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Il segmento testuale Girolamo Li Causi è stato estratto automaticamente da un complesso algoritmo di KosmosDOC di tipo "autogeno", ossia sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro.
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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 361

Brano: [...]ione dei comitati di agitazione e per l'elezione delle commissioni interne nella Fiat (v.), battendosi in pari tempo per la caratterizzazione della corrente comunista nell'ambito del sindacato.

Contro il fascismo

Nel settembre 1925 fu tra gli organizzatori di un convegno provinciale della Federazione comunista svoltosi semiclandestinamente a Coazze, in provincia di Torino, ma successivamente dovette passare alla completa clandestinità. Con Girolamo Li Causi guidò a Torino le ultime fasi di lotta dei comunisti,

ma nell’agosto 1927 (assegnato in contumacia a 5 anni di confino come noto dirigente comunista) espatriò in Francia.

Divenuto funzionario del partito nell'emigrazione, membro del Comitato centrale del 1929, nel marzo 1930 fu inviato in Italia per dirigere il comitato regionale clandestino. Si distinse per la linea “dura”, contro ogni deviazione opportunistica o ritenuta tale. NeH'aprile 1931, al IV Congresso del P.C. d'I svoltosi a Colonia, fu eletto membro dell'Ufficio politico. Poche settimane dopo (28.6.1931), nel corso di nuova m[...]

[...]ia, fu arrestato alla Spezia mentre teneva una riunione di responsabili interregionali.

Processato dal Tribunale speciale il

25.1.1932, fu condannato a 17 anni di reclusione. Dal carcere di Civitavecchia fu trasferito a Pianosa, poi al penitenziario di Portoferraio. Ridotta la pena per indulti e amnistie, il 9.7.1941 fu confinato a Ponza, poi a Ventotene. Qui entrò a far parte del direttivo comunista dei confinati insieme a Pietro Secchia, Girolamo Li Causi, Antonio Cicalini e Giordano Pratolongo.

Nella Resistenza

Dopo aver trascorso complessivamente 12 anni tra carcere e confino venne liberato alla fine dell'agosto 1943. Riprese subito l’attività di lotta a Torino e il 5 settembre entrò a far parte della Segreteria federale del P.C.I. con Luigi Grassi e Paolo Scarpone. Dopo I’8 settembre venne inviato nel Biellese, delegato del partito per la creazione delle prime formazioni partigiane, ma i disagi sofferti durante la permanenza in montagna riacutizzarono una sua malattia polmonare contratta in carcere e fu costretto a tornare in città.
[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 245

Brano: Unità, L’

funzioni, i socialisti “terzini” Girolamo Li Causi (v.), Mario Malatesta, Romano Cocchi, Enrico Tulli (v.), più l’indipendente Arnaldo Barone e il critico musicale Mazzucchelli. Collaboravano inoltre al giornale Pia Carena (stenodattilografa), Leonido Tarozzi (corrispondente da Bologna), i disegnatori Pietro Ciuffo [Red), Gino Simonetti [Ribelle), Zeppilii [Terzin) e Giandante.

Le forze redazionali erano equamente distribuite fra comunisti e “terzini”, ma non passarono molti giorni che i “terzini” cominciarono a denunciare (fino a inviare una lettera ufficiale di protesta al Comitato centrale del P.C. d’I.) un atteggiamento autoritario nei[...]

[...]ggravarsi della situazione politica il quotidiano calò fino a 15.000 copie e il 31.10.1926, dopo un ennesimo attacco squadristico seguito all’attentato di Bologna contro Mussolini, cessò del tutto le pubblicazioni. Direttori responsabili furono: Ottavio Pastore dal 21 luglio al 6.9.1924, Alfonso Leonetti dal 7.9.1924 al 10.1.

1925, Mario Malatesta dal 17.1.1925 al 28 luglio dello stesso anno, Riccardo Ravagnan (v.) dal 29.7.1925 al 29.5.1926, Girolamo Li Causi dal

30.5.1926 fino alla fine. Il frequente cambio dei direttori (a parte Leonetti) fu dovuto al fatto che il titolo di gerente veniva continuamente revocato d’imperio dalle ordinanze prefettizie.

In quel travagliato periodo l’“Unità” condusse numerose battaglie, tra cui quella per celebrare la ricorrenza del Primo Maggio (v.), nonostante la proibizione del governo fascista, esortando gli operai a protestare e a scioperare in quello stesso giorno. Intensa e combattiva fu la campagna per le elezioni politiche del 6.4.1924 che videro, anche grazie al giornale, una significativa affermazion[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 365

Brano: [...] settembre, era venuto a Villalba il capo dei separatisti, Finocchiaro Aprile, che, dopo avere distribuito ai giovani i distintivi con la quarantanovesima stella americana, aveva, in questa piazza, tenuto un discorso. Pantaleone, che aveva scritto un articolo e una lettera aperta a Salvatore Aldisio su questi argomenti, entrò dunque nel vivo della questione, richiamandosi all’azione delle masse contadine, mentre presentava il principale oratore: Girolamo Li Causi.

Li Causi è l’uomo più popolare in Sicilia. Il suo coraggio, la sua figura hanno un richiamo leggendario, la sua parola tocca i cuori, poiché egli parla con la lingua del popolo, con conoscenza ed amore. Così, alla voce, i contadini nascosti e atterriti sentirono come un impulso che li spinse ad entrare nella piazza proibita, e Li Causi cominciò a parlare a quella piccola folla imprevedibile, del feudo Miccicché, della terra, della mafia. Dalla chiesa madre lo scampanio del prete, fratello di Don Calò, cercava di coprire quella voce. Ma i contadini lo ascoltavano e

lo capivano. ” Giusto[...]

[...]ermi sciagurati, concedo il contraddittorio!

Anche Li Causi fu ferito a un ginocchio. Michele Pantaleone se lo caricò sulle spalle, mentre le pallottole (quindici fori furono trovati sul muro dietro le loro spalle) levavano polvere di calcinacci dall’intonaco; e lo portò per quei pochi passi, fin dietro il muro della casa del Banco di Sicilia. Pantaleone allora, dall’angolo, alzò la sua pistola e sparò in aria cinque colpi ».

Bibliografia: Girolamo Li Causi e la sua azione politica per la Sicilia, Palermo, 1966; M. Pantaleone Mafia e Politica, Torino, 1963.

Liceo « Buffon », Studenti del

Nell'autunno 1941, durante l’occupazione tedesca della Francia (v.), un gruppo di giovanissimi e coraggiosi studenti del Liceo « Buffon » di Parigi organizzarono un’intensa attività antinazista all'interno della

scuola, redigendo e diffondendo giornaletti clandestini che incitavano alla lotta contro l’invasore, promuovendo manifestazioni di massa e costituendo formazioni di Francstireurs et partisans.

Tra le azioni di guerriglia da loro compiute e ch[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 56

Brano: [...]o destinato ai militari), Il galletto rosso (per i giovanissimi) e II fanciullo proletario. Camilla Ravera era, a tutti gli effetti, il segretario del Partito.

I volantini e le lettere venivano firmate quasi sempre “Micheli” o “Uno”, numero in codice riferito a tutti gli altri numeri in codice. Con la Ravera vivevano Amoretti e Anna Bessone, la “fenicottera”. Molto spesso riuscivano a recarsi da loro, per comunicazioni e riunioni clandestine, Girolamo Li Causi, Pietro Secchia, Celeste Negarville, Fidia Sassano. Non lontano dalla villa, fra il verde, Alfonso Leonetti e Pia Carena dirigevano l’ufficio di stampa e propaganda “agitprop”.

Fra i compagni che si recavano a trovarla a quel tempo, in un ricordo di Serena Seidenfeld Camilla Ravera sarà così descritta: « Dall'aspetto esile con una massa di magnifici capelli castani e occhi molto espressivi: dirigeva il Centro interno del partito in condizioni molto difficili con fermezza e semplicità; mi parve l'incarnazione della modestia ».

A Parigi, Togliatti intanto costituiva il Centro estero del p[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 697

Brano: [...]nni, giunse a ospitare una numerosa comunità: dai 250 confinati del 1930 ai 425 del

1935. Con l’aumento della popolazione confinaria andò proporzionalmente crescendo il corpo di sorveglianza che, nel 1930, ammontava a 67 agenti più 300 militi.

A Ponza furono concentrati gli antifascisti più « pericolosi », in massima parte comunisti, tra cui dirigenti di primo piano come Umberto Terracini, Camilla Ravera, Pietro Secchia, Mauro Scoccimarro, Girolamo Li Causi, Battista Santhià, Giorgio Amendola, Altiero Spinelli, Pietro Grifone, Domenico Marchioro, Giovanni Corsano, Antonio Cicalini. Insieme a loro, vi furono destinati altri noti esponenti antifascisti come il socialista Alessandro Pertini, i giellisti Ernesto Rossi, Riccardo Bauer, Francesco FanceIJo, Vincenzo Calace ecc. (Si vedano le rispettive voci).

I coatti che avevano inoltrato domanda di grazia, chiamati manciuriani (v. Manciuria), venivano emarginati dagli altri confinati politici 0 vivevano in cameroni diversi, accanto ai coatti per reati comuni, perché considerati provocatori e spie [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 692

Brano: [...]di Tolosa (Patto di unità d’azione tra P.C.I., P.S.I. e G.L.) e poi riferire al Centro le notizie raccolte sull’andamento della lotta antifascista in corso nel paese. All’inizio del 1943 fu inviato a 'Milano per entrare a far parte dell’organizzazione comunista clandestina, a contatto con Celeste Negarville e Giorgio Amendola, a lor volta tornati in Italia.

Dirigente del F.d.G.

Dopo T8.9.1943 lavorò a J'Unità clandestina, allora diretta da Girolamo Li Causi e, nel 1944, al fianco di Eugenio Curie!, fu tra i dirìgenti del

Gillo Pontecorvo nell'immediato dopoguerra

Fronte della Gioventù (v.). L’organizzazione clandestina, che raggruppava i giovani di vari partiti antifascisti, aveva come luogo di riunione la sagrestia della chiesa di San Carlo a Milano, messa a disposizione da padre Diaz e da padre Davide Turoldo che, in seguito, divennero essi stessi membri attivi dell’organizzazione. Per un breve periodo Pontecorvo ebbe anche affidato l’incarico di viceresponsabile delle S.A.P..

In seguito a un'ondata di arresti scatenatasi a Milano, ve[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 374

Brano: [...]iana (11.2.1944), fu creato l'Alto Commissariato per la Sicilia, un organo di decentramento, al quale venne destinato l'ex prefetto di Palermo Francesco Musotto, di ispirazione liberaldemocratica e gradito a Finocchiaro Aprile. Ma, in un momento in cui il maggiore ruolo doveva essere quello svolto dai partiti del C.L.N., nel nuovo clima politico determinato dal governo di Ivanoe Bonomi, quel funzionario non era certo adeguato alla situazione.

Girolamo Li Causi, giunto in Sicilia il 10.8.1944, inaugurò a Palermo il 7.1.1945 la Federazione regionale del P.C.I.. La provincia contava allora 28 sezioni e 3.100 iscritti: complessivamente, a livello siciliano, una forza numerica pari a quella della Democrazia Cristiana. Grazie a questa forza potè essere dato un valido contributo alla nascita della prima Consulta regionale (25.2. 1945), con la quale prese l’avvio quel progetto di « autonomia », del quale Pai miro Togliatti, in un discorso pronunciato nella piazza Politeama di Palermo, ebbe a dire:

« La Sicilia avrà libertà se l’Italia avrà libertà. La S[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 355

Brano: [...]e del P.S.I., firmata, oltre che dai membri del comitato promotore, da altri aderenti alla frazione (Abigaille Zanetta, Giulio Trevisani, Filippo Aldi sio, Antonio Sanna, Vincenzo Pagella, Luigi Volpi, Domenico Marchioro, Leone Mucoi, Francesco Lo Sardo, Ettore Di Silvestro, Raffaele Pastore, Augusto Mancini, Riccardo Bonelli, Giuseppe Ciucci, Giuliano Corsi, Pietro Altobelli, Giovanni Tonetti, Ferruccio Marini, Alberto Bassi, Francesco Raineri, Girolamo Li Causi, Carlo Reggiani, Giovanni Nicola, Alfredo Tucci, Arnaldo Baroni), alcuni dei quali saranno in seguito tra i più assidui collaboratori della rivista.

Nella lettera i firmatari esponevano i motivi del loro dissenso con la Direzione (scioglimento della Federazione giovanile, istituzione di una rete di fiduciari della Direzione, mancata costituzione del fronte unico con i comunisti, svolta a destra nei rapporti internazionali, atteggiamento del Gruppo parlamentare, trasformazione dell'« Avanti! » in organo della frazione maggioritaria), rivendicavano il loro diritto di critica e annunciavano l[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 63

Brano: [...]ferito al Tribunale Speciale, il 28.7.1928 fu condannato a 12 anni di reclusione per ricostituzione del P.C.I. e cospirazione. Fu carcerato a Volterra, poi nel penitenziario di Castelfranco Emilia e infine a Fossano, da dove mantenne collegamenti con la direzione del P.C.I. all’estero. In seguito alla scoperta di questa sua attività venne trasferito nel carcere di Civitavecchia, dove incontrò Mauro Scoccimarro, Pietro Secchia, Umberto Terracini, Girolamo Li Causi. Nel 1934, scarcerato in anticipo per condoni e amnistie, potè rientrare a Torino. Ripresi i contatti con il Centro estero del partito, nello stesso anno espatriò in Francia, seguito più tardi dal fratello Osvaldo Negarville (v.). Fu designato segretario della Federazione giovanile comunista italiana e, nel 1935, fu inviato a Mosca, dove rimase fino al 1938 quale membro italiano del presidium deirinternazionale giovanile comunista. Al suo ritorno in Francia riprese il lavoro di organizzazione clandestina del partito in Italia. A Parigi fu tra i redattori del giornale La voce degli italiani. [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 832

Brano: [...] Poi, presi di mira dai fascisti in seguito a uno sciopero, Moscatelli e Rimola si trasferirono alla Cerutti di via Stelvio, in Milano.

Nel 1925, introdotto da Rimola, Moscatelli entrò a far parte dell'organizzazione giovanile comunista di Novara, venendone addetto all'attività di stampa e propaganda. In quel periodo l'organizzazione novarese svolse, soprattutto in direzione delle mondine, un proficuo lavoro politico che, sotto la guida di

Girolamo Li Causi (il quale si faceva allora chiamare Cian So Lin) sarebbe sfociato nel grande sciopero del 1927.

Nel settembre 1927, durante le proteste per l'esecuzione degli anarchici Sacco e Vanzetti negli U.S.A., per indurre le maestranze allo sciopero Moscatelli tolse la corrente alla Cerutti, provocando un corto circuito nella cabina elettrica.

Nell’emigrazione

Recatosi in quello stesso anno in Svizzera per partecipare a una scuola clandestina diretta da Luigi Longo e Paimiro Togliatti (in località Passwang, tra Basilea e Biel), rimase all'estero diventando funzionario comunista. Continuò così [...]


successivi
Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Girolamo Li Causi, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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