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Il segmento testuale Raffaele De Grada è stato estratto automaticamente da un complesso algoritmo di KosmosDOC di tipo "autogeno", ossia sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 53Entità Multimediali, di cui in selezione 14 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 707

Brano: [...]derirono Lelio Basso, Lucio Luzzatto, Marco Riccardi, Umberto Recalcati, Domenico Viotto, Aligi Sassu, Antonio Pesenti, Alcide Malagugini, Bruno Maffi; tra i comunisti, Franco Antolini e Mario Venanzi. Aderirono al Fronte anche alcuni repubblicani e neoliberali.

La nuova iniziativa ebbe notevole risonanza e la sua presenza favorì in modo determinante la ripresa della lotta antifascista a Milano. Tra i nuovi militanti è da ricordare il giovane Raffaele De Grada (v.) che, dopo aver organizzato gruppi antifascisti studenteschi, assicurava ora il collegamento tra il Fronte e gli ambienti intellettuali lombardi.

Il Centro interno socialista fu duramente colpito dalle persecuzioni poliziesche. Antonio Pesenti (v.), che allora militava nel P.S.I., venne condannato dal Tribunale speciale a 24 anni di carcere e Marco Riccardi fu invece assassinato dalla polizia. Nonostante le gravi perdite, il Fronte unico continuò nella sua azione di propaganda, estendendola anche fuori del capoluogo lombardo. Vi aderirono, tra gli altri, il Gruppo rosso di Aligi Sassu [...]

[...]tanto nelle fabbriche e negli altri luoghi di lavoro, ma anche tra intellettuali e studenti: un gruppo di artisti si raccolse intorno a Vita giovanile, fondata da Ernesto

Il cardinale Schuster, arcivescovo di Milano, parla in piazza del Duomo durante una manifestazione fascista (28.10. 1935)

Treccani, una rivista che in seguito si chiamò Corrente di vita giovanile e infine Corrente (v.). Vi aderirono numerosi giovani intellettuali, tra cui Raffaele De Grada, Sergio Olmi, Vittorio Sereni, Giansiro Ferrata, Lucio Fontana, Alfonso Gatto ed Eugenio Curiel (che scriveva su «Corrente » con lo pseudonimo di Pangloss). Nel maggio 1940 la rivista venne soppressa dalla polizia.

Con l’entrata in guerra dell’Italia (giugno 1940) le manifestazioni spontanee di opposizione al fascismo si moltiplicarono. Il Tribunale Speciale comminò pene severissime a militari e a cittadini rei di aver espresso opinioni contrarie alla politica del fascismo, ma la crisi del regime era giunta a tale punto che né la sorveglianza poliziesca né la censura potevano soffocare il [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 389

Brano: [...]ocialiste dal padre, militante sindacalista. Iniziò l'attività antifascista organizzata a Milano nel 1935, dando vita con alcuni amici al Gruppo Rosso, intorno al quale prese a ruotare gran parte del mondo intellettuale e artistico milanese di opposizione al regime.

Il "Gruppo Rosso"

Insieme ad artisti come Gabriele Mucchi, Giuseppe Migneco, Giacomo Manzù, Luigi Grosso e Franchia ria entrarono a farne parte critici d’arte e architetti come Raffaele De Grada, Edoardo Persico e altri. Ben presto la vivacità intellettuale del gruppo portò a fattivi collegamenti con analoghi sodalizi artistici di tendenza antifascista che stavano nascendo in Italia (Gruppo Romano, Gruppo dei Sei a Torino, gruppi di Venezia e di Firenze). Dall’estate del 1936, la lotta del popolo spagnolo segnò un momento di particolare coesione e di impegno politico diretto di queste nuove forze intellettuali e giovanili, mentre la produzione artistica di Sassu registrava il clima di quegli anni con una serie di opere, di olii e disegni, dedicati alla Spagna rivoluzionaria (v. Arte [...]

[...] attendere e nel 1937 l’Ovra operò a Milano una serie di arresti tra i più rappresentativi esponenti di questa organizzazione, nel frattempo ormai saldata con il Fronte unico antifascista, collegato a Rodolfo Morandi (v.). Con Sassu furono arrestati Grosso, Migneco,

“Fucilazione, Spagna” di Aligi Sassu (1939)

Mario Venanzi, Vittorio Ravazzoli, Beniamino Joppolo, Renato Birolli, Franchina e, poco dopo, anche Rodolfo Morandi, Lucio Luzzatto, Raffaele De Grada, nonché numerosi altri componenti dell'organizzazione clandestina. Deferiti, i più coinvolti, al Tribunale speciale (v. Morandi, Processo), Sassu venne condannato a 10 anni di reclusione. Fu detenuto nel carcere di Fossano, dove tuttavia gli venne permesso di continuare a disegnare e a dipingere.

È di questo periodo il ciclo dedicato alla “Morte di Cesare”, un folto numero di pastelli e disegni, oltre a un grande quadro, dove il tema di contenuto classico, in apparenza consono alle tematiche fasciste di apologia della romanità, viene in realtà piegato da Sassu a un significato di opposizio[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 98

Brano: [...]nuti di pittori da Renato Guttuso (v.) a Ernesto Treccani, da Gabriele Mucchi ad Armando Pi zzi nato e Tettamanti; di cineasti da Giuseppe De Sanctis a Carlo Lizzani (v.), da Francesco Rosi a Gillo Pontecorvo, mentre, nelle lettere, Vasco P rat oli ni impostava con « Metello » il romanzo storico del realismo.

Nel campo della critica, intesa come agitazione di idee più che fredda osservazione di fenomeni, Carlo Salinari e Antonello Trombadori, Raffaele De Grada (v.) e Mario De Micheli (v.), Guido Aristarco e Giulio Trevisani (che creò la rivista II Calendario del popolo), portarono avanti un discorso che trovò infine nella rivista mensile Realismo (19521954) e poi nel settimanale Il Contemporaneo la sua base permanente di dibattito. (Si veda anche la voce Arte e Resistenza).

Pittura

Il neorealismo in pittura, oltre a richiamarsi alla tradizione dell'Ottocento di Daumier, Courbet e Millet, si propose di rivisitare, con oc

chi diversi da quelli dei « novecentisti », già superati dal movimento di Corrente (v.)f l'arte italiana del passato nell[...]

[...]ono alcuni testi fondamentali dell'Italia appena uscita dalla Guerra di liberazione: il libro di Carlo Levi (v.), « Cristo si è fermato a Eboli », che proponeva in termini nuovi il problema meridionale, le poesie di Salvatore Quasimodo (v.), Umberto Saba, Alfonso Gatto (v), ispirate appunto alla lotta di liberazione; gli scritti per un’arte di impegno sulla nuova rivista di Elio Vittorini intitolata II Politecnico e la rivista il '45, diretta da Raffaele De Grada con la partecipazione di Mario De Micheli, Ennio Morlotti, Bruno Cassi nari, Treccani, Stefano Terra, lo stesso Vittorini.

Cinema

Film come Roma città aperta e Paisà di Roberto Rosselli ni, anticipatore del cinema neorealista nell'anteguerra con La terra trema e poi con Sciuscià, Ladri di biciclette (1948), che si avvalsero di sceneggiatori come Sergio Amidei, Suso Cecchi D'Amico, nonché di attori come Anna Magnani e Raf Vallone, diedero un prestigio enorme alla cinematografia italiana del dopoguerra. Seguirono altri film, meno legati al disagio dell’occupazione militare alleata, ma anc[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 705

Brano: [...]el 1936, a Venezia, è rimasto soltanto il ricordo dèlie trafitture (non metaforiche) e delle altre goliardiche beffe inflitte a Starace e a De Vecchi, a quelli di Napoli, tenuti nell’anno successivo, si palesarono correnti antifasciste già alquanto definite, ben al di là dei limiti tollerati dalle impostazioni ufficiali. A Napoli si rivelarono numerosi giovani poi passati alla cultura antifascista militante: Antonello Trombadori, Renato Guttuso, Raffaele De Grada, Bruno Zevi,

Il ministro dell’Educazione nazionale Cesare Maria De Vecchi inaugura a Ca’ /oscari i Littoriali. Parla (a destra) il segretario nazionale dei G.U.F. Fernando Mezzasoma (Venezia, 1936)

705



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 499

Brano: [...] nel campo della cultura, non meno che in quel

lo della politica, un’attiva opposizione al fascismo.

Dopo I ’8.9.1943 prese parte alla Guerra di liberazione, nelle file della Resistenza. Le sue poesie, dal

1943 al 1945, lo collocano ai primi posti della letteratura resistenziale. Dopo la Liberazione è stato direttore del periodico Settimana, poi condirettore del quotidiano MilanoSera. Ha anche collaborato alla rivista « 45 », diretta da Raffaele De Grada.

Gavagnin, Armando

N. a Venezia il 3.10.1901; autodidatta, giornalista. Antifascista militante, alla testa di un gruppo Giovane Italia precursore del movimento di Giustizia e Libertà (v.)t nel 1929 fu condannato dal Tribunale speciale a

7 anni di reclusione.

Dopo T8.9.1943 ha preso parte alla Guerra di liberazione, nelle file del Partito d'Azione.

Dopo la Liberazione è stato direttore del quotidiano veneto II Gazzettino, assessore e vicesindaco di Venezia. Attualmente milita nelle file del P.S.I..

Ha scritto numerosi saggi sulla lotta antifascista. I più importanti sono: Una[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 684

Brano: [...]llerava gli artisti moderni, molti dei quali erano tra i suoi elementi migliori; e dello stesso Ottocento italiano un gruppetto di critici (Enrico Somarè, Raffaello Gioì li e lo stesso Persico) non valutava tanto le forme di decadenza verista, quanto il filone più vivo dell’« arte di natura I giovani che poi dovevano confluire in Corrente [Allgì Sassu, Renato Birolli, Luigi Grosso, Giacomo Manzù, Giuseppe Migneco, Italo Valenti, i critici d’arte Raffaele De Grada e Duilio Morosini, e, a Milano per qualche anno, Renato Guttùso) si trovavano dunque di fronte una situazione molto complessa, che non era puramente reazionaria, come qualcuno ha potuto credere.

Origini del gruppo

L’atto di nascita del gruppo può considerarsi una mostra di quattro artisti (Sassuxe Birolli, pittori, Giacomo Manzù e Luigi Grosso, scultori) alla galleria milanese delle Tre Arti (febbraio 1935). Erano tutti e quattro antifascisti. Nel caffè di San Raffaele, insieme allo scrittore Beniamino Joppolo, le tesi politiche e artistiche si intrecciavano. Con Luciano Anceschi, Vitto[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 147

Brano: [...]1938, Marchiori scriverà: « In arte, come altrove, il problema è un problema d'etica » e, naturalmente, diceva etica perché non poteva dire politica. L’opposizione era, più o meno dichiarata, contro il « pericolo di cristallizzarsi di un'arte borghese » (Badodi), contro «la chiusura artificiale delle frontiere per tutti gli intellettuali che, per la loro stessa fisionomia di intellettuali, erano considerati pericolosi », come scriverà in seguito Raffaele De Grada. Un’opposizione in cui, per dirla ancora con De Grada, si andava « precisando contro il formalismo trionfante una speciale attenzione ai contenuti ». Si ritrovarono in « Corrente » tutti i pittori di ideali antifascisti e antinovecentisti, da Badodi a Cassinari, da Guttuso a Migneco, da Morlotti a Sassu, da Treccani a Valenti, da Vedova a Birolli, il quale appunto riassumerà nel 1946 il valore del movimento dicendo: « Si trattò, secondo una necessaria prudenza "clandestina ”, di affermare la libertà dell'artista contro la pseudoeticità delle dottrine reazionarie, lo svincolamento dei valori p[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 90

Brano: [...]ito comunista, il movimento si sciolse, nonostante fossero invece fino all'ultimo contrari Moruzzi, Montesi, Ossicini, D’Amico.

« Corrente » e altri gruppi

In quegli anni, e soprattutto con l’entrata in guerra dell’Italia, altri gruppi locali si orientarono verso il Partito comunista. Tra essi, tale da competere per importanza e influenza con il gruppo romano, fu quello formatosi attorno al periodico Corrente di vita giovanile, ad opera di Raffaele De Grada ed Ernesto Treccani, che raccolse una notevole schiera di individualità di varia tendenza (Giansiro Ferrara, Ferruccio Ulivi, Dino Del Bo, Umbro Apollonio, Alberto Lattuada, Cario Ber nari, Giorgio Caproni, Enrico Fulchignoni, Alfonso Gatto, Beniamino Joppolo, Roberto Rebora, Elio Vittorini, Silvio Pozzani). Posto sotto vigilanza poliziesca sin dal 1939, il gruppo di Corrente (v.) venne sfoltito dagli arresti, soprattutto in occasione degli scioperi del marzo 1943.

A contatto con « Corrente », ma anche con altri giovani «politici» come Giacomo Carta, Stefano Terra, Luigi Cavallo, Vezio Cri[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 87

Brano: [...]ce dall’Abissinia, in realtà lo sottoposero a non lievi maltrattamenti. Ma l’insofferenza dei giovani ebbe modo di esprimersi più chiaramente nei pubblici dibattiti svoltisi in occasione dei successivi convegni di Napoli (1937) e di Palermo (1938). Come le posizioni dei giovani più combattivi tendessero a organizzarsi tra loro, lo si potè constatare al convegno della sezione di arti figurative, a Napoli. Qui alcuni (tra cui Antonello Trombadori, Raffaele De Grada, Renato Guttuso, Franco Fortini, Alberto Graziani) introducendo accenti « sovversivi » trasformarono il dibattito in accesa polemica, poi culminata in un tumulto. L’anno dopo, a Palermo, gli stessi e altri (tra cui Duilio Morosini, Bruno Zevi, Francesco Arcangeli), portarono ancora la discussione sulla strada « sbagliata » di un’arte « moderna » spurgata delle tradizioni classistiche romane per rifarsi allo spirito delle « libertà » dei Comuni medievali. Accenti anticonformisti prevalsero anche nella sezione letteraria, con gli interventi dello stesso Franco Fortini (Lattes), di Mario Alicata[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 822

Brano: [...]re, nel 1935 fu avviata la costituzione di un Fronte unico antifascista nell'intento di raccogliere e coordinare l’azione di tutte le forze locali. Vi aderirono immediatamente numerosi comunisti, socialisti e repubblicani, compresi alcuni intellettuali progressisti della città: tra gli elementi più attivi si distinsero, accanto ai socialisti Rodolfo Morandi, Lucio Luzzatto e Aligi Sassu (intorno al quale, grazie soprattutto all’opera del giovane Raffaele De Grada (v.), andò costituendosi anche un Gruppo rosso di artisti), i comunisti Mario Venanzi e Vittorio Ravazzoli, nonché il repubblicano Alfredo Testa.

Per quanto non si trattasse di una organizzazione formalmente costituita, la polizia fascista venne a conoscenza dell’iniziativa attraverso le delazioni di elementi infiltrati, sicché dal 1936 furono operati arresti. Tra i primi, furono individuati Gaetano Invernizzi e sua moglie Francesca Ciceri, funzionari del Partito comunista; deferiti al Tribunale Speciale, furono condannati rispettivamente a 14 e a 8 anni di reclusione (sentenza del 22.5.19[...]


successivi
Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Raffaele De Grada, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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