mondiale le attività sindacali dei vari paesi (v. Amsterdam, Internazionale di). Attualmente esistono tre centrali sindacali mondiali: la Federazione sindacale mon

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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 558

Brano: [...]ste”, comandata da Riccardo Giacuzzo (v.) e inquadrata nel IX Korpus. Questa brigata, già forte di 400 uomini, nell’estate

1944 si ingrossò grazie all’afflusso di oltre duemila volontari provenienti dal Friuli, dalla zona di Trieste e dall’lstria, dando origine a una nuova brigata (la “Fratelli.Fontanot”), nonché ad altri reparti che confluiranno tutti nella Divisione Garibaldi “Natisone” (v.).

Nella prima metà del 1944 le forze tedesche e collaborazioniste erano rimaste quasi sempre bloccate nei maggiori centri urbani e costrette alla difensiva, mentre le formazioni dell’E.P.L. continuavano a consolidarsi. Un'offensiva sferrata dai tedeschi all’inizio di maggio era fallita del tutto, ma nell’autunnoinverno 194445 i tedeschi impegnarono duramente i partigiani. In questa fase della lotta le formazioni italiane seppero farsi particolarmente onore nella Selva di Tarnova, nella Bela Krajina, nella Suha Kraj'ina e in altre zone, subendo anche durissime perdite specialmente dal febbraio alTaprile 1945, avendo complessivamente un migliaio di caduti. Gl[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 570

Brano: [...] era impegnato più di altri e col suo carattere impulsivo su una linea di unità d’azione coi comunisti. Intanto anche il Centro interno era stato sconvolto dagli arresti dell’aprile 1937 e ogni traccia di organizzazione cospirativa a livello nazionale era stata nuovamente dispersa.

Costituzione del P.S.I.U.P. e Resistenza

Faticosamente, fra il 1941 e 1942 Nenni riprese l’iniziativa, accentuando la critica delle destre socialdemocratiche (e collaborazioniste). Vennero anche riallacciati i rapporti con i comunisti, tanto che alla fine del 1941 esponenti del P.S.I., del P.C.I. e di “Giustizia e Libertà” poterono lanciare un primo appello unitario al popolo italiano.

In Italia, mentre avanzava la crisi politica e militare del regime fascista, il socialista Oreste Lizzadri (v.), appartenente alla stessa generazione di Nenni e Saragat, avviò la ripresa clandestina del P.S.I. muovendo da Roma e col metodo della riaggregazione di tutte le forze disponibili, vecchie e nuove. Il partito venne formalmente ricostituito il 22.7.1942.

Per il suo travagl[...]


successivi
Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine collaborazioniste, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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