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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 484

Brano: [...]buì in grande misura a sostenere l’impegno bellico degli inglesi e dell’alleato americano. Truppe australiane furono inviate a combattere su tutti i fronti, mentre navi e formazioni aeree australiane operavano su tutti gli oceani del mondo. Tre divisioni furono impegnate in Africa del Nord e poi in Grecia, altre truppe australiane combatterono a fianco degli americani per cacciare i giapponesi dalla Nuova Guinea e dalle Filippine. Corpi speciali australiani organizzarono la guerriglia antiitaliana in Etiopia e va anche ricordato che parecchi ex prigionieri di guerra australiani, catturati dalle forze dell’Asse in Nordafrica e tradotti in Italia, fuggiti dai campi di prigionia nel settembre

1943, combatterono poi nella Resistenza italiana.

Secondo dopoguerra

Sulla scia della vittoria ottenuta contro il nazifascismo, anche in Australia le elezioni del 1946 diedero la maggioranza alle forze popolari guidate dal Partito laburista. Ma di pari passo con la crescente ingerenza deH’imperialismo U.S.A. nell’area del Pacifico e con l’inizio della guerra fredda il paese si trovò sempre più condizionato sul piano

Tosatori di pecore in una fattoria australiana

eco[...]

[...]ta oggi di circa 150.000 superstiti spogliati di ogni proprietà e confinati in riserve nelle zone più inospitali del continente o emarginate in condizioni miserabili alla periferia delle metropoli. La vita media di questa popolazione è di soli 45 anni, la mortalità infantile supera di tre volte la media nazionale e la disoccupazione è sei volte più alta, mentre i salari dei pochi che lavorano sono la metà rispetto a quelli degli altri lavoratori australiani. Solo il 20% degli aborigeni ha una casa, mentre la maggioranza vive in condizioni sanitarie tali da renderla ancora vittima di malattie quali la lebbra e il glaucoma.

Il governo laburista ha istituito un Ministero per gli Affari aborigeni e

484



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 483

Brano: Appendice

Giorgio V d’Inghilterra passa in rassegna un reparto australiano mobilitato in Francia nel corso della Prima guerra mondiale

del secolo (particolarmente combattiva era l’Unione dei tosatori), si ebbe però un grave peggioramento: l’improvvisa caduta del prezzo della lana e di altri prodotti australiani sul mercato mondiale e le manovre speculative finanziarie messe in atto per sfruttare questo elemento provocarono in Australia, all’inizio degli anni Novanta, una pesante crisi economica, alla quale gli allevatori e le manifatture fecero fronte con licenziamenti in massa e riduzione dei salari. Si accese così in futto il continente, sotto la guida della Federazione australiana del lavoro, una lotta imperniata sulla difesa del monopolio sindacale del collocamento. Dopo cinque mesi di scioperi e scontri di piazza la lotta si concluse con la sconfitta degli operai: nel 1891, in nome della “liber[...]

[...]mondiale, permise alla Gran Bretagna di alimentare in quella sua lontana colonia uno spirito di patriottismo “nazionale” e di farla partecipare attivamente al conflitto.

Nonostante che un buon terzo della popolazione australiana fosse di origine irlandese, quindi tradizionalmente antiinglese, e nonostante il risultato negativo di un referendum popolare che fece annullare la legge sul reclutamento obbligatorio, ben 750.000 furono i “volontari” australiani che vennero a combattere in Europa, lasciando sui campi di battaglia 59.000 morti e 259.000 tra feriti, prigionieri e dispersi. Molto sangue australiano fu versato soprattutto a Gallipoli (Turchia), nella disastrosa campagna del 1915.

Primo dopoguerra

Premiato da Londra con la carica di Alto Commissario, il laburista Fisher venne sostituito a capo del governo dal compagno di partito Hughes (un ex minatore di origine irlandese) che, nel 1917, di fronte alle difficoltà creategli dalla sinistra laburista, cambiò clamorosamente bandiera per dar vita a una concentrazione nazionalista e forma[...]

[...] da Londra con la carica di Alto Commissario, il laburista Fisher venne sostituito a capo del governo dal compagno di partito Hughes (un ex minatore di origine irlandese) che, nel 1917, di fronte alle difficoltà creategli dalla sinistra laburista, cambiò clamorosamente bandiera per dar vita a una concentrazione nazionalista e formare un nuovo governo sostenuto dai partiti borghesi.

Nelle elezioni del 1919 (le prime del dopoguerra) i laburisti australiani vennero sconfitti dal Country Party (rappresentante degli agrari) e dal Partito nazionalista di Hughes. Seguì un periodo di grande turbo

lenza sociale che vide i laburisti perdere sempre più terreno, mentre sotto una parvenza di aumentata autonomia formale si consolidavano i legami economici e militari tra il Commonwealth of Australia e la metropoli.

Nel primo dopoguerra la popolazione austrialiana crebbe rapidamente, grazie a un ben controllato flusso immigratorio che vedeva gli immigrati italiani al secondo posto dopo i britannici. La crisi economica mondiale del 1929 riportò al gover[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 68

Brano: [...]sche si disseminarono lungo centinaia di chi

lometri di piste desertiche, ma quella originale cooperazione tra carri e anticarro che aveva permesso di prendere contropiede gli inglesi si rivelò impotente davanti alle fortificazioni di Tobruk, dove l’azione di sorpresa condotta l’11 aprile fallì. Completato l’accerchiamento, Rommel ripetè l’attacco ma neanche questa volta riuscì. Tedeschi ed italiani riprovarono a forzare le linee tenute dagli australiani, ma senza successo: a questo punto i rapporti all'interno delle forze dell’Asse si fecero tesi e Rommel sostituì molti ufficiali tedeschi, criticando « certi comandanti (che) hanno ceduto di fronte al nemico ».

Il 27 aprile l’Alto Comando tedesco inviò in Nordafrica il generale von Paulus per verificare la situazione e il 30 fu lanciato un nuovo attacco. L’1 maggio la fanteria aprì un varco nelle file britanniche, ma i carri tedeschi furono fermati da un campo minato e poi dagli anticarro. Il 3 maggio gli australiani contrattaccarono, ma alla fine l’angolo sudoccidentale del perimetro dife[...]

[...]forze dell’Asse si fecero tesi e Rommel sostituì molti ufficiali tedeschi, criticando « certi comandanti (che) hanno ceduto di fronte al nemico ».

Il 27 aprile l’Alto Comando tedesco inviò in Nordafrica il generale von Paulus per verificare la situazione e il 30 fu lanciato un nuovo attacco. L’1 maggio la fanteria aprì un varco nelle file britanniche, ma i carri tedeschi furono fermati da un campo minato e poi dagli anticarro. Il 3 maggio gli australiani contrattaccarono, ma alla fine l’angolo sudoccidentale del perimetro difensivo rimase nelle mani delle forze dell’Asse.

Ancora una volta, però, la guarnigione britannica di Tobruk, comandata dal generale Morshead, si dimostrò capace di attuare una difesa mobile e aggressiva, utilizzando le stesse fortificazioni che gli italiani avevano costruito intorno alla città, recingendo questa con una doppia cintura difensiva lungo un perimetro di 6065 km e per un raggio di 2530 km.

L assedio

Si trattava di 128 fortificazioni in cemento armato, collegate da trincee chiuse da un tavolato ricoper[...]

[...]uto nella seconda linea, tranne che mancava il fossato, ma tutte le opere erano a filo del terreno e si rivelavano solo all'ultimo istante. Durante il giorno i cecchini impedivano ogni movimento, ma verso sera si stabiliva una tacita tregua di un paio d’ore, indispensabile per far giungere i rifornimenti ed evacuare i feriti.

In questo lungo assedio, l’attività notturna delle pattuglie era la principale forma di combattimento, nella quale gli australiani, addestrati al

corpo a corpo e all’azione individuale, eccellevano. I rifornimenti britannici erano garantiti via mare dall’“lnshore Squadron”, un’eterogenea formazione della Royal Navy che manteneva i collegamenti con Tobruk e la cui azione, mai interrotta, teneva alto il morale degli assediati.

Per le forze dell’Asse, Tobruk in mano inglese significava allungare le proprie linee di rifornimento di 80 km, dover mantenere notevoli forze immobilizzate nell’assedio, vedersi impossibilitata qualsiasi offensiva verso l'Egitto per la continua minaccia di incursioni sull'apparato logistico.
[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 187

Brano: [...]o prevalentemente montuose, con rilievi di natura vulcanica.

La popolazione supera di poco i 3.000.000 di abitanti, in maggioranza di origine europea, con una minoranza di autoctoni (i Maori), ridotti dalle guerre coloniali a poche decine di migliaia. Ha un’economia relativamente sviluppata che si fonda su un'agricoltura di tipo capitalistico e su un'industria manifatturiera che dipende ampiamente da capitali stranieri (statunitensi, inglesi, australiani). L’Isola del Nord, dove risiede la maggioranza della popolazione, è economicamente la più sviluppata. Capitale» è Wellington, con 355.000 abitanti; altre città importanti sono: Auck

land, il maggior centro del paese, nell’isola del Nord, e Christchurch in quella meridionale.

In quanto membro del Commonwealth britannico, riconosce formalmente la sovranità della corona inglese che vi viene rappresentata da un Governatore generale. Organo legislativo è l’Assemblea generale (87 membri, di cui 4 espressione della minoranza maori), eletta ogni 3 anni, del cui Consiglio esecutivo il Governato[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 173

Brano: [...]eviso, 1975; E. Fai qui, Antologia di 900, Torino 1958; E. Falqui. Per una cronistoria della rivista 900, in La Fiera letteraria, 19.7.1959.

4. Co.

Noveis, Alpe di

Frazione del comune di Caprile (Vercelli), a 1.144 m s.l.m., durante la Guerra di liberazione Alpe di Noveis fu teatro di intensa lotta. Posta sulle pendici del monte Gemévola, dopo T8.9.1943 ospitò uno dei centri di raccolta e smistamento di ex prigionieri di guerra inglesi, australiani e neozelandesi. Questi venivano poi avviati oltre la frontiera svizzera oppure aggregati alle formazioni partigiane. Parecchie decine di questi ex prigionieri furono ospitati nell’albergo gestito da Angelo Zaninetti (detto rAmericano), fino a quando i fascisti intervennero: lo Zaninetti fu arrestato con la sorella Clementina e inviato in campo di deportazione, mentre l’albergo veniva dato alle fiamme.

Battaglie e rastrellamenti

Nella località vi furono ripetuti scontri. Già durante il rastrellamento del 20.2.1944 un attacco fascista a Noveis obbligò la formazione garibaldina comandata d[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 40

Brano: [...]dendola dipendente dall’esportazione di tale prodotto in Australia (che assorbe da sola il 58% del commercio estero dell'isola) e nella Nuova Zelanda.

Cenni storici

L’isola, scoiperta dal capitano Fearn nel 1798, divenne possedimento tedesco nel l'ottobre 1888. A partire dal 17.12.1920, la Società delle Nazioni l'affidò sotto mandato fiduciario a Gran Bretagna, Australia e Nuova Zelanda.

Occupata dai giapponesi nel 1942 e liberata dagli australiani il

14.9.1945, dal novembre 1947 tor

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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 834

Brano: [...] guadagnando tempo prezioso per il resto del distaccamento che si trovava a monte. Poi, esaurite le munizioni, per non cadere vivo in mano al nemico Tortorella rivolse contro se stesso l’ultimo colpo dell’arma. Gli altri 7 garibaldini, scarsamente armati, furono catturati, condotti a Mosso Santa Maria e fucilati nei pressi del cimitero. Essi erano: Roberto Arrigoni, Pai miro Carmelo, Antonio Cavasso, Francesco Crestani, Corrado Lanza, nonché gli australiani Frank Boves e Kenneth Osborne.

Bibliografia: P. Secchia C. Moscatelli, Il Monte Rosa è sceso a Milano, Torino 1958; A. Poma G. Perona, La Resistenza nel Biellese, Torino 1952.

Mottalciata, Trappola di

Nel comune di Mottalciata (Vercelli) durante la Guerra di liberazione furono trucidati 20 partigiani caduti in mano al nemico per la delazione di una spia.



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 458

Brano: [...]zona libera » e il cui comando, coordinato da Sandro Pertini e poi da Celso Ghini, dipendeva direttamente dal C.L.N. Centrale (v.) di Roma; e infine i distaccamenti della Brigata Garibaldi «■ Spartaco » (al comando di Buscalferri e Depangher) con zona di influenza sul versante anconetano e, tramite formazioni G.A.P., anche lungo la costa adriatica. Tra le formazioni minori si ricorda il Gruppo Lucio, composto di 22 uomini fra inglesi, americani, australiani, canadesi e che, al comando di Lucio Corradini di Petriolo, dal novembre 1943 al giugno 1944 operò sulle montagne di Sarnano.

Di fronte all’intensificarsi dell'attività partigiana, a metà marzo 1944 tedeschi e fascisti si impegnaro

no in un grosso rastrellamento: partendo da Macerata e congiungendosi via via con altre forze provenienti dal basso Piceno, investirono le zone dove più intensa si manifestava l’iniziativa delle bande. Le operazioni si protrassero a fasi alterne per più settimane. Grossi scontri si ebbero a Valdiola, Monastero, sopra Matelica e a San Severino.

Nonostante g[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 231

Brano: [...]ari mestieri. Dopo lo scoppio della Seconda guerra mondiale fu corrispondente di guerra in Kenya, in Etiopia e nel Nord Africa, dove nel 1941 fu catturato dai tedeschi. Consegnato alle autorità italiane, nel 1943 venne internato, insieme ad altri ufficiali alleati, nel campo di Badia di Sulmona (L’Aquila). Dopo l’armistizio dell’8.9.1943, mentre il comandante del campo si preparava a consegnare ai tedeschi i 3.800 prigionieri inglesi, francesi e australiani affidati alla sua custodia, Uys Krige collaborò con il vicecomandante Rocco Santacroce per far

li evadere in massa, come infatti avvenne.

Nel suo libro The Way Out (pubblicato in Italia col titolo « Libertà sulla Maiella », Firenze 1965), Krige racconterà la storia dell'evasione. L’opera rappresenta il primo dichiarato omaggio del mondo anglosassone a quanti (militari italiani, partigiani, contadini e pastori), incuranti dei rischi cui si esponevano, si prodigarono nell'aiutare i prigionieri alleati a sfuggire ai tedeschi.

Successivamente, insieme al Santacroce, rimase 6 mesi alla ma[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 666

Brano: [...](Grigna meridionale); 140 al Campo dei Buoi; 130 al Pizzo d’Erna; 150 a Culmine San Pietro; 110 in Valsassina; 55 a Mandel

lo Lario e sulle pendici della Grigna meridionale; altre formazioni minori in diverse località. Operava inoltre

nella zona una banda di 350 uomini con una ventina di ufficiali e sottufficiali dell'esercito, la quale comprendeva un centinaio di ex prigionieri di guerra alleati di diverse nazionalità (inglesi, americani, australiani, jugoslavi, greci, un russo).

I partigiani possedevano per lo più armi leggere ed erano scarsamente forniti di mitragliatrici e di munizioni. Si poneva inoltre il problema di trasformare questi raggruppamenti in formazioni organizzate e collegate tra loro. Tale compito fu svolto, soprattutto per le formazioni di Pian dei Resinelli e di Pizzo d’Erna, da Gaetano Invernizzi (v.) che assolveva funzioni di commissario politico, e da Carenini, già combattente in Spagna.

Le prime azioni partigiane delle Grigne mirarono a colpire i presidi nemici e a conquistare armi. L’attacco più importante f[...]


successivi
Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine australiani, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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