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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 738

Brano: [...]mente: già il 16 ottobre reparti di SS compirono infatti a San Giorio un rastrellamento, il primo di una lunga serie.

Altre formazioni

Al principio di ottobre, sulle montagne di Borgone si installò un secondo gruppo di partigiani, guidati dagli operai torinesi Guido Gobba e Giuseppe Garbagnati. E a Mocchie, sopra Condove, si costituirono due altre bande, più consistenti, rispettivamente comandate dal sottotenente Felice Cima e dall’operaio bresciano Marcello Albertazzi. Altri gruppetti di partigiani, organizzati dal tenente Giancarlo Ratti, sorsero contemporaneamente nella zona di Sant'Ambrogio, a Villardora, ad Almese e a Rubiana. Intanto a Susa, sotto l’influenza di Ada Gobetti (v.) sfollata nella vicina Meana, alcuni ex alpini del disciolto 3° Reggimento costituivano un loro gruppo al comando del sottotenente Vittorio Morone e del sergente maggiore Ghiano (da questa formazione deriverà la 4a Divisione G.L. “Stellina”). Nel corso del mese di ottobre alcune piccole formazioni di tipo “paesano” sorsero infine anche nella media e bassa va[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 646

Brano: [...] le tre di sinistra, due furono semidistrutte e l’altra gravemente danneggiata con la palestra. Danneggiamenti più o meno gravi riportarono anche il fabbricato del Comando, il padiglione cucine e le altre tre casermette. Nel corso del bombardamento rimasero uccise 6 SS italiane e 22 furono ferite. Era giunto il tempo di evacuare la caserma e, poco dopo, il Raggruppamento Reclute, forte di un migliaio di uomini, venne spostato a RodengoSaiano nel Bresciano; anche il “Comitato” si trasferì in una casa di Paderno Franciacorta, vicino a RodengoSaiano.

La fase finale

Dopo i due rastrellamenti sferrati nel Piacentino dai tedeschi a fine novembre e a fine dicembre del

1944, il Comando delle SS ritenne necessaria un’altra radicale operazione di polizia in questa zona nevralgica, affidandola ai soli due battaglioni di SS italiane di cui si poteva fidare: il “Vendetta” e il “Debica”. Nel febbraio 1945 vennero così fatti partire da Mariano Comense questi due battaglioni, riuniti nel Kampfgruppe “Binz” al comando dell'SSObersturmbannfùhrer Franz [...]

[...]livi dietro la villa Fenaroli sede del Comando (Giovanni Pezzotti, Mario Andreis, Gaetano Lumini, Giovanni Felappi, Gastone Tiego e Angelo Franchini). I corpi furono abbandonati insepolti. Altri 4 partigiani furono passati per le armi e sepolti affrettatamente in tre fosse scavate nell’orto dietro la villa Fenaroli: il dottor G. Battista Vighenzi di Ostiano (Cremona), segretario comunale di RodengoSaiano e vicecomandante di settore del

C.V.L. bresciano; Giuseppe Malvezzi di Desenzano, Giovanni Ceretti di Gussago e Giuseppe Caravello di Palermo. Tutte le salme ritrovate presentavano lesioni non attribuibi

li ad armi da fuoco, ma a sevizie inflitte dai loro carnefici.

Dopo che nella notte tra il 27 e il

646



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 453

Brano: [...] Ph. Morgan, Augusto Turati e, infine, le interessanti conclusioni di S.J. Woolf su II fascismo e i suoi gerarchi.

Su Starace è uscita recentemente anche una vera e propria « biografia » (di A. Spinosa, Milano, Rizzoli, 1981).

Infine, va ricordato che due ex segretari del P.N.F. hanno lasciato memorie non prive di interesse: A. Turati, Fuori dell'ombra della mia vita. Dieci anni del solco del fascismo, a cura di A. Fappani, Brescia, Centro bresciano di iniziative culturali, 1973; e >G, Giuriati, La parabola di Mussolini nei ricordi di un gerarca, Bari, Laterza, 1981.

G.Sa.

Partito politico

Associazione privata di cittadini uniti da ideali comuni, che si propone il raggiungimento di un fine pubblico, cioè l’attuazione di un determinato programma nei confronti della collettività politica.

453



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 323

Brano: [...]o Olivelli, Gastone Franchetti e altri), le comandava il generale degli alpini Luigi Massini [Fiori). Le perdite delle « Fiamme verdi » furono complessivamente di 295 uomini fra morti in combattimento e fucilati. Le medaglie d'oro 3: Giacomo Cappellini, Teresio Olivelli e Antonio Schivarcii (si vedano le rispettive voci). Per maggiori informazioni sulle « Fiamme verdi », si veda la voce Brigate Cattoliche.

Il regolamento

Il Ribelle, foglio bresciano diretto da T. Olivelli, col sottotitolo: « Esce come e quando può », il 15.7.1944 pubblicava il seguente estratto di regolamento:

« 1. Le " Fiamme verdi ”, soldati della Patria e della Libertà, appartengono aH’Armata dell'Italia deH'interno. 2. Riconoscono nel Comitato di Liberazione Nazionale l’organo politico per l’autodeliberazione del popolo italiano. 3. Possono appartenere a qualunque libero partito politico, ma subordinano ogni azione di partito e ogni problema futuro alla necessità attuale del combattimento e dell’insurrezione, perché l’Italia risorga nuova, pura, libera da tiranni [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 480

Brano: [...]ajella », fortemente provati dalle avverse condizioni atmosferiche e con le uniformi ormai ridotte a brandelli, superarono il Sintria in piena e investirono frontalmente Monte Mauro, cogliendo di sorpresa i tedeschi. Il 16 dicembre, nello spazio di una giornata, il monte fu conquistato. Cadde in questa battaglia il capitano Mario Tradardi di Aquila, cattolico militante. Da ricordare fra i valorosi della « Majella », anche i comunisti Agnetti, un bresciano caduto nella fase iniziale della campagna romagnola, e Rauco, studente universitario aquilano accorso tra i primi alla macchia e morto a Recanati. Stabilizzatosi il fronte sul Senio, a fine di dicembre la « Majella » ebbe un altro periodo di riposo, a Brisighella e poi a Modigliana. Nel contempo, in seguito a pressioni di certi ambienti militari miranti a

sciogliere le formazioni « irregolari » (erano in costituzione i Gruppi di combattimento, v.), si cercò vanamente di intralciare l’attività della Brigata. Ma a metà gennaio del 1945 la «Majella» tornò in linea. Schierata sul Senio, dovett[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 449

Brano: [...]» e « normalizzazione » che egli si era attribuito. Pretesto per la sua rimozione fu la sua decisione di difendere gli assassini di Matteotti e il comportamento da lui tenuto nel corso del processo di Chieti, che riproponeva brutalmente l’origine squadrista e illegale di un partito il quale si poneva ormai come partito unico, coincidente con il governo e con lo Stato.

L’ipotesi del partito di quadri

A Farinacci succedette, il 30.4.1926, il bresciano Augusto Turati. Nel giugno dell'anno precedente questi era stato cooptato, per iniziativa dello stesso Farinacci, nella segreteria centrale del P.N.F. dove aveva assolto a incarichi di natura sindacale, partecipando alle consultazioni culminate nel Patto di Palazzo Vidoni (v.).

Considerato figura di secondo piano e, a differenza di Farinacci, senza solide basi di potere nelle province, Turati venne affiancato all’atto della sua nomina da Leandro Arpinati, Alessandro Melchiorri, Renato Ricci e Achille Starace in qualità di vicesegretari. Nel corso della sua lunga segreteria (durata quattro [...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine bresciano, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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