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Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 81Entità Multimediali, di cui in selezione 5 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 35

Brano: [...]nto dell’indipendenza ». A ribadire ogni rifiuto di compromesso, il 25.8.1958 il F.L.N. portò, attraverso la forte Federazione di Francia degli emigrati algerini, la guerra sul territorio metropolitano francese, con atti di sabotaggio e di terrorismo, attacchi alle caserme di polizia e manifestazioni di massa. Inoltre, il 19 settembre, l’esecutivo del Consiglio della rivoluzione venne trasformato in governo provvisorio della Repubblica algerina (G.P. R.A.). Presidente del consiglio fu nominato Ferhat Abbas, vicepresidente Ben Bella, detenuto in Francia con altri cinque compagni, a seguito di un brigantesco rapimento operato il 22.10.1956, mentre si recava a Tunisi. La costituzione del

G.P.R.A. conferì nuovo slancio alla guerra e consolidò il prestigio della lotta di liberazione sul piano intemazionale. Il nuovo governo aprì sue sedi nelle capitali principali; inviò suoi rappresentanti all’O.N.U.; ottenne riconoscimento dalla maggioranza dei paesi africani, arabi, dalla Cina e, più tardi, daH’Unione Sovietica. La politica di De Gaulle, benché più abile di quella dei suoi predecessori, non mutò la situazione politicomilitare. Nell’ottobre del

1958 De Gaulle propose la « pace ai valorosi », tentò di rompere l’unità nazionale algerina varando una « terza forza » politica, promis[...]

[...]lla Cina e, più tardi, daH’Unione Sovietica. La politica di De Gaulle, benché più abile di quella dei suoi predecessori, non mutò la situazione politicomilitare. Nell’ottobre del

1958 De Gaulle propose la « pace ai valorosi », tentò di rompere l’unità nazionale algerina varando una « terza forza » politica, promise un « piano di rinnovamento economicosociale » (discorso di Costantina), ma di fatto non accettò il principio deM’indipendenza. Il G.P.R.A. lasciò cadere le proposte dei francesi. NeH'inverno 195859 ebbe inizio la più colossale azione militare di tut

ta la guerra: l’operazione Brumaire. I francesi vi impegnarono 100.000 uomini dotati di armamento pesante, carri armati e aerei, mentre altri

200.000 uomini vennero impegnati nella più massiccia azione di rastrellamento fino allora intrapresa. L’obiettivo era quello di distruggere l’A.L.N. e stroncare definitivamente la forza del F.L.N. nelle città e nei villaggi. L’offensiva tu un fallimento. A conclusione della campagna invernale, l’A.L.N. teneva intatti i suoi effettivi [...]

[...]ri

200.000 uomini vennero impegnati nella più massiccia azione di rastrellamento fino allora intrapresa. L’obiettivo era quello di distruggere l’A.L.N. e stroncare definitivamente la forza del F.L.N. nelle città e nei villaggi. L’offensiva tu un fallimento. A conclusione della campagna invernale, l’A.L.N. teneva intatti i suoi effettivi e riprendeva l’iniziativa, mentre nelle città si moltiplicavano gli atti di sabotaggio.

Nel frattempo il G.P.R.A. conseguì

il primo successo diplomatico alrO.N.U. dove, nel corso dell’Assemblea generale, 35 paesi si schierarono a favore della mozione che chiedeva la cessazione del fuoco in Algeria. Alla fine del 1959 la guerra giunse così a una svolta. La resistenza popolare, la pressione internazionale e l’alto costo finanziario della guerra resero difficile la posizione dei francesi. Lo stesso De Gaulle ne prese atto e il 16.9. 1959 propose l'autodeterminazione del popolo algerino. 10 giorni dopo, venne la risposta positiva del G.P. R.A., che si dichiarò pronto a intavolare trattative sulla base[...]

[...]mblea generale, 35 paesi si schierarono a favore della mozione che chiedeva la cessazione del fuoco in Algeria. Alla fine del 1959 la guerra giunse così a una svolta. La resistenza popolare, la pressione internazionale e l’alto costo finanziario della guerra resero difficile la posizione dei francesi. Lo stesso De Gaulle ne prese atto e il 16.9. 1959 propose l'autodeterminazione del popolo algerino. 10 giorni dopo, venne la risposta positiva del G.P. R.A., che si dichiarò pronto a intavolare trattative sulla base delle proposte di De Gaulle. Ma, ancora una volta, l’oltranzismo dei coloni prevalse e i francesi lasciarono cadere la risposta algerina. Dalla fine del

1959 al giugno del 1960 il generale Challe scatenò sette offensive militari il cui obiettivo dichiarato era sempre quello di distruggere l’A. L.N.. Alla loro conclusione, ancora una volta, l’esercito algerino era solidamente impiantato nelle zone liberate.

La nuova sconfitta militare indusse il governo francese a una presa di contatto non ufficiale con

il F.L.N., e quest[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 608

Brano: [...]li anni, dalla ideologia dell’» uomo solo » alla consepevolezza di un destino collettivo e quindi della necessità della « mobilitazione ». Temperamento indipendente, accettò negli ultimi mesi in modo consapevole la disciplina politica del P.C.I., dando un contributo originale e notevole alla politica di unità nazionale antifascista, sì da essere considerato da qualcuno come uno dei più validi simboli di questa.

Molti, ma non tutti, scritti di G.P. sono stati raccolti nel volume II sangue d’Europa (19391943), a cura di Valentino Gerratana (Torino, 2a edizione 1965). Segnaliamo inoltre: R.M., Rilke, Poesie, traduzione in versi italiani (Torino 1942, 8a edizione 1963); C. Pisacane, Saggio sulla rivoluzione, a cura di G.P. (Torino 1942, nuova edizione 1956); M. von Kleist, Kàtchen di Meilbronn, saggio introduttivo e traduzione (Firenze, 1942); Il teatro tedesco, a cura di G. Pintor e Lionello Vincenti (pubblicato postumo da Vincenti, Milano, 1946).

Sull'attività di G.P. nei 45 giorni del governo Badoglio e nella Resistenza si veda la testimonianza di Giorgio Amendola in Lettere a Milano, Roma, 1973.

L.L.R.

Bibliografia: L. Lombardo Radice, Fascismo e anticomunismo/Appunti e ricordi /1935194$, Torino, 1946; F. Fortini, Prefazione alle poesie di fì.M. Rilke, Torino, 1958; P. Togliatti, Lezioni sul fascismo, Roma, 1972; R.Zangrandi, Lungo viaggio attraverso il fascismo, Milano, 1963; M. Addis Saba, Gioventù italiana del Littorio, Milano, 1973; AA.VV., La generazione degli anni difficili, Bari, 1962.

taglia per l’autonomia della Sardegna. Attraverso l’a[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 351

Brano: [...]odolfo (Musocco), MarzagaiH Giuseppe (Greco Milanese), Marzari Quirino (Milano), Massaretti Luigi (Piacenza), Mazzi Tito (Varese), Melli Gino (Brescia), Mecheri Eno (Genova), Moili Mario (Monza), Momigliano avv. Eucardio (Milano), Mori si Celso (Milano), Moroni Paolo (Milano), Nascimbeni Mario (Vigevano), Pasella Umberto (Milano), Pesenti avv. Guido (Milano), Pianigiani Guido (Monza), Podrecca on. Guido (Milano), Pozzi Alessandro (Milano), Pozzi G.P. (Bergamo), Raimondi Carlo (Milano), Ranzanici Angiolo (Bergamo), Razza Luigi (Trento), Riva Celso (Monza), Riva Ubaldo (Bergamo), Rocca Giovanni (Sampierdarena), Rossi Cesare (Milano), Rossi dott. Carlo (Como), Rossi Giuseppe (Alessandria), Scarzi Ranieri dott. Angelo (Pegli), Scarani Cleto (Milano), Semino Virginio (Genova), Tacchini Ezio (Sestri P.), Tagliabue Enrico (Monza), Teruzzi prof. Regina (Milano), Vajana Alfonso (Bergamo), Vezzanl Menotti (Monza), Zappi Ferdinando (Verona), Zoppis (Milano), ZuJianl Mario (Milano).

Oltre ai nominati era presente la Giunta esecutiva del Fascio mi[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 548

Brano: [...]u tra gli incaricati a portare in Italia le nuove direttive, nelle zone di Roma, Napoli, in Calabria e in Sicilia l’attività dei comunisti era estremamente ridotta: « Il problema per loro era di aumentare il numero, di distribuire più materiale, di vedere se era possibile riprendere contatti nei comuni vicini, di trovare dei giovani, di scuotere gli inerti o gli impauriti. Un lavoro e una speranza che non andavano al di là dell'organizzazione » (G.P., Il ragazzo rosso, ed. Mondadori, Milano 1983, p. 124). Nel 1932, continua a riferire Pajetta nello stesso libro. « il lavoro in Italia si faceva nun soltanto più difficile, ma sempre meno redditizio. Intere organizzazioni venivano annientate, mentre intorno a quelle superstiti si creava una zona sempre più ristretta di fiducia [...] Risultati positivi e qualche movimento si avevano, e in misura ridotta, solo in alcune zone [...] come l’Emilia Romagna e la Toscana. Altrove [...] della Federazione giovanile comunista restavano appena tracce. [...] La nostra attività, la nostra politica e il no[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 313

Brano: [...]i, La politica estera della Resistenza alla frontiera orientale ed i rapporti fra le forze italiane di liberazione e quelle slovene, sta in « Lezioni di storia contemporanea ». Atti 2° Corso di aggiornamento 312 aprile 1975. Consiglio Regionale Lombardia; A.P.O., La Resistenza osovana nell’Arzino e nella Val Tramontina, Udine 1975; A. Moretti, La Slavia friulana fra Italia e Jugoslavia 194345, « Storia contemporanea in Friuli » n. 8 (1977) 1375; G.P. Gallo, La crisi di Pielungo, ivi 76125; T. Sguazzerò, Il contributo azionista alla lotta di liberazione, ivi 126199; Mario Cesselii, Porzus. Due volti della Resistenza, La Pietra, Milano 1975; P. Pallente, Il P.C.I. e la questione nazionale. FriuliVenezia Giulia 1941

45, Udine 1980; F. Solari, L'armonia discutibile della Resistenza. Confronto fra generazioni, La Pietra, Milano 1979; A. BuvoliM. Lizzerò, La Resistenza, in « Enciclopedia monografica del FriuliVenezia Giulia », Udine 1979; Divisione D’Assalto Garibaldi Nati sone, Diario storico operativo. Guerra di Liberazione FriuliSlovenia [...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine G.P., nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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