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Il segmento testuale anticomunisti è stato estratto automaticamente da un complesso algoritmo di KosmosDOC di tipo "autogeno", ossia sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 245Entità Multimediali, di cui in selezione 9 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 681

Brano: [...]un secondo momento, più o meno apertamente, ogni partito diede vita a propri gruppi di lotta armata che confluirono poi nell'A.K.. Il gruppo armato più consistente era quello formato dal Partito popolare (detto anche contadino) che si strutturava nei Battaglioni contadini, molto attivi contro i tedeschi in parecchie zone, specie nella distruzione di rifornimenti alimentari destinati al nemico. I Battaglioni contadini, in generale non accesamente anticomunisti come sarà invece il grosso dell’A.K., daranno un contributo rilevante alla Resistenza. Nel giugno 1941 (v. Barbarossa, operazione), l’attacco tedesco alI'Unione Sovietica introdusse modifi

che sostanziali alla situazione, cambiando il carattere del conflitto. Nel frattempo il governo polacco in esilio, trasferitosi a Londra, aveva operato cauti avvicinamenti all' U.R.S.S, e questa, alla luce della nuova situazione, non mancò di comprendere meglio e di apprezzare il contributo polacco alla comune battaglia antinazista. Tanto più che, in diversi paesi, reparti polacchi venivano impegnati con[...]

[...]on mancò di comprendere meglio e di apprezzare il contributo polacco alla comune battaglia antinazista. Tanto più che, in diversi paesi, reparti polacchi venivano impegnati contro i tedeschi: in Norvegia nella battaglia di Narvik; nella Francia invasa e in Romania, dove erano stati formati gruppi di combattimento polacchi.

L’avvicinamento polaccosovietico si concretizzò in un accordo tra Stalin e Sikorski (nonostante l’opposizione di elementi anticomunisti del governo polacco in esilio), grazie al quale oltre 100.000 polacchi presenti nei territori controllati dai sovietici poterono raggiungere l’Inghilterra e costituire il nucleo dell’Armata polacca comandata dal generale Anders (v.). Questa unità partecipò alle campagne in Occidente e combattè anche in Italia, distinguendosi nella sanguinosa battaglia di Cassino (v.).

L'Armia Krajova e l'Armia Ludova

II 1942 segnò una svolta radicale nello sviluppo della Resistenza polacca. Su basi e con forze diverse, si costituirono V Armi a Krajova (Armata nazionale o dell’interno) e l'Armia Ludova ([...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 158

Brano: [...]te il C.L.N. di Trieste, dal quale i comunisti erano da tempo usciti; dall’altra i comunisti italiani e sloveni uniti in un fronte unico. Questo fronte era pressoché egemonico in città e si riconosceva nelle posizioni di Tito, il quale mirava a fare di Trieste la settima repubblica della Jugoslavia federativa.

Sul fronte collaborazionista, schierato con i tedeschi, c'erano invece i fascisti della repubblica di Salò e gli sloveni belogardisti (anticomunisti), inquadrati nella cosiddetta « Guardia nazionale del Litorale ». A questi si affiancarono le bande cetniche serbe e ustascia, ritiratesi dalla Jugoslavia in seguito all'avanzata delle truppe di Tito.

Gli aderenti al C.L.N. di Trieste (comprendente le forze moderate) oltre a schierarsi contro i tedeschi, miravano a impedire che i territori orientali cadessero sotto l'occupazione jugoslava. Ciò che li preoccupava non era solo la questione del futuro confine, ma soprattutto quella del futuro ordinamento sociale, in quanto il fronte comunista italosloveno di Trieste e della Ve

nezia Giulia[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 621

Brano: [...]ali comuni a tutte queste organizzazioni, nel suo libro “El fascismo hoy” (Madrid, 1980)

F. Perez Galdos afferma: « C’è un ritorno [...] al fascismo puro che è piuttosto non cattolico, mistico, sempre più europeo e meno “nazionale”, più aggressivo e violento ». A ciò si può aggiungere che il fascismo vecchio e nuovo marceranno uniti finché converrà loro; quantunque il loro bagaglio teorico attuale derivi fondamentalmente da testi statunitensi anticomunisti e di controguerriglia.

I legami internazionali di questi gruppi sono evidenti e non solo per il loro coinvolgimento in vari attentati.

II neofascista E. Milà, il cui nome fu fatto in relazione con la bomba fatta esplodere contro la sinagoga di Parigi nel 1980, dirà: « Allora (nel 1973) noi lavoravamo a organizzare quello che chiamavamo Movimento nazionale rivoluzionario internazionale e che la stampa conoscerà come Internazionale Nera. Alla testa di questa struttura si trovavano uomini veramente di carattere e per noi furono un esempio: il comandante Borghese, il colonnello Skorzeny, il[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 512

Brano: [...] potere comunista.

Le cose si complicarono ulteriormente per il nuovo regime quando il corpo cecoslovacco (circa 34.000 uomini, ex prigionieri di guerra o ex sudditi dello zar) si ribellò (maggio 1918) bloccando la ferrovia transiberiana. I controrivoluzionari ricevettero aiuti, attraverso il porto di Vladivostok, dalle nazioni capitalistiche europee, dal Giappone e dagli U.S.A.. Nel giugno del 1918 si costituirono così in Siberia due governi anticomunisti separati (ad Omsk e a Samara). L'assemblea di Ufa, che

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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 335

Brano: [...]o unitario fra tutte le forze antifasciste durante la guerra di Spagna e fu contrario anche all’intervento dei volontari italiani a fianco dei repubblicani spagnoli.

Allo scoppio della Seconda guerra mondiale partecipò, negli U.S.A., alla fondazione della Mazzini Society (v.) insieme a G.A. Borghese, Giorgio La Piana, Max Ascoli, Lionello Venturi e a un folto gruppo di emigrati italiani di tendenze democraticorepubblicane, tutti rigorosamente anticomunisti (tanto che il sodalizio venne accusato da altri gruppi antifascisti di essere uno strumento del governo U.S.A.).

Collaborò al periodico “Nazioni Unite”, al mensile “Il Mondo” e al foglio anarchico “Controcorrente”, oltreché al quindicinale “Italia libera”. Con La Piana pubblicò, nel 1943, il libro What to do with italy? (che sarà tradotto in italiano, nel 1945, con il titolo La sorte deiritalia),

Gaetano Salvemini con la signora Marion Rosselli e «il di lei figlio Giovanni, dopo la morte di Carlo Rosselli (Parigi, autunno 1937)

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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 100

Brano: [...]nticomunismo al fascismo

Confluito insieme ai suoi amici nel nuovo Partito socialista di Francia fondato da Pierre Renaudel, venne chiamato a far parte del governo Serraut come ministro dell'Aeronautica. Non rieletto nelle elezioni del maggio 1936 che portarono alla vittoria il Fronte popolare, Déat fondò subito dopo la cosiddetta Unione socialista e repubblicana che, in opposizione al Fronte popolare, divenne punto di raccolta degli elementi anticomunisti.

Nell’aprile 1939, scomparso il Fronte popolare e iniziate le persecuzioni governative contro la sinistra in Francia, l'exsocialista Déat fu eletto deputato nelle liste di un blocco anticomunista, finendo col trovarsi molto vicino a fascisti dichiarati come Bucart e Doriot. Il 4.5.1939 pubblicò sul giornale 1’ Oeuvre, da lui stesso diretto, l’articolo « Morire per Danzica? » che giustificava il colpo di mano nazista sulla città anseatica, dichiarandosi apertamente simpatizzante del fascismo. Nell'ottobre dello stesso anno, scrisse l'articolo Pace immediata, con cui riuscì a portare dalla s[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 138

Brano: [...]attolico colla dottrina cattolica, e neanche è conciliabile col diritto naturale della famiglia ».

II P.N.F. reagì con una secca replica e la tensione arrivò al punto massimo con un messaggio di Pio XI a Mussolini, in cui si minacciava una aperta condanna. Ma Mussolini rispose con abilità e con spregiudicatezza politica. In un colloquio con padre TacchiVenturi da un lato oppose minacce a minacce e, da un altro, si richiamò ai comuni interessi anticomunisti. La posizione di Mussolini fu così esposta, in una sua relazione, da padre TacchiVenturi: « In un momento così tragico per le sorti di tutta Europa, anzi di tutto il mondo, quando il bolscevismo batteva alle porte della Germania; quando la fame, pessima consigliatrice, lasciava presagire tremendi cataclismi nell’ordine sociale, e l’anticlericalismo collegato con le sette massoniche avrebbe dovuto consigliare la concordia e l’unione delle due potestà ecclesiastica e civile, il farsi ed attuare propositi come quelli nel messaggio, invece di arginare tanti mali imminenti, veniva a romper le digh[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 329

Brano: [...]x novo applicando criteri di rigorosa discriminazione politica. In tal modo, gran parte degli attivisti e dei militanti dei partiti di sinistra e del sindacato di classe fu cacciata dall/azienda, mentre le nuove assun, zioni, affidate ai sindacati di osser

vanza padronale e alle parrocchie, furono fatte attingendo a elementi politicamente « sicuri » (per esempio, fu largamente attinto alla massa dei profughi giuliani, di dichiarati sentimenti anticomunisti). Un corpo di guardie aziendali forte di oltre 1.000 unità e composto in maggioranza di ex carabinieri, comandati dai loro stessi ufficiali, fu preposto alla sorveglianza delle maestranze. Sorsero « officine confino » nelle quali gli esponenti sindacali e politici della sinistra operaia, degradati nelle loro qualifiche professionali, furono « confinati », costretti a mansioni umilianti e presto ad uno ad uno licenziati.

Nello stesso tempo che usava la violenza di tipo fascista contro i lavoratori politicamente più « pericolosi », la FIAT mise in atto una scaltra politica di ricatto salaria[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 412

Brano: [...]ascismo

II 22.10.1934, con un articolo dal titolo « Fronte popolare contro il fascismo », C. lanciò lo slogan del Fronte popolare che sarebbe diventato programma politico e obiettivo di lotta unitaria di tutti i paesi minacciati dalla dittatura fascista. Costantemente rieletto deputato dal

1914 in tutte le legislature, nel 1935 fu il primo senatore comunista francese. Decaduto dal mandato parlamentare nel gennaio 1940 in seguito ai decreti anticomunisti di Daladier, durante l’occupazione tedesca si sottrasse alla cattura dei nazisti e, malgrado l’età avanzata, partecipò coraggiosamente alla Resistenza. Diresse l’« Humanité » clandestina e fu tra i primi firmatari dell'appello insurrezionale di Parigi. Rieletto deputato dopo la Liberazione, decano deH’Assembiea nazionale, presiedette il 28.11.1944 la prima seduta della massima assise francese. Fino al febbraio 1948 ebbe la presidenza della commissione per gli affari esteri.

Continuò vigorosamente fino alla morte la lotta contro la reazione interna e la politica colonialista dell’imperialis[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine anticomunisti, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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