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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 464

Brano: [...]ista e giovani generazioni (Milano, La Pietra, 1973), mentre attendeva alla preparazione del volume, anch’esso collettaneo, La Resistenza accusa. 19451973 (Milano, Mazzotta, 1973). Entrambi questi volumi dovevano uscire postumi. Avviò anche, con Luigi Longo, la pubblicazione documentaria I centri dirigenti del P.C.I. nella Resistenza, che uscì nel novembre successivo presso gli Editori Riuniti con il solo nome di Longo.

Nel mese di giugno un aggravamento del male portò nuovamente Secchia alla clinica “Nuova Latina” di Roma, dove morì il 7.7.1973.

Bibliografia: di Pietro Secchia, oltre i volumi citati (ed escludendo i numerosi opuscoli):

I comunisti e l'insurrezione [19431945), Roma, Edizioni di cultura sociale, 1954 (Il ediz. Roma, Editori Riuniti, 1973; Chi sono i comunisti. Partito e masse nella vita nazionale, 19481970 a cura e con prefazione di Ambrogio Donini. Milano, Mazzotta, 1977.

Su Pietro Secchia (titoli specifici): Secchia. Roma, 1946, a cura della Commissione pro

paganda del P.C.I., (collana “Dirigenti comunis[...]

[...], Storia del Partito comunista italiano, Torino Einaudi, 19671975 (5 voli.); G. Amendola, Storia del Partito comunista italiano, 19211943, Roma, Editori Riuniti, 1978;

G. Amendola, Il rinnovamento del P.C.I., Intervista di Renato Nicolai, Roma, Editori Riuniti, 1978; I primi dieci anni di vita del Partito Comunista Italiano. Documenti inediti dell Archivio Angelo Tasca curati e presentati da Giuseppe Berti, Milano, Feltrinelli, 1966 (Istituto G.G. Feltrinelli, “Annali”, a. Vili, 1966); S. Bertelli, Il gruppo. La formazione del gruppo dirigente del PCI, 19361948, Milano, Rizzoli, 1980; Il Partito Comunista Italiano. Struttura e storia dell'organizzazione, 19211979, Milano, Feltrinelli, 1982 (Fondazione G.G. Feltrinelli, “Annali”, a. XXI, 1981).

L.Cor.

Secco, Maddalena

N. ad Airasca (Torino) il 18.6.1902; tessitrice.

Attiva militante comunista, moglie di Luigi Grassi (v.), nel 1937 venne arrestata insieme al marito per attività clandestina svolta a Genova. Deferita al Tribunale speciale, il

18.1.1938, fu condannata a 10 anni di reclusione. Dopo aver trascorso 6 anni e mezzo in carcere fu liberata il 9.9.1943 e prese parte alla Resistenza in Piemonte.

Morì in un incidente aereo, negli anni del dopoguerra, in Austria dove si trovava con il marito dirigente della Federazione sindac[...]

[...]campagna (vale a dire professionisti, esercenti, fittavoli, proprietaricontadini dalle tendenze più o meno consapevolmente democratiche) a sentirsi rappresentati nelle loro idealità e nei loro interessi da “Il Secolo”, così come le classi tradizionali avevano i loro organi ufficiosi e codini nella Perseveranza, nel Pungolo, nella Lombardia, mentre la grossa borghesia si identificava nel Corriere della sera (v.) di TorelliViollier. Grazie all’appoggio dei ceti medi, “Il Secolo” divenne l’organo indiscusso della democrazia e il giornale più diffuso in Italia, raggiungendo rapidamente una tiratura di 30.000 copie, con un exploit davvero notevole per quegli anni se si considerano i limiti estremamente angusti del mercato editoriale che assai raramente travalicava i confini cittadini o tutt’al più regionali dei vari fogli.

Data periodizzante nel processo di formazione di un nucleo redazionale, dal quale si svilupperà negli an



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 409

Brano: [...]ra venuta costituendo nel corso della Resistenza. Ciò induceva a pensare che il C.L.N. fosse qualcosa che dovesse scomparire (come funzione, non tanto come organismo) e che la stessa cosa dovesse accadere ai Consigli di gestione e al Fronte della Gioventù. Ricordo che in una Conferenza economica di partito tenuta a Roma, in Piazza SS. Apostoli, nell’agosto

1945, i C.L.N. furono già considerati come organismi destinati a scomparire. E nell’atteggiamento assunto nei confronti della crisi del governo Parri, non ci furono elementi di errore? » (L. Longo, Vent'anni di Repubblica, « Rinascita », n. 22 del 28.5.1966).

Opere principali: Un popolo alla macchia, Mondadori, Milano, 1948; Sulla via dell'insurrezione nazionale, Editori Riuniti, Roma, 1954; Le Brigate Internazionali in Spagna, Editori Riuniti, Roma, 1956; Revisionismo nuovo e antico, Einaudi, Torino, 1957; Il miracolo economico e l’analisi marxista, in collaborazione con Gino Longo, Editori Riuniti, Roma, 1962; I centri dirigenti del P.C.I. nella Resistenza, Editori Riuniti, Ro[...]

[...]e del settimanale Vie Nuove nel 1947, ne ha tenuto attivamente la direzione fino al novembre 1956. Nel 1972, in collaborazione con Carlo Salinari, ha iniziato la pubblicazione delle sue memorie: voi. I, Tra reazione e rivoluzione. Ricordi e riflessioni sui primi anni di vita del P.C.I., Edizioni del Calendario, Milano.

Bibliografia: AA.VV., Il compagno Luigi Longo, « I comunisti » marzo 1970; G. Berti, Appunti e ricordi, Annali 1966, Istituto G.G. Feltrinelli, Milano; P. Secchia, L'azione svolta dal Partito Comunista in Italia durante il fascismo, (19261932), Annali 1969, Istituto G.G. Feltrinelli, Milano, 1970.

P.Se.

Longobardi, Ernesto Cesare

N. a Napoli il 19.7.1877, m. a Sarno (Salerno) il 10.1.1943.

Aderì fin dall’adolescenza al movimento socialista, partecipando poi al gruppo di giovani intellettuali re

dattori del battagliero settimanale napoletano La propaganda, che egli diresse dal 1904 al 1906.

Militante nell’ala « rivoluzionaria » del Partito socialista, la rappresentò come relatore nei congressi di Imola e di Bologna. Membro della Direzione del partito e attivo pubblicista, collaborò alla « Critica Sociale », alla « Rivista Popolare » di Napole[...]

[...]

dattori del battagliero settimanale napoletano La propaganda, che egli diresse dal 1904 al 1906.

Militante nell’ala « rivoluzionaria » del Partito socialista, la rappresentò come relatore nei congressi di Imola e di Bologna. Membro della Direzione del partito e attivo pubblicista, collaborò alla « Critica Sociale », alla « Rivista Popolare » di Napoleone Colajanni, al « Viandante » di Monicelli e all’« Avanti! ».

Nel 1902 pubblicò il saggio Indirizzo poi ititi co del partito socialista, nel quale combattè la politica di Filippo Turati, sostenendo tesi intransigenti e rivoluzionarie.

Trasferitosi a Venezia come insegnante di letteratura inglese in quell'istituto universitario, partecipò attivamente al movimento socialista locale. Nel 1914 fu interventista e volontario di guerra, ma lungi daH’abbandonare l’ideale socialista, poco dopo la fine del conflitto, nel libro La conferma del marxismo (Edizioni II Solco, Città di Castello, 1921), diede un'interpretazione e una prospettiva rivoluzionaria della situazione italiana. In po[...]

[...]1), diede un'interpretazione e una prospettiva rivoluzionaria della situazione italiana. In polemica con le posizioni riformiste di Turati e di Rodolfo Mondolfo, indicava nella Rivoluzione sovietica d’Ottobre la conferma dello spirito rivoluzionario del marxismo. Aderì al Partito comunista sin dalla fondazione; collaborò al « Lavoratore » di Trieste, all’« Ordine Nuovo » e a « l'Unità ».

Dopo l’affermazione del fascismo e l’emanazione delle leggi eccezionali, pur sottoposto a rigida sorveglianza mantenne per quanto possibile i contatti col Partito, divenendo guida e animatore dei comunisti veneziani nei successivi tentativi di ricostituzione dell’organizzazione clandestina.

G.Ga.

Longobucco

Comune silano di 8.000 abitanti (6.000 nel capoluogo), in massima parte boscaioli e caprai, a circa 80 km da Cosenza; dell’esteso territorio comunale (oltre 210 kmq), soltanto poche centinaia di ettari sono coltivabili.

Il vincolo forestale e la lotta alle capre, nel primo decennio fascista, aggravarono le condizioni di miseria di quel[...]

[...]ivenendo guida e animatore dei comunisti veneziani nei successivi tentativi di ricostituzione dell’organizzazione clandestina.

G.Ga.

Longobucco

Comune silano di 8.000 abitanti (6.000 nel capoluogo), in massima parte boscaioli e caprai, a circa 80 km da Cosenza; dell’esteso territorio comunale (oltre 210 kmq), soltanto poche centinaia di ettari sono coltivabili.

Il vincolo forestale e la lotta alle capre, nel primo decennio fascista, aggravarono le condizioni di miseria di quella popolazione dando luogo (nonostante i rigori della dittatura) a ripetute manifestazioni di protesta, incendi di boschi, danneggiamenti di caserme, e a centinaia di processi per violazione delle leggi forestali.

409



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 373

Brano: [...]so in Italia, per le difficili condizioni determinate dall’illegalità, fu deciso di tenerlo a Lione. E qui infatti, dopo un difficile lavoro di preparazione che fece capo soprattutto a Scoccimarro, dal 20 al 26.1. 1926 Tassise si riunì. Il Comintern vi era rappresentato da Humbert Droz.

Gramsci tenne la relazione politica generale e Bordiga svolse una controrelazione di minoranza. Togliatti riferì sul lavoro sindacale. Tra gli interventi di maggior rilievo, si ricordano quelli di Ravazzoli; di Longo, allora dirigente del movimento giovanile; del bordighiano Perrone; di Giacinto Menotti Serrati, che parlò a sostegno delle tesi gramsciane; e di Angelo Tasca, che attaccò Togliatti e la parola d’ordine dei Comitati di agitazione (v.). Sotto la guida di Gramsci, la dura battaglia contro il bordighismo venne vinta. La mozione della Centrale ebbe il 90% dei voti. Al termine della battaglia congressuale, Gramsci insistette perché Bordiga accettasse di entrare nel nuovo Comitato Centrale. I suoi membri effettivi risultarono così: Antonio Gram[...]

[...]o la guida di Gramsci, la dura battaglia contro il bordighismo venne vinta. La mozione della Centrale ebbe il 90% dei voti. Al termine della battaglia congressuale, Gramsci insistette perché Bordiga accettasse di entrare nel nuovo Comitato Centrale. I suoi membri effettivi risultarono così: Antonio Gramsci (segretario generale), Luigi Allegato, Luigi Bagnolati, Amadeo Bordiga, Alessandro Ceriana, Vittorio Flecchia, Egidio Gennari, Ennio Gnudi, Ruggero Grieco, Alfonso Leonetti, Fabrizio Maffi, Antonio Oberti, Camilla Ravera, Paolo Ravazzoli, Mauro Scoccimarro, Giacinto Menotti Serrati, Angelo Tasca, Umberto Terracini, Paimiro Togliatti, Carlo Venegoni, e un operaio di Trieste. Membri candidati: Isidoro Azzario, Teresa Recchia, Giovanni Roveda, Pietro Tresso. L’ufficio politico fu così composto: Gramsci, Scoccimarro, Togliatti, Terracini, Ravera, Ravazzoli e Grieco.

R.Bo.

Bibliografia: G. Berti, I primi dieci anni di vita del P.C.I., Annali 1966 Istituto G.G. Feltrinelli: P. Spriano, Storia del P.C.I., Torino 1967; P. Togliatti, il [...]

[...]avera, Paolo Ravazzoli, Mauro Scoccimarro, Giacinto Menotti Serrati, Angelo Tasca, Umberto Terracini, Paimiro Togliatti, Carlo Venegoni, e un operaio di Trieste. Membri candidati: Isidoro Azzario, Teresa Recchia, Giovanni Roveda, Pietro Tresso. L’ufficio politico fu così composto: Gramsci, Scoccimarro, Togliatti, Terracini, Ravera, Ravazzoli e Grieco.

R.Bo.

Bibliografia: G. Berti, I primi dieci anni di vita del P.C.I., Annali 1966 Istituto G.G. Feltrinelli: P. Spriano, Storia del P.C.I., Torino 1967; P. Togliatti, il P.C.I., Milano 1958.

Lipa

Villaggio istriano lungo la strada fra Trieste e Fiume. Il 30.4.1944, durante la Guerra di liberazione, l’abitato fu completamente distrutto dai tedeschi che lo diedero alle fiam

me, dopo un eccidio che per orrore e vastità ricorda quelli di Boves e Marzabotto. I tedeschi trucidarono l’intera popolazione locale, 257 persone, tra cui vecchi, donne e bambini che furono tutti fucilati o bruciati vivi (v. Istria).

Lipari

Isola più importante delle Eolie; situata a nord della Sicilia e amministrativamente dipendente da Messina, ha una superficie di 37,6 kmq con una popolazione di circa 11.000 abi[...]

[...], tra due insenature (Marina Corta e Marina Lunga), separate da un ripiano roccioso sul quale si erge un castello (antica acropoli) cinto da mura cinquecentesche.

Vi è scarsa l’acqua, ma l’isola è ricca di colture resistenti alla siccità (vite, ulivi, fichi). La popolazione è dedita all’agricoltura, alla pesca e in parte alla lavorazione delle pomici. Negli ultimi anni vi si è sviluppata l’industria turistica.

Isola di confino

Dopo le leggi eccezionali del 1926 Lipari venne adibita dal regime fascista a luogo di domicilio coatto per i confinati politici. Divenne anzi la sede reputata relativamente migliore per il clima e per le condizioni di vita.

Nel 1927 si trovavano a Lipari oltre 500 confinati, di cui 400 politici provenienti da ogni parte d’Italia e rappresentanti tutte le correnti antifasciste (liberali, repubblicani, cattolici, massoni, socialisti, comunisti e anarchici).

Il gruppo più numeroso era quello dei comunisti che, fin dai primi giorni dal loro arrivo, diedero vita a un’organizzazione clandestina locale di[...]

[...] partito. Essi si preoccuparono inoltre di organizzare la « comunità » confinata, istituendo mense collettive, scuole e una biblioteca.

Contrarie a tale attività, la polizia e la milizia fascista ordirono nel dicembre 1927 una serie di provocazioni che culminarono con l’arresto di 150 confinati. Su una nave da guerra questi confinati furono trasportati a Siracusa e incarcerati a disposizione dell’autorità giudiziaria. Alcuni giorni dopo, la maggior parte di essi venne riportata a Lipari, mentre 50 furono deferiti al Tribunale speciale, imputati di « ricostituzione del disciolto partito comunista ». di complotto con

tro la sicurezza dello Stato e, addirittura, di avere tentato di avvelenare l’intera guarnigione fascista dell’isola. Dopo 10 mesi di carcere, questi 50 confinati furono tutti prosciolti in istruttoria.

Corse in quei giorni, in Italia, la voce che l’insperato proscioglimento fosse da collegarsi al salvataggio dei naufraghi della « tenda rossa » e del generale Nobile al Polo Nord. Il generoso impegno col quale il gove[...]

[...]Lipari, mentre 50 furono deferiti al Tribunale speciale, imputati di « ricostituzione del disciolto partito comunista ». di complotto con

tro la sicurezza dello Stato e, addirittura, di avere tentato di avvelenare l’intera guarnigione fascista dell’isola. Dopo 10 mesi di carcere, questi 50 confinati furono tutti prosciolti in istruttoria.

Corse in quei giorni, in Italia, la voce che l’insperato proscioglimento fosse da collegarsi al salvataggio dei naufraghi della « tenda rossa » e del generale Nobile al Polo Nord. Il generoso impegno col quale il governo sovietico aveva organizzato le ricerche e i soccorsi per la spedizione italiana, tramite i marinai del rompighiaccio Krassin, avrebbe reso molto sensibile l’opinione pubblica, influendo sui giudici chiamati, in quegli stessi giorni, a giudicare i confinati politici comunisti.

Tra i più noti confinati a Lipari vi furono: i deputati Andrea Beltramini, Clodoaldo Binotti, Giulio Cavina, Enrico Ferrari, Arduino Fora, Emilio Lussu, Riccardo Momigliano, Alfredo Morea, Guido Picei li,[...]

[...]rmando Guerrini, Attilio Paolinelli, l’anziano anarchico Luigi Galleani; i giornalisti Giovanni Ansaldo, Mario Razzini, Bruno Massi, Carlo Silvestri; numerosi altri dirigenti e militanti antifascisti, tra i quali Agostini, Bibbi, Ignazio di Lena, La Camera, Antonio Dorè, Paolo Fabbri, Antonio Poce, Barbagelata di Genova, Bittoni di Ancona, Brighenti di Roma, G. Longo di Alessandria.

Dopo la fuga da Lipari (v.) di Lussu, Nitti e Rosselli, la maggior parte dei confinati furono trasferiti in altre isole (Ponza, Tremiti, Ventotene), dove per ubicazione geografica e per una più rigorosa sorveglianza era estremamente difficile, se non impossibile, organizzare evasioni.

G.Lo.

Dopo la caduta del fascismo, il Comitato di liberazione nazionale fece murare a Lipari, a ricordo dei confinati antifascisti morti nell’isola durante il ventennio, una lapide con la seguente epigrafe: « Qui deportati dalla ventennale tirannia / torturati dai sicari del fascismo trovarono / oscura morte questi gloriosi apostoli della libertà: / Muttino Antonio da [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 97

Brano: Torino

irritati di agitazione” (v,), più legati all'ala estremista delle fabbriche, ove maggiore era la componente operaistica, mentre le pretese rappresentanze socialiste o democristiane, formate da elementi cosiddetti “di base”, cioè del tutto privi di personalità politica, erano, salvo eccezioni, irrilevanti: va detto però che la battaglia combattuta dai comunisti torinesi per non perdere il contatto con i dissidenti di “Stella Rossa”, ma nello stesso tempo per mantenere “l’unità nazionale” in seno al C.L.N., autentico tour de force politico, fu condotta con estrema abilità ed ebbe un notevole successo: acutamente i comunisti di Torino compresero che la demonizzazione di “Stella R[...]

[...]r de force politico, fu condotta con estrema abilità ed ebbe un notevole successo: acutamente i comunisti di Torino compresero che la demonizzazione di “Stella Rossa” non sarebbe stata loro utile: andava piuttosto compiuto il tentativo di riassorbire i dissidenti che, in quanto operai di base e privi di dirigenti politici veramente esperti e smaliziati, si sarebbero lasciati sedurre abbastanza facilmente dalla sirena delVunità operaia. A ciò si aggiunga che i seguaci di “Stella Rossa” non erano mai riusciti a penetrare entro le formazioni partigiane di montagna (le quali rappresentavano nella lotta la forza decisiva) e non erano mai pervenuti a trasformare

il loro gruppo da fenomeno torinese in movimento nazionale, infine, nel gennaio del 1945, le trattative tra la Federazione torinese del Partito comunista e i capi di “Stella Rossa” condussero al rientro del gruppo dissidente nel Partito; nel febbraio dello stesso anno, con un articolo intitolato « Unità di spiriti e di intenti », “Stella Rossa” annunciava la cessazione delle sue pu[...]

[...]zione va osservato che “Stella Rossa”, la quale rappresentava anche (e, forse, soprattutto) una ribellione della “base” al sistema funzionaristico e burocratico imperante nel Partito comunista, ove le decisioni erano sempre prese “in alto” e poscia fatte “approvare” solo in maniera del tutto formale dalla “base”, non si rese veramente mai conto di ciò, e si lasciò imbrigliare nella discussione dei “prineipii ideologici”, ove ebbe fatalmente la peggio; e in secondo luogo che il Partito comunista condusse, sì, in porto con successo questa delicata operazione: ma a prezzo di concessioni all'operaismo estremista e di un conseguente rischio di futuro isolamento; occorrerebbe ancora stabilire quanto gli sarebbe costato (e gli costi tutt’ora) l’aver lasciato sopravvivere una profonda ambiguità tra “operaismo” settario e barricadiero e “unità nazionale” democratica e parlamentare; tra metodo democratico e illusioni insurrezìonalistiche.

Si può osservare che la conseguenza della Liberazione, la fine cioè della dialettica fa

scismoantifasci[...]

[...]milio R. Papa, Storia di due manifesti Il fascismo e la cultura italiana, Milano, 1958; Renzo De Felice, Mussolini il fascista, I, La conquista del potere, 19211925, Torino, 1966; id., II, L'organizzazione dello stato fascista, 19251929, Torino, 1968; id., Mussolini il duce, I, Gli anni del consenso, 19291936, Torino, 1974; Pietro Secchia, “L'azione svolta dal Partito comunista in Italia durante il fascismo (192632)”, in: Annali, 1969, Istituto G.G. Feltrinelli, Milano, pag. 320 sgg.; Torino, a cura di Ernesto Caballo, Torino, 1961.

R.Lu.

La Resistenza torinese

La storia deH'antifascismo e del movimento di liberazione pongono giustamente Torino e la sua provincia fra le capitali della Resistenza italiana.

La Medaglia d'oro al valor militare conferita al Comune di Torino reca appunto la seguente motivazione: « Capitale e cuore di una regione guerriera non piegò sotto l'urto ferrigno e per 18 mesi oppose invitta resistenza ella oppressione sdegnando le lusinghe e ribellandosi alle minacce. Rifiutò compromessi, tregue ed accordi indegni che avrebbero offuscato l[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 480

Brano: [...]rducci nel dopoguerra e, nel 1957, venne riammesso nelle fila del P.C.I..

Sulla figura di Ersilio Ambrogi esistono contrastanti opinioni, compresa quella che egli fosse un abile agente « doppiogiochista » dei contrapposti servizi segreti italiani e sovietici, data la facilità con cui potè ripetutamente passare dall'uno all'altro fronte. Alcune lettere e documenti inediti del « Fondo Ersilio Ambrogi » pubblicati negli Annali 1977 dell’istituto G.G. Feltrinelli confermerebbero tale ipotesi. (Cfr. Dante Corneli, Lo stalinismo in Italia e nell'emigrazione antifascista, Libro III, Tivoli 1979, pp. 2433).

Amedei, Livio

N. a Carrara il 22.3.1898, m. in U.R.

S.S. dopo il 1938; operaio.

Militante comunista, coinvolto in conflitti armati con i fascisti, il 28.6. 1923 fu processato in contumacia dalla Corte d’assise di Carrara e condannato a 28 anni di reclusione per omicidio e lancio di bombe. Durante la latitanza era espatriato clandestinamente e nel 1924 emigrò nelTUnione Sovietica.

Si mise in luce fra i quadri del P.C. d’I. a M[...]

[...] repressioni contro gli altri emigrati italiani.

Ciononostante, per ragioni rimaste ignote, nel 1938 fu destituito dall'incarico, arrestato dalla polizia politica e infine condannato alla deportazione in Siberia, da dove non fece ritorno.

Angeletti, Bruno

M. a Forlì nel settembre 1973; avvocato.

Antifascista, ripetutamente bastonato e carcerato durante gli anni della dittatura, nel 1942 aderì al Partito d’Azione, del quale fu tra i maggiori esponenti in provincia di Forlì.

Dopo 1*8.9.1943 prese parte alla Resistenza, finché venne arrestato l’1.

1.1944. Processato, fu assolto pur avendo egli riaffermato durante il processo i suoi convincimenti democratici e mazziniani, ma venne consegnato ai tedeschi che lo carcerarono a Bologna.

Potè riacquistare la libertà nell’estate 1944 e, per sfuggire a ulteriori arresti, passò clandestinamente nell’Italia liberata. Tornò a Forlì (v.) nel novembre 1944 e assunse la guida del C.L.N. provinciale. Dopo la Liberazione divenne presidente della Provincia di Forlì.

Anzaloni, Ettore

N. a Roma il 16.9.1897, ivi m. il 21.5. 1968; tipografo.

Giovane socialista, passato al Partito comunista dal gennaio 1921, stampò nella sua tipografia di Trastevere Il Comunista (v.), organo del P.C.d'I.. Nel 1926, aggredito dai fascisti e impossibilitato a proseguire l’attività, espatriò in Francia dove continuò a fare lo stampatore. Costretto dalle diffi[...]

[...]teriori arresti, passò clandestinamente nell’Italia liberata. Tornò a Forlì (v.) nel novembre 1944 e assunse la guida del C.L.N. provinciale. Dopo la Liberazione divenne presidente della Provincia di Forlì.

Anzaloni, Ettore

N. a Roma il 16.9.1897, ivi m. il 21.5. 1968; tipografo.

Giovane socialista, passato al Partito comunista dal gennaio 1921, stampò nella sua tipografia di Trastevere Il Comunista (v.), organo del P.C.d'I.. Nel 1926, aggredito dai fascisti e impossibilitato a proseguire l’attività, espatriò in Francia dove continuò a fare lo stampatore. Costretto dalle difficoltà economiche a rientrare in Italia, riprese a Roma il lavoro tipografico finché nel

1941 venne arrestato, deferito al Tribunale speciale e condannato (11.3.

1942) a 4 anni di reclusione con gli operai Pompilio Molinari (v.), Giovanni Valdarchi (v.), Roberto Forti (v.) e altri comunisti.

Riacquistata la libertà con la caduta del fascismo, dopo il 25.7.1943 mise a disposizione la propria tipografia per la stampa di materiale clandestino della Re[...]

[...]tenne fino al 1927, svolgendo sempre attività per il Partito Operaio e poi per il Partito socialista. Nel 1928 si collegò all’Associazione nazionale stu

dio, continuando a essere sorvegliato e diffidato (1940) dalla polizia, senza tuttavia subire ulteriori persecuzioni.

Nel 1949 fu tra i promotori della rivista “Movimento operaio” e fino ai suoi ultimi anni collaborò a “Critica sociale”.

Appello alla « riconciliazione »

Pubblico messaggio che il P.C.d'I. (v. Comunista Italiano, Partito) nell’agosto 1936 rivolse al popolo italiano schiacciato dal fascismo, per il raggiungimento di una unità della nazione tra « fascisti e non fascisti ».

Proprio all’indomani della brigantesca conquista etiopica e mentre in Spagna aveva inizio la rivolta franchista, gli esuli comunisti cercarono di applicare alla situazione italiana la tattica del Fronte popolare (v.) indicata dal VII Congresso della Terza Internazionale (v.) e positivamente collaudata in Francia. Ma dal momento che in Italia il fascismo era ormai divenuto un regime di massa e sembrava trionfante, parve loro giusto rivolgersi ai fascisti stessi (oltre che ai cattolici) proponendosi come alleati nell’inter[...]

[...] italiani di ogni opinione politica, di ogni fede religiosa ».

Nell'agosto 1936 la stessa rivista lanciava l'appello Per la salvezza dell'Italia, riconciliazione del popolo italiano. Manifesto del PCI agli italiani. Dopo aver additato nei grandi industriali [Volpi, Motta, Agnelli, Donegani, Pirelli, Cini, Conti, Bori etti ecc.) i nemici del popolo, l'appello del P.C.d'I. auspicava « la unione fraterna del popolo italiano » che poteva essere raggiunta attraverso la riconciliazione tra fascisti e non fascisti per « abbattere la potenza dei pescecani » e « strappare le promesse che per molti anni sono state fatte e che non sono state mantenute ». La cosa più sorprendente era che tali promesse venivano identificate con 'il programma fascista del 1919 (v. San Sepolcro, Adunata di).

« Il programma fascista del 1919 non è stato realizzato! — continuava l’appello — Noi comunisti facciamo nostro il programma fascista del 1919, che è un programma di pace, di libertà, di difesa degli interessi dei lavoratori e vi diciamo: Lottiamo uniti per [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 523

Brano: Appendice

i servizi segreti sovietici e chiese alle autorità americane asilo politico, che gli fu concesso.

Ristabilito, nel dopoguerra decise di tornare in Italia, ma dopo una prima aggressione subita a opera di sconosciuti in una strada di New York nel marzo 1949, l’anno successivo, il giorno stesso della partenza, fu ucciso da ignoti sicari poco prima deH’imbarco sulla nave italiana che avrebbe dovuto riportarlo in patria. Con lui scomparvero i suoi bagagli e la sua morte è rimasta avvolta nel mistero.

Codovilla, Vittorio

Luis Medina. N. in Italia nel 1894, m. in Argentina nel 1970; dirigente comunista argentino.

Giovane socialista nel 1911, l’anno successivo emigrò con la famiglia in Argentina, dove aderì al Partito socialista. Nel 1918 fu tra i fondatori del Par[...]

[...]ù alti livelli nelle vicende della repubblica spagnola fino all’arrivo di Paimiro Togliatti (agosto 1937), che ne criticò l’eccessiva ingerenza.

Scriverà Pietro Secchia: « Prima dell'andata in Spagna di Togliatti il rappresentante dell'I.C. era Codovilla il quale era per tenere gli anarchici al governo, mentre Togliatti li fece escludere. Codovilla riteneva che ciò fosse stato un grave errore » (da Archivio Pietro Secchia 19451973, Fondazione G.G. Feltrinelli, Milano 1979, p. 493).

Dopo la fine della guerra di Spagna Codovilla raggiunse il Messico. Tornato successivamente a Buenos Aires, negli anni del secondo dopoguerra divenne segretario generale del Partito comunista argentino e poi presidente.

Collelungo, Strage di

Località del comune di Vallerotonda (Frosinone), nel dicembre 1943 Collelungo fu teatro di un episodio di incredibile ferocia nazista: avendo

Monumento ai Martiri di Collelungo (U. Mastroianni, 1983)

scoperto un gruppo di 42 inermi abitanti della zona (uomini, donne, bambini) che, per sfuggire a un rastrellamento, si erano rifugiati in una grotta lungo il greto di un corso d’acqua chiamato Rio[...]

[...] Buenos Aires, negli anni del secondo dopoguerra divenne segretario generale del Partito comunista argentino e poi presidente.

Collelungo, Strage di

Località del comune di Vallerotonda (Frosinone), nel dicembre 1943 Collelungo fu teatro di un episodio di incredibile ferocia nazista: avendo

Monumento ai Martiri di Collelungo (U. Mastroianni, 1983)

scoperto un gruppo di 42 inermi abitanti della zona (uomini, donne, bambini) che, per sfuggire a un rastrellamento, si erano rifugiati in una grotta lungo il greto di un corso d’acqua chiamato Rio Chiaro, senza alcun motivo i tedeschi li uccisero in massa, occultando poi i cadaveri.

La strage, rimasta per molti anni ignorata al di fuori dello stretto ambito locale, è oggi ricordata in Vallerotonda da un monumento realizzato da Umberto Mastroianni (v.).

Collino, Domenico

N. a Forgaria (Udine) il 27.12.1878, m. a San Daniele del Friuli l’1.9. 1954; scultore.

Di famiglia povera, stabilitasi nel 1894 a San Daniele, negli anni della prima giovinezza seguì il padre emigrato a Leopoli (Polonia) per guagnarsi da vivere. Sotto la guida paterna si avviò all'arte della scultura e ne fu tanto conquistato da indursi a rimpatriare per iscriversi all’Accademia delle Belle Arti di Firenze, dove in soli 3 anni riuscì a superare i normali corsi quinquennali.

Si era[...]

[...]ciò l’istituto presso cui era occupato per dedicarsi pienamente all’organizzazione dei Gruppi giovanili di azione partigiana a Fiume (v.), partecipando a numerose azioni contro spie fasciste e agenti delle SS.

Nel 1944 fu nominato segretario politico del Comitato cittadino della Gioventù comunista. Fra le azioni più ardite compiute da Colonnello furono l’assalto al cineteatro “Fenice” nel corso di uno spettacolo per le truppe tedesche il 1° maggio

1944 e il lancio di bombe dal grattacielo di Fiume il 6 giugno dello stesso anno.

Nella seconda metà di novembre del 1944 fu arrestato dalla polizia tedesca e, dopo 15 giorni di torture, inviato con un convoglio di deportati nel lager di Dachau (v.), da dove non fece ritorno.

G.Sco.

Corneli, Dante

N. a Tivoli (Roma) nel 19o0; operaio.

Di famiglia povera, cominciò a lavorare a 10 anni. Divenuto assistente tecnico in una cartiera, nel pri

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Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine G.G., nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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