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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 444

Brano: [...]imi, seguiti dai democristiani, a ritirarsi dal Fronte e a chiederne lo scioglimento.

Il Fronte pubblicò a Milano un periodico, intitolato Fronte della Gioventù. Di formato cm 24 x 34, ne uscirono 5 numeri nel 1944 e 2 nel

1945. Altri fogli con lo stesso tito

lo furono pubblicati a Domodossola (durante la « Repubblica dell’Ossola ») e in varie « zone libere », in Piemonte, in Liguria, in Emilia e nel Friuli.

Nel febbraio 1945, quando Eugenio Curiel cadde ucciso dai fascisti, un coraggioso sacerdote attorniato da gruppi del Fronte celebrò nella chiesa milanese di S. Carlo una messa di suffragio; a Roma, tutti i movimenti giovanili antifascisti si incontrarono per rivolgere un saluto alla memoria del dirigente scomparso.

« I giovani dell'Italia liberata — diceva tra l’altro la dichiarazione approvata all’unanimità in quella riunione — mentre salutano il martirio di Eugenio Curiel, assertore di unità e apostolo di attiva partecipazione dei giovani alla lotta di Liberazione e per la costruzione della nuova democrazia, prendono solenne impegno a dare l’opera loro perché il suo insegnamento e il grande esempio del I ’ I tal ia occupata non siano vani ».

Pochi mesi dopo, quegli stessi movimenti giovanili rompevano l’operante unità antifascista delle nuove generazioni e abbandonavano il

F.d.G. che cessava così rapidamente di esistere: esso aveva assolto a una funzione assai positiva in una determinata situazione storica, ma si rivelò inadeguato come forza e struttura [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 442

Brano: [...] alla Guerra di liberazione, nelle file della Resistenza parmense. È stato comandante della Piazza militare di Parma dal dicembre 1944 fino ai giorni della Liberazione.

Fronte della Gioventù

Organizzazione unitaria dei giovani antifascisti italiani, sorta nel novembre 1944 nell’Italia occupata per condurre la lotta contro i tedeschi e i fascisti. Tra i promotori e principali animatori del Fronte della Gioventù nell’Italia settentrionale fu Eugenio Curiel (v.).

Il programma

Al fervore di lotta e di iniziative delle masse giovanili che affluivano nelle file della Resistenza non corrispondeva un'organizzazione adeguata alla particolare mentalità e alla scarsa esperienza politica dei giovani.

« I partiti politici del Fronte Nazionale non potevano soddisfare completamente a queste esigenze, né proporsi di raccogliere nelle loro file tutti i giovani che avevano appena sentito parlare di partiti e che una residua mentalità fascista rendeva ancora diffidenti davanti al gioco democratico dei partiti politici ».

Il Fronte della Gioventù si [...]

[...]ultato una specie di « Comitato di liberazione » dei movimenti giovanili o, al più, una sorta di federazione delle varie organizzazioni giovanili antifasciste.

Ovviamente i giovani comunisti, pur essendo la corrente più attiva in seno al Fronte della Gioventù, continuavano a mantenere, tanto al vertice che alla base, contatti tra loro. Per raggiungere l’obiettivo unitario, l'azione dirigente dei promotori del Fronte e in particolare quella di Eugenio Curiel dovettero esercitarsi verso tutti gli schieramenti politici, compreso lo stesso movimento comunista.

442



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 741

Brano: [...] situazione a proprio vantaggio e di colpire il regime attraverso le sue stesse organizzazioni (v. Attività legale).

Nel 1937 E.C. riuscì ad assumere la responsabilità della pagina sindacale de II Bò, il giornale universitario di Padova. Già alla fine del 1936 era andato^ a Parigi e aveva preso contatto col centro estero del Partito comunista italiano, al quale aveva sottoposto i progetti suoi e dei suoi amici. Si diede poi a ricercare con

Eugenio Curiel

tatti anche fuori di Padova e, come allora solevano fare i diversi gruppi antifascisti (v. Antifascismo giovanile e studentesco), pensò di utilizzale le occasioni fornite dai Littoriali; nel 1938 si recò a Palermo, ove si tennero per quell’anno i dibattiti. Nel 1938 venne anche colpito dalle leggi razziali e fu esonerato dall'insegnamento. Visse per qualche tempo a Milano, dove ebbe contatti col Centro interno socialista e con vari gruppi antifascisti.

Il 23.6.1939 fu arrestato dagli agenti dell’Ovra. Dopo essere stato detenuto per qualche mese nel carcere di San Vittore di Milano, fu c[...]

[...]l 24.2.1945, mentre Curiel si avvia verso

il piazzale Baracca, una squadra fascista lo raggiunge, il delatore grida: « È lui! ». Curiel si lancia di corsa, distanzia i militi repubblichini; una scarica di mitra lo abbatte. Si rialza, corre avanti ancora, cerca di rifugiarsi, già gravemente ferito, in un portone. I suoi assassini gli sono, sopra, con una nuova Scarica lo inchiodano a terra. Ancora sulle soglie della maturità, a trentatre anni, Eugenio Curiel, patriota del secondo Risorgimento, aveva dato la vita per l’Italia.

Sul sangue da lui sparso, una vecchia fiorista, presente all’assassinio, getta una manciata di garofani: il primo omaggio popolare a uno dei più puri eroi della Resistenza. Alla sua memoria il 24.4.1946 è stata assegnata la medaglia d'oro al valor militare la cui motivazione lo indica quale « Capo ideale e glorioso esempio a tutta la gioventù italiana ».

Curino

Comune di circa 1.000 abitanti in provincia di Vercelli, tra la Valsessera e la zona di Masserano. Steso su una vasta zona collinare, particolarmente ricca d[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 734

Brano: [...] che dava luogo a scontri vivacissimi tra le prudenti giurie e la maggioranza anticonformista dei giovani; e dall’altro, il fatto che di questi dibattiti apparissero sulla stampa solo scialbi resoconti addomesticati. Ma questo fatto a sua volta diventava un facile motivo di agitazione e favoriva nei giovani che a quelle manifestazioni avevano partecipato l’acquisizione di una chiara coscienza antifascista. Di « Littoriali a porte chiuse» parlava Eugenio Curiel (v.) su II Bò, la rivista del G.U.F. di Padova, denunciando quel metodo che permetteva al fascismo di conciliare conformismo e libertà di discussione. « Il Bò » era una delle non poche riviste ufficiali in cui i fermenti giovanili delle nuove generazioni intellettuali avevano modo di affiorare e di esprimersi. Ma Eugenio Curiel rappresentava una delle punte più avanzate di quella rapida maturazione antifascista a cui si è accennato. Legandosi all’antifascismo militante e all’organizzazione clandestina del P.C.I. mentre rimaneva ufficialmente nelle file della gioventù fascista, collaborando contemporaneamente alle riviste universitarie del fascismo e a Stato Operaio, la rivista teorica del P.C.I. che si stampava a Parigi, Curiel dava un esempio di come fosse possibile concretamente, anche in un regime di rigida dittatura come il fascismo, combinare i metodi legali a quelli illegali di lotta antifascista. Certo, indiv[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 91

Brano: [...]rgio Bruzzo, Bortolo Pento (Vicenza) ; Mario Fagioli (Vittorio Veneto).

A caratterizzare l’azione di questi giovani, finché essi si mossero all’interno del fascismo, va ricordato che uno di essi (Esulino Sella) aveva assunto la vicedirezione del II Bò del G.U.F. di Padova, orientando

il settimanale in senso anticonformista, fino alla sua estromissione a metà del 1937, quando subentrò, in quel tipo di utilizzazione del foglio universitario, Eugenio Curiel (v.). Non è certo casuale, ma indice di una sostanziale coincidenza d’interessi, che mentre Curiel assumeva sul « Bò » la pagina sindacale, alcuni giovani del P.S.R. si occupassero a loro volta della condizione operaia e tra l’altro, sfruttando le singolari possibilità ambientali, il 28.8.1938 iniziassero su II Popolo d'Italia (con la pubblicazione di un corsivo dal titolo « Zone grigie ») una campagna che durerà fino al maggio 1939 e che sarà seguita con interesse anche fuori d’Italia (se ne occuparono infatti la « Voce degli Italiani» a Parigi, «l’Unità» clandestina e Radio Mosca). Quest’in[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 160

Brano: [...]paralisi della repubblica dinanzi alla minaccia del nazismo incombente.

E. Co.

Nostra lotta, La

Sottotitolo: « Organo del Partito comunista italiano ». Rivista quindicinaie pubblicata a cura della Direzione Nord Italia de! P.C.I., per orientare l'attività dei comunisti durante la Guerra di liberazione. « La nostra lotta » ebbe quali principali redattori Luigi Longo, poi Pietro Secchia e, per il più lungo periodo, fino al suo assassinio, Eugenio Curiel.

La pubblicazione iniziò nell’ottobre 1943 e cessò nell’aprile 1945. I fascicoli avevano un formato di cm 17x24 e nella edizione centrale, realizzata a Milano, le pagine andarono da un minimo di 14 dattiloscritte a un masismo di 52 a stampa. Uscirono nella seguente misura: Anno I, 1943, numeri 6, dei quali uno doppio (fase. 34); Anno II, 1944, numeri 22, dei quali quattro doppi (56, 78, 1920, 2122); Anno III,

1945, numeri 7, dei quali uno doppio (fase. 56),

Trasmessi da Milano alle province dell'Italia occupata, i numeri erano poi localmente riprodotti nella loro interezza, spesso at[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 349

Brano: [...]igate Internazionali di Spagna. Fra i superstiti della guerra di Spagna, Manlio SiJvestri (Monteforte) fu poi il primo commissario politico delle formazioni partigiane bellunesi (v. Belluno), impiccato dai tedeschi a Sappada. Sono anche da ricordare Beniamino Rossetto, un altro degli organizzatori del movimento partigiano bellunese e Luciano Pennello.

Particolare rilievo assunse negli anni Trenta l'azione condotta nell’Università di Padova da Eugenio Curiel (v.) e da un gruppo di suoi amici, tra cui Ettore Lucini e Atto Braun.

Docente universitario, Curiel si sforzò di convogliare le spinte antifasciste presenti tra gli studenti operando nei Gruppi Universitari Fascisti (v. G.U.F.), servendosi del giornale universitario II Bò e attuando un collegamento con la classe operaia attraverso la lotta all’interno degli stessi sindacati fascisti. Un certo orientamento antifascista venne diffondendosi anche per opera di numerosi altri professori che avrebbero poi avuto un peso determinante nella Resistenza, da Concetto Marchesi (v.) a Egidio Meneghetti[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 351

Brano: [...]ltà agraria del Veneto, pronti a entrare nelle squadre dazione fasciste per difendere le proprietà minacciate dalle organizzazioni sindacali cattoliche e socialiste. Questa consistente presenza fascista all’Università non riuscì tuttavia a impedire che un certo numero di docenti e di studenti conducesse una lunga e articolata lotta democratica e antifascista. Negli anni Trenta, esemplare sotto tale aspetto fu il caso delTassistente universitario Eugenio Curiel (v.). Con un gruppo di studenti e di altri intellettuali (tra cui Atto Braun, Guido Goldschmiid, Renato Mieli, Ettore Lucini e Tono Zancanaro) Curiel operò a lungo per orientare gli studenti verso il mondo del lavoro, tra l’altro utilizzando la pagina sindacale del giornale universi

tario fascista II Bò (che significa « Il bue », tradizionale nome e simbolo di quell’Ateneo). Nella pagina affidata alla sua direzione, Curiel, divenuto nel frattempo comunista, applicava con accortezza direttive politiche del suo partito.

La storia degli accorgimenti adottati dagli antifascisti per svolgere[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 665

Brano: [...]este grafica progettata da Albe Steiner, esordì a Milano il « Politecnico », « settimanale di cultura contemporanea ». Ne uscirono 28 numeri, dal 29.9.1945 al 6.4.1946. Prolungarono fl’iniziativa, mutata non solo nel formato ma anche nei caratteri e nelle ambizioni, 9 fascicoli mensili, tra il maggio 1946 e il dicembre 1947.

Origini

Già intorno al 1943 era circolato tra i gruppi intellettuali milanesi che facevano capo ad Antonio Banfi e a Eugenio Curiel (impegnati nella costituzione del Fronte della cultura e del Fronte della gioventù) l’intento di riprendere il « Politecnico » di Carlo Cattaneo (18011869), esempio di una collocazione « civile » dei ceti colti partecipi e propagatori dei valori della « modernità ». Ma le urgenze e le angustie di quegli anni avevano impedito la realizzazione del proposito. A inaugurare e dirigere l'impresa nell'immediato dopoguerra fu Elio Vittorini (v.) che, avvicinatosi da non molto al Partito comunista, aveva operato attivamente nella Resistenza milanese. Dalla formazione « irregolare » di Vittorini (stude[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 772

Brano: [...]e si firmava maglio, gì bi emme e Bruno Arnaldi), il quale teneva anche una rubrica fissa (// sindacato giuridico unitario). Meno direttamente coinvolti furono Colombino, Reina, Calda e D’Aragona. Dal 1929 quest’ultimo cominciò a staccarsi dal gruppo e a non firmarne le dichiarazioni programmatiche. Attivissimo collaboratore fu invece Franz Weiss, che teneva una apposita rubrica (Tribuna Libera). Alla rivista collaborò per un certo periodo anche Eugenio Curiel (v.).

Bibliografia: Cario Cartiglia, Rinaldo Rigo« la e il sindacalismo riformista in Italia, Milano, 1976.

A. Per.

Processi ai fascisti

Le leggi fondamentali attraverso le quali si volle punire coloro che avevano contribuito a istituire e rafforzare il regime fascista e coloro che avevano collaborato con i tedeschi nel periodo della Repubblica Sociale Italiana furono due.

La prima è costituita dal Decreto legislativo luogotenenziale 27.7.1944 n. 159. Il decreto dedicava 8 articoli alla punizione dei delitti fascisti, 14 alla avocazione dei profitti di regime e alla liquidazion[...]


successivi
Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Eugenio Curiel, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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