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Il segmento testuale Giulio Cesare è stato estratto automaticamente da un complesso algoritmo di KosmosDOC di tipo "autogeno", ossia sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 279Entità Multimediali, di cui in selezione 18 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 340

Brano: [...]giornate dal 12 al 25 aprile.

L’attentato al re

Un fatto di notevole rilievo politico, sfruttato dal fascismo per intensificare la repressione del movimento operaio, fu l'attentato contro Vittorio Emanuele III, compiuto all'inaugurazione della Fiera del 1928. Pochi minuti prima dell’arrivo del re, che doveva presenziare alla cerimonia di apertura, una bomba a orologeria collocata nello zoccolo di un fanale nei pressi deN'ingresso di piazza Giulio Cesare, scoppiò provocando 17 morti e 40 feriti. I giudici del Tribunale speciale si portarono immediatamente a Milano, con l’ordine di colpire inesorabilmente « la bestiale criminalità dell’antifascismo impotente e barbaro ». Particolarmente presi di mira furono gli appartenenti (o presunti tali) al P.C.I.. La polizia, che da alcuni mesi era riuscita a penetrare con suoi informatori in alcuni settori dell’organizzazione comunista milanese, non riuscendo a scoprire nulla sull’attentato, procedette all’arresto di tutti i comunisti che teneva sotto sorveglianza. Sottopose gli arrestati a vessazione e [...]

[...]ui durò 3 anni, il Tribunale speciale

lo condannò (6.6.1931) a 12 anni di reclusione, per appartenenza al P.C.i. e « per avere pubblicato degli scritti allo scopo di orientare i giovani contro il fascismo ». In seguito alle sevizie subite, Romolo Tranquilli morirà nel penitenziario di Procida il 28.10.1932.

I retroscena

I colpevoli dell’attentato non furono in realtà mai scoperti o non si vollero scoprire. Risultò che la bomba di piazza Giulio Cesare faceva parte di un più vasto piano diretto contro la persona del re. Alcuni giorni prima del 12 aprile la polizia, ispezionando la linea ferroviaria che avrebbe dovuto essere percorsa dal treno reale, aveva infatti rinvenuto nel tratto MilanoRogoredo un ordigno esplosivo collegato con un dispositivo elettrico manovrabile a distanza. Negli stessi giorni la polizia aveva fermato un individuo che aveva collocato un fornello per mine sotto un ponte, sempre nel tratto MilanoRogoredo. Opinione generale fu che, a organizzare l'attentato, fossero stati fascisti dissidenti « tendenzialmente repubblica[...]



da [I giorni della Resistenza / Noemi Vicini Marri (testo di) ; Lucio Lombardo Radice (Guida alla lettura) ; prefazione di Ferruccio Parri], p. 67Corpo dell'opera [numerazione b(non originale)] (Monografia/libro

Brano: [...]era dei ragazzi stessi).

Protagonista, un popolo « Tebe dalle sette porte, chi la costruì? »

Con questa domanda ha inizio una famosa, e bellissima, poesia di Bertolt Brecht, che ruota attorno a un unico concetto: alla affermazione che la storia, tutta la storia, è sempre stata opera di grandi masse di uomini, non dei soli capi. La tesi di Brecht è giusta, anche per le Piramidi d’Egitto, anche per le conquiste di Alessandro il Macedone o di Giulio Cesare; anche per i tempi nei quali le masse di uomini semplici senza i quali i Grandi, faraoni o re o generali, non avrebbero potuto portare a termine nulla, erano « protagoniste passive », realizzavano imprese loro imposte da volontà estranee, quasi sempre colla forza.

La tesi di Brecht è doppiamente vera per la Resistenza, impresa storica di popolo compiuta per libera scelta di milioni di uomini e donne semplici, che di essa furono protagonisti in senso pieno, creatori e corresponsabili. Non una decisione imposta,



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 237

Brano: [...]
Dopo l’8.9.1943 fece parte del Comando militare comunista di Roma, occupata dai tedeschi, e contribuì alla formazione dei G.A.P. (v.) di zona, partecipando a numerose azioni. Tra queste, l’introduzione di una bomba a orologeria (inesplosa) nel Teatro Adriano, in occasione del primo raduno ivi indetto da Rodolfo Graziani (partecipanti all'azione: Sasà Bentivegna (Danilo), M. Fiorentino, Giorgio Labò artificiere) e l’assalto alla caserma di viale Giulio Cesare, dopo l’uccisione da parte nazista di Giuditta Levato.

Per la sua partecipazione alla lotta partigiana è stato decorato di me

daglia di bronzo al valor militare. Dopo la Liberazione, dal 1944 al 1948 ha lavorato nella Sezione stampa e propaganda della Direzione del P.C.I. (fu anche « distaccato » per alcuni mesi al Ministero dell'Italia Occupata). Eletto nel 1948 nel Comitato centrale del Partito, fu membro della segreteria regionale emiliana dal ’48 al ’50, e lombarda dal ’50 al ’54.

Dopo una breve parentesi alla casa editrice Feltrinelli, fu chiamato a dirigere il primo Ufficio stu[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 204

Brano: [...]'organizzazione comunista clandestina di Varese. Dal gennaio

1944 partecipò alla Guerra di liberazione, come caposquadra nella 121a Brigata Garibaldi « Walter Marcobi » (già « Gastone Sozzi »). Dopo la Liberazione lavorò nell’apparato locale del P.C.I. e nel movimento sindacale.

Oggioni, Francesco

N. a Samolaco (Sondrio) il 24.7. 1902; cantiniere.

Arrestato nell’aprile 1928 sotto l'accusa di aver partecipato all’attentato di piazzale Giulio Cesare (v. Fiera di Milano), rimase in carcere per tre anni in attesa di processo. Il 5.6.1931, caduta l'accusa di concorso in attentato, sarà condannato dal Tribunale Speciale a

5 anni di reclusione per appartenenza all’organizzazione comunista.

Ogliaro, Alfonso

N. a Biella/Pavignano nel 1894; m. a Mauthausen il 20.2.1945; impresario edile.

Aderì giovanissimo alla Federazione giovanile socialista di Biella e, prima dell'avvento del fascismo, fu eletto consigliere comunale della città. Successivamente si trasferì a Torino, dove fu attivo dirigente del Sindacato edili del Piemonte.

Dur[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 718

Brano: [...]smo e nazionalismo, Milano 1961; Pietro Secchia, Aldo dice 26x1, Milano 1963; I. Busetto, Brigate Garibaldi Cronache milanesi di lotta partigiana, Milano 1951; Giovanni Pesce, Senza tregua, Milano 1967; Adolfo Scalpelli, Scioperi e guerriglia in Val Padana (194345), Urbino 1972.

A.Sc.

Antifascisti originari di Milano condannati dal Tribunale speciale durante la dittatura fascista (tra parentesi gli anni di reclusione inflitti):

Abbiati Giulio Cesare (2), Albasini Scrosati Vittorio (2), Alzati Emilio (13 + 2 + 20), Alzati Oreste (2), Amodeo Cesare (3), Arioli Ercole (4), ArmiIiato Ernesto (10), Bacci Michele (12), Balconi Giovanni (5), Balocchi Francesco (2), Barbaglia Carlo (3), Barbetta Giuseppe (4), Barbieri Angelo (5), Baroni Pietro (1), Bartezaghi Abele (6 mesi), Baruscotti Giuseppe (5), Bauer Riccardo (20),

Bellone Sergio (14), Bel Ioni Enrico (7), Bel Ioni Ersilio (30), Beltrame Eugenio (2), Beltramini Carlo (1), Bergamaschi Giulio (2 anni e 6 mesi), Bernini Guido (5), Bernini Pietro (1 anno e 6 mesi), Berseli ini Guido (3), Ber[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 705

Brano: [...]llo culturale e anche organizzativo. Lo stesso Morandi, in seguito all’esperienza vissuta nella realtà politicosociale milanese, tornato a Parigi diverrà tenace sostenitore di una più stretta collaborazione tra tutte le forze antifasciste, compresi i comunisti.

In effetti, la divisione dei militanti antifascisti favoriva l’azione repressiva e poliziesca del regime: nell’aprile 1928 l’attentato contro Vittorio Emanuele III compiuto in piazzale Giulio Cesare (v. Fiera di Milano), probabilmente per iniziativa degli stessi fascisti, permise alla polizia di arrestare e disperdere i Gruppi goliardici per la libertà. Lelio Basso (v.), che ne era l’organizzatore, fu inviato al confino per 3 anni.

Movimento giellista

Anche il movimento di « Giustizia e Libertà» (v.), costituito a Parigi, ebbe a Milano un « centro interno », diretto da Ernesto Rossi e Riccardo Bauer (v.).

Nel 1929 sorse un comitato unitario tra giellisti e socialisti. A rappresentare questi ultimi entrarono Giuseppe Faravelli (v.), Roberto Veratti e Dino Gentili, mentre Riccardo[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 497

Brano: [...]one del Gran Consiglio (v. Luglio, 25), il giorno prima di essere cacciato dal potere, egli dichiarerà infatti di non aver mai diretto tecnicamente operazioni militari a eccezione di una volta, data l’assenza del capo di stato maggiore generale Cavailero: « Fu in occasione della battaglia navale del 15 giugno 1942, svoltasi nelle acque di Pantelleria. Quella vittoria netta — affermò il duce parlando di se stesso in terza persona, aila maniera di Giulio Cesare — appartiene a Mussolini, come fu riconosciuto in un grande rapporto agli ufficiali della 7* Divisione navale dallo stesso capo di stato maggiore della marina, ammiraglio d’armata Riccardi, a Napoli, prima che Mussolini premiasse gli ufficiali e i marinai che si erano particolarmente distinti in quella battaglia ».

La battaglia di Capo Bon

Agli inizi dell’agosto 1942 Malta era di nuovo alla fame. Le ultime riserve di viveri e di carburante potevano bastare ancora per una quindicina di giorni, dopodiché la resa sarebbe stata inevitabile. Gli Alleati dovevano perciò compiere un

nuovo t[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 285

Brano: [...]l Meridione.

29.3: Si stabilisce per legge che gli iscritti al Partito fascista abbiano la precedenza nelle liste di collocamento al lavoro.

6.4: Renato Ricci, comandante generale dell’Opera Balilla, con una circolare rende obbligatorio il saluto romano e vieta ia « stretta di mano » come manifestazione « estranea e contraria al perfetto carattere del fascista ». 3 comunisti vengono condannati dal T.S..

12.4: Attentato al re in piazzale Giulio Cesare a Milano, durante

285



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 131

Brano: [...] di grandi manifestazioni per il pane, contro la guerra e per il rilascio degli arrestati. Una delle agitazioni più imponenti si ebbe a Carrara e continuò per tre giorni.

A Roma, nei quartieri popolari, si susseguirono durante i mesi dell’occupazione nazista decine di manifestazioni: le donne assaltarono i forni dove si panificava per i tedeschi, e in uno di quegli assalti cadde, uccisa da una raffica di mitraglia, Marisa Martinelli. In viale Giulio Cesare, un migliaio di donne si raccolse davanti alle caserme ove stavano rinchiusi 1.800 uomini rastrellati nei diversi quartieri cittadini e inscenarono una manifestazione di protesta per ottenerne l'immediato rilascio. Teresa Gullace, per aver tentato di gettare del pane al marito prigioniero, fu freddata da un militare tedesco.

I « Gruppi di difesa » vennero ufficialmente riconosciuti dal Comitato di liberazione nazionale dell 'Alta Italia in un documento del giugno 1944 nel quale si affermava: « Il Comitato di liberazione per l’Aita Italia, riconoscendo nei Gruppi di difesa della donna e per[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 105

Brano: [...]plina andò diminuendo. I sospetti di antifascismo furono sottoposti a particolare vigilanza e adibiti a servizi speciali, ma nello stesso reparto di cui già facevano parte, salvo che l’azione da essi svolta non fosse giudicata particolarmente pericolosa, nel qual caso venivano deferiti al Tribunale speciale e quindi mandati a scontare le eventuali condanne nel carcere militare di Gaeta.

Arrestati nel 1921 con altri 22 marinai sulla Regia nave Giulio Cesare, corazzata di guerra di I classe, sotto l’imputazione di avere svolto « propaganda bolscevica e diffuso il giornale II comunista », dopo un’istruttoria in cui la maggior parte degli arrestati furono rilasciati, Ciro Picardi, Carmelo Puglionisi di Genova e Guglielmo Giacomelli di Livorno furono mandati per 6 mesi alla compagnia di disciplina di Ponza. Ogni giorno la compagnia doveva compiere l’istruzione militare insieme con altri reparti del l'esercito, fare lunghe marce ed esercizi snervanti. Il rigore era terribile e le punizioni fioccavano per un nonnulla. Scontata la punizione (che è la p[...]


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Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Giulio Cesare, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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