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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 329

Brano: [...]atteristica di un deputato (era eletto nel collegio di Mantova) avente una propria base elettorale a sfondo tradizionale contadinopiccolo borghese, disponibile per avallare con il suo passato socialista combinazioni governative di impronta giolittiana.

Dal riformismo al filofascismo

Volontario negli alpini durante la guerra 191518, coerentemente con la sua adesione aH’interventismo, assunse il dicastero dei Lavori pubblici nel ministero di Paolo Boselli, rimasto in carica dalla primavera del 1916 all'autunno del 1917; quindi ricoprì lo stesso incarico nel gabinetto Orlando e fu poi ministro della Guerra con Nitti (1920) e infine con Giolitti, nel governo presieduto dallo statista cuneese tra il giugno del 1920 e il luglio del 1921. Divenne presidente del Consiglio nel 1921, reggendo il gabinetto che si dimise il 26.2.1922 per lasciare la successione al governo di Luigi Facta.

Sia durante la partecipazione al gabinetto Giolitti sia, soprattutto, nel corso della sua opera come presidente del Consiglio, Bonomi ebbe precise e gravi responsabi[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 581

Brano: [...]lo esiti modesti al prezzo di 66.000 morti e di 180.000 feriti. Soltanto nell’agosto 1916 l’Italia coglierà un primo successo militarmente apprezzabile, occupando la città di Gorizia (v.).

Nel giugno 1916, criticato per la condotta della guerra, il governo Salandra fu costretto a dimettersi e venne sostituito da una coalizione di « Unione Nazionale », in cui entrarono anche esponenti socialisti riformisti e repubblicani, sotto la direzione di Paolo Boselli, esponen

te del centrodestra. Il nuovo governo per prima cosa dichiarò guerra alla Germania, onorando un impegno assunto con l’Intesa e fino ad allora trascurato. Ma l’allargamento della compagine governativa era dettato soprattutto dal bisogno di arginare la crisi politica e morale che cominciava a diffondersi tanto nelle file dell’esercito quanto tra la popolazione civile.

Tra il 1916 e il 1917 i sanguinosi scontri sul fronte italiano si susseguirono senza che alcun risultato ne uscisse, mentre si avvertiva sempre più nel paese l'usura imposta dallo sforzo bellico. La crescente penuri[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 315

Brano: [...] le immunità concesse dalla legge delle Guarentigie. Il 20.6. 1915 il cardinale Pietro Gasparri (segretario di Stato) dichiarò che la Santa Sede aspettava di veder sistemata la propria condizione giuridica in Italia secondo il senso di giustizia del popolo italiano e non dalle armi straniere. Inoltre, nel

1916, il deputato cattolico Filippo Meda (v.) entrò a far parte, come ministro delle Finanze, del governo di unione nazionale presieduto da Paolo Boselli. Era il primo cattolico che assumeva responsabilità governative dopo l’unità d'Italia.

Nel pieno del conflitto europeo Benedetto XV, per far risaltare il carattere pacifico della Santa Sede, con una lettera inviata l’1.8.1917 chiese ai capi degli Stati belligeranti di porre fine ad una « inutile strage ». Intanto Meda restava ministro anche nel gabinetto di Vittorio Emanuele Orlando (v.) formatosi il 29. 10.1917 e, alla fine della guerra (4.11.1918), il clero partecipava a tutte le manifestazioni di giubilo del popolo italiano.

Pio X nei Giardini Vaticani (luglio 1913)

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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 406

Brano: Savona

generale! » si chiuse invece, nel settembre 1903, un grande comizio di solidarietà, cui parteciparono oltre

6.000 persone per protestare contro l’eccidio di 6 contadini avvenuto a Torre Annunziata: era allora segretario della Camera del lavoro di Savona Alceste De Ambris (v.) e, per la prima volta dopo trentanni di predominio del liberale di destra Paolo Boselli, era deputato del collegio savonese un esponente della sinistra: il radicale E. Pessano, eletto nell’aprile con i voti dei repubblicani e dei socialisti.

Ma quando nel settembre 1904 fu proclamato lo sciopero generale in tutta Italia per l'eccidio di Buggerru (v. Cagliari), e a Savona le agitazioni durarono vari giorni, pervasi da tumultuose dimostrazioni suscitate anche dalla notizia di altri uccisi nella vicina Sestri Ponente, (v. Eccidi in Italia) i partiti popolari si divisero nuovamente e l'on. Pessano, sostenuto elettoralmente soltanto da radicali e repubblicani, dovette lasciare il [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 9

Brano: [...]esta di por fine alla collaborazione con Giolitti) tra il liberismo di De Viti De Marco, il programma religioso di Romolo Murri, le simpatie per il socialismo di Fovel, l’imperialismo democratico del Di Cesarò? L’eterogeneità delle posizioni, ancor più drammaticamente evidente nella crisi dell’intervento, fu gravida di conseguenze per il Partito radicale che ne uscì estremamente indebolito.

I radicali parteciparono ai governi di coalizione di Paolo Boselli e di Vittorio Emanuele Orlando non rinunciando alle loro tradizionali istanze di giustizia economica e sociale (progetti riguardanti le assicurazioni operaie, le cooperative, l’azionariato operaio, il Consiglio Nazionale del Lavoro), ma si trovarono in una « situazione di soggezio

Cartolina emessa dal Partito radicale per il suo II Congresso (Roma, 14.6.1905). Nel tondo: Ettore Sacchi

9



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 285

Brano: [...]a Orlando riprese a tessere la trama dei rapporti col Vaticano: ad esempio, trovandosi a dover applicare per la prima volta nelle circostanze di guerra la « legge delle Guarantigie », assicurò tutte le rappresentanze diplomatiche e il mantenimento di tutte le relazioni. Conciliante, si disse, per temperamento,

Io era probabilmente anche per i non limpidi interessi che lo legavano al complesso mondo siciliano. Nel luglio 1916, nel ministero di Paolo Boselli, succeduto a Salandra, Orlando assunse il dicastero degli Interni. A dimostrazione della benevolenza di cui godeva in Vaticano, Benedetto XV chiese al governo italiano di mantenere con lui e non con il nuovo ministro di Grazia e Giustizia le relazioni intercorrenti fra la Chiesa e lo Stato. la « questione romana » stava assai a cuore a Orlando e ciò era motivo quindi di considerazione nei suoi confronti da parte del papato. Sottoposto a duri attacchi per il suo passato giolittiano dagli ambienti interventisti e da quelli pseudorivoluzionari (segnatamente da Luigi Albertini e da Benito Mussoli[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 145

Brano: [...]l’AustriaUngheria; il Partito socialista italiano assume la posizione del « non intervenire né sabotare ». giugno: « Strafeexpedition » austriaca nel Trentino; battaglia dell’lsonzo; non si ottiene lo scopo di sfondare il fronte austriaco: il generale Luigi Cadorna conduce le operazioni con grande spreco di vite umane e insensato autoritarismo.

1916

giugno: i gruppi nazionalisti, insoddisfatti della gestione di Salandra, mandano al governo Paolo Boselli (18.6.191629.10.1917). Del nuovo ministero entrano a far parte i riformisti, con Bissolati e Ivanoe Bonomi.

1917

Continuano le sanguinosissime battaglie sul fronte dell’lsonzo. agosto: a Torino esplode una vera e propria sommossa operaia contro la guerra e per il pane. La Direzione socialista rimane estranea all’agitazione.

29.10: ministero del liberale Vittorio Emanuele Orlando (29.10.1917

23.6.1919). Al fronte aumentano il disagio e la ribellione dei soldati

contro la guerra.

ottobrenovembre: gli austriaci sfondano il fronte italiano. Rotta di Caporetto. Cadorna viene sost[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Paolo Boselli, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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