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Il segmento testuale anticolonialista è stato estratto automaticamente da un complesso algoritmo di KosmosDOC di tipo "autogeno", ossia sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 139Entità Multimediali, di cui in selezione 12 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 233

Brano: Banfi, Antonio

conferenza, estesa al continente africano, che desse nuovo vigore alla lotta anticolonialista.

Bandung non fu la prima conferenza anticolonialista del dopoguerra. Nel marzo del 1947 vi era stata in India una conferenza panasiatica e, ancor prima, nel 1945, si era tenuta a Manchester la prima conferenza panafricana. Ma Bandung fu la prima conferenza a carattere intercontinentale e, soprattutto, la prima in cui si potè trarre un bilancio positivo della lotta antimperialista, con il concorso di un gruppo di paesi ex coloniali indipendenti.

Fu il capo del governo indonesiano, Ali Sastroamidjojo, a proporre la riunione delle nazioni indipendenti d’Asia e d’Africa, perché « decidessero del proprio avvenire senza l'ingerenza del mondo occid[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 692

Brano: [...] l’ancor più spettacolare Oueimada (1969), per metterli sull'avviso che, sia la tecnica della rivolta sia quella della repressione e restaurazione possono essere manovrate dalla stessa mano: nella fattispecie quella di un cinico e ambiguo avventuriero britannico del secolo scorso, incarnato per il largo schermo a colori da un attore come Marion Brando. Ma nonostante il suo fascino personale e qualche insistenza sul folclore indigeno, la metafora anticolonialista era piuttosto netta e ferma.

Dopo un decennio di silenzio in cui prevalse la proposta, sempre rimandata, di una biografia del Cristo, il regista è tornato con Ogro (1979) a occuparsi di una tematica a lui congeniale: l’esecuzione di un generale franchista da parte del terrorismo basco, e il prolungarsi di tale terrorismo ai nostri giorni, e non soltanto in Spagna. II problema era delicato e complesso, e il film, stilisticamente ripetitivo dei precedenti, risultava, con la sua struttura a blocchi, meno convincente.

U.Ca.

Pontedecìmo

Borgata (ma comune autonomo fino al 1926) all’est[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 272

Brano: [...]Empoli era uscito dal 1901 un altro settimanale socialista (Wta Nuova) che aveva corrispondenti anche nella Valdelsa fiorentina, ed era stata costituita la C.d.L. che riuniva anche le leghe della Bassa Valdelsa. Queste leghe nel 1904 aderiranno al primo sciopero nazionale, nel 1908 ospiteranno i figli degli scioperanti di Parma e, nel 1914, daranno massiccia adesione alla “settimana rossa” (v.).

Non meno vivo di quello di classe fu lo spirito anticolonialista e pacifista che si espresse nello sciopero contro la guerra di Libia nel 1911 e nelle grandi manifestazioni del 191415 contro la Prima guerra mondiale, quando le donne della Valdelsa si sdraiarono per giorni sulle rotaie di varie stazioni ferroviarie, per impedire la partenza dei soldati. Ciò provocò repressioni e arresti, ma il Partito socialista mantenne la sua influenza e, tra il 1919 e il 1920, ottenne la maggioranza in tutti i Consigli comunali della valle.

Avvento del fascismo

Anche in Valdelsa furono gli agrari e gli industriali che, fin dal 1919, organizzarono le prime squadre f[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 454

Brano: [...]ia da una posizione “critica di sinistra” all’interno del regime, nelle associazioni e nelle manifestazioni ufficiali, a quella di un aperto e militante antifascismo (come è ben documentato, anche per quanto riguarda Zevi, nel libro di Ruggero Zangrandi (v.) ).

Nel tardo autunno del 1935 molti giovani reagirono negativamente all'inizio dell’occupazione dell’Etiopia, ricercando nella solidarietà con i giovani egiziani di allora una piattaforma anticolonialista, e Zevi era con loro. Insieme a Paolo Alatri e Mario Alicata promosse, tra il 1936 e il 1937, il passaggio a un antifascismo aperto di tutte quelle inquietudini giovanili (v. Antifascismo giovanile organizzato). Il campo della sperimentazione, della organizzazione e dell’espressione di quell’antifascismo fu, per quei giovani intellettuali, il mondo dei Littoriali.

Il “Convegno arti figurative” di Roma del 1937 fu uno dei primi “condensatori” di forze e idee: i protagonisti furono Raffaele De Grada, Renato Guttuso e Antonello Trombadori. Lo stesso convegno, tenuto l’anno successivo a Palerm[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 58

Brano: [...]zione che soltanto i paesi industrializzati deH’Occidente sarebbero stati in grado di fornire tecnici specializzati e ciò mentre giacevano inevase le richieste di centinaia di tecnici dei paesi del Terzo Mondo!

A partire dagli anni Settanta la fine della discriminazione nei confronti della Repubblica Popolare Cinese (riconosciuta come unica rappresentante della Cina dal 25.10.1971) e l’ammissione all’O.N.LL di numerosi Stati sorti dalla lotta anticolonialista hanno portato a un’effettiva universalizzazione delle Nazioni Unite, quindi a un rovesciamento dei rapporti di forze in seno all’Assemblea a favore dei paesi del Terzo mondo. Nelle questioni più importanti venute in discussione a partire dagli anni Settanta, nel Consiglio di sicurezza i ruoli si sono invertiti ed è toccato quasi esclusivamente agli U.S.A. far ricorso al diritto di veto per impedire l’adozione di risoluzioni contrarie alla loro politica. Per questo motivo, oltre che per i vizi di origine, l’O.N.U. continua ad avere nelle vicende mondiali un ruolo secondario, quale punto di inc[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 684

Brano: [...]quanto giustificate dalle particolari condizioni della città, aumentarono i contrasti tra i due movimenti socialisti e contribuirono all’inasprimento delle contraddizioni interne al socialismo cittadino. Si svolsero fra i gruppi aspre polemiche, come quella nata dall’impresa libica (1911), che aveva visto il Toscano, confortato dall’analoga posizione del De Felice a Catania, favorevole alla guerra, mentre Lo Sardo sosteneva la tradizionale linea anticolonialista del PSI. In realtà il Toscano esprimeva una tradizione di ribellismo e di tatticismo piccoloborghese che poggiava sulle particolari condizioni della città e sul bisogno del sottoproletariato di identificarsi in un capo.

Questa situazione di crisi raggiunse il suo punto di rottura con gli avvenimenti immediatamente precedenti alla Prima guerra mondiale: ancora una volta Toscano e De Felice furono interventisti (v.), mentre Lo Sardo si schierò contro la guerra (anche se poi, per un malinteso senso di prestigio, si arruolerà volontario per dimostrare che i socialisti « non hanno paura di batt[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 630

Brano: [...]annare col suo voto questa politica contraddittoria e antipopolare: nelle elezioni dell’ottobre 1951 i conservatori ottennero 323 seggi contro i 294 dei laburisti e tornarono al governo, con Winston Churchill primo ministro. Nonostante la conclamata politica coloniale inglese di « avviare i paesi verso l’indipendenza », nel 1952 fu dichiarato nel Kenia lo stato di emergenza e vennero istituiti campi di concentramento per gli adepti del movimento anticolonialista dei Mau Mau. Nel 1953, profilatasi nella Guyana Britannica una affermazione democratica di sinistra, il governo britannico decise di soppri

fn/Mament

630



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 32

Brano: [...]ento con le masse algerine. Diverso rilievo ebbe invece l’Etoile Nord Africaine (E.N.A. = Stella NordAfricana), un movimento che nacque nel 1926 e che si sviluppò essenzialmente negli ambienti del proletariato algerino di Parigi. L’È; N.A., diretta da Messali Hadj, un leader nazionalista che dominerà la scena politica algerina fino al 1953 per poi divenire un collaborazionista dei francesi, ebbe il pregio di avere una chiara piattaforma di lotta anticolonialista e di distinguersi così dalle altre forze algerine, che accettavano l'integrazione con la Francia pur rivendicando una certa autonomia. La forza del^E.N.A. divenne ne! giro di pochi anni così rilevante, e la sua propaganda così popolare tra le masse algerine, che il governo francese la pose fuori legge nel 1929. Messali Hadj venne arrestato e condannato. Liberato dal governo di Fronte Popolare nel 1935, Hadj ridiede vita all’E.N.A. e questa riebbe un periodo di fioritura; ma nel 1937, dichiarata nuovamente illegale dal governo Blum (v.), essa fu sciolta e scomparve definitivamente dal panorama[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 33

Brano: [...]uazione si radicalizzò.

Il 14.3.1944, per la prima volta da quando era nato il nazionalismo algerino, il movimento di Ferhat Abbas si incontrò con il P.P.A. e con l’Associazione degli Ulema, per dare vita a un’organizzazione unitaria che prese il nome di «Amici del Manifesto e della Libertà » (A.L.M.). Gli obiettivi politici ne erano tra i più avanzati: creare in Algeria « una repubblica autonoma, federata a una repubblica francese rinnovata, anticolonialista e antimperialista »; « lottare contro i privilegi delle classi dirigenti, affermando l’uguaglianza tra gli uomini »; « smascherare gli intrighi e le manovre delle forze reazionarie e feudali mussulmane e francesi, e di tutti coloro che hanno un interesse qualsiasi al mantenimento del regime coloniale ». Nel frattempo, il prolungarsi della guerra aveva aggravato le condizioni di vita delle masse algerine; l’inflazione dilagava, la disoccupazione toccava vertici paurosi, la miseria tipica della dominazione coloniale si trasformava in fame.

Il Congresso nazionale della A.L.M., che si tenne ad[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 37

Brano: Alicata, Mario

seismo si occupò di essa soltanto alla vigilia della seconda guerra mondiale, quando cercò di trasformare ogni collettività italiana all’estero in strumento della propria politica bellicista.

La lotta antifascista

La partecipazione degli emigrati italiani alla lotta antifascista e alla resistenza anticolonialista in Algeria può essere distinta in quattro fasi: 1) periodo del Fronte popolare in Francia (v.) e della lotta antifranchista in Spagna (v.)f fino alla sconfitta della Repubblica spagnola e allo scoppio della seconda guerra mondiale (1939); 2) periodo della resistenza antifascista che si chiude non già, come generalmente si ritiene, con lo sbarco degli Alleati, bensì con la formazione del primo governo De Gaulle dopo l’uccisione di Darlan (v.) e la liberazione dei prigionieri politici; 3) periodo dell’organizzazione e dell’assistenza ai prigionieri di guerra italiani rinchiusi nei campi di Alge[...]


successivi
Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine anticolonialista, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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