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Il segmento testuale bresciane è stato estratto automaticamente da un complesso algoritmo di KosmosDOC di tipo "autogeno", ossia sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 29Entità Multimediali, di cui in selezione 5 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 365

Brano: [...] Bartolomeo Montagna. Furono inoltre cercati, in quel periodo, contatti diretti con i servizi alleati in Svizzera. Le formazioni ebbero un proprio giornale (Brescia libera), il cui primo numero uscì il 19.11.1943 incitando i giovani a disertare la chiamata alle armi: « Piuttosto la fame e i disagi che non la schiavitù. Le Fiamme verdi vi attendono per la difesa della Patria ».

Durante l’inverno del 1943 e nei primi mesi del 1944 le formazioni bresciane, e in particolare quelle della Valcamonica, dove i primi nuclei si erano formati dalla metà di ottobre, subirono resistendo i primi rastrellamenti. Nel febbraio 1944 Astolfo Lunardi, uno dei promotori della Resistenza bresciana, venne arrestato e fucilato insieme a Ermanno Margheriti. Nello stesso mese di febbraio, « Brescia libera» scomparve, sostituita da II Ribelle, foglio che avrebbe acquistato notevole prestigio, fino a rappresentare, nella letteratura cattolica resistenziale, quanto di più avanzato sul piano delle idee politiche e sociali. Teresio Olivelli (v.) sarà l’animatore del gior[...]

[...]venne arrestato e fucilato insieme a Ermanno Margheriti. Nello stesso mese di febbraio, « Brescia libera» scomparve, sostituita da II Ribelle, foglio che avrebbe acquistato notevole prestigio, fino a rappresentare, nella letteratura cattolica resistenziale, quanto di più avanzato sul piano delle idee politiche e sociali. Teresio Olivelli (v.) sarà l’animatore del giornale, oltre che della lotta armata.

Nell’estate del 1944 le « Fiamme verdi » bresciane sostennero violenti attacchi del nemico. Agli inizi del luglio subirono il rastrellamento di Cevo e nell'agosto impegnarono combattimento per catturare prigionieri da utilizzare negli scambi. Fu in questa occasione che stipularono con il nemico un patto per la delimitazione di una zona franca, suscitando violente proteste da parte di altre formazioni che respingevano qualsiasi intesa con l’occupante.

Nel successivo inverno, di fronte al proclama di Alexander (v.) e al bando di Mussolini, le formazioni in generale resistettero e « Il Ribelle » ebbe anzi dure parole verso una formazione che [...]

[...]ena che sento per te. Ma ti capisco, perché anch’io sono stanco come te, stanco da non poterne più. Perché anch’io come te, come tutti, ho sbagliato dei calcoli e ho paura dell’inverno imminente. Pure guardo lassù dove c’è neve, dove ci sono i ragazzi che ti sei lasciato alle spalle, che non ritroverai più, mal più, tuoi fratelli. E stringo i denti, e vado avanti come loro e con loro. Fino in fondo

A metà dicembre del 1944 le « Fiamme verdi » bresciane comprendevano le seguenti formazioni, per uri totale di 1.560 uomini: Brigata «Antonio Schivardi » e Battaglione sciar tori « Adamello », dislocati nella alta Valcamonica con 380 uomini; Brigata « Ferruccio Lorenzini »,_ nella media Valcamonica e nella vai di Scalve, con 300 uomini; Brigata « Giacomo Perlasca », nelle valli Sabbia e Trompia, con 280 uomini; Brigata « Dieci Giornate » a Ronchi Bresciano e lungo la riviera del Garda, con 250 uomini.

La forza risultava pressoché inalterata rispetto a un censimento fatto il 20 settembre, quando i membri delle stesse formazioni risultavano esse[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 359

Brano: [...] Radiatori già confinato a Ponza, Gaetano Perinelli, operaio della O.M. e Rolando Pezzagno, già confinato a Ustica. Mario Donegani, ferito e ritenuto morto dai fascisti, dopo qualche ora rinvenne e si salvò. Ancor più doloroso fu l’eccidio compiuto a Lovere (v.) il 22.12.1943, che costò la vita a 13 patrioti.

Allo sciopero del marzo 1943 parteciparono compatti gli operai della O.M., della Breda, della A.T.B., della Tempin e di altre fabbriche bresciane.

La lotta armata

Sin dai primi mesi del 1944, unitamente aH’importante movimento partigiano delle « Fiamme verdi » (v. Brigate cattoliche), operava in Valsaviore la 54a Brigata Garibaldi comandata da Antonio Parisi [Nino), commissario politico Giuseppe Verginella [Alberto), vicecomandanti Luigi Romelli [Bigio) e Leonida Bogarelli [Léo), capo di stato maggiore Bartolomeo Bazzana (il Maestro).

Essa si articolava su 6 battaglioni, rispettivamente detti di: valle di Malga, comandato da Luigi Romei

li, commissario Giorgio Martinelli; Cevo, comandato da Bernardo Regazzoli [Culicchio), c[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 588

Brano: Maslo, Gruppo Fratelli

Fra i documenti che Masini sottoscrisse, uno dei più significativi è il proclama rivolto nel maggio 1944 alle popolazioni delle valli bresciane: « Neutralizzate le spie col silenzio. Rifiutate di lavorare con i tedeschi. Se costretti, lavorate male e sabotate le costruzioni. Nascondete viveri, carne, bestiame, macchine, suppellettili. Trafugate armi e munizioni ed esplosivo. Aiutate i disertori, che anche tra i tedeschi aumentano ogni giorno, dopo averli disarmati. Costruite squadre nei paesi, organizzate il sabotaggio dei telefoni per il giorno che vi diremo. Ascoltate ed osservate, non parlate mai dei patrioti coi tedeschi e repubblicani. Non fidatevi di nessuno di loro. Valligiani! Tra poco avremo le nostre dieci giornate ».

Da[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 467

Brano: [...]e anch’essa formata in buona parte da partigiani scampati al rastrellamento di settembre.

La « Pasubio » a Milano

A Milano, Marozin e Rito presero contatto con i colonnelli Palumbo e Pieri del Comando generale del C.V.L. e, per il loro tramite, con Sandro Pertini, Corrado Bonfantini e Giovan Battista Stucchi, dirigenti delle Brigate Matteotti. Questi, dopo avere proposto in un primo tempo la riorganizzazione della formazione sulle montagne bresciane, optarono poi perché si costituisse nella zona sovrastante Baveno, sul Lago Maggiore.

Nel febbraio 1945 il C.L.N. Alta Italia, dichiarando l’appartenenza della « Pasubio » al C.V.L., segnalava alla medesima e al Comando partigiano triveneto che la formazione, operante ora in Lombardia, doveva troncare ogni rapporto con nuclei e formazioni attive nel Veronese e nel Vicentino. Si chiudeva così, soprattutto per merito di Sandro Pertini che neH’ambito del Comando generale si era fatto appassionato portavoce dell amarezza dei partigiani

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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 400

Brano: [...]iprese a svolgere attività sindacale. Eletto deputato (1921), divenne membro della Direzione del P.S.I., fu alla testa dei metallurgici bresciani nella resistenza contro il fascismo subendo aggressioni squadriste, tuttavia continuando fino al 1925 a organizzare scioperi e vivaci lotte operaie. Essendosi ripetutamente rifiutato di ubbidire a ben 7 decreti prefettizi che gli imponevano di sciogliere la Federazione socialista e la Camera del lavoro bresciane, nel 1927 fu arrestato e deferito al Tribunale speciale che, il 21.5.1928, lo condannò a 2 anni di reclusione. Poiché nello stesso tempo era stato dichiarato “decaduto” dalla Camera fascista e confinato per 5 anni, dopo il carcere fu mandato al confino.

Lotta clandestina

Riacquistata la libertà il 19.5.1932, si stabilì a Milano dove intraprese una piccola attività commerciale. Continuò a mantenere i contatti politici e, dal 1934, collaborò con Rodolfo Morandi e Lelio Basso alla creazione del Centro interno del P.S.I..

Sottoposto a varie restrizioni delle libertà personali al momento [...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine bresciane, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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