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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 602

Brano: [...]lle perdite) furono i caduti militari in battaglia o per ferite riportate o morti nei campi di prigionia o dispersi;

31.068.000 (cioè il 56,1%) i civili trucidati nei campi di deportazione oppure uccisi nei loro paesi dagli eserciti invasori o dai bombardamenti. Queste cifre dimostrano che la guerra 193945 non soltanto è stata la più sanguinosa e geograficamente estesa della storia, ma anche il primo conflitto internazionale, nel cui corso la tecnologia bellica ha ignorato quella delimitazione etica, giuridica e operativa tra “militare” e “civile” che, in qualche misura, aveva contenuto gli effetti delle guerre precedenti: al di là del confronto tra eserciti variamente armati, dal 1939 la guerra ha così assunto un carattere sempre più simile al genocidio (v.) generalizzato, colpendo le popolazioni inermi, in particolar modo le donne e i bambini assai più che i militari protetti e addestrati (una tendenza che si rivelerà irreversibile nei successivi conflitti).

Nei 6 anni di guerra le forze del Patto Tripartito ebbero circa 11 milioni di m[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 654

Brano: [...] interna. Da quello stesso 1946 ebbe inizio una violenta “offensiva ideologica” contro tutte le torme di espressione letteraria e artistica che non esaltassero acriticamente il regime: ta

le politica, passata alla storia come zdanovismo (dal nome di Andreij Zdanov (v.) che guidò questa ondata di oscurantismo), permise di ristabilire un ferreo controllo su tutta la vita culturale del paese, nuocendo non poco allo sviluppo della scienza e della tecnologia di quegli anni (tra l’altro, furono messe al bando la cibernetica e la psicoanalisi, la teoria quantistica e quella della relatività).

D’altra parte la situazione internazionale era rapidamente peggiorata: nel luglioagosto 1945 la Conferenza di Potsdam (v.) aveva rivelato profondi motivi di contrasto tra i vincitori e, sul problema delle riparazioni, l’U.R.S.S. finiva per ottenere molto meno di quanto le era stato promesso a Yalta. La questione greca e quella polacca accentuarono in Stalin la diffidenza verso gli ex alleati, finché l’inizio della guerra fredda nel 1947 convalidò le sue pre[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 538

Brano: [...]zione è per la maggior parte di origine cinese, cui si aggiungono consistenti gruppi malesi, indiani, pakistani ed europei. Lingua ufficiale è l’inglese. La capitale (che è poi l’unico centro urbano dell isola) ha avuto uno straordinario sviluppo economico a partire dagli anni Settanta ed è oggi il terzo porto commerciale del mondo nonché grande centro finanziario (la “Zurigo dell’Est”) e industriale, specializzato nel settore dei servizi, della tecnologia avanzata, ma anche di trasformazione (petrolio, prodotti tessili, meccanica, edilizia), il 68% della popolazione attiva è impiegata nei servizi, il 30% in attività industriali e solo il 2% in agricoltura. Con un prodotto nazionale lordo in continuo aumento, la piena occupazione, un’inflazione minima e un reddito prò capite di livello occidentale, Singapore è da considerarsi un paese ricco, ma fortissime vi sono le sperequazioni sociali. Inoltre la sua ricchezza dipende direttamente dall’andamento della sua bilancia commerciale con l’estero, quindi è molto vulnerabile, esposta ai contraccolpi [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 63

Brano: [...]erso una riduzione delle tasse e un enorme aumento delle spese militari, a scapito dei settori non privilegiati, colpiti da drastici tagli alle spese sociali.

Questa nuova linea economica, detta del “supplyside” perché, in luogo di rispondere alla naturale domanda del mercato, si basava sul principio di ridurre i consumi popolari e di accrescere l'offerta (supply) di capitali destinati a investimenti improduttivi neM’industria bellica e nella tecnologia più sofisticata, non ottenne i risultati sperati: a un’effettiva riduzione del tasse d’inflazione di ben 8 punti tra il 1980 e il 1982 corrispose infatti una recessione economica inusitata che, per la prima volta dopo quarantanni, fece aumentare negli U.S.A. la disoccupazione del 10%. Nel 1982

Ronald W. Reagan (1984)

Reagan dovette perciò invertire parzialmente la rotta, imponendo, insieme a ulteriori tagli nelle spese “sociali”, un aumento delle tasse che gli alienò parte del consenso tra i ceti abbienti. Dopo la sua rielezione del 1985 (ottenuta anche grazie alla sua politica vistosam[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 716

Brano: [...]one, delle quali

995.000 dedite all'agricoltura. Nel

1974 il prodotto nazionale lordo era formato per il 15,6% dai proventi agricoli, per il 35,5% da quelli in

dustriali e per il 48,9% da altre attività.

In alcune regioni (Alentejo, Ribatejo) la terra è ancora divisa in grandi latifondi; in altre, le ridotte dimensioni degli appezzamenti permettono appena un'economia di sussistenza. Malgrado i progressi compiuti negli ultimi anni, la tecnologia agricola è molto arretrata, come pure quella industriale.

Nel settore industriale sono in via di sviluppo la siderurgia e l'industria tessile. Di recente sono stati impiantati stabilimenti per la produzione di perfosfati e di ammoniaca e per la raffinazione dello zolfo. Il commercio è caratterizzato da un’assoluta prevalenza delle importazioni (ferro, carbone, petrolio e derivati, autoveicoli e prodotti chimici) sulle esportazioni (generi di abbigliamento, macchinario elettrico, sughero lavorato e vino).

Cenni storici

Nei decenni che seguirono il passaggio dal XIX al XX secolo il pae[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 255

Brano: [...]esso in crisi quel sistema politico. E la questione può essere abbinata a quella — pure affrontata dagli storici deH’economia — sulle ragioni del mancato sviluppo nell’impero romano di quelle tendenze (pure in atto) che, milleduecento, anni dopo, avrebbero portato dal capitalismo mercantile a quello industriale.'

L’esistenza di un’area estesa (50 milioni di persone) di capitalismo mercantile e di condizioni per il passaggio dalla scienza alla tecnologia (Erone d'Alessandria era arrivato al principio della macchina a vapore) non erano dissimili, nel II secolo dopo Cristo, da quelle che tra il Millequattrocento e il Milleseicento avrebbero portato al sor

gere della cultura che preparò, la rivoluzione industriale e la società capitalistica. La domanda del perché, invece di uno sviluppo economico, si ebbe la decadenza, è una di quelle che tante interpretazioni storiche hanno lasciato senza una risposta convincente. Ma se si abbina il problema della circolazione delle élites attraverso la legittimazione del dissenso politico (opposizione) e qu[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 249

Brano: [...]dolescenza, si laureò in Lettere alla Harvard University (1926), quindi si trasferì in Europa per affrontare studi di Fisica a Cambridge e a Gottingen dove, nel 1927, conseguì una laurea in questa materia. Si impegnò in ricerche sulla meccanica dei quanta estesa al campo dei fenomeni elettromagnetici, sviluppò questi studi presso le Università di Leida e di Zurigo e, nel 1928, tornò in America, diventando associate professor presso l’istituto di tecnologia della California University. Negli anni che seguirono svolse importanti ricerche sperimentali sulla radioattività artificiale indotta dal bombardamento del deuterio (isotopo dell’idrogeno, o « idrogeno pesante » che entra nella costituzione della cosiddetta acqua pesante). Titolare di cattedra dal 1935, nel 1942 venne chiamato dal governo americano a dirigere i laboratori che realizzarono il Manhattan Project (Progetto Manhattan) di Los Alamos (Nuovo Messico), ossia la produzione della bomba atomica poi lanciata su Hiroshima (v.). Presidente del Comitato consultivo generale presso la Commissi[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 239

Brano: [...]degli U.S.A., nei cui confronti mantengono poi un atteggiamento politico diverso (di minor dipendenza il Venezuela, retto da una borghesia nazionale relativamente forte), l’Iraq e l’Algeria hanno legami di collaborazione dipendente con l’U.R.S.S.. Fortemente legati alla politica U.S.A. sono l’Arabia Saudita e gli Stati del Golfo (Qatar, Kuwait, Emirati Arabi), i cui investimenti di petrodol

II presidente dell’O.P.E.C. Uteiba (1980)

lari in tecnologia avanzata e armamenti rappresentano un supporto essenziale per la N.A.T.O..

Sganciati da questo sistema appaiono invece l’Iran (dopo la caduta dello scià) e la Libia che intrattiene rapporti di equilibrio sia con le due superpotenze che con alcuni paesi( dell’Europa Occidentale (come l’Italia e la Svezia). L’Indonesia, da parte sua, rientra nell’ambito di influenza della S.E.A.T.O..

Nel quadro della politica mondiale l’O.P.É.C. costituisce così una componente complessa e dinamica, alle cui spinte centripete derivanti dall’unità dell’interesse economico per mantenere un regime di monopoli[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 78

Brano: [...] dagli interessi delle grandi imprese industriali (italiane ed estere), per accelerare la concentrazione di capitali, aumentare i profitti, intensificare lo sfruttamento della forza lavoro. Ciò risponde da vicino al quadro di una « economia bellica », le cui caratteristiche si possono osservare già prefigurate nei paesi che si gettarono nella « guerra totale » durante il secondo conflitto mondiale. Oggi, con le risorse fornite dalla più avanzata tecnologia elettroniconucleare, questa economia trova possibilità di piena attuazione nella vita civile di ogni paese industrialmente avanzato. NeH’economia bellica si afferma ed esalta la funzione di quello Stato centralizzatore già prefigurato dal fascismo, quindi di un potere di fatto totalitario che erode e spezza le barriere costituzionali poste a tutela dei cittadini, per dirigere in

nome della propria legittimità ogni settore della vita pubblica e ogni aspetto dell’attività individuale. Quel totalitarismo che il regime fascista aveva cercato di instaurare istituzionalmente in Italia (e con più[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 74

Brano: [...] possibilità di sfruttare i fondi marini fosse garantita alle loro imprese pubbliche. (Corriere della sera del 23.7.1979).

Dal 1974 i paesi industrializzati hanno intrapreso un’azione di svuotamento deH’O.N.LI. e delle due sottoorganizzazioni facendo confluire sulla U.N.l.D.O. (United Nations Industriai Development Organisation) sorta nel 1966 con sede a Vienna, tutte le questioni riguardanti la cooperazione tecnica, cioè l’applicazione della tecnologia sviluppata nei paesi industrializzati. Questa azione, connessa ai problemi posti dalla crisi energetica e alle iniziative dei paesi dell’O.P.E.C. (v.) ha gettato le basi di una ulteriore evoluzione del neocolonialismo, oggi in corso.

Neocolonialismo e politiche nazionali

Nel quadro del nuovo ordine mondiale impostato sul neocolonialismo, gli strumenti di dominazione economica dei paesi industrializzati hanno trovato un fertile terreno di alleanza in quelle che erano le borghesie coloniali (compradora o nazionale), chiamate a svolgere, in nome della indipendenza formale dei rispettivi pa[...]

[...]ne: mentre nel

1967 il 23% del debito era destinato al rimborso dei capitali privati concessi in prestito, questa quota è salita al 43% nel 1977.

Tale andamento economico ha imposto ai paesi in via di sviluppo la necessità di accettare lo schema di divisione internazionale del lavoro deciso dai paesi industrializzati, un sistema che consente ai centri dominanti di monopolizzare i settori economici di più alta produttività (cioè i settori a tecnologia avanzata), riservando agli altri paesi i settori produttivi esauriti, quelli a più alta concentrazione di manodopera, le lavorazioni insalubri e pericolose.

L’imperialismo culturale

Di pari passo e come strumento complementare per Io strangolamento economico e l’assoggettamento politico delle ex colonie e degli altri paesi del Terzo Mondo, i paesi industrializzati ma soprattutto gli U.S.A. hanno attuato attraverso i mass media, la scuola, le missioni religiose e apposite organizzazioni laiche, quella particolare forma di penetrazione ideologica che è stata definita « imperialismo cultur[...]


successivi
Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Tecnologia, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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