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Il segmento testuale Winston Churchill è stato estratto automaticamente da un complesso algoritmo di KosmosDOC di tipo "autogeno", ossia sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 43Entità Multimediali, di cui in selezione 12 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da La repubblica dell'Ossola (settembre-ottobre 1944), p. 8Prefazione/premessa/introduzione ad edizione non originale (Monografia/libro

Brano: [...]vano tutte le condizioni per una rapida conclusione della campagna d’Italia. Lo stesso Alexander, ed il generale Maitland Wilson, comandante supremo del teatro d’operazioni mediterraneo, proclamavano convinti che non vi sarebbe stata «alcuna difficoltà ad irrompere nella valle del Po ed a puntare quindi verso est» (4). Non sussisteva alcuna ragione per cui i partigiani avrebbero dovuto non condividere questa certezza, più volte ribadita anche da Winston Churchill, e porre invece in dubbio l’intenzione o la capacità degli angloamericani di proseguire l’azione sino alla completa disfatta tedesca in Italia. Inoltre, a dissipare ogni residua ombra di sfiducia, ingenerata dalla strana guerra sin’allora condotta in Italia dagli strateghi britannici e americani, provvide lo stesso Quartier Generale alleato, inviando ai primi di settembre, al CLNAI ed al Comando Generale del CVL, messaggi il cui contenuto era inequivocabile. Il primo pervenne via radio il 5 settembre ed era così formulato:



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 737

Brano: [...]sta sede che per la prima volta affiorarono i contrasti e i divergenti interessi fra le tre grandi potenze, prima avvisaglia dell’aperto conflitto tra i due blocchi e della « guerra fredda » che le esigenze della condotta bellica avevano fino allora tenuto in sordina, ancorché non ne fossero già mancati sintomi preoccupanti (la lunga battaglia per l’apertura del secondo fronte e i fatti di Grecia, per citare i casi più vistosi).

Le Memorie di Winston Churchill attesteranno senza perifrasi lo stato d’animo con il quale le potenze occidentali, e allora in particolare la Gran Bretagna, si accingevano all’incontro di Potsdam, ossia principalmente la volontà di contestare la presenza sovietica nel cuore dell’Europa. Ma la conferenza non po

Churchill, Truman e Stalin alla Conferenza di Potsdam

737



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 474

Brano: [...]mania e Turchia), ma i governi di Londra e Parigi rifiutarono.

Il 31 marzo il premier britannico Chamberlain comunicò ai Comuni che la Francia e la Gran Bretagna avrebbero aiutato la Polonia in caso di attacco tedesco. Dai documenti finora resi noti non risultano chiare le ragioni che lo spinsero a fare questa dichiarazione e si può solo supporre che esse risiedessero nel tentativo di placare i laburisti e quell’ala di conservatori guidati da Winston Churchill che più si erano indignati per l’indifferenza anglofrancese emersa al momento della crisi cecoslovacca. Sta di fatto comunque che, di lì a poco, gli occidentali iniziarono nuovi sondaggi per verificare se anche l’U.R.S.S. era disposta a proteggere la Polonia. Il 17 aprile giunse così una controproposta sovietica: Mosca avanzò l’ipotesi di un’alleanza fra U.R.S.S., Gran Bretagna e Francia, mirante a fornire aiuti a qualsiasi delle tre potenze venisse aggredita. Inoltre l’accordo poteva entrare automaticamente in funzione nel caso di un attacco tedesco ai paesi confinanti con l’U.R.S.S. fra il [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 337

Brano: [...]a resistenza. Ciononostante gli americani attraversarono il Reno soltanto il 7 marzo e solo il

27 aprile si incontrarono con i sovietici sull’Elba. Tutto l’andamento della campagna dimostrò che, fino all’ultimo giorno di guerra, lo sforzo principale di frantumare gli esèrciti tedeschi e di piegare la Germania nazista rimase affidato alle armate sovietiche.

Bibliografia: B.H. Liddel Hart, Storia militare della seconda guerra mondiale, 1970; Winston Churchill, La seconda guerra mondiale, 1970; Corrielius Ryan, Il giorno più lungo, 1961; R.W. Thompson, DDay lo sbarco in Normandia, 1972; D. Eisenhower, Les opérations en Europe du corps expéditionnaire allié 1944/1945, 1947; Montgomery, Les opérations dans le nordouest de /’Europe 1944/1945, 1947; Helmut Heiber, Hitler stratega, 1966; Jacques Robichon, Le débarquement de Provence, 1962; Jacques Nobécourt, Il colpo di coda di Hitler, 1965; Albert Kesselring, Memorie di guerra, 1954; Résistance Unie. n. 25 dell’aprilegiugno 1974, pagg. 4043.

A.Bon.

Truppe americane dilagano nella penisola di Cher[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 652

Brano: [...]ito dopo la fine del conflitto e denunciavano in pari tempo la corresponsabilità della monarchia nella dittatura di Metaxas, il governo greco del Cairo era contrario a un mutamento istituzionale. Era tuttavia chiaro che molto difficilmente avrebbe potuto essere infranta l’opposizione popolare greca al ritorno del vecchio regime, tanto più che l’E.L.A.S. ormai disponeva di una forza di oltre 70.000 combattenti. Giorgio II chiese allora l’aiuto di Winston Churchill e, ancora una volta, il « pericolo comunista » divenne la giustificazione di una complessa manovra che si andò delineando sul piano politico e militare. Gruppi di conservatori facenti capo al governo fantoccio di Atene, preoccupati di salvaguardare, comunque andassero le cose, i loro interessi, costituirono i cosiddetti Battaglioni di sicurezza che, armati dai tedeschi, divennero gli strumenti di repressione più odiati dai greci. Tali battaglioni collaboravano momentaneamente con gli occupanti contro l’E.L.A.S., ma erano pronti a passare dalla parte degli ingle

ECCIDI SOTTO L’OCCUPAZIONE I[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 648

Brano: [...]za ufficiale a cui la Grecia fosse legata, il trattato fra i paesi balcanici (Grecia, Jugoslavia, Romania e Turchia), esigendo che gii impegni di mutuo soccorso fossero validi solo nel caso che uno dei paesi aderenti fosse aggredito da un altro paese balcanico. Nello stesso tempo, la politica di temporeggiamenti di Metaxas isolò la Grecie dagli altri alleati potenziali, come l'Inghilterra.

Malgrado le assicurazioni verbali del Foreign Office, Winston Churchill, in realtà, applicando la linea della politica di Mona

Poliziotti greci disperdono una manifestazione popolare contro l’Ambasciata italiana, subito dopo l’annuncio della dichiarazione di guerra da parte del governo fascista di Roma (Atene, 28.10.1940)

648



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 288

Brano: [...]l corso dell’anno: 213 antifascisti condannati complessivamente a 1.449 anni di reclusione.

2 condanne a morte (eseguite).

1933

23.1: Viene fondato l’istituto della Ricostruzione Industriale (I.R.I.), per sostenere con i fondi dello Stato le grandi industrie deficitarie.

A Berlino, Goering, parlando in febbraio all’inaugurazione di una mostra di pittura italiana, sottolinea l’« intima affinità » tra il fascismo e il nazismo.

18.2: Winston Churchill, celebrando a Londra il 25 anniversario della « Lega antisocialista », esalta pubblicamente Mussolini (« Il più grande legislatore vivente »).

16.3: Per ridurre la massiccia disoccupazione operaia, vengono ripristinate la giornata lavorativa di 8 ore e la settimana di 48 ore.

27.5: Il Consiglio dei ministri decreta che la iscrizione al Partito fascista costituisce un requisito « essenziale » per l’assunzione nel pubblico impiego.

7.6: Viene siglato a Roma un patto di « collaborazione » internazionale tra Italia, Germania, Francia e Inghilterra.

22.7: Mussolini riassume in prima pe[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 101

Brano: [...] riuscirono a stento a superare le linee di copertura Reinhardt e Barbara (v.), ma non riuscirono a sfondare, e nemmeno a minacciare seriamente, la linea Gustav. Il 20 dicembre l’obiettivo prestabilito (Frosinone) era ancora assai lontano, né sussisteva alcuna ragionevole presunzione di poterlo raggiungere. E, il 22, Alexander dovette risolversi ad annullare l’operazione Shingle.

Rilancio dell’operazione Shingle

A rilanciare il progetto fu Winston Churchill che, reduce dalle conferenze del Cairo (v.) e di Teheran (v.), il 25 dicembre riunì a La Marsa i capi militari del Mediterraneo e li persuase della necessità di una urgente e intensificata ripresa delle operazioni sul fronte italiano, con obiettivo la conquista di Roma, mentre erano ancora disponibili forze e mezzi, in particolare da sbarco, che entro breve tempo avrebbero dovuto essere trasferiti in Inghilterra, destinati all’operazione Overlord (v.). A La Marsa e in due successive conferenze tenute a Marrakech ai primi di gennaio 1944, fu deciso pertanto che una nuova offensiva nel settore [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 29

Brano: [...]anto nella forma che nel contenuto del proclama, molti videro il tentativo di liquidare il movimento di lotta popolare, che aveva ormai assunto un’ampiezza e una fisionomia tali da non poter più essere direttamente controllato dai Comandi angloamericani. La crescente preoccupazione di ordine politico nei confronti di quello che il movimento partigiano italiano andava significando socialmente e storicamente nel paese, era già stata manifestata da Winston Churchill (v.)/ in un pubblico discorso, il 22.2.1944, nel quale il primo ministro britannico ribadiva concetti già espressi, con assoluta chiarezza, in una lettera del 3.2.

1944 al presidente americano Roosevelt: « Sono convinto — scriveva Churchill — che la menomazione in questo momento dell’unica autorità che rimane in Italia, e il tentativo di creare un nuovo governo con gruppi politici privi di reale base nel paese, aumenterebbero ancora le nostre difficoltà. Inoltre questi gruppi, quando abbiano dato vita ad up governo, riterrebbero indispensabile, per guadagnare credito presso l’opinione pubb[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 740

Brano: [...] i propositi della diplomazia americana, propositi che l’Unione Sovietica poteva solo in parte intuire, essendo solo in parte al corrente di retroscena non irrilevanti (Stalin venne sì a conoscere l’esistenza della « bomba », ma di quale tipo di bomba si trattasse era stato tenuto non a caso all’oscuro). Ma questi propositi furono invece pienamente compresi, con la sensibilità che lo distingueva nei confronti della politica dell'imperialismo, da Winston Churchill.

Il mancato rispetto degli accordi

Una valutazione degli accordi di Potsdam non può prescindere dal considerarne l’attuazione che di essi fu fatta negli anni successivi. Si impone, sotto questo profilo, la constatazione che essi furono rispettati soltanto laddove sancivano implicitamente la spartizione netta di sfere di influenza tra l'Unione Sovietica e le potenze occidentali. Dove invece si imponeva la collaborazione delle due parti per realizzare nei fatti i principi proclamati a Potsdam, gli accordi rimasero lettera morta.

Di conseguenza, all’interno della stessa Germania non sol[...]


successivi
Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Winston Churchill, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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