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Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 78Entità Multimediali, di cui in selezione 8 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 520

Brano: Germania

Carlo Marx, Federico Engels e le tre figlie di Marx: Jenny, Eleanor e Laura (1865 ca.)

si, tanto da attirarsi aspre critiche da Marx ed Engels (Critica al Programma di Gotha).

Alla Germania unificata si aprì un periodo di rapido sviluppo economico. Nello stesso tempo, accentuando le repressioni contro il movimento operaio, nel 1879 Bismarck impose leggi antisocialiste (proibizione dell’organizzazione e della stampa di partito) che praticamente ridussero i socialdemocratici alla semiclandestinità. Dall'ottobre 1879 il Sozialdemokrat, organo settimanale del partito, venne stampato in Svizzera e dovette essere introdotto in Germania clandestinamente. Ciononostante, nelle elezioni del 1881 e poi in quelle dell’autunno 1884 i socialdemocratici raccolsero nuovi successi, salendo a 550.000 voti. A frenare l’avanzata socialdemocratica non servirono neppure le riforme sociali (assicurazioni contro malattie, infortuni, invalidità e vecchiaia) demagogicamente sbandie[...]

[...]stampato in Svizzera e dovette essere introdotto in Germania clandestinamente. Ciononostante, nelle elezioni del 1881 e poi in quelle dell’autunno 1884 i socialdemocratici raccolsero nuovi successi, salendo a 550.000 voti. A frenare l’avanzata socialdemocratica non servirono neppure le riforme sociali (assicurazioni contro malattie, infortuni, invalidità e vecchiaia) demagogicamente sbandierate dal governo nel momento in cui si varavano le leggi antisocialiste e liberticide.

Sotto il nuovo imperatore Guglielmo Il (succeduto a Federico III dopo appena 100 giorni di regno), Bismarck tentò di imporre al paese un regime di vera e propria dittatura militare (ottobre 1889). Ma, inviso alla maggioranza parlamentare che giudicava inopportune ulteriori persecuzioni contro i socialdemocratici (dal momento che queste finivano per aumentarne sempre più il seguito tra le masse), il « cancelliere di ferro » venne completamente travolto dalle elezioni del 20.2. 1890: il partito socialdemocratico

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raccolse circa 1 milione e mezzo di voti e, di fronte a[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 685

Brano: [...] alla maggioranza dei lavoratori dell’industria non ancora organizzati, perché si intensificasse una lotta per un’« economia pianificata » diretta dal governo federale, per l'affermazione del benessere di tutti i gruppi sociali e la realizzazione di un sistema di democrazia industriale. Ma in seguito la componente comunista, privata di una base politica autonoma all'interno e fuori del sindacato, fu sempre più emarginata da forze anticomuniste e antisocialiste, divenendo facile bersaglio dei loro attacchi nei momenti più critici. La presenza dei comunisti divenne sempre meno necessaria di fronte al consolidamento del C.I.O., alla sua burocratizzazione e al conseguimento dei principali obiettivi.

Le elezioni del 1936 videro la schiacciante vittoria di Roosevelt che raccolse il consenso dei lavoratori (soprattutto neri, tradizionalmente repubblicani), dei ceti medi e intellettuali, dei nuovi immigrati. Durante il suo nuovo mandato non si registrarono tuttavia vistosi miglioramenti, piuttosto si evidenziarono forti squilibri in diversi settori, la [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 443

Brano: [...]mi il grado medio di cultura scolastica in Italia. Va subito aggiunto, peraltro, che nella scuola come altrove il fascismo non si affacciò nei primi anni di potere con un programma suo proprio o con un qualsivoglia “piano dottrinale”, della cui assenza Benito Mussolini si vanterà anzi esplitamente (v. Fascismo), ma con un pragmatismo che fondamentalmente mirava a imbrigliare quanto più possibile in un progetto di egemonia politica tutte le forze antisocialiste e illiberali. A tal fine Mussolini potè contare sul contributo determinante del noto filosofo liberale di destra Giovanni Gentile (v.), ministro della Pubblica istruzione nel primo governo fascista e promotore della riforma scolastica che ne porterà il nome. Per questo, si può parlare anche di un rapporto di “continuità” fra la politica scolastica dei governi liberali prefascisti e quella della dittatura mussoliniana, con gli aggiustamenti formali e organizzativi via via ritenuti necessari per adeguare la scuola alle esigenze “educative” del regime, fino alle aberrazioni della Mistica fascist[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 837

Brano: [...]to: il 2,33 per cento dei voti che il suo movimento aveva riportato nel 1933 cadde nel 1936 al di sotto del 2 per cento.

Per giunta, la svolta apertamente filofascista della N.S. (nel giugno del 1933 la stampa del movimento arrivò a proporre come candidati al Premio Nobel per la pace Hitler e Mussolini), la sua crescente esaltazione del fascismo e l’assimilazione dei principi corporativi concorsero ad alienarle anche le simpatie genericamente antisocialiste degli stessi ceti conservatori. Rivalità all'interno della N.S., scontri di personalismi e fallimenti organizzativi concorsero inoltre a circoscrivere

il successo e l’importanza politica del movimento; si può dire che, dopo le elezioni del 1936, questo era ormai un fenomeno limitato e marginale della vita politica norvegese. Non meno screditato era Quisling, sia per la sua forsennata campagna contro il partito laburista (che egli accusava di voler creare in Norvegia « condizioni alla russa ») sia con l’azione di rottura che aveva promosso nei confronti degli stessi partiti borghesi. Questi[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 210

Brano: Olanda

IEC, 1967; E. Morpurgo, Dieci contro uno. Milano, CorticelH, 1946; F. Etnasi, La Resistenza in Europa, Roma, Grafica Ed., 1970.

A.Per.

Olberg, Oda

N. a Bremerhaven (Germania) il 2.10.1872, m. a Buenos Aires (Argentina) l’11.4.1955; giornalista e scrittrice.

Verso il 1890, dopo la vittoria elettorale socialdemocratica in Germania e l’abrogazione delle leggi antisocialiste, si avvicinò alla socialdemocrazia. Nel 1896, trasferitasi in Italia, sposò il socialista massone torinese Giovanni Lercia e aderì al P.S.I.. Nel 1898 divenne corrispondente fissa dall’Italia della Die Neue Zeit, organo teorico della socialdemocrazia tedesca. Esponente dei « rivoluzionari intransigenti », quando nel 1912 questa corrente prevalse al XIII Congresso nazionale socialista di Reggio Emilia, la Olberg e Lerda cercarono d'imprimere al partito un carattere più organizzato. Ma nel 1914, quando il Congresso di Ancona dichiarò incompatibile l’appartenenza dei socialisti alla Massoneria, [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 359

Brano: [...]penale è socialmente pericolosa la persona, anche se non imputabile e punibile, la quale ha commesso taluno dei fatti indicati nell’articolo precedente, quando è probabile che commetta nuovi fatti previsti dalla legge come reato ». Rispunta qui il noto principio reazionario e persecutorio del « dar adito a sospetti », compreso nelle norme per l'applicazione del domicilio coatto alla fine del secolo scorso, durante le repressioni antianarchiche e antisocialiste. Secondo tale principio, chiunque può essere colpito anche se non abbia infranto alcuna legge né abbia manifestato propositi di infrangerla. È sufficiente che un poliziotto o un giudice lo creda capace di farlo. Art. 204: « Le misure di pubblica sicurezza sono ordinate previo accertamento che colui il quale ha commesso il fatto è persona socialmente pericolosa ». Come si possa accertare la pericolosità sociale dell’individuo è lasciato al giudizio dell’autorità. Art. 205: « Le misure di pubblica sicurezza sono ordinate dal giudice nella stessa sentenza di condanna o di proscioglimento, oppure[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 17

Brano: [...]velleità anticapitalistiche dell’ala « sinistra » del partito, scelse consapevolmente la via della grande industria e della finanza. In questa sua tendenza, determinata anche dalla necessità impellente di dare una solida base al suo movimento, egli si incontrò con i circoli industriali che, specialmente a partire dal 1930, non avrebbero lesinato mezzi per sostenere il partito nazista, in cui vedevano l’alfiere delle loro aspirazioni reazionarie, antisocialiste e autoritarie.

La crisi degli anni Trenta rappresentò la congiuntura favorevole all'ascesa della N.S.D.A.P. che si poneva come alternativa ai metodi del

Hitler durante una manifestazione di S.A. a Brunswick (Bassa Sassonia) nel 1931

la destra tradizionale, definita imbelle e legalitaria, nella lotta contro la democrazia weimariana (v. Weimar, Repubblica di] e soprattutto contro il movimento operaio. Dopo l’insuccesso elettorale del 1928 i nazisti ripresero respiro con le elezioni del 14.9.1930, nelle quali conquistarono . 107 seggi al Reichstag con il 18,3 per cento del totale, affer[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 473

Brano: Casati, Alessandro

condanna al confino in seguito alle leggi antisocialiste di Crispi del 1894. Volontario nel 1897 in Grecia (a Domokos, col corpo garibaldino), fu nuovamente colpito dalle leggi repressive del movimento popolare nel periodo del governo Pelloux. Eletto consigliere comunale di Torino nel 1899, sino al 1920 fu capogruppo della minoranza socialista al comune.

Eletto deputato per il collegio di Torino nel 1909 e successivamente confermato per quattro legislature, fu vicepresidente socialista della Camera. Fondò e diresse il Corriere biellese e altri periodici socialisti. Durante il periodo fascista si ritirò dalla vita politica, dedicandosi alla profe[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine antisocialiste, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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