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Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 43Entità Multimediali, di cui in selezione 3 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 434

Brano: [...]Acquacalda e i comandanti comunisti Salvaggiani e Manoni avevano voluto vedere con i loro occhi quante fossero le forze fasciste a Lugo e come fossero dislocate. Giunti in automobile al centro della città, precisamente dove le squadre fasciste stavano accampate, si erano fermati, erano scesi e avevano osato entrare in un caffè. Riconosciuti, erano stati selvaggiamente aggrediti. Acquacalda fu ucciso subito e i suoi compagni, gravemente feriti, rimasero per settimane tra la vita e la morte. In seguito a quel fatto, il movimento ravennate degli Ardi

ti del popolo languì e in poco tempo si spense.

I fascisti avevano conquistato il centro cittadino, ma per alcuni anni non riuscirono ad avere ragione della periferia e della campagna. Nonostante gli stretti e amichevoli rapporti stabiliti con i carabinieri, gli squadristi dovettero compiere numerose altre imprese aggressive. Ancora nel 1924, per assicurarsi alle elezioni il 40% dei voti, furono costretti a manipolare le urne in 5 sezioni elettorali e a far votare 133 persone in più degli[...]

[...]ravvissero esclusivamente grazie ai rifornimenti alimentari assicurati dall’organizzazione antifascista clandestina che si assunse di fatto, in piena occupazione militare tedesca, la direzione della cosa pubblica.

Il 3.4.1945 la 28a Brigata Garibaldi « Mario Gordini » (v.), operante a fianco deirvill Armata alleata, diede inizio all’offensiva finale. I partigiani di Lugo non attendevano altro: il 9, i G.A.P. intimarono l’ultimatum alla Decima MAS e mossero all’attacco, incalzando i tedeschi in fuga. Quando, due giorni più tardi, giunse un messaggio del generale americano Clark che diceva: « Il momento dell’azione non è ancor giunto », i lughesi rimasero allibiti, ma a dispetto dei messaggi alleati difesero la libertà conquistata fino all’arrivo delle truppe « liberatrici ».

Il comune ebbe distrutti il 50% del patrimonio civile, il 60% di quello agricolo, il 70% di quello industriale; 510 furono le vittime civili di guerra, 3.000 i feriti e i mutilati civili.

Caddero, combattendo nelle file partigiane: Adriano Arnoffi, Antenore Babini, Luigi Bailardini, Addone Baroncini, Adolfo Bartolotti, Angelo Bartolotti, Italo Bartolotti, Olindo Bartolotti, Nino Bartolotti, Paolo Bartolotti, Raffaele Bartolotti, Silvio Bartolotti, Renzo Berdondin[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 328

Brano: [...]seguì i resti della formazione di Vian in valle Ellero. Partecipò con essi ai combattimenti dei primi mesi del 1944 e, in seguito allo sbandamento anche di tali unità avvenuto nel marzo, raggiunse le formazioni « G.L. » di valle Stura, ove ebbe il comando di un distaccamento.

Inquadrato nella Brigata « Bisalta » della I Divisione Alpina « G.L. », durante l’imponente rastrellamento nazista dell’aprilemaggio 1944 contro le valli Stura e Grana rimase circondato con 13 compagni nella zona di Castelmago e fu catturato. Tradotto con 11 prigionieri (uno era caduto in combattimento) alle caserme di Borgo San Dalmazzo, venne portato davanti al plotone di esecuzione.

Rifiutò di essere legato al palo e, come ebbe a testimoniare don Viale, il parroco di Borgo San Dalmazzo chiamato ad as

sistere i condannati, prima che la scarica dei fucili nemici lo colpisse gridò: « Viva l’Italia libera! ».

Il suo nome fu assunto da una formazione partigiana cuneese e alla sua memoria venne decretata la medaglia d’argento al valor militare.

M. Gi.
[...]

[...]si si sentirono interessati a sfruttare la nuova situazione creatasi nel Mediterraneo orientale con la capitolazione dell’Italia, ma anche perché i presìdi italiani di questo settore, con la loro resistenza, dimostrarono quale peso avrebbe potuto assumere un’attiva presenza armata nel mantenimento di quelle posizioni.

Le forze in campo

Circa 8.000 uomini, di cui 6.000 marinai, presidiavano l’isola, di cui era governatore l’ammiraglio Luigi Mascherpa (v.). La difesa marittima e quella contraerea erano comandate rispettivamente dai capitani di fregata Luigi Re e Luigi Spigai. Il fulcro di tale difesa era costituito da 6 gruppi: Gruppo contraereo Nord (comandato dal capitano di artiglieria Leonetto Amadei) ; Gruppo navale Ovest (cap. art. Mario Minozzi) ; Gruppo contraereo Centro (cap. art. Augusto Gorisi) ; Gruppo navale Est (cap. art. Ernesto Nasti) ; Gruppo navale Sud (cap. art. Liberale Libera) ; Gruppo Contr. Sud (cap. art. Umberto Galeota).

Lero era anche la base di alcuni mezzi navali, tra cui la III Flottiglia MAS, al coman[...]

[...]fulcro di tale difesa era costituito da 6 gruppi: Gruppo contraereo Nord (comandato dal capitano di artiglieria Leonetto Amadei) ; Gruppo navale Ovest (cap. art. Mario Minozzi) ; Gruppo contraereo Centro (cap. art. Augusto Gorisi) ; Gruppo navale Est (cap. art. Ernesto Nasti) ; Gruppo navale Sud (cap. art. Liberale Libera) ; Gruppo Contr. Sud (cap. art. Umberto Galeota).

Lero era anche la base di alcuni mezzi navali, tra cui la III Flottiglia MAS, al comando del capitano di fregata Luigi Borghi. La difesa presidiarla era affidata al I Battaglione del 10° Reggimento di fanteria « Regina », con una forza di 1.200 uomini al comando del tenente colonnello Felice Leggio. L’isola disponeva infine di un aeroporto, dove era di stanza una squadriglia di

10 apparecchi da ricognizione marittima Cant. Z 501.

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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 222

Brano: [...]opo l’inizio del conflitto (28.6.1940), durante il rientro alla base di Tobruk, venne abbattuto con il suo aereo dall’ar* tiglieria italiana. Si parlò ufficialmente di un « errore » commesso dalla difesa contraerea.

Ecco come Italo Balbo descrisse nel suo « Diario 1922 » la situazione trovata a Parma: « 4 agosto Parma. L’albergo trasformato In quartier generale. I dirigenti di Parma mi danno l’antefatto. I fascisti locali pochi: la città è rimasta quasi impermeabile «I fascismo... Lo sciopero non potè essere impedito in città, per la debolezza delle nostre forze. Fu, più o meno, generale. Da tre giorni gli esercizi pubblici, i servizi comunali e perfino quelli statali sono fermi. I negozi chiusi. Anche la stazione ferroviaria è in mano ai sovversivi. Per la mobilitazione ordinata dal partito [fascista, n.d.r.l sono affluite varie squadre dalle province vicine: reparti di Mantova, di Cremona, di Piacenza. Ma insufficienti a dominare la situazione. Parma divisa secondo i vecchi confini delle fazioni in lotta: l’OI

tretorrente comple[...]

[...]on. PiceiIi, ma dall’Oltretorrente si spara sopra le strade e le piazze della città. Alcuni punti della città sono diventati pericolosi. Questa resistenza sovversiva ha il suo fulcro nei comunisti, ma vi partecipano tutti i partiti antifascisti ».

Balbo, Piero

Poli. N. il 12.6.1916 a Manijump (Australia). Laureato in legge al l’Università di Torino nel 1939, dal giugno 1940 al settembre 1943 fu ufficiale di complemento nella XII Flottiglia MAS di Lero, neM’Egeo. Destinato successivamente a Pola, n 1 settembre vi fu catturato dai tedeschi; riuscito a fuggire, potè raggiungere Asti e si unì a quelle formazioni partigiane.

In valle Belbo diede vita a un'importante banda, che sostenne aspri combattimenti contro i nazifascisti. Nel marzo 1944 la sua casa e la sua azienda agricola, a Cossano Belbo (Cuneo), vennero devastate dai fascisti. Divenuto comandante della 11 Divisione Langhe, inquadrata nel Gruppo Divisioni Alpine del maggiore Enrico Mauri, operò in valle Belbo, valle Bormida e nell’Astigiano. Al suo comando, la forma* zione a[...]

[...]sistenza come partigiano combattente e membro del C.L.N. di Lucca. Dopo la Liberazione è stato sindaco di Lucca e deputato alla Costituente, rieletto nella prima e nella seconda Legislatura repubblicana.

Baldàzzi, Vincenzo

Cencio. N. a Genzano (Roma) il 25. 10.1898, esercente. Sin da ragazzo militante nel Partito repubblicano, fu frequentemente arrestato e condannato per ragioni politiche. Volontario nella prima guerra mondiale, nel 1917 rimase gravemente ferito sull’altipiano della Bainsizza. Nel 1921 fu tra i fondatori degli Arditi del popolo (v.) a Roma e ne divenne comandante generale. Nei giorni della « marcia su Roma » diresse la difesa popolare contro le squadre fasciste a Civitavecchia e a Viterbo. Nel 1924 fu processato in contumacia per costituzione di bande armate.

Dopo le leggi eccezionali del novembre 1926 fu confinato a Lampedusa, ma il 16.5.1927 venne arrestato, e l’anno dopo condannato dal Tribunale speciale a 5 anni di reclusione, per aver inviato alla madre dell’anarchico Gino Lucetti un sussidio di 300 lire. T[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine MAS, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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