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Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 58Entità Multimediali, di cui in selezione 7 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Contro ogni ritorno : dal fascismo alla Costituzione repubblicana : Provincia di Firenze, 2 giugno 1972 / \a cura di Claudio Galanti, Paolo Tinti, Giovanni Verni!, p. 119

Brano: Cosa furono i GAP nelle campagne.

[Testimonianza del gappista “Slim ” depositata presso TISRT]

Le ragioni per cui nell’Empolese non vi è stata una formazione partigiana locale, se si eccettuano gli ultimi cinquanta giorni dell’occupazione nazifascista, credo che siano state soprattutto due: in primo luogo le caratteristiche del terreno, che è prevalentemente pianeggiante e scoperto, quasi totalmente a coltura e fittamente intersecato da strade; in secondo luogo gli elementi più preparati sul piano militare, come il Mattioli, “ Cervo ”, o su quello politico, come Catone Ragionieri, vennero inviati in altre località dal Comitato Federale del PCI d[...]

[...]prevalentemente pianeggiante e scoperto, quasi totalmente a coltura e fittamente intersecato da strade; in secondo luogo gli elementi più preparati sul piano militare, come il Mattioli, “ Cervo ”, o su quello politico, come Catone Ragionieri, vennero inviati in altre località dal Comitato Federale del PCI di Firenze. Perciò un’organizzazione armata di un certo rilievo fu costituita soltanto poco prima del passaggio del fronte, unificando tutti i GAP della zona, cui si aggiunsero in seguito al distaccamento di empolesi, che fino allora aveva combattuto con la XXIII Brigata Garibaldi “ Buscaglia ”.

Malgrado l’assenza di reparti partigiani non si deve credere che la popolazione dell’Empolese non abbia partecipato alla lotta di liberazione. Basterà ricordare la larga partecipazione dei contadini alle due manifestazioni di protesta del febbraio ’44 contro l’ordinanza di Manganiello, il capo della provincia repubblichina, secondo cui i contadini avrebbero dovuto versare all’ammasso un quantitativo di grano supplementare a quello, già notevo[...]

[...]ano di solito da Avone,una frazione che oggi è stata incorporata da Empoli, e strada facendo si ingrossavano, un po’ spontaneamente e un po’ perché in precedenza erano stati fatti i dovuti preparativi in modo che confluissero nel corteo anche gruppi di donne della città. Il 4 marzo fu proprio un corteo di donne, partito da Avone e passato per S. Maria, che dette il segnale dell’inizio dello sciopero; ricordo benissimo, poiché ero presente con un GAP di protezione, che in quell’occasione le donne costituivano almeno la metà delle diverse migliaia di manifesti che si assieparono sotto il municipio e nelle vie circostanti.

Qualche tempo dopo gli scioperi del marzo 1944 la squadra di gappisti di cui facevo parte ricevette l’ordine di eliminare un fascista repubblichino, assai noto in tutto l’Empolese per il suo accanimento contro la popolazione che sabotava. la guerra, e soprattutto contro i partigiani: durante le manifestazioni e gli scioperi del marzo 1944 questo “ camerata ” era fra coloro cfie. a Limite sull’Arno non avevano esitato ad aprire il fuoco contro la folla ferendo due dimostranti; nella località in cui abitava si era distinto come uno dei più inferociti, che chiedeva la testa dei più noti antifascisti del posto con violenta insistenza; ed è uno dei responsabili[...]

[...]ti; nella località in cui abitava si era distinto come uno dei più inferociti, che chiedeva la testa dei più noti antifascisti del posto con violenta insistenza; ed è uno dei responsabili della deportazione di varie diecine di abitanti della zona, soltanto pochi dei quali sono tornati dai campi di sterminio nazisti.

Quando si .riceve lardine di eliminare un uomo nasce sempre un problema di coscienza, anche se quando si entrava a far parte dei GAP. si era pienamente consapevoli che potevamo ricevere ordini del genere; d’altro canto conducevamo una guerra in cui la ferocia degli avversari ci imponeva di usare tutti i mezzi e le possibilità a nostra disposizione; inoltre questo repubblichino aveva tenuto una condotta verso la popolazione e i patrioti che escludeva ogni dubbio e ogni pietà. Il mio gruppo non era composto di uccisori professionisti, né avevamo ricevuto un addestramento particolare e azioni sull’uomo non ne avevamo mai com piute; inoltre le azioni erano rese più difficili dal fatto che tutti noi eravamo ben conosciuti dagli[...]



da [I giorni della Resistenza / Noemi Vicini Marri (testo di) ; Lucio Lombardo Radice (Guida alla lettura) ; prefazione di Ferruccio Parri], p. 48Corpo dell'opera [numerazione b(non originale)] (Monografia/libro

Brano: Nelle città si vivono giorni duri per i bombardamenti, la mancanza di viveri, la spietata occupazione tedesca.

Le azioni quasi quotidiane dei Gappisti ricordano alla popolazione che la lotta non può rallentare.

MILANO, un giorno festivo, ore 19. Uomini delle « Garibaldi » entrano contemporaneamente al cinema Pace di Corso Buenos Aires, all’Impero di via Vitruvio, al Supercinema di porta Ticinese, allo Smeraldo. Si interrompono le proiezioni. Il pubblico stupito può ascoltare da oratori partigiani un discorso, che esorta ad unire gli sforzi, perché fascisti ed invasori non abbiano un attimo di tregua.

I partigiani se ne vanno applauditi e indisturbati.

Alcuni dei divieti imposti alla popolazione dalle autorità nazifasciste, det[...]

[...]uenos Aires, all’Impero di via Vitruvio, al Supercinema di porta Ticinese, allo Smeraldo. Si interrompono le proiezioni. Il pubblico stupito può ascoltare da oratori partigiani un discorso, che esorta ad unire gli sforzi, perché fascisti ed invasori non abbiano un attimo di tregua.

I partigiani se ne vanno applauditi e indisturbati.

Alcuni dei divieti imposti alla popolazione dalle autorità nazifasciste, dettati dal timore delle azioni dei GAP e delle SAP (Gruppi e Squadre di Azione Patriottica) in città e in campagna:

per paura di imboscate: taglio delle siepi ai lati delle strade; per impedire l’invio di messaggi: consegne di tutti i piccioni viaggiatori;

per paura di attentati:

proibito tenere le mani in tasca

(manifesto del Commissario prefettizio di Carpi, 2911945); per paura che i partigiani si possano nascondere:

pareggiare i campi di granoturco o erbe alte;

UNA SIGNIFICATIVA CANZONE TEDESCA DI QUESTO PERÌODO : "AL DIAVOLO QUESTO MESE !..DOVE IL DUCE GOVERNA SENZA POPOLO E SENZA POTENZA \ DOVE I PARTIGIANI [...]

[...]IVA CANZONE TEDESCA DI QUESTO PERÌODO : "AL DIAVOLO QUESTO MESE !..DOVE IL DUCE GOVERNA SENZA POPOLO E SENZA POTENZA \ DOVE I PARTIGIANI NON DANNO j>ACE , DOVE IN OGNI AN&OLO SI SPARA E SI STREPITA, DO ÈVE OGNI NOTTE CI SALTANO LE ROTAIE , NON È QUESTA ILA N05TRA PATRIA , AL DIAVOLO QUESTO MALEDETTO L. PAESE.

NELLA "BASSA,, LA POPOLAZIONE CONTADINA PARTECIPA ALLA RESISTENZA RIFIUTANDO IL GRANO AGLI AMMASSI E COLLABORANDO CON I PARTIGIANI

I GAP GRUPPI DI AZIONE PATRIOTTICA ; COMPOSTI DI POCHI UOMINI CORAGGIOSISSIMI COLPISCONO DI SORPRESA I NAZIFASCISTI PIU CRUDELI, CHE CERCANO DI PROTEGGERSI DALL'INSIDIA DEI GIUSTIZIERI CON RIDICOLI EDITTI.

A BOLOGNA I PARTIGIANI DELLA ?* GAP SONO PROTAGONISTI DI VERE battaglie NEL CENTRO CITTADINO (OSPEDALE MAGGIORE E PORTA LAME).

DOPO AVERE INFLITTO GRAVI PERDITE SFUGGONO INAFFERRABILI AL NEMICO.

IL 111 [EllCII DELLA PIIffl

COMUNICA:

“Con effetto immediato è proibito alla popolazione civile maschile della Provincia di Modena sino all'età di anni 55 di indossare il mantello comunemente usato nei paesi,,.

Chi sarà incontrato da domani con un tale mantello uerrà arrestato come sospetto ribelle.

IL PODESTÀ’

« HAJUOTTI

I NAZIFASCISTI ESASPERATI INFIERISCONO SUI PARTIGIANI CATTURATI.

A MODENA VENGONO CONDOTT[...]



da Contro ogni ritorno : dal fascismo alla Costituzione repubblicana : Provincia di Firenze, 2 giugno 1972 / \a cura di Claudio Galanti, Paolo Tinti, Giovanni Verni!, p. 13Prefazione/premessa/introduzione con numerazione propria (Monografia/libro

Brano: GAP e SAP in città erano state impartite disposizioni, che venivano continuamente aggiornate, di tenersi pronti e non dare tregua ai* tedeschi e ai fascisti. Rimaneva un lato scoperto, quello del porto dove esistevano sì formazioni di GAP e di SAP (gruppi di azione patriottica e squadre di azione patriottica, più ristretti i primi, con carattere quasi di massa le seconde), ma nel quale le possibilità erano minime. Si pose in opera una forte azione di sabotaggio alle navi da guerra tedesche ancorate nella rada del porto e all’opera, estremamente rischiosa e pericolosa, di sminamento delle mine magnetiche poste dai tedeschi, che prevedevano appunto di far saltare i gangli vitali del porto al momento della loro ritirata. Inoltre dal C.L.N.L. e dai partiti del C.L.N. fu svolta una intensa azione di mobilitazione operaia nelle fabb[...]

[...]ggio all’azione di tutte le forze disponibili organizzate militarmente nella città (poco più di 3000 uomini e donne, che il giorno dopo aumenteranno del doppio con la partecipazione di operai, portuali, giovani ecc. male armati ma decisi a battersi e ad affrontare i pericoli). Nei tre giorni di combattimento a Genova caddero oltre 200 combattenti e molti furono i feriti. Già alla periferia di Genova (Sestri ponenteVoltri, BolzanetoPontedecimo) i GAP e le SAP informati del transito di carriaggi tedeschi partiti da Genova e diretti al passo dei Giovi il 23 al mattino (a questo convoglio erano stati agganciati 25 detenuti politici prelevati da Marassi, che poi furono mitragliati da aerei alleati, e sei detenuti, tra cui il generale Rossi e Pieragostini, già comandante e commissario del comitato militare regionale, furono uccisi); dicevamo che già a queste notizie le forze partigiane di città intensificarono l’azione. Così l’ordine del C.L.N.L. e del L.M. Regionale di passare all’azione organizzata alle dipendenze del Comando Piazza di Genov[...]



da Contro ogni ritorno : dal fascismo alla Costituzione repubblicana : Provincia di Firenze, 2 giugno 1972 / \a cura di Claudio Galanti, Paolo Tinti, Giovanni Verni!, p. 109

Brano: [...]ieto gii appartenenti nlle IT. <%A. tWUae. aBa Milizia e 0U a9eati ai .olili* fai «nifoane.

******* ,M MTI \ TERMiVE ©EUA IXCtiK M \HZI \L£ UEiUUMCi,

Firens* li 13 7 1044.

il Comandante Militare di Ftreni*

f.lO CiOkien ('i)rtnMlU

Manganiello a una cerimonia con i generali nazisti (foto 146)

Il “camerata ” Giovanni Gentile, filosofo del fascismo, tiene una conferenza all''Accademia d'Italia. Sarà giustiziato da una formazione di GAP, dopo pochi giorni, (foto 147)

Partigiano impiccato e appeso in una piazza dai fascisti della “ Decima ” del principe Valerio Borghese (foto 148)

Gli frumenti di tortura degli aguzzini fascisti (foto 149 e 150)

Fascisti e nazisti temono le biciclette: ogni ciclista può essere un partigiano (foto 151). Il criminale fascista Gobbi giustiziato (foto 152)

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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 463

Brano: [...] per il rafforzamento delle formazioni partigiane e per l'intensificazione della lotta contro l'occupatore, i fascisti e l'esercito straccione e feroce dei Cosacchi portati in Friuli dai tedeschi. Rapidamente la Brigata cresce e diventa Gruppo di Brigate GaribaldiFriuli con “Ninci” al comando. Nell'autunno ‘44, la grande stagione partigiana, le formazioni garibaldine diventano Gruppo di divisioni: 8 Divisioni: 7 Divisioni partigiane, 1 Divisione GAP e un grande Servizio di intendenza (l'intendenza Montes, dal nome di battaglia dell’eroico Silvio Marcuzzi, il fondatore, trucidato a Palmanova) della forza di una divisione partigiana. Nel complesso oltre 16.000 combattenti, tra cui circa 900 donne. “Ninci” è il comandante del Gruppo Divisioni Garibaldi Friuli, accanto al quale combattono valorosamente le 6 Divisioni partigiane “OsoppoFriuli” ».

Il 26.4.1945, su designazione del C.L.N. di Udine, Zocchi fu nominato questore del Friuli, ma poche settimane dopo veniva destituito da tale carica per decisione del governatore militare alleato c[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 287

Brano: [...] strappato le unghie, i capelli, gli hanno ricoperto ad una ad una con un ferro rovente le ferite riportate in Spagna. Poi, quando è svenuto, lo hanno abbandonato nella sua cella. Quando sono tornati era troppo tardi. Rubini, raccogliendo le ultime forze, era riuscito a lacerare un len

zuolo, a farne una striscia, e a legarla alle sbarre della cella. Poi, sollevando di colpo i piedi da terra, si era impiccato ». (Da Senza tregua/La guerra dei GAP, Milano, 1967, pag. 164).

L.Ar.

Ruchin, Ferdinando

N. a Duino (Trieste) il 22.1.1905; falegname.

Membro di un’organizzazione comunista clandestina operante nel Friuli e nella Venezia Giulia, nel maggio 1934 fu arrestato. Deferito al Tribunale speciale con numerosi altri compagni (tra cui Silvio Marega) l'8.5.1935 fu condannato a 5 anni di reclusione.

Riacquistata la libertà, riprese la lotta. Arrestato nuovamente nel 1941, il 14 dicembre dello stesso anno fu condannato dal Tribunale speciale a 7 anni di reclusione. Il processo, comprendente 60 imputati (9 dei quali furono conda[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 152

Brano: [...]arsi alla Resistenza dal 1943, col suo dipinto Partigiano torturato, mettendo a frutto esperienze cubiste ed espressioniste. Questa tendenza divenne particolarmente evidente nell'olio Per un seppellimento partigiano (1945) e, in certa misura, anche nelle tempere Stamperia clandestina (1944), La distribuzione della stampa (1945), Partigiani a Venezia (1945) che documenta i combattimenti svoltisi sopra i tetti della città, e nel disegno a matita I GAP disarmano un fascista (1944), dove

curiosamente sembrano rivivere reminiscenze della pittura parietale etrusca. Pizzinato pagò col carcere la sua partecipazione alla lotta di liberazione: catturato dai fascisti, potè riacquistare la libertà solo nell'aprile del 1945, in seguito all'insurrezione popolare.

Dopo l’insurrezione

Con l'insurrezione dell’aprile 1945, rappresentata da Alfredo Mantica in un gruppo di disegni di certa vivacità, si concluse vittoriosamente la lotta armata, ma gli ideali della Resistenza continueranno a ispirare la produzione di tanti artisti anche negli anni su[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine GAP, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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