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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 618

Brano: [...]cato e uomo politico.

Di famiglia agiata, dopo un brillante corso di studi nel 1907 si laureò in legge alTUniversità di Bologna. Ancora giovanissimo fece parte delle organizzazioni socialiste, combattendo molte battaglie a fianco dei contadini poveri del Polesine. Fu eletto sindaco di Villa Marzana, poi in altri comuni della provincia e nel Consiglio provinciale di Rovigo.

Allo scoppio della Prima guerra mondiale polemizzò con le posizioni centriste di Filippo Turati in un violento articolo apparso su « Critica sociale », giungendo a prospettare l'idea di uno sciopero insurrezionale. Nel corso del conflitto fu condannato per « disfattismo », avendo pronunciato nel Consiglio comunale di Rovigo un discorso antibellicista. La condanna fu poi cancellata dalla Corte di cassazione. Chiamato alle armi, partecipò alla guerra come soldato semplice e, per 3 anni, dovette subire persecuzioni, angherie, infine l’internamento.

Primo dopoguerra

Nelle elezioni del dopoguerra (novembre 1919) fu eletto deputato per il Polesine. Nella stessa epoca e[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 759

Brano: « Modotti », Divisione

eletto presidente del Partito socialista dei lavoratori italiani (P.S.L.I.), formazione che avrebbe portato un’ala del socialismo a sostenere le scelte « centriste » della Democrazia cristiana e l'espulsione del comunisti dal governo.

« Modotti », Divisione

Divisione Garibaldi «■ Mario Modotti Tribuno ». Gruppo di Brigate Garibaldi attive, durante la Guerra di liberazione, nella pianura Destra Tagliamento, in territorio di Pordenone e nei comuni limitrofi.

Dal novembre 1943 anche nel Pordenonese andarono costituendosi vari Gruppi di azione partigiana o G.A.P. (v.) che, dandosi struttura militare, diffondendo stampa clandestina e incitando gli indecisi si preparavano alla lotta armata da condurre in primavera, quando il ritorno della vegetazion[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 396

Brano: [...]se da presidente del Consiglio. Dopo la vittoria elettorale del Partito Populista (monarchico) nelle prime elezioni del dopoguerra (31.3.1946) e il ripristino della monarchia (settembre 1946), egli parteciperà come ministro ai governi centristi di Maximos, Plastiras e del liberale Sofoclis Venizèlos (figlio di Eleuthèrios).

AH’opposizione

Nella seconda metà degli anni Cinquanta, collaborò con Sofoclis Venizèlos alla creazione di coalizioni centriste che rappresentarono la principale forza di opposizione contro il partito delle destre, l’Unione radicalnazionale di Karamanlis.

Nel settembre 1961, dopo l’avvento di John Kennedy alla presidenza degli Stati Uniti, Papandrèu creò insieme a Venizèlos l’Unìone di centro che, tollerata dalla Corte e gradita alla nuova amministrazione di Washington, vinse le elezioni del 3.11.1963, ottenendo 138 dei 300 seggi del Parlamento.

Papandrèu diventò nuovamente primo ministro, ma decise di sciogliere subito il Parlamento e indisse nuove elezioni per assicurarsi la

maggioranza assoluta. La ottenne[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 171

Brano: [...]classe sul piano parlamentare per la realizzazione di programmi legalitari. Nonostante fossero in netto contrasto col marxismo, le idee di Lassalle ebbero notevole influenza sul movimento operaio tedesco.

Karl J. Kautsky (v.), già segretario di Engels e, nel 1883, fondatore della rivista Die Neue Zeit che diresse poi per molti anni, fu dapprima “lassalliano”, poi marxista e infine, dopo la fallita rivoluzione russa del 1905, assunse posizioni centriste, criticando sia la sinistra che i revisionisti. Ma allo scoppio della Prima guerra mondiale Kautsky si avvicinò a questi ultimi e si schierò poi contro la rivoluzione bolscevica del 1917, legandosi sempre più alla socialdemocrazia.

Il filone riformista nel movimento operaio tedesco continuò a rafforzarsi nel Partito socialdemocratico attraverso il revisionismo di Eduard Bernstein e la politica di Philipp Scheidemann: deputato al Reichstag, dal socialismo rivoluzionario Scheidemann passò al riformismo nel periodo in cui Ebert era a capo del partito, assumendo posizioni di destra, fino a ess[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 250

Brano: [...]aprile 1918.

Primo dopoguerra

Con spirito pragmatico e preoccupato anzitutto di salvare l’unità del partito nel momento in cui imperversava lo squadrismo fascista, alla vigilia del XVII Congresso socialista di Livorno (gennaio 1921) Romita si prodigò per comporre i contrasti interni, richiamando nello stesso tempo i socialisti all'esigenza di organizzare la classe operaia in forme di autodifesa. Sempre sostenendo l’unità del P.S.I. su basi centriste, si oppose sia alla scissione comunista sia al successivo tentativo “fusionista” fra socialisti e comunisti (1922) sia all’altro tentativo, compiuto da Pietro Nenni, di reintegrare nel partito la destra riformista confluita nel P.S.U.. Confermato membro della direzione del P.S.I. nel 1923, tenne sempre un fermo atteggiamento contro il fascismo e il 16.11.1926 venne arrestato. Assegnato a 5 anni di confino e inviato a Ustica (v.), fu qui accusato con altri 56 confinati (tra i quali Amadeo Bordiga, Giuseppe Massarenti e Mario Angeloni) di aver cospirato per la ricostituzione dei partiti, ma ven[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 436

Brano: [...]ntro in Udine se ne distaccò per aderire al Partito comunista, contribuendo alla fondazione della Federazione provinciale del P.C. d’L

Conseguita la laurea, venne chiamato da Antonio Gramsci a Torino, alla redazione dell’“Ordine Nuovo” quotidiano, ma vi lavorò solo per pochi mesi. Nell’ottobre 1922 rappresentò il P.C. d’I. al II Congresso del Partito comunista francese, del quale criticò l'orientamento socialdemocratico e attaccò le posizioni centriste affioranti tra i congressisti. Alla fine del suo intervento ven

ne fermato dalla polizia francese ed espulso dalla Francia perché trovato in possesso di passaporto irregolare.

Appena rientrato in Italia, ne ripartì come membro della delegazione del partito al IV Congresso deH’Internazionale Comunista, schierandosi con Gramsci nel sostenere la necessità dell'unificazione fra P.C. d’I. e P.S.I.. Fu quindi designato a far parte della commissione interpartitica che doveva stabilire le modalità della fusione.

Al suo rientro in Italia, sfuggì all'ondata di arresti che fra il febbraio e l’a[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 81

Brano: [...] riserve le dure repressioni seguitene. Ma quei fatti furono determinanti per la rottura dell'alleanza tra il P.C.I. e i socialisti. Pietro Nenni, che fin dal 1953 considerava sempre meno vincolante il Patto di unità d’azione e si stava muovendo per intrecciare autonomamente rapporti con gli altri partiti, colse l’occasione per sviluppare la propria iniziativa, staccarsi ostentatamente dai comunisti e portare il P.S.I. a collaborare con le forze centriste, operazione che sarebbe sfociata nella partecipazione dei socialisti ai governi di “centrosinistra”. Nell’ottobre 1956, su proposta dello stesso Togliatti, il Patto di unità di azione del 1947 venne sostituito da un accordo di « mutua consultazione » che, in effetti, non venne poi neppure applicato. Dopo aver tanto operato per una politica unitaria e aver raggiunto una grande forza organizzativa ed elettorale, il P.C.I. si trovò quindi di fronte a un nuovo insidioso pericolo di isolamento, che Togliatti ebbe però la capacità di sventare lanciando una nuova ed efficace campagna ideologica.

[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 205

Brano: [...] tedesco (K.P.D.) dal momento della fondazione.

Quando, nell’ottobre 1920, la maggioranza del Partito socialdemocratico indipendente capeggiata da Thaelmann (v.) e altri decise di confluire nel Partito comunista, facendolo diventare una grande organizzazione, forte di circa 300.000 membri, Ulbricht ne era già un quadro riconosciuto: nel 1923 egli venne eletto nel Comitato centrale del K.P.D.. Escluso dal gruppo dirigente (per le sue posizioni centriste) quando la direzione del K.P.D. passò alla sinistra, fu inviato a Mosca, dove lavorò nell’apparato della Terza Internazionale compiendo varie missioni. Rientrò in Germania nel 1927, fu riammesso nel Comitato centrale e, nel 1928, venne eletto deputato al Reichstag nelle liste del partito. Dal 1929 e fino all’avvento di Hitler al potere diresse l’organizzazione comunista di Berlino e del Brandenburgo, conducendo una vigorosa lotta contro i nazisti, ma nello stesso tempo settaria nei confronti dei socialdemocratici, anche se non mancarono episodi di collaborazione e convergenza tra le due organ[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine centriste, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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