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Il segmento testuale Enrico De Nicola è stato estratto automaticamente da un complesso algoritmo di KosmosDOC di tipo "autogeno", ossia sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 53Entità Multimediali, di cui in selezione 20 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 16

Brano: [...] Roma (v. Marcia su Roma).

Il fascismo al potere

Dopo l’avvento fascista, la situazione andò rapidamente precipitando. Alle elezioni politiche del 6.4.1924 la maggior parte dei napoletani dimostrò tuttavia di non essere affatto favorevole al fascio. Il Listone fascista (v.), del quale, accanto ad Alfredo de Marsico, facevano parte Luigi Foschini, Paolo Greco, Alberto Geremicca, e insieme al giolittiano Andrea Torre anche Giovanni Porzio ed Enrico De Nicola (dimissionario all’ultimo momento, anche se capolista), raccolse meno della metà dei voti validi, conquistando soltanto 4 collegi cittadini (San Ferdinando, San Carlo all’Arena, Chiaia e San Giuseppe). Tutti gli altri collegi andarono agli amendoliani, salvo quelli di Vicaria e Mercato presi dai socialisti, e quelli di Pandino vinti dai popolari. Senonché il meccanismo della leggetruffa Acerbo (v.) determinò l’elezione di tutti i candidati del Listone. All’opposizione rimasero: i costituzionalisti Amendola, Bracco, Presutti e Bencivenga; i socialisti Lucci e Bovio; i popolari Rodino e Bosco L[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 772

Brano: [...]Partito progressista italiano e parecchie altre formazioni consimili — per lo più di scarsissima consistenza e non poche con vita assai effimera — nacquero come correnti di esplicita connotazione monarchica, ma rimasero alquanto a margine del duro scontro che neH’italia occupata oppose i rinati partiti democratici a tendenza repubblicana e i fedeli della monarchia.

Toccò in effetti a liberali come Benedetto Croce, Vittorio Emanuele Orlando ed Enrico De Nicola, a ex socialriformisti come Ivanoe Bonomi, a esponenti della Democrazia Cristiana e del filiforme Partito demolaburista, recitare il ruolo di protagonisti nel sottile e abile tessuto di trame che, aH’interno e all’esterno del C.L.N. e del governo Badoglio, fu imbastito per trarre a salvamento la monarchia. Se mai, al Sud, la prima manifestazione dei

conati di ribellione monarchica contro l’estendersi appariscente della « zona di vuoto » popolare attorno alla Corona, realizzò la connivenza di taluni di. questi movimenti e partiti d’intonazione sabauda con le sparse e per lo più canagliesche[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 742

Brano: [...]romossa contro di lui da fascisti e nazionalisti, venne a perdere l'appoggio e la solidarietà di quei socialisti che non gli perdonavano di aver lasciato il loro partito (salvo Filippo Turati e Amedeo Modigliani che lo difenderanno fino alla fine).

Fu rieletto deputato a Torino nel 1921, nelle liste del P.C.I., ma quando si presentò a Montecitorio Misiano trovò, a sbarrargli l’ingresso, i deputati fascisti. Allorché il presidente della Camera Enrico De Nicola lo fece entrare in aula, altri deputati (liberali e del centro) abbandonarono l’assemblea per dimostrare il loro sdegno, mentre il repubblicano Eugenio Chiesa propose addirittura di dichiarare Misiano decaduto dal mandato parlamentare. Difatti, dopo che la Corte d’appel

lo di Palermo ebbe riconfermata la condanna per diserzione del parla

mentare comunista, la Camera votò la decadenza del suo mandato. Poiché, inspiegabilmente, non fu neppure inoltrato un ricorso in Cassazione, la sentenza divenne esecutiva e a Misiano non restò che riparare nuovamente all’estero per non essere incarcerat[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 470

Brano: [...]del diritto positivo.

È anche utile ricordare che alla preparazione del codice fascista Rocco parteciparono magistrati, docenti universitari e maestri di diritto, molti dei quali continuarono dopo il 1945 a occupare cariche

elevate neH’amministrazione giudiziaria, in Parlamento, nell’insegnamento e perfino ai vertici dello Stato. Tra questi, Gaspare Ambrosini che fu presidente della Corte Costituzionale fino a qualche tempo fa, e lo stesso Enrico De Nicola (v.), primo presidente della Repubblica italiana.

Al servizio del regime

Tra i più attivi magistrati del regime vi furono queH'£rnesfo Eula divenuto poi primo presidente della Corte di cassazione nell’Italia democratica, e Nicola Coco, Luigi Giampietro, Eduardo Piola Caselli, Antonio Gismondi, Filippo Morongiu, Nicola lezzi, per citare solo alcuni dei nomi più noti. Non solo, ma un altro primo presidente della Corte di cassazione, Luigi Oggioni, rimasto in carica fino al marzo 1962, e il procuratore generale Mario Comucci della medesima Corte di cassazione, rimasto a sua volta in carica[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 444

Brano: [...] detto « della chicchera », recisamente contrario alle rivendicazioni del Congresso di Bari). L’intransigenza delle parti in causa rendeva praticamente la situazione senza sbocchi: fermi alla richiesta di abdicazione i partiti antifascisti, contrari ad accettarla gli Alleati, il governo Badoglio e soprattutto il monarca, tenacemente abbarbicato al trono.

In questa cornice si fece lentamente strada la proposta elaborata da Benedetto Croce e da Enrico De Nicola già prima del Congresso di Bari e avente lo scopo di aggirare l’ostacolo del contrasto fra fautori e oppositori dell’abdicazione mediante un artificio giuridico: la delega, da parte del sovrano, delle proprie prerogative al principe ereditario Umberto di Savoia, nominato Luogotenente del Regno.

Questo artificio, sosteneva l’avvocato De Nicola (che ne era stato di fatto l’ideatore, venendo così incontro alle preoccupazioni filomonarchiche di Benedetto Croce), aveva un precedente: la delega concessa durante il conflitto 191518 dallo stesso Vittorio Emanuele

III a suo zio Tommaso di Savoia[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 377

Brano: [...]lli; nelle Marche, il liberale Giambattista Miliani e l’ex popolare Paolo Mattei Gentili; nel Lazio, l’ex popolare Egilberto Martire; in Campania, il liberale Giovanni Porzio e il prof. Pietro Fedele; in Calabria, l’agrario Ferdinando Nunziante; in Sicilia, Vittorio Emanuele Orlando e l’ex popolare Ernesto Vassallo.

Al « listone » aderirono, tra i primi, Antonio Salandra e Giovanni Gentile (già iscritto al fascio dal 2.6.

1923 e senatore). Enrico De Nicola (il futuro primo presidente della Repubblica italiana), dopo aver accettato di entrare nel listone a Napoli, ritirò la propria adesione alla vigilia del voto.

Litomerice

Leitmeritz. Località cecoslovacca a circa 20 km dalla frontiera tra la Boemia e la Germania, a 3 km da Terezin.

tyel 1944 a Litomerice venne costruito dai tedeschi un campo di concentramento destinato ad accogliere lavoratori coatti provenienti dal lager di Flossenburg (v.). Era stata scelta quella località perché vicina a una grande cava di pietra calcarea, che i tedeschi avevano deciso di trasformare in una fabbric[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 348

Brano: [...]a che tale governo dovesse realizzarsi; ed ebbe come sbocco la nomina di una Giunta esecutiva dai poteri imprecisati, che la mettevano alla mercè della sua impotenza, in urto frontale con gli angloamericani e a margine della complessa tattica della compagine di Badoglio per rendere più acuti i dissensi nell’ambito dei coalizzati.

Con questo spirito e in coerenza con tutto il patrimonio della propria visuale storicopolitica Croce, d’intesa con Enrico De Nicola (v.), ma senza metterne a conoscenza i suoi amici liberali, condusse in porto lo stratagemma giuridico della « luogotenenza » che permetteva di superare la questione istituzionale rinviandola a dopo la fine del conflitto (e pertanto tenendo aperte le possibilità per la permanenza dello istituto monarchico).

Il P.L.I. concordò con la soluzione ed entrò poi a far parte del governo Badoglio, dopo la « svolta di Salerno » resa possibile dalla dichiata disponibilità del P.C.I. per un governo di unità nazionale: nel gabinetto del 24.4.1944 il P.L.I. ebbe Croce come ministro senza portafoglio. Ne[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 277

Brano: [...]fra le permanenti origini strutturali capitalistiche e i contingenti aspetti istituzionali, politici e. ideologici, a tutti evidenti. Ma un punto di contatto fra le due interpretazioni, sia pure piuttosto tenue, non è mai venuto meno: mentre Bertolt Brecht, per esempio, ha ricordato che il grembo da cui il fascismo nacque è « ancor fecondo », l’americano Sabine ha scritto che Tunica garanzia contro la riemersione di

Il presidente della Camera Enrico De Nicola, attorniato dai maggiori esponenti parlamentari, attende l'arrivo del Re a Montecitorio, il giorno prima che venga approvata la leggetruffa elettorale Acerbo (Roma, 22.7.1923)

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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 208

Brano: [...]battenti disposti a schierarsi al loro fianco. Si assistè allora a una gara degradante di esponenti della vecchia classe politica conservatrice che, pur di essere inclusi nel « listone » e risultare sicuramente eletti, non si peritarono di mettersi apertamente al servizio di chi aveva manganellato, seviziato e ucciso per giungere al potere (accettarono di essere inclusi nel « listone », tra gli altri, Vittorio Emanuele Orlando, Antonio Salandra, Enrico De Nicola, che però ne volle

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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 87

Brano: [...]ccessivamente fascista di tendenza monarchica, quadrumviro della marcia su Roma, nel 1925, in occasione della elargizione di titoli nobiliari ai gerarchi fascisti, si guadagnò quello di conte di Val Cismon.

Fondatore di squadre fasciste in Piemonte, prima della marcia su Roma capeggiò numerose spedizioni punitive. Deputato fascista alla Camera, è passato alla storia per aver volgarmente insultato, il 16.

11.1922, il presidente della stessa Enrico De Nicola e per aver definito i deputati cattolici « cialtroni e castroni ». Nel dicembre 1922, dopo gli assassinii e le altre violenze perpetrate a Torino dal fascista Piero Brandimarte (v.), ricevette dal suo partito l’incarico di organizzare nella città le file del fascismo, assai scosse dalle energiche reazioni popolari e dell’opinione pubblica.

Nel giugno 1929, dopo la ratifica dei Patti Lateranensi, De Vecchi fu nominato ambasciatore presso la Santa Sede e per l’occasione ricevette da Pio XI la decorazione detta dello « Speron d’oro ».

Nel conferirgli la decorazione, il Papa ebbe a dirgli: [...]


successivi
Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Enrico De Nicola, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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