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Il segmento testuale Filippo Meda è stato estratto automaticamente da un complesso algoritmo di KosmosDOC di tipo "autogeno", ossia sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 13Entità Multimediali, di cui in selezione 9 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 654

Brano: [...]one del giornale. Sotto la guida di don Albertario e poi di Meda, il foglio milanese preparò l’intervento sempre più attivo dei cattolici nella vita politica italiana, spingendo il papa Pio X ad abrogare I '11.6.1905 l'assoluto divieto del «non expedit » (non giova) che, dal 1870, impediva di fatto ai cattolici di partecipare alle elezioni.

Già consigliere provinciale di Milano per il mandamento di Rho (1902), alle elezioni politiche del 1909 Filippo Meda fu eletto deputato. Nel frattempo, assunta la dire

zione di altri due giornali (Attesa e Unione), si diede a preparare la trasformazione del secondo ne L’Italia che, dal 1912, sarà l’organo dei cattolici italiani. Fu presidente della provincia di Milano dal 1913 al 1920 e fondò nel 1925 la rivista di studi politici Civitas, tuttora pubblicata.

All’inizio della Prima guerra mondiale Meda fu assertore della neutralità italiana; ma dal 1916, anno in cui entrò a far parte del ministero Boselli come ministro delle Finanze, si convertì alla politica bellicista. Dopo la disfatta di Caporetto e[...]

[...]o nell’ombra. Nel 1924 non fu neppure riproposto dal suo partito come candidato alla Camera e si ritirò a vita privata.

Durante gli anni del fascismo visse a Milano, esercitando la professione legale e collaborando a « L'Italia». Pur senza assumere posizioni di aperta polemica antifascista, mantenne un dignitoso distacco nei confronti del regime.

D.Per.

Meda, Luigi

N. a Milano I'1.7.1900, ivi m. il 12. 12.1966; avvocato.

Figlio di Filippo Meda (v.), noto dirigente cattolico, al termine del ginnasio proseguì gli studi nel collegio militare della Nunziatella a Napoli. Quando, nel 1917, suo padre accettò di entrare come ministro delle Finanze nel governo di unità nazionale, sancendo formalmente la riconciliazione fra clericali e anticlericali, il giovane Luigi si arruolò volontario. Assegnato come ufficiale al V Reggimento Alpini, partecipò ad azioni belliche guadagnandosi una decorazione al valore. Ritornato alla vita borghese, intraprese gli studi universitari di Legge, esplicando al tempo stesso attività sindacale tra i coltivatori[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 58

Brano: [...]i V« ordine sociale cristianocattolico » proclamava « il dovere al lavoro per tutti », sosteneva la difesa e lo sviluppo della piccola proprietà contadina e una forma piuttosto vaga di « comproprietà dell’operaio nell'azienda », attraverso la costituzione delle « Unioni professionali miste », in sostanza le vecchie corporazioni. Queste linee direttive generali venivano riprese e discusse da tutto un gruppo di giovani attivisti cattolici, tra cui Filippo Meda, Angelo Mauri, Paolo Arcari, Paolo MatteiGentili, e soprattutto don Romolo Murri (v.) che al Congresso di Fiesole del 1896 e a quello di Milano del 1897 si fece notare per aver portato la voce degli « universitari », orientati in modo moderatamente anticonservatore.

Sviluppando le sue posizioni, don Romolo Murri si sarebbe spinto, negli anni successivi, assai oltre, fino a cercare un punto di incontro tra « socialismo », sia pure in una sua particolare accezione, e « democrazia cristiana »: « Vi sono oggi due diversi modi di intendere il socialismo — affermò il Murri in una conferenza (L’A[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 315

Brano: [...]soprattutto perché gli interventisti (v.) sostenevano che, in caso di guerra, l’Italia avrebbe dovuto sospendere le immunità concesse dalla legge delle Guarentigie. Il 20.6. 1915 il cardinale Pietro Gasparri (segretario di Stato) dichiarò che la Santa Sede aspettava di veder sistemata la propria condizione giuridica in Italia secondo il senso di giustizia del popolo italiano e non dalle armi straniere. Inoltre, nel

1916, il deputato cattolico Filippo Meda (v.) entrò a far parte, come ministro delle Finanze, del governo di unione nazionale presieduto da Paolo Boselli. Era il primo cattolico che assumeva responsabilità governative dopo l’unità d'Italia.

Nel pieno del conflitto europeo Benedetto XV, per far risaltare il carattere pacifico della Santa Sede, con una lettera inviata l’1.8.1917 chiese ai capi degli Stati belligeranti di porre fine ad una « inutile strage ». Intanto Meda restava ministro anche nel gabinetto di Vittorio Emanuele Orlando (v.) formatosi il 29. 10.1917 e, alla fine della guerra (4.11.1918), il clero partecipava a tutte[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 152

Brano: [...]conseguiti i primi successi contro i grandi proprietari, i contadini e tutti i lavoratori che attraverso l’opera di don Giulio Rusconi erano riusciti a risollevarsi dall’indifferenza ottennero la loro prima vittoria elettorale nelle elezioni comunali del 1902, eleggendo

come sindaco il professore Pompeo Rosa. Fece seguito la conquista del seggio provinciale e poi quella del deputato alla Camera, dove nel 1909 venne eletto l’avvocato cattolico Filippo Meda (v.)f e riconfermato nelle elezioni del 1913, quantunque in queste si registrasse un incremento di voti socialisti.

Dal 1904 al 1909 don Rusconi si adoperò affinché venissero favorite e accelerate le pratiche per la costruzione di vari stabilimenti, tra i quali VUnione Manifattura, la Fonderia M arci and i, la Chimica Bianchi e la Ditta Strazza, assicurando così un lavoro in luogo a oltre mille operai.

Alla vigilia della Prima guerra mondiale, l'allora sindaco avvocato Ambrogio Martinoli delegò le proprie funzioni a don Rusconi che era assessore comunale e questi rimarrà prosindaco fino[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 702

Brano: [...]razione delle classi e contingente la lotta; eccitare le energie individuali perché diano all’economia nazionale la fiducia e la forza che eventi o malvolere di uomini d’oggi hanno ridotto quasi alla impotenza: ridare ai valori morali e ideali l’importanza suprema nell’educazione di un popolo per la sua resistenza nelle ore tragiche del paese ».

I popolari parteciparono direttamente anche al successivo governo Giolitti (15.6.19204.7.1921) con Filippo Meda ministro del Tesoro, Giuseppe Micheli (agricoltura), Giovanni Battista Bertone, Bertini, Antonino Pecoraro e Giovanni Maria Longinotti come sottosegretari, nel clima di una nazione percorsa da crisi sociali apparentemente insanabili (occupazione delle fabbriche) e sempre più pesantemente condizionata dalle violenze dell’insorgente squadrismo fascista.

Pio XI, da poco eletto, parla alle associazioni cattoliche convenute a Roma (aprile 1922)

Di fronte al fascismo

Le elezioni amministrative dell’autunno 1920 segnarono un nuovo successo dei popolari: sugli 8.327 comuni e sulle provincie [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 563

Brano: [...] di liberazione nelle file della Resistenza, partigiano combattente nelle formazioni garibaldine della Valsesia.

Martini, Mario Augusto

Ingegnere Onorati. N. a Firenze il 20.12.1884, ivi m. il 18.6.1961; avvocato.

Militò fin da|Ia prima giovinezza nel movimento cattolico e fu presidente nazionale della F.U.C.I. (19056).

Successivamente fondò e diresse la rivista Studium che ebbe come collaboratori Giuseppe Toniolo, monsignor Olgiati, Filippo Meda, Fedeli. Attivo anche nelle organizzazioni sindacali cattoliche, M. A. Martini costituì nell’immediato dopoguerra le leghe bianche contadine del Mugello. Eletto deputato alla Camera, dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti aderì all'Aventino, ma successivamente rientrò in aula per continuare dalla tribuna parlamentare la sua battaglia antifascista.

Nella Resistenza

Dopo le leggi eccezionali fasciste del 1926 si dedicò alla professione forense. Radiato dall’albo dei procuratori legali per la sua opposizione al regime fascista, mantenne un fermo atteggiamento durante l’intero ventennio, ri[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 529

Brano: [...]si appartò dalla vita politica, esercitando la professione forense.

Legato a Piero Malvestiti e al gruppo di cattolici che nel 1928 diedero vita al Movimento Guelfo (v.), nel

1940 fu tra i promotori della ripresa dei contatti tra questi elementi e altri cattolici antifascisti. Nel suo studio di Milano furono tenute riunioni preparatorie di quella « Commissione di studio e d’azione » creata da Giovanni Gronchi, Stefano bacini e dai figli di Filippo Meda, alla quale partecipò anche Alcide De Gasperi (v.). Tale commissione fu praticamente il primo centro di collegamento politico dei cattolici che si apprestavano a fondare la Democrazia cristiana (v.).

Richiamato alle armi nel corso della Seconda guerra mondiale, nel

1942 Marazza fu inviato con il grado di ufficiale superiore in Slovenia. Più tardi il suo nome sarà segnalato in un elenco di criminali di guerra, dei quali l'Esercito di liberazione jugoslavo chiederà reiteratamente e inutilmente al governo italiano la consegna.

Nella Resistenza italiana All’indomani dell’8.9.1943 venne d[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 568

Brano: r

Giolitti, Giovanni

Quinto governo Giolitti (15.6.1920 4.7.1921) riunito nel salone del Viminale. Da sinistra a destra, intorno al tavolo: Ivanoe Bonomi (Guerra), Giuseppe Micheli (Agricoltura), Arturo Labriola (Lavoro e previdenza sociale), Camillo Peano (Lavori pubblici), Filippo Meda (Tesoro), Ftancesco Tedesco (Finanze), Carlo Sforza (Esteri), Giovanni Giolitti (Presidenza e Interni), Luigi Fera (Grazia e giustizia), Luigi Rossi (Colonie), Giulio Alessio (Industria e commercio). Benedetto Croce (Istruzione pubblica). Giovanni Raineri (Terre liberate), Rosario Pasqua! inoV assai lo (Poste e telegrafi), Giovanni Sechi (Marina) (Roma, 15.6.1920)

lizzato) per il « controllo operaio » sulle industrie.

Tanto meno possono essere sottovalutate le conseguenze della tattica da lui usata nei confronti del fascismo, di cui Giolitti in sostanza intendeva servirsi per battere il[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 60

Brano: [...]cattolici erano stati di volta in volta autorizzati, malgrado il « veto » ufficiale, a scendere sull’arena politica, per rispondere all 'appello lanciato dai vari governi borghesi. Così nelle elezioni generali del 1904; così in quelle del 1909, che videro entrare alla Camera una ventina di deputati clericali (« cattolici deputati sì, deputati cattolici no », era stata la formula escogitata da Pio X per venire incontro a questa esigenza), tra cui Filippo Meda che fu anche ministro; così soprattutto con il Patto Gentiioni del 1913, che assicurò a Giovanni Giolitti una maggioranza di trecento deputati, alle prime elezioni svoltesi a suffragio universale (la legge del 30.6.1912 aveva fatto salire il numero dei votanti da poco meno di tre milioni a più di otto milioni, sempre escluse le donne). Fu questa la Camera che dovette affrontare la prova della prima guerra mondiale, estremamente impopolare tra le stesse masse cattoliche, al cui stato d’animo parve rispondere la definizione di « inutile strage » data al conflitto imperialista dal nuovo pontefic[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Filippo Meda, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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