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Il segmento testuale Tancredi Galimberti è stato estratto automaticamente da un complesso algoritmo di KosmosDOC di tipo "autogeno", ossia sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 8Entità Multimediali, di cui in selezione 7 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 612

Brano: [...] ai militari Perotti e Balbis caddero l'operaio meccanico Giambone e il mosaicista Bevilacqua, gli impiegati Giachino e Montano, il bibliotecario Biglieri, il docente universitario Braccini (si vedano le rispettive voci).

Il nuovo comitato

Con 8 dei suoi membri fucilati e l’arresto di quasi tutti gli altri il Comitato era distrutto. Il 5 aprile il C.L.N. dovette pertanto costituire un comitato nuovo che risultò provvisoriamente composto da Tancredi Galimberti, dai maggiori dell’esercito Creonti e Gonella, da Gino Baracco, Renato Martorelli, Car

lo Marsaglia e Maurizio Fracassi. A differenza del primo, questo comitato non esprimeva esattamente l’equilibrio interno esistente fra le diverse correnti politiche del C.L.N., in quanto era stato formato con gli* elementi disponibili e in grado di sostituire i predecessori in un immediato impegno di direzione militare. Essi si preoccuparono principalmente di riallacciare i contatti con le formazioni periferiche finché, alla metà di aprile, d’intesa fra tutti i partiti il comitato fu rimaneggiato: Gonell[...]

[...] emanate dal Comando militare del C.L.N.A.I., il Comitato trasferì le proprie funzioni al Comando militare regionale piemontese.

Il Comando militare

Costituitosi nel giugno 1944 alle dipendenze del C.L.N. regionale, il Comando militare regionale piemontese (C.M.R.P.) risultò composto dal generale Alessandro Trabucchi (cui venne anche affidato il compito di coordinatore) nella veste di comandante delle formazioni Autonome della regione, eia Tancredi Galimberti per le formazioni « Giustizia e Libertà », da Giordano Pratolongo per le Brigate Garibaldi e da Luigi Pittavino per le « Matteotti ». Successivamente Francesco Scotti subentrò a Pratolongo, Andrea Camia successe a Pittavino e Dante Livio Bianco a Galimberti (con un



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 240

Brano: [...]rdon. Furono discussi problemi di carattere preliminare e venne fissato, per il 22 maggio, un nuovo convegno da tenersi a Barcelonnette.

Sulle alture prospicienti la cittadina, nella villa La Conchette, le delegazioni del movimento partigiano francese della zona e di quello piemontese si incontrarono come previsto. La delegazione italiana era guidata dai comandante delle formazioni « G.L. » e delegato del Comando militare regionale del C.L.N. Tancredi Galimberti, assistito da Benedetto Dalmastro e da Giorgio Bocca. La delegazione francese, guidata dal comandante delle forze del Sudest delle F.F.I. Maurice Lecuyer, comprendeva Michel e M. Bureau, René ed Ernest Chabre, Aubert, Jubelin, BuzyDebat, Jean Lippmann. Dai colloqui scaturì un accordo di collaborazione delle forze partigiane operanti sui due versanti alpini e la nomina di delegati permanenti presso i rispettivi Comandi. Le formazioni piemontesi designarono all’incarico in Francia Costanzo Picco; quelle francesi inviarono in Italia Jean Lippmann (che cadrà poi fucilato nella lotta di liberazion[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 375

Brano: [...], fu adottato da tutti i nuclei partigiani creati da militanti «azionisti» nella primavera del 1944, quando le formazioni ebbero il loro assetto ufficiale e vennero poste sotto il comando di Ferruccio Parri (v.)f che le rappresentava anche nel Comando generale del C.V.L.. Gruppi originari di specifica ispirazione « azionista » erano stati, fin dai primissimi giorni successivi all’8. 9.1943, le bande di « Italia libera » costituite nel Cuneese da Tancredi Galimberti (Duccio), Dante Livio Bianco e Benedetto Dalmastro; le bande della valle Pellice (Torino); la banda formatasi nella zona di Cividale, nell’ottobre del

AlSTfì'IA

Cividale del Friuli

iVaresel

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MILANO

^TORINO

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Alessandria

MONFERRATO

Modena

GENOVA

BOLOGNA

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Formazioni « Giustizia e Libertà » e loro dislocazione

R Comandi regionali

a Bande « Italia Libera »

b Bande di Valle Pellice

c Banda « Solari »

1 I. Raggruppamento Divisioni « Duccio Galimberti »

2 il Raggruppamento Divisioni « Paolo Braccini »

3 IV Divisione[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 17

Brano: [...]ei quali il 30.4.1945.

Negli ultimi mesi il giornale acquistò un carattere quasi di rivista: con più di 20 pagine, pubblicava notiziari, racconti partigiani, direttive di lotta, testimonianze. Molti dei suoi articoli venivano tratti da « Il combattente », da « Martiri Italiani 18211918 », da « Fronte della Gioventù » e da « l’Unità ».

G. Ga,

Dalmastro, Benedetto

Detto. N. a Cuneo l'1.3.1907; dirigente industriale. Amico d’infanzia di Tancredi Galimberti (v.) e suo collaboratore nella fase di costituzione del Partito d’Azione a Cuneo (194243), con questi e con Dante Livio Bianco (v.) nei giorni seguenti 1*8.9.1943 tentò invano di indurre le autorità militari della città a organizzare assieme ai civili la resistenza contro i tedeschi.

Il 10 settembre, con un esiguo gruppo di compagni, Dalmastro si portò nella frazione Frise di valle Grana e qui fu costituito un nucleo di Italia Libera (v.), del quale egli assunse il comando. Successivamente, comandante della banda « Italia Libera » di valle Maira e del III Settore partigiano, concepì il dis[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 468

Brano: [...]o del Poggetto, salvandolo da sicura rovina.

Bibliografia: G. Procacci G. Rindi, Storia di una fabbrica. Le « Officine Galileo » di Firenze, in «Movimento Operaio», n. 1, gennaiofebbraio 1954; 0. Barbieri, Un anno di lotta contro il fascismo e il nazismo, Roma, 1944; Giulio Martinez, Notizie sulla vita della e nella Galileo dall'origine fino al 1943, Firenze, 1950.

Galimberti, Carlo Enrico

N. a Cuneo il 7.9.1904; ingegnere. Fratello di Tancredi Galimberti (v.), assieme a questi entrò nella cospirazione aderendo al Partito d’Azione clandestino e, l’indomani del 25.

7.1943, fu membro del Comitato interpartitico antifascista costituitosi a Milano.

Dopo I’8 settembre prese parte alla Guerra di liberazione, impegnandosi nell'organizzazione di gruppi clandestini nelle fabbriche e incaricandosi dei rapporti radiotelegrafici con le centrali dei servizi angloamericani collegate alla Resistenza del Nord.

Braccato dalla polizia, che ne aveva individuato l’attività, per decisione del Comando Alta Italia delle formazioni G.L. si spostò a Genova pe[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 79

Brano: Neofascismo

Il cippo eretto in memoria di Tancredi Galimberti (v.) ripetutamente profanato dai neofascisti

Neofascismo e terrorismo nero

Cronologia essenziale

1945

settembre: Prime violenze neofasciste nelle Puglie, dicembre: A Milano, arresto di organizzatori delle Squadre armate Mussolini [S.A.M.).

1946

12.1: Raid fascista a San Gimignano (Siena).

30.4: Attacco fascista a Roma contro la R.A.l. e a sedi comuniste e socialiste.

11.5: Esce «La Rivolta ideale», foglio neofascista.

22.5: Lotta fascista, gruppo clandestino, trafuga a Milano le spoglie di Benito Mussolini.

26.6: I primi fascisti amnistiati escono dal carcere.
[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 125

Brano: [...]ei suoi effetti, come prodotto — ancora una volta

— del prima e produttrice del poi, è quello della lotta armata nel suo nascere, nel suo corso, nel suo finale insurrezionale e, contemporaneamente, nel suo farsi governo (le “zone libere”).

Come già ricordato, nella prima set

timana dopo I'8.9.1943 vanno “in montagna” militari sbandati, alcuni per scelta morale, altri con consapevolezza politica ma senza esperienze militari (per esempio, Tancredi Galimberti (v.), Dante Livio Bianco (v.) ), i più perché timorosi d’essere braccati dalla R.S.I. nella fase di costruzione dei suoi apparati repressivi o, in alcune zone, dalle truppe naziste diventate di fatto non più alleate ma occupanti. In parte questi uomini tendono a rimanere in montagna il merlo possibile, anche perché non mancano industriali che pensano, come detto sopra, di servirsene per il momento, previsto come drammatico, del cambio di potere al termine (che si crede vicino) del conflitto.

I comunisti e i giellisti ritengono necessario preparare un tipo di lotta non limitato a nuclei di [...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Tancredi Galimberti, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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