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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 358

Brano: [...]dicane), per circa un quarto collinare e per il resto pianeggiante. La pianura bresciana è stata notevolmente arricchita da bonifiche e da irrigazioni artificiali create alla fine del secolo scorso. L’industria locale, favorita nei trascorsi decenni dalle guerre e dalla politica autarchica del fascismo, è sostenuta anche da un artigianato locale. La fabbricazione delle armi impiegò durante l'ultimo conflitto oltre 30 mila addetti.

I cattolici bresciani

II Bresciano è sempre stato caratterizzato da una forte influenza cattolica è dall'azione di un clero tra i più attivi d’Italia, di tendenze innovatrici e riformistiche. A Brescia studiò Giovanni Battista Montini, l’attuale Pontefice Paolo VI, e notevole peso esercitarono le famiglie Montini e Bazzoli nel promuovere localmente l’opera dell’Azione Cattolica e di quel movimento che avrebbe poi dato vita al Partito popolare. Sin dall’inizio del secolo i cattolici puntarono suH’inserimento nella vita politica e amministrativa della provincia, alleandosi con i moderati; e impiegando cospicui me[...]

[...]e. Sin dall’inizio del secolo i cattolici puntarono suH’inserimento nella vita politica e amministrativa della provincia, alleandosi con i moderati; e impiegando cospicui mezzi diedero vita a una rete di organizzazioni sindacali, cooperative, culturali, nonché a casse rurali, a scuole private (come il collegio Cesare Arici], a giornali e a case editrici, conquistando via via le pubbliche amministrazioni.

La guerra del 191518 trovò i cattolici bresciani schierati su posizioni neutraliste, sostenute dal giornale Il Cittadino. L’alleanza conimoderati, e in particolare con l'interventista Giacomo Bonicelli, modificò però il neutralismo originario in « neutralismo vigilante », secondo la linea sostenuta dal Della Torre sull'« Osservatori Romano », e alla cui affermazione contribuì anche Giorgio Montini. Malgrado le attenuazioni del loro neutralismo, i cattolici bresciani continuarono abilmente a indicare l’obiettivo di tenere l’Italia fuori dal conflitto, anche mediante un accordo con l’Austria e la Germania. Nel maggio 1915 finirono per dare la loro adesione alla guerra, allineandosi alle posizioni di Meda, ma intanto le precedenti posizioni e l’alleanza

con i moderati avevano loro consentito di conquistare* dopo 8 anni di amministrazione zanardelliana, il Comune e il Consiglio provinciale.

Socialisti e comunisti

Il movimento, socialista, sviluppatosi con difficoltà e ritardo in un ambiente particolarmente difficile (nel 1917, contava appena 521 isc[...]

[...]o una marcia sul capoluogo. Fu in questo periodo che emerse la figura di Augusto Turati, destinato a diventare

poi segretario del Partito fascista (192630).

Nel febbraio del 1925 scoppiò a Brescia una forte agitazione sindacale contro il crescente aumento dei costo della vita e a questa agitazione, costretti dalla pressione delle masse, dovettero dare il loro appoggio anche i fascisti; lo sciopero, al quale parteciparono 8.000 metallurgici bresciani, con l'intervento della F.I.O.M. si estese poi a molti stabilimenti di Milano e della Lombardia.

Nel corso del 192526 I fascisti perseguitarono, bandirono e costrinsero ad abbandonare la provincia numerosi dirigenti socialisti e comunisti. Ghislandi fu confinato, gli ex deputati Maestri e Viotto vennero cacciati; Felice Vischioni, organizzatore dei ferrovieri, fu costretto a espatriare, così come lo furono il socialista Bonomelli e il comunista Italo Nicol etto. I popolari beneficiarono inizialmente di una relativa « libertà », grazie anche ai loro alleati « moderati », che scivolavano ver[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 400

Brano: [...]ità politica che gli costò ripetuti arresti tra il 1911 e il 1915 per la sua azione antimilitarista, poi nel corso della Prima guerra mondiale fino al processo di Pradamano (v.), dove fu messo sotto accusa con altri socialisti per propaganda disfattista.

Uscito dal carcere nel 1919, si stabilì a Brescia dove riprese a svolgere attività sindacale. Eletto deputato (1921), divenne membro della Direzione del P.S.I., fu alla testa dei metallurgici bresciani nella resistenza contro il fascismo subendo aggressioni squadriste, tuttavia continuando fino al 1925 a organizzare scioperi e vivaci lotte operaie. Essendosi ripetutamente rifiutato di ubbidire a ben 7 decreti prefettizi che gli imponevano di sciogliere la Federazione socialista e la Camera del lavoro bresciane, nel 1927 fu arrestato e deferito al Tribunale speciale che, il 21.5.1928, lo condannò a 2 anni di reclusione. Poiché nello stesso tempo era stato dichiarato “decaduto” dalla Camera fascista e confinato per 5 anni, dopo il carcere fu mandato al confino.

Lotta clandestina

Riacqui[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 84

Brano: [...]are un'educazione fascista ai giovani.

La sentenza del T.S. definiva i condannati « pessimi cattolici, indisciplinati alle direttive delle gerarchie, direttive che sono di pieno riconoscimento e consenso verso il fascismo ».

Altri aderenti all’organizzazione guelfa riuscivano a eludere la vigilanza poliziesca. Tra essi, don Ernesto Vercesi, Enrico Falck, Enrico Caso, Luigi Nebuloni, Giovanni Pullara, Federico Sor baro, Gaetano C arcano e i bresciani Pina, Cenini, Cazzani. Ricomposto più tardi il gruppo, vennero stabiliti ulteriori contatti in Lombardia con uomini di ispirazione cattolica: Achille Grandi (v.), Stefano Marazza (v.), Giuseppe Brusasca, Giovanni Gronchi (v.), Edoardo Clerici, Giovanbattista Migliori (v.) e Luigi Meda (v.), insieme ai quali si preparava la futura Democrazia cristiana.

La crisi del 1931 aveva fatto temere in Vaticano una necessaria rottura con il regime e, preparandosi all’eventualità, Pio XI (v.) il 29 giugno promulgò l’Enciclica “Non abbiamo bisogno”: una esplicita denuncia delle durezze e delle violenze [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 548

Brano: [...]ini ».

Ghislandi, Guglielmo

N. Breno (Brescia) il 15.8.1887, m. a Brescia il 3.3.1965; avvocato. Partecipò col grado di tenente alla prima guerra mondiale e vi venne ferito e mutilato. Fondatore e presidente della sezione di valle Camonica dell’Associazione mutilati e invalidi di guerra, fu membro del Comitato centrale dell’associazione stessa. Fu anche sindaco di Breno e consigliere provinciale.

Eletto deputato nel 1919 dai combattenti bresciani, nel settembre 1921 aderì al Partito socialista. Per l’attività antifascista svolta, nel 1926 venne radiato dall’albo degli avvocati. Arrestato dopo la promulgazione delle leggi eccezionali fasciste (1926), fu confinato per 2 anni nei pressi di Potenza. Deferito al Tribunale speciale, fu assolto per insufficienza di prove, ma gli fu impedito di tornare a Brescia sino al 1943.

Nella Guerra di liberazione

Nel periodo della lotta clandestina fu segretario della Federazione socialista di Milano e, dal marzo all’agosto 1944, membro della Direzione del P.S.I. per l’Alta Italia. Nell’agosto 19[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine bresciani, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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