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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 609

Brano: Pio XII

lerata dal regime; la ristrutturò in una associazione unitaria, rigidamente legata alla gerarchia e, per evitare gli attacchi dei fascisti, ne accentuò sempre più il carattere devozionale e pastorale. Nondimeno non potè evitarle una grave crisi nei rapporti con il regime, che raggiunse il punto più acuto con la pubblicazione dell’enciclica « Non abbiamo bisogno » (29.6.1931).

Un altro motivo di contrasto emerse quando il Gran Consiglio del fascismo, nel 1938, introdusse in Italia le leggi razziali. Tali aberrazioni ideologiche erano già state precedentemente condannate da Pio XI con l’e[...]

[...] traspare chiaramente da queste parole, da lui pronunciate la vigilia del Natale 1938, l’ultimo della sua vita: « Abbiamo offerto la nostra ormai vecchia vita per la pace e la prosperità dei popoli: la offriamo di nuovo, perché rimanga invulnerabile la pace interna, la pace delle anime, delle coscienze e la fiorente prosperità di questa Italia che tra i popoli a Noi tutti cari è carissima, come particolarmente cara era la sua patria a Gesù ».

Pio XII

Eugenio Pacelli. N. a Roma nel 1876, m. a Castel Gandolfo (Roma) nel 1958; sacerdote.

Figlio dell'avvocato Filippo, compì gli studi presso l'Università Gregoriana e il Pontificio ateneo del Seminario romano, ottenendo le lauree in Teologia e in Diritto. Nel

1899 fu ordinato sacerdote. Introdótto subito negli organismi del governo della Santa Sede, nel 1914 fu nominato segretario della Congregazione per gli affari straordinari.

Fu anche docente di Diritto canonico nel Seminario romano, pubblicando numerosi studi e saggi di carattere giuridico.

Durante la Prima guerra mondiale fu[...]

[...]rdati con il Baden, la Prussia e la Baviera stessa.

Nel 1929 fu creato cardinale e fu destinato a succedere al defunto cardinale Pietro Gasparri alla Segreteria di Stato.

Contribuì alla stesura deH’encicIica Mit brennender Sorge (14.3. 1937), con la quale il Papa condannava il neopaganesimo razzista del regime di Hitler.

II pontificato

Alla morte di Pio XI fu eletto papa in uno dei Conclave più brevi della storia e assunse il nome di Pio XII (2.3.1939).

Nell’imminenza della Seconda guerra mondiale tentò di dissuadere i governi europei daH’imbarcarsi nella nuova avventura bellica e con la sua prima enciclica [Summi pontificatus), pubblicata a guerra già iniziata (20.10.1939), indicò una via di pacificazione. Con i mezzi a sua disposizione tentò poi di evitare l’estensione del conflitto all’Italia, rivolgendosi direttamente a Vittorio Emanuele III.

Scrisse in tale occasione: « Possa la onnipotente mano di Dio guidare le sorti del popolo italiano a Noi così caro e le

decisioni dei suoi reggitori, in guisa che gli sia dato d[...]

[...]efinito defensor civitatìs. Sottrasse alle persecuzioni fasciste numerosi esponenti del mondo politico italiano, cattolici e non cattolici, ospitandoli in Vaticano.

Come il predecessore ebbe molto a cuore ('Azione cattolica, unica organizzazione operante al di fuori dal regime fascista.

Secondo dopoguerra

Dopo la guerra non caldeggiò la fondazione di un partito dei cattolici, preferendo intervenire direttamente nel campo sociale e in

Pio XII tra la popolazione romana dopo il bombardamento del quartiere di San Lorenzo (19.7,1943)

609



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 317

Brano: [...]mento vaticano di fronte all’impresa coloniale fascista in Etiopia (193536). Solo il 14.3.1937 Pio XI intervenne, con l’enciclica “Mit brennender Sorge”, per condannare la politica razzista di Hitler fatta propria nel 1936 da Mussolini.

La mancata condanna del nazismo e del fascismo da parte di Pio XI, che invece non aveva esitato a condannare il comuniSmo e il socialismo, e l'accettazione di questa linea anche da parte del suo succes

sore Pio XII (v.) offriranno agli storici elementi per un dibattito ancora aperto circa l'ambiguo atteggiamento del Vaticano di fronte ai regimi nazista e fascista.

Solo Giovanni Paolo II, visitando il famigerato campo di sterminio nazista (ormai museo) di OswiecimAuschwitz nel giugno 1979, pronuncerà una condanna netta e dura del nazismo: « Un’ideologia folle che voleva calpestare non soltanto la fede nell'uomo, ma tutti i segni della dignità umana, del l’umanità ». Erano ormai caduti da tempo i regimi nazista e fascisti in Europa.

Durante la Guerra di liberazione furono peraltro numerosi gli antif[...]

[...]arlare di un contributo attivo fornito dalla Santa Sede alla Resistenza, quanto meno a quella romana. Altro e assai più ricco e complesso fu invece il rapporto instauratosi in varie regioni italiane fra la Chiesa cattolica e l'antifascismo impegnato nella lotta partigiana (v. Clero e Resistenza).

Secondo dopoguerra

Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, l'atteggiamento del Vaticano fu dapprima cauto, anche se erano note le simpatie di Pio XII per la monarchia e ambigua fu la posizione di Alcide De Gasperi (v.), leader della Democrazia cristiana, sul referendum istituzionale del 1946.

In occasione della visita in Vaticano compiuta dal presidente provvisorio della Repubblica Enrico De Nicola (31.7.1946), Pio XII disse: « Noi abbiamo piena fiducia che il popolo italiano e i suoi governanti saranno sempre consapevoli dei benefici i quali provengono dalla riconosciuta permanenza dei Patti Lateranensi ».

Di fronte al fatto che ormai in Italia c'era la democrazia, il Vaticano si preoccupò comunque di rafforzare le sue organizzazioni cattoliche e la stessa D.C., sulle quali poter contare per la propria politica. Anzi, dopo che l’Assemblea Costituente ebbe recepito, approvando l’art.

7 della Costituzione, i Patti Lateranensi, il Vaticano puntò sempre più per “l'unità dei cattolici” contribuendo enorme[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 172

Brano: [...]gere particolari sullo sterminio in massa degli ebrei ungheresi.

Il mancato intervento degli Alleati

Nel giugno ebbe luogo in Slovacchia un incontro tra Vrba, Mordowicz e un delegato del Vaticano che annotò scrupolosamente le te, stimonianze ricevute, non fece commenti e si limitò a fare alcune domande « riguardanti soprattutto la sorte dei preti cattolici imprigionati ad Auschwitz ». Dopo di ciò, si contava molto su un intervento del papa Pio XII, la cui presa di posizione davanti all’opinione mondiale avrebbe avuto probabilmente un certo peso nell’indurre i nazisti a sospendere il genocidio. Ma Pio XII

— a quanto si sa — si limitò a scrivere una lettera personale sull’argomento a Horthy (25.6.1944). Quel passo non ebbe alcuna conseguenza e il Vaticano non fece nessuna successiva dichiarazione. In base alle dettagliate relazioni fatte dai fuggiaschi, i rappresentanti delle diverse sezioni del Consiglio mondiale ebraico inoltrarono invece petizioni a tutti i governi occidentali per indurli a prendere misure concrete atte a fermare lo sterminio degli ebrei. Fu chiesto agli Alleati di bombardare le istallazioni di Birkenau e la linea ferroviaria che conduceva ad Auschwitz;

Un’altra delle [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 502

Brano: [...]azione costante del movimento quella di respingere ogni impostazione di tipo trotzkista, in cui riconosceva la più netta espressione della « metafisica » marxista.

Risale a quello stesso periodo la preparazione di una manifestazione contro la guerra che avrebbe dovuto svolgersi a Piazza San Pietro la mattina di Pasqua, in occasione di un discorso del Papa ai fedeli. La polizia fascista venne a conoscenza dei preparativi, informò il Vaticano e Pio XII non si affacciò a Piazza San Pietro a benedire la folla. II cerchio si stringeva intanto intorno agli antifascisti romani. Paolo Bufalini e Mario Alicata erano stati arrestati, rispettivamente nell'agosto

1942 e nel gennaio 1943; Pietro Ingrao era passato alla clandestinità. Nell’ondata di arresti compiuta nel maggio 1943 caddero anche numerosi dirigenti e militanti del movimento (tra cui Franco Rodano e Antonio Tato). Denunziati al Tribunale speciale, essi uscirono dat carcere dopo il 25 luglio, ritornando subito alla lotta politica (v. Antifascismo giovanile organizzato). Dopo I'8.9.1943[...]

[...]liberazione di Roma, nel giugno del 1944, « Voce Operaia » uscì in veste legale, con periodicità settimanale: accanto alla testata il motto: « A Cristo il mondo nuovo ».

La Sinistra cristiana

Già durante l'occupazione tedesca di Roma le autorità ecclesiastiche cattoliche avevano manifestato riserve di fronte alla posizione del movimento, sia con articoli apparsi sull'« Osservatore romano » sia in un velato accenno contenuto nel discorso di Pio XII ai parroci di Roma del 29.2.1944. Tali accenni furono ripetuti in un altro discorso pontificio del 23.7.1944 e contemporaneamente cominciò una polemica di stampa contro il movimento, particolarmente da parte della Democrazia cristiana. Decisa a evitare una pubblica condanna da parte delle autorità ecclesiastiche, che avrebbe gravemente ostacolato la mobilitazione dei lavoratori cattolici, la direzione del movimento votò un ordine del giorno con il quale comunicava la nuova denominazione assunta di Partito della sinistra cristiana (v.) e invitava tutte le forze progressive del mondo cattolico [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 86

Brano: [...] nell’Aeronautica: « La Chiesa non ha potuto impedire la guerra [...] (ma) non si può parlare di agnosticismo ove c’è tanta sofferenza. Chi sente il Papa parlare alla radio o legge le sue lettere, avverte sotto la forma un po’ paludata e lo stile predicatorio lo strazio del suo cuore paterno e per conseguenza, anche se non espressa in termini concreti o giuridici, la condanna della guerra e di chi la scatena ».

Silenzioso ma non indifferente, Pio XII (v.) mostrò preoccupazione nei confronti degli ebrei romani e dei prigionieri: forse, per le vittime dei lager e della brutalità nazista, avrebbe potuto dire (più che fare) qualcosa, ma la sua innata cautela diplomatica gli impediva di esprimersi con coraggio. Tuttavia la sua figura divenne un punto di riferimento per gli oppressi, non solo secondo i cattolici ma persino secondo osservatori laici, come Francesco Saverio Nitti.

Il noto statista così scriverà nei suoi Pensieri di religione: « Nella terribile guerra che ha devastato l’Europa, tf Vaticano ha avuto ammirevole condotta, soprattu[...]

[...]tela diplomatica gli impediva di esprimersi con coraggio. Tuttavia la sua figura divenne un punto di riferimento per gli oppressi, non solo secondo i cattolici ma persino secondo osservatori laici, come Francesco Saverio Nitti.

Il noto statista così scriverà nei suoi Pensieri di religione: « Nella terribile guerra che ha devastato l’Europa, tf Vaticano ha avuto ammirevole condotta, soprattutto per opera personale di un grande spirito, il papa Pio XII. Quando imperversava più la violenza razzista egli ha detto grandi e nobili parole. Ma ha fatto assai di più accogliendo in Vaticano e dando ordine di accogliere anche nelle chiese e nei monasteri e nei conventi tutti i perseguitati, anche ebrei, comunisti, massoni ».

Questo accadeva mentre in tutte le terre occupate dai tedeschi, con “spontanea seminagione” era cresciuta una rete della Resistenza con impianto morale, e diffuso questo senso etico in ogni formazione clandestina, a qualsiasi ceppo politico facesse capo.

I cattolici ebbero la loro struttura militare (v. Brigate cattoliche,[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 572

Brano: [...]a, 'Milano, 1953; W. Churchill, La seconda guerra mondiale, Milano, 1950.

Clero e Resistenza

Il mutamento di atteggiamento del Vaticano e dell’Azione cattolica (v.) nei confronti del fascismo, che già era venuto delineandosi nei mesi della campagna razzista, si accentuò allo scoppio della seconda guerra mondiale, quando le imprese aggressive nazifasciste divennero oggetto di implicita e abbastanza scoperta condanna in alcune allocuzioni di Pio XII. Ma fu soprattutto dopo l’occupazione tedesca dell’Italia che il Vaticano, realizzando una vera e propria svolta, assunse un atteggiamento distaccato e di riserbo nei confronti del fascismo. Pur riconoscendola di fatto, non riconobbe de iure la repubblica di Salò e nelle chiese, nei collegi, nei palazzi extraterritoriali della Santa Sede offrì ospitalità a ebrei, ad antifascisti e a perseguitati. La cordialità di un tempo e le benedizioni per il fascismo, per Mussolini (« l’uomo della provvidenza ») lasciarono il posto alla freddezza e all’ostilità, talvolta neppure dissimulate.

La politic[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 490

Brano: [...]he un reparto dell'Armata Rossa: in realtà si trattava dei partigiani sovietici che, da Villa Thay (divenuta centro di raccolta di tutti gli ex prigionieri russi sparsi nei dintorni della Capitale), con una enormé bandiera rossa e guidati da un sacerdote del « Russicum », si erano portati in piazza San Pietro per essere ricevuti dal Papa. Durante il percorso furono oggetto di calorose manifestazioni di simpatia da parte della popolazione romana. Pio XII li ricevette in udienza ed ebbe per loro parole di ammirazione e di elogio (Osservatore Romano, 11.6.1944).

Dei gruppi di partigiani sovietici che parteciparono ai combattimenti contro i tedeschi nei Castelli Romani, a Palestrina, a Monterotondo, a Zagarolo e alle porte della città si conoscono, oltre a quelli già citati, i nomi di Nikolaj Drogiakov, Anatolij Karassenko, Michajl Kossian, Fedosei Korekovzev, Vasili Kulicev, Piotr Iglinich, Ivan Lughinev, Vasili Megeritzski, Serghej Sargin, Aleksandr Skorotkhov, Aleksandr Storogeno, Ivan Skoffa, Vasili Zbor.

Castello di Annone

Comune d[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 447

Brano: [...]izzato movimenti e convegni per una riforma religiosa, sulla non violenza, per un incontro tra Oriente e Occidente, per la pace, sulla riforma della scuola. Ha diretto la rivista mensile Azione non violenta.

Numerosi i suoi scritti di carattere religioso e pedagogico: Elementi di un'esperienza religiosa, 1937; Saggio sul soggetto della storia, 1947; Nuova società e riforma

religiosa, 1950; Religione aperta, 1955; Discuto della religione di Pio XII, 1957; Antifascismo tra i giovani, 1966.

Capo Berta

Altipiano tra Diano Marina e Imperia. Sulla vecchia torre che si trova nel punto più alto, il 29.1.1945 i tedeschi — per rappresaglia in seguito alla cattura di due loro soldati a opera dei partigiani — fucilarono 20 patrioti tratti in arresto durante un rastrellamento: Giovan Battista Ansaldo, Ettore Ardigò, M ed ardo Bertelli, Guglielmo Bosco, Adler Brancaieone, Matteo Cavallero, Giorgio Cipolla, Giuseppe De Lauro, Carlo Delle Piane, Paolo De Marchi, Ernesto Deri, Giacomo Favaie, Francesco Garelli, Domenico Garletti, Biagio Giordano,[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 202

Brano: [...]e organizzazioni, continuò a operare la Società della gioventù cattolica (che già faceva parte dell'Opera elei congressi). Fu infine creato un organo centrale di coordinamento delle quattro associazioni, chiamato Direzione generale deM’associazione cattolica italiana (1908).

Il 2.10.1922 Pio X! riorganizzò l’Azione cattolica, dandole la fisionomia che a grandi linee conserva tuttora, e ne nominò presidente l’avvocato Luigi Colombo, di Milano. Pio XII, eletto Papa nel 1939, procedette a riforme dello statuto che comportarono, tra l’altro, l’abolizione del presidente laico e l’istituzione, al suo posto, di un direttore generale ecclesiastico, assistito eia una Consulta. Alla periferia, la direzione veniva affidata ai vescovi e ai parroci, assistiti dajje Consulte. Ma nell’ottobre 1946 lo stesso Papa annullava, queste modifiche, istituendo la Giunta centrale, le Giunte dioce

sane e quelle parrocchiali, e affidandole nuovamente alla direzione dei laici.

L’azione cattolica comprende attualmente 7 diverse organizzazioni: l’Unione Uomini, [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 62

Brano: [...]i sinistra contro il fascismo e la guerra.

Il compromesso di Monaco, il tentativo di dirigere verso l'Est le mire espansionistiche e aggressive della Germania nazista, la scomparsa di Pio XI (il « discorso non pronunciato », steso dal pontefice poco prima della morte, neH’inverno 1939, e reso noto solo vent’anni dopo da Giovanni XXIII, lascia capire a qual punto di disillusione fosse giunto il « papa della Conciliazione ») e la successione di Pio XII, ben diversamente orientato, spinsero le cose in un'altra direzione. L’idea di un « partito unico » dei cattolici, da usare come massa di manovra nel dopoguerra, ebbe di nuovo il sopravvento; e si andò accentuando, malgrado tutto, la progressiva differenziazione politica delle organizzazioni cattoliche dai partiti « marxisti », sino alla scomunica del 1948, destinata però a un clamoroso fallimento. L'episodio che è stato qui pubblicamente riferito per la prima volta non deve essere

sopravvalutato, ma ha la sua importanza per chiarire alcuni aspetti del travaglio che agitò il mondo cattolic[...]


successivi
Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Pio XII, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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