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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 535

Brano: Marcia su Roma

le milizie fasciste mentre la fanfara del 231° Reggimento di fanteria suonava « Giovinezza », inno ufficiale delle Camicie nere.

In tale clima di tradimento dei doveri costituzionali, di riflusso delle forze operaie e di aperto favore della destra economica a soluzioni autoritarie, il movimento fascista mise a punto la sua macchina sovversiva. Il generale Asclepio Gandolfo, Italo Balbo, Ulisse Igliori e Dino Perrone Compagni, nella veste di « ispettori generali » furono incaricati di curare la preparazione militare dei fascisti. Il 3.10.1922 venne pubblicato un nuovo regolamento della Milizia che, a firma dei futuri « quadrumviri » Italo Balbo, Michele Bianchi, Cesare Maria De Vecchi, Emilio De Bono, fra l'altro definiva la nomina dei capi come affare di competenza delle « superiori gerarchie ».

Mussolini dichiarò: « L’urto è ormai inevitabile ». Ma il suo gioco consisteva essenzialmente nel far pesare sul governo il ricatto del movimento armato, affinché Facta abbandonasse la partita e il re trasmettesse a lui, Mussolini, l’incarico di governare. I conservatori cercarono l'intesa con il fascismo. Mussolini trattò ma, al tempo stesso, mobilitò la Milizia. Alla ricerca disperata di alleati, Facta propose a D’Annunzio (nel quale i[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 725

Brano: [...]si liberati della infida Guardia regia (v.), sciolta il 28.

12.1922 prendendo a pretesto le manifestazioni di protesta inscenate da alcuni reparti a Torino, i capi fascisti si proponevano di mantenere le loro bande armate a spese dello Stato, offrendo nello stesso tempo una sistemazione agli squadristi più turbolenti e incapaci.

La Milizia ordinaria

Alla testa del nuovo corpo si avvicendarono nei primi anni i quadrumviri Emilio De Bono, Italo Balbo e Cesare Maria De Vecchi, ma tutti questi vennero tolti dal comando dopo breve tempo: il 21.

10.1923 il De Vecchi, praticamente confinato in Somalia come governatore di quella colonia; nell'ottobre 1924 il De Bono, perché coinvolto nel delitto Matteotti (v.) ; e nel novembre 1924 Italo Balbo, a sua volta compromesso nell’assassinio di don Minzoni (v.). Dalla fine del 1924 Mussolini affidò il comando della Milizia a figure di secondo piano, di comprovate fedeltà e ubbidienza, sicché il duce potè di

sporre in forma esclusiva e personale di un corpo armato, forte già allora di 139.000 uomini mobilitabili nel giro di poche ore.

Per quanto nel decreto istitutivo si affermasse che « la Milizia è al servizio di Dio e della Patria », e il 28.10.1924 essa avesse prestato giuramento di fedeltà al re, si trattava ovviamente di una forza al servizio dei latifondisti e degli industriali[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 304

Brano: [...]La Vigilia di Milano e La Riscossa dei Legionari Fiumani di Bologna.

Primi passi

L’azione del movimento fu orientata in senso antifascista. Il 12.9.1921 D’Annunzio volle che a Ravenna il movimento legionario organizzasse una manifestazione per il VI Centenario della nascita di Dante Alighieri, con invito alle associazioni culturali e ai partiti politici, esclusi i fascisti. Questi vollero intervenire ugualmente, al comando di Dino Grandi e Italo Balbo, e tentarono di inserirsi alla testa del corteo, ma furono prevenuti dal colonnello Giuseppe Pavone che li costrinse ai margini della manifestazione. Questa divenne poi tristemente famosa per le violenze perpetrate da quegli stessi fascisti in tutta la Romagna. Il 15 settembre si tenne a Roma il primo Convegno dei rappresentanti sezionali della F.L.F.. Furono ribadite la necessità di lottare contro la violenza fascista e la vocazione sindacalista dei legionari a favore dei lavoratori. Su 24 Sezioni presenti, solo quella della Campania fu dissenziente. Durante il Convegno, quando giunse la not[...]

[...]che nel vendicarlo »).

Un nuovo attacco fascista al movimento bolognese fu portato nei locali del caffè Cuccioli, sotto il voltone del Palazzo del Podestà. Erano presenti Armando Quadri, Renato Venturoli, Alfredo Lenzi e il prof. Da Vinchie. Quest’ultimo fu poi esule in Germania, all’Università di Monaco, dove morì precocemente in seguito alle ferite riportate in quella aggressione.

Quando, ai primi di agosto 1922, i fascisti al comando di Italo Balbo tentarono di conquistare Parma, i legionari fiumani si trovarono a fianco degli operai e degli Arditi del popolo guidati dal comunista Guido Picelli nei 5 giorni di strenua difesa della città. I fascisti furono costretti ad abbandonare l’impresa, lasciando 39 morti e 150 feriti, mentre da parte popolare vi furono 5 morti e qualche ferito.

Dopo la Marcia su Roma

Dopo la presa del potere i fascisti accentuarono la violenza contro le

forze avversarie e quindi anche contro i legionari fiumani. Per ordine di D’Annunzio la Federazione fu allora trasferita a Firenze e al Comitato centrale s[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 362

Brano: [...]la fame, spogliate delle terre e del bestiame. Laddove il contadino indigeno espropriato e affamato era costretto a offrirsi come bracciante, il suo lavoro veniva remunerato in una misura che in genere non superava un terzo del salario di un operaio agricolo italiano (che era già uno dei più bassi d’Europa). Sfruttavano il lavoro di quella povera gente, dopo averla depredata di tutto, specialmetne i grandi concessionari (tra cui Volpi, Graziani, Italo Balbo) e gli alti funzionari dell’amministrazione fascista (ad esempio, il commendator Leno, ispettore generale dei Servizi agrari della Tripolitania).

Al governatore Attilio Teruzzi si dovettero in particolare le misure di segregazione razziale, per cui i libici non potevano servirsi dei locali frequentati dagli italiani né trovar posto in alberghi e ristoranti; la segregazione venne applicata anche sugli autobus, secondo le regole del razzismo. In più, ogni giorno, quando a una determinata ora suonava la fanfara e a Tripoli tuonava il cannone per la cerimonia dell’alzabandiera, tutti gli arabi[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 110

Brano: [...]ituita a Milano all’inizio del secolo per la produzione di automobili particolarmente lussuose; si sviluppò durante gli anni della prima guerra mondiale producendo camion e motori per motoscafi antisiluranti e, seguendo le esigenze della produzione bellica, entrò nel campo della produzione aeronautica fabbricando gli ottimi apparecchi che sarebbero stati usati in diversi raid propagandistici, tra cui la famosa « trasvolata atlantica * guidata da Italo Balbo (v.) nel 1933. Il tipo d’aereo con raffreddamento ad aria, la cui costruzione ebbe inizio poco prima della seconda guerra mondiale, risultò però affetto da non lievi inconvenienti tecnici, tanto che durante il conflitto corse voce che i piloti cercassero di rovinare i motori al primo volo per liberarsene subito. Dopo I'8.9.1943, data la scarsa reputazione degli aerei costruiti dall'Isotta, i tedeschi adibirono la fabbrica milanese al lavoro di demolizione di vecchi motori per ricuperare le materie prime. A quell'epoca l’azienda aveva in tutto circa

9.000 dipendenti, di cui 3.000 a Milano e[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 634

Brano: [...]
lo Balbo, Emilio De Bono, Cesare De Vecchi, Michele Bianchi];

2° coloro che, per la loro qualità di membri del Governo, abbiano fatto parte del Gran Consiglio per almeno tre anni;

3° i Segretari del Partito Nazionale Fascista usciti di ufficio dopo il 1922.

Art. 5 — Sono membri del Gran Consiglio a cagione delle loro funzioni e per tutta la durata di queste:

La prima riunione del Gran Consiglio, al Grand Hotel. Da sinistra a destra: Italo Balbo. Giovanni Acerbo, Edmondo Rossoni, Nicola Sansanelli, Benito Mussolini, Aldo Finzi, Achille Starace. Giuseppe Bastianini. Michele Bianchi, Francesco Giunta (Roma, 12.1.1923}

634



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 280

Brano: [...]aia di contadini del Lazio e li portano in Campidoglio per celebrare il « Natale di Roma ».

26.4: I fascisti incendiano la Camera del lavoro di Torino.

15.5: Elezioni politiche. I fascisti, finanziati da agrari e industriali, si presentano nel « Blocco nazionale ». Mussolini viene eletto alla Camera in una lista comprendente fascisti e liberali di destra.

Risorgere, rirostruire, ascendere!

La marcia fascista su Ravenna, capeggiata da Italo Balbo (12.9.1921)

11.6: Insediamento dei fascisti a Montecitorio, sui banchi dell’estrema destra.

21.6: Primo discorso parlamentare di Mussolini: « Mano tesa » verso popolari e sindacalisti; radicale incompatibilità con i comunisti.

9.7: Assalto fascista a Viterbo.

21.7: Concentramento di fascisti toscani a Sarzana, per liberare il capo squadrista Renato Ricci rinchiuso nelle carceri locali. Respinti dai carabinieri e inseguiti da contadini infuriati, i fascisti hanno 18 morti e 30 feriti.

22.7: Rappresaglia fascista a Fossola (Carrara): 2 antifascisti uccisi. 23.7: Il consiglio dei [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 41

Brano: [...]to dalla scissione di Livorno il 21.1.1921.

Anche per questo, pur dopo la crisi della cosiddetta « collaborazione condizionata » con i fascisti e l’estromissione dei ministri popolari dal governo (dopo il Congresso di Torino dell’aprile 1923), e mentre si intensificavano in tutto il paese le distruzioni delle associazioni sindacali e politiche dei cattolici (si ricordi la uccisione di don Minzoni, arciprete di Argenta, in Romagna, ordinata da Italo Balbo il 23.8.1923), fu tra quelli che spinsero il Gruppo parlamentare del Partito Popolare a riconfermare la fiducia a Mussolini, nell’estate 1923, e ad astenersi nella votazione decisiva sulla legge elettorale « truffa » che prese il nome di Acerbo (antesignana della non meno famigerata « legge mag



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 535

Brano: [...]ventina di feriti.

Non mancò il contributo del Chietino alla guerra di Spagna. Tra i volontari accorsi in difesa del regime repubblicano si ricordano Carmine Barone di Crecchio, del I Battaglione della Brigata « Garibaldi », ferito nell’ottobre del 1937 sul fronte di Fuente d’Ebro; e Antonio Cieri, di Vasto, più volte decorato. Nel

1922, Cieri aveva già partecipato a Parma, assieme a Picelli, alla battaglia contro l’attacco dei fascisti di Italo Balbo; entrato in Spagna nell’agosto 1936 con la colonna italiana comandata da Carlo Rosselli (v.) e da Mario Angeloni, ne fu egli stesso comandante dal dicembre 1936 aH’aprile 1937. Cadde in combattimento I’8.4.1937 sul fronte di Huesca.

La Resistenza

La lotta armata contro i tedeschi e i fascisti iniziò subito dopo l’8.9. 1943, dapprima con atti sporadici e poi, via via, con azioni sempre più organizzate. Il 46 settembre venne abbattuto a Chieti città il primo soldato tedesco e questo fu il segnale per una serie di attentati, tanto che le autorità tedesche furono costrette a emanare l’ordin[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 320

Brano: [...] quelli che nel 1919 erano andati al solo P.S.I. (1.936.154 contro 1.834 mila 892), ma in Emilia si registrò un crollo dei voti socialisti, che in provincia di Bologna scesero dal 68,6 al 47,2 per cento, mentre i comunisti ottennero il 10,5 per cento.

I popolari scesero dal 18 al 14,2 per cento.

Nel maggio 1922 i fascisti scatenarono una nuova ondata di terrore, giungendo ad assalire con bombe a mano la prefettura di Bologna. Capitanati da Italo Balbo (v.)t gli squadristi occuparono la città senza che il comandante della piazza militare, il filofascista generale Sani, facesse intervenire le truppe. L’assèdio, cominciato il 29 maggio, fu tolto soltanto il 2 giugno per ordine di Mussolini. Dopo il fallimento dello sciopero proclamato daH’AlIeanza del lavoro (v.) I’1. 8.1922, si parlò di una « Caporetto » del movimento operaio: di fatto, da quel momento la violenza fascista ebbe via libera, la situazione precipitò e in ottobre il fascismo giunse al potere.

Nel 1923 cominciarono gli arresti in massa dei dirigenti antifascisti, in particolar[...]


successivi
Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Italo Balbo, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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