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Il segmento testuale Gaetano De Sanctis è stato estratto automaticamente da un complesso algoritmo di KosmosDOC di tipo "autogeno", ossia sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 16Entità Multimediali, di cui in selezione 6 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 84

Brano: [...], insegnò Storia greca all’Università di Roma dal 1929 al 1931. Direttore della Rivista di filologia classica, divenne nel 1930 presidente della Pontificia Accademia Romana di Archeologia e membro del Consiglio direttivo delV Istituto per l’Enciclopedia Italiana. Nel novembre 1931 fu uno dei 12 docenti universitari che rifiutarono il giuramento di fedeltà al regime fascista, perdendo di conseguenza il diritto all’insegnamento e alla pensione.

Gaetano De Sanctis (1948)

A Giuliano Balbino, ministro delI’Educazione Nazionale che lo esortava a non privare la scuola della sua presenza, Gaetano De Sanctis rispose: « Ho dato ai giovani molte lezioni, ma la migliore è quella che sto per dare ».

Nel novembre 1931, all’invito del rettore magnifico dell'Università di Roma, aveva risposto con questa lettera: « Ho ricevuto il Suo invito a prestare giuramento oggi nei termini indicati dall'art. 18 del R. Decreto legge del 28 agosto 1931 n. 1227. Credo di avere in tutta la mia vita di insegnante dimostrato il massimo ossequio alle leggi, ai regolamenti e in generale alla disciplina accademica. Mi duole quindi di doverLe dichiarare che in questa occasione non posso ottemperare al Suo invito. Mi sareb[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 93

Brano: [...]1.5.1925 (v. Cultura e fascismo). Mentre nell'elenco degli aderenti al Convegno per la cultura fascista di Bologna (da cui sca

turì il manifesto), tra i nomi cospicui dell’alta cultura torinese figurava soltanto Lionello Venturi (che, per altro, avrebbe poi perduto la cattedra universitaria per il rifiuto di giurare fedeltà al regime), al contromanifesto crociano aderirono uomini come Luigi Einaudi, Francesco Ruffini, Corrado Barbagallo (v.), Gaetano De Sanctis (v.), Luigi Salvatorelli (v.), Mario Carrara, Erminio luvalta, Benedetto Morpurgo. Non fa quindi meraviglia che la reazione fascista, a Torino, si abbattesse pesantemente sul ceto borghese: fu del luglio 1925 (cioè poche settimane dopo i due manifesti) il primo tentativo di aggressione a Piero Gobetti (v.) ; la seconda aggressione (che lo lasciò ferito quasi mortalmente) fu di pochi mesi dopo, e negli stessi momenti si ebbe l'assalto al quotidiano La Stampa (v.), il cui direttore, il senatore Alfredo Frassati, avverso al fascismo, fu cacciato dal giornale che era stato suo.

Il regime tutta[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 296

Brano: [...]che vecchio amico e ne fece nuovi: Guido De Ruggiero, Piero Calamandrei, Pietro Pancrazi, Nello Rosselli. La sua casa divenne ben presto sede di riunioni degli antifascisti fiorentini e, in essa, quando vi capitava, pontificava Croce tenendo lunghe conversazioni notturne.

Il periodo toscano segnò una svolta nell’attività critica e letteraria del Russo, che iniziò una revisione dello storicismo crociano rifacendosi maggiormente alla lezione di Gaetano De Sanctis; accentuò nel suo insegnamento il motivo eticopolitico e civile, interpretando poeti e scrittori nella totalità della loro espressione; promosse il concetto e la funzione della cultura, che concepiva non come astratto sapere, ma come problematica che scaturisce dal reale e al reale ritorna illuminandolo; si fece maestro di vita a quanti propendevano a fare della critica una forma di azione, un metodo di lotta, una superiore direzione dello svolgimento storico. Tutto ciò egli realizzò, di là dall’ambiente scolastico, dove formava uomini coscienti e avviava i migliori alla vita letteraria, medi[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 830

Brano: [...] studioso e di autore arricchirono di contenuti originali la sua militanza politica, in una sintesi complessa di cui si possono qui indicare solo i tratti essenziali.

Vincitore della libera docenza in Storia del Risorgimento nel concorso bandito nel 1947, cominciò nel

1948 il proprio insegnamento all’Università, vinse la cattedra di Storia e Filosofia nei licei (1949), fu « alunno » della Scuola di Storia moderna e contemporanea a Roma con Gaetano De Sanctis e Federico Chabod (195054) e, dopo aver pubblicato numerosi libri nonché oltre 800 scritti, ottenne la cattedra universitaria di Storia medievale e moderna alla Scuola Normale di Pisa, infine al Magistero di Torino, dove insegna Storia contemporanea dal 1978.

A fianco del lavoro per costruire in Italia una « scuola » storiografica che utilizzasse, nella prospettiva di un marxismo problematico, le tecniche e le suggestioni metodologiche delle « Annales » ai fini di un progetto di « storia globale », sul finire degli anni Cinquanta Quazza affrontò un programma di attività della cultura, dell[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 582

Brano: [...]tica, Roma). Il professore di Estetica Giuseppe Antonio Borgese (Milano), che non si trovava in Italia, rifiutò di prestar giuramento al suo rientro in patria. Vittorio Emanuele Orlando chiese il collocamento a riposo prima che giurare divenisse obbligatorio. Quando, 1*11.10.1934, un giuramento analogo fu richiesto ai membri dell’Accademia nazionale dei Lincei, rifiutarono di giurare Giulio Alessio, Costantino Bresciani Turroni, Benedetto Croce, Gaetano De Sanctis, Francesco De Sarlo, Antonio De Viti de Marco, Vittorio Emanuele Orlando, Emanuele Paterno di Sessa, Umberto Ricci, Vito Volterra.

Giuriolo, Antonio

Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. N. ad Arzignano (Vicenza) nel 1912, m. a Corona di Lizzano in Belvedere (Bologna) il 12.2.1944; laureato in legge aM’Università di Padova, professore di letteratura e critico letterario.

Richiamato alle armi nel maggio 1943 e assegnato col grado di capitano al 7° Reggimento alpini a Belluno, I*8 settembre si trovava presso il deposito reggimentale. Prese subito parte alla Guerra di liberazio[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 581

Brano: [...]ttere addirittura provocatorio della formula adottata, che umiliava profondamente tutti quegli insegnanti che, in privato, tenevano a professarsi antifascisti

o sostenevano la « apoliticità » della cultura, soltanto 13 professori sui circa 1.200 ebbero il coraggio di respingere l’imposizione rifiutandosi di giurare. Questi furono: Ernesto Buonaiuti (Storia del cristianesimo, Università di Roma), Mario Carrara (Antropologia criminale, Torino), Gaetano De Sanctis (Storia antica, Roma), Antonio De Viti de Marco (Scienza delle finanze, Roma), Giorgio Errerà (Chimica, Pavia), Giorgio Levi della Vida (Lin

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Tessera del l'Opera Nazionale Balilla con la formula del giuramento (1936)

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Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Gaetano De Sanctis, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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