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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 417

Brano: [...] tutto, cinquanta italiani di più o di meno

nello sfondo della guerra non contano ». Squadra della 53a Brigata Garibaldi sui monti di Lovere nel

C.Mo. l’inverno 194445

417

Lovere, I tredici di

A Lovere, comune di 6.800 abitanti in provincia di Bergamo (v.), la Guerra di liberazione ebbe inizio subito dopo I'8.9.1943, soprattutto per iniziativa di Giovanni Brasi (Montagna) che, seguito da Faccari, Macagno e da alcuni lavoratori delYILVA, raggiunse il Rifugio Rodari in vai Supine, sopra Lovere. Ivi fu data vita alla prima banda partigiana, alla quale si aggregarono soldati, operai, studenti; a loro si aggiunse, qualche settimana dopo, anche la Banda di Grumello del Monte comandata dal tenente Aleardo Locardi, dal sottotenente Betti ni e assistita dal cappellano don Mangili.

Frattanto, capeggiati dal notaio Rosa e dal ragioniere Cortesi, i fascisti di Lovere riorganizzarono il loro partito. I partigiani decisero allora di effettuare un’azione nel paese la sera del 29.10.1943, con l’obiettivo di distruggere la sede del fasci[...]

[...]ata dal tenente Aleardo Locardi, dal sottotenente Betti ni e assistita dal cappellano don Mangili.

Frattanto, capeggiati dal notaio Rosa e dal ragioniere Cortesi, i fascisti di Lovere riorganizzarono il loro partito. I partigiani decisero allora di effettuare un’azione nel paese la sera del 29.10.1943, con l’obiettivo di distruggere la sede del fascio, disarmare la caserma dei carabinieri, arrestare il notaio Rosa e prelevare dalla cassa dell’ILVA i fondi necessari a sostenere le formazioni partigiane.

Una squadra di Poltragno si appostò sulla strada di Sellerò (Bergamo), in attesa della macchina del notaio Rosa che doveva arrivare da elusone. Al sopraggiungere dell’automezzo, un partigiano saltò sulla strada per intimare l’alt, ma dai suoi compagni appostati partì un colpo che ferì mortalmente il notaio Rosa.

All’ILVA, il gruppo comandato dal tenente Locardi incontrò la resi, stenza del ragioniere Cortesi che

si oppose al prelevamento del denaro. Rifiutatosi di seguire i partigiani, il Cortesi venne eliminato sul posto.

La rappresaglia

Quaranta giorni dopo, fascisti e tedeschi poterono attuare la rappresaglia. Il 7.12.1943, nella valle di Corti, in un cascinale appena fuori dalla frazione di Ceretello, un avamposto partigiano del gruppo di Lovere (accampato in posizioni più elevate) venne sorpreso dai fascisti saliti col favore della nebbia. Prima ancora che potessero fare uso delle armi, furono c[...]

[...]oposti a tortura, il 22 dicembre fecero salire su un camion 13 prigionieri e li condussero verso Lovere. Giunti a Poltragno, 7 partigiani furono fatti scendere e immediatamente fucilati sotto gli occhi dei loro compagni. Sul muro, macchiato del sangue delle vittime, i fascisti scrissero: « Fuorilegge ».

Gli altri 6 condannati furono fatti proseguire fino a Lovere e vennero fucilati accanto alla pesa pubblica, non desiderando la Direzione dell’ILVA che venissero uccisi a ridosso del muro della fabbrica, come i fascisti avrebbero voluto. Per



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 230

Brano: [...] navigazione transatlantica del Lloyd Sabaudo.

Terminata la guerra, che aveva contribuito a finanziare collocando largamente i vari prestiti nazionali, la banca continuò la sua politica di incauta espansione, aprendo filiali anche all’estero, creando perfino una Banca ItaloCaucasica con sede a Tiflis, in funzione antisovietica.

La crisi del 1921, che fa perdere l'intero capitale a industrie gonfiatesi durante gli anni del conflitto (come l’ILVA e l’Ansaldo, che era esposta verso lo sconto di ben 800 milioni) si ripercuote sulla B.I.S.. I depositanti accorrono a ritirare i depositi. Si tenta il salvataggio, intervengono altre banche e la Banca d’Italia in testa con ben 1.700 milioni. La crisi non si risolve: la banca chiede moratoria e poi si mette in liquidazione. Lo Stato interviene ancora e i depositanti perdono solo un terzo dei loro crediti. Ma lo scandalo è enorme: si parla di premeditato assassinio per impadronirsi deH’Ansaldo, cioè di un episodio di lotta tra i grandi gruppi, ma la realtà è che gli immobilizzi sono stati ecce[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 332

Brano: [...]C.L.N. regionale veneto lanciò infatti agli operai un manifesto, nel quale parlava del

lo sciopero come ispirato da « piena consapevolezza politica» e lo faceva proprio come « un atto di fede, di maturità e di speranza », per il quale « tutti gli italiani, che combattono per la giustizia e la libertà, si stringono compatti intorno alla vostra bandiera! ».

Lo sciopero ebbe ampia estensione e rilevante durata a Marghera [Vetrocoke, S. Marco, ILVA, Termoelettrica, Breda, SAVA, Azotati); la repressione fu dura con interventi di truppa, arresti e deportazioni.

La motivazione politica dello sciopero fu inequivocabile, come attestano i volantini distribuiti nella circostanza dal comitato segreto di agitazione (oltre a quelli diffusi a sostegno dal P.C.I. e dal P.S.I.U.P.) e dimostrò come gran parte della classe operaia fosse oramai schierata su posizioni antifasciste. D’altra parte lo sciopero dimostrò come non fosse possibile coinvolgere

i centri operai e passare alla “guerra di popolo” senza una spossante guerriglia da combattersi [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 287

Brano: [...]nfino e alcuni di essi si ritrovarono più avanti, al Tribunale speciale. Negli anni del regime l’organizzazione clandestina fu piuttosto

fragile, pronta tuttavia a risorgere non appena cessava l’ondata delle persecuzioni. Nel 1942 la riorganizzazione dei centri interni e l’afflusso di nuovi aderenti al Partito comunista portò in Bergamo alla costituzione di una nuova organizzazione che si estese particolarmente nelle fabbriche: alla Rumi, all’ILVA di Lovere, alla Dalmine, alla SACE, alla Magrini, a Caravaggio, a Brignano, a Treviglio. Ricomparvero i manifestini antifascisti è alla Caproni di Ponte San Pietro si commemorò anche Matteotti. Nel

1943 Mario Mammuccari (Brandani) fu designato a dirigere la federazione comunista clandestina.

Il Partito socialista, diviso alla vigilia del fascismo, non seppe opporre molto alla violenza e, con l’entrata in vigore delle leggi eccezionali, si sciolse senza una preparazione per il passaggio nella clandestinità. Lo stesso fenomeno avvenne per il Partito liberale, ricco di tradizioni locali, e[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine ILVA, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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