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Il segmento testuale Enrico Bocci è stato estratto automaticamente da un complesso algoritmo di KosmosDOC di tipo "autogeno", ossia sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 10Entità Multimediali, di cui in selezione 10 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 169

Brano: [...]ia Libera, L’

Associazione segreta di ex combattenti della prima guerra mondiale, di orientamento antifascista, fondata a Firenze nel giugno 1924, pochi giorni dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti (v.), per iniziativa di Raffaele Cri stofani, Achille De Liguori, Luigi Piani e Nello Traquandi. Vi aderirono immediatamente Carlo Rosselli ed Ernesto Rossi.

« La prima riunione, — scriverà Ernesto Rossi —, fu tenuta nello studio del l'avvocato Enrico Bocci (v.) che doveva essere torturato e assassinato nel giugno 1944. Ci trovammo in una dozzina di persone, tra le quali, oltre ai promotori, il dott. Luigi fìochat, Ernesto Menichetti e il dott. Dino Vannucci. Ci mettemmo d’accordo sul fine che volevamo dare all' " Italia Libera " fiorentina: condurre una metodica propaganda contro le leggi vigenti e quelle che prevedevamo sarebbero state presto emanate In difesa del regime. Ci distribuimmo l’opera, stabilimmo l'ammontare delle quote sociali, pagammo il nostro contributo per le spese necessarie al primo manifesto. Fu un'associazione segreta, ma s[...]

[...]esclusivamente di combattenti, perché i combattenti possono, in questo momento della vita pubblica italiana, più efficacemente di tutti gli

altri cittadini, lottare contro l’equivoco del ” combattentismo " e demolire la mistificazione con la quale il governo pretende di rappresentare l’Italia di Vittorio Veneto ».

L'azione antifascista

Nel Comitato direttivo dell’Associazione, eletto da un’assemblea generale, furono chiamati: l’avvocato Enrico Bocci, i ferrovieri Raffaele Cristofani e Nello Traquandi, il professore Ernesto Rossi e il medico Dino Vannucci.

La città fu ripartita in 4 zone, a ognuna delle quali faceva capo un numero imprecisato di iscritti e gruppi. Nel rispetto delle tradizionali norme cospirative, il Comitato direttivo teneva rapporti esclusivamente con i capizona, a loro volta in contatto con i capigruppo; questi ultimi erano i soli collegati alla base degli iscritti. A Firenze gli organizzatori erano complessivamente circa 200, tra cui numerosi funzionari deH’amministrazione pubblica statale. Lo schedario dell’organi[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 460

Brano: [...]vizi di polizia tedeschi e italiani. Ebbe sede dapprima in una villa in via Benedetto Varchi, si trasferì successivamente nella Villa Malatesta di via Ugo Foscolo e poi, definiti* vamente, al n. 67 di via Bolognese, in un caseggiato che acquistò presto il nome di Villa Triste. Numerosi furono i partigiani e i patrioti torturati e uccisi a Villa Triste o assassinati da elementi della banda per le strade di Firenze. Tra questi: Bruno Fanciullacci, Enrico Bocci, Anna Maria Enriques Agnoletti, Maria e Bartolomeo Caroviello, Franco Martelli, Edgardo Savoli, Alessandro Sinigaglia.

Il Carità, scoperto alla fine della guerra da una pattuglia americana in una casa dell’Alpe di Siusi (Alto Adige), tentò di difendersi con le armi quando due militari entrarono nel suo appartamento, ma questi

Il seniore Mario Carità tra due suoi collaboratori



da Contro ogni ritorno : dal fascismo alla Costituzione repubblicana : Provincia di Firenze, 2 giugno 1972 / \a cura di Claudio Galanti, Paolo Tinti, Giovanni Verni!, p. 75

Brano: [...]oria alleata si era formato un comitato ìntèrpartiti che si si riuniva per lo più in casa di Gaetano Pieraccini, al quale partecipavano Enzo Enriques Agnoletti e C^rlo Fumo per il Partito d’Azione; Arturo Bruni, Alfredo Bruzzichelli e Diego Giurato per il Partito socialista; M^ario Augusto Martini e Adone Zoli per la Democrazia Cristiana; Giulio Montelatici per

il Partito Comunista. Interveniva inoltre a queste riunioni periodiche l’avvocato Enrico Bocci, un tempo valido collaboratore di Giustizia e Libertà, ma più a titolo personale che non in rappresentanza del Partito d’Azione, al quale era fino da allora idealmente assai vicino.

Questo comitato interpartiti, sorto con varie denominazioni in altre città d’Italia, riprendeva così la tradizione dei vecchi comitati di opposizione, quali si erano venuti formando al centro e alla periferia nel 1924, dopo il delitto Matteotti, e della concentrazione antifascista di Nérac, creata in Francia dagli esuli politici italiani nel 1927. Esso fece sentire il suo peso politico dopo il 25 luglio, durant[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 397

Brano: [...] con il locale Comando della polizia tedesca, veniva impiegato per azioni “speciali”. Mentre nelle operazioni contro le prime formazioni partigiane dimostrò ben presto la sua inefficienza, riuscì a conseguire notevoli risultati nella repressione del movimento resistenziale cittadino. L’eliminazione fisica o l’arresto di importanti dirigenti della lotta di liberazione fiorentina o regionale (basti ricordare i nomi di Annamaria Enriques Aqnoletti, Enrico Bocci, Italo Piccagli, Alessandro Siniga

glia, Bruno Fanciullacci, Elio Chianesi tra gli uccisi; e quelli di Adone Zoli, Luigi Boniforti e Marino Mari tra gli arrestati) furono effettuati proprio da uomini di Carità, che sottoponevano gli arrestati a interrogatori estenuanti, a gravissime pressioni psichiche e a barbare sevizie: secondo la voce popolare, più d’uno degli interrogati morì fra le mani degli aguzzini, che molto spesso dopo le sevizie si trasformavano in carnefici anche per occultare la prova dei loro misfatti.

La fama della ferocia manifestata dalla “banda Carità” si diffuse ben [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 577

Brano: [...]resso la Scuola di ap*

Congresso mon

plicazione dell'Aeronautica a Firenze.

Qui si trovava all'8.9.1943 e, sin dai primi giorni, partecipò alla Guerra di liberazione. A contatto con Tardimi e altri membri del Partito d’Azio* ne, organizzò una fitta rete di atti* vità operativa e informativa (v. Cora, Radio),

Catturato la sera del 7.6.1944 nell’appartamento di Piazza d’Azeglio, dove era insediata la base clandestina di Radio Cora, con Enrico Bocci, Carlo Campoimi e altri fu portato a Villa Triste e sottoposto a tortura. Piccagli si assunse l’intera responsabilità delle radiotrasmissioni, ma ciò non valse a salvare i suoi compagni di lotta. Nella notte del 12 giugno venne condotto (insieme a tre paracadutisti e a un altro compagno di prigionia) in una campagna deserta presso Cercina e lì fucilato. Sua moglie fu arrestata e rinchiusa nel campo di internamento di Fessoli.

Ufficiale colto e studioso, fu autore di numerose pubblicazioni riguardanti la meteorologia aeronautica, la navigazione aerea, la pratica della navigazione.

Riccar[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 822

Brano: [...]nia con la 41° Compagnia radiotelegrafisti della Divisione « Firenze ». L’8.9.1943, trovatosi a Lucca come istruttore a un' corso allievi ufficiali, si portò a Firenze. Qui fu poi tra i primi a partecipare alla Guerra di liberazione. Militante nelle

formazioni di « Giustizia e Libertà », assolse rischiose missioni di collegamento radio tra le formazioni partigiane e i Comandi alleati. Tra gli organizzatori di Radio Cora (v.), fu catturato con Enrico Bocci mentre stava iniziando una trasmissione. Riuscì a uccidere un tedesco, ma fu a sua volta mortalmente ferito. Tre giorni dopo morì all’Ospedale di via Giusti.

Bibliografia: C. Francovich, La Resistenza a Firenze, Firenze 1961.

Morandi, Processo

Processo celebrato dal Tribunale Speciale fascista contro un gruppo di antifascisti milanesi collegati a Rodolfo Morandi (v.) e conclusosi il 13.10.1937 con una serie di condanne.

Il Fronte unico antifascista

Nel 1934, dopo la conclusione tra i centri esteri del P.C.I. e del P.S.I. di un patto di unità d’azione nella lotta contro il fasci[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 363

Brano: [...]à rese la città ancora più malsicura per gli,, occupanti. Dopo la liberazione di Roma da parte degli Alleati, i fascisti cominciarono a evacuare la provincia di Firenze, non senza infliggere, prima di partire, duri colpi alla Resistenza: il 7 giugno riuscirono a catturare quasi tutta l’organizzazione di Radio Cora (v.), la stazione clandestina che, collegata al servizio informativo del P.d’A., aveva trasmesso tante preziose notizie agli Alleati. Enrico Bocci e Italo Piccagli furono fucilati a Cercina, sulle pendici del Monte Morello, assieme ad alcuni radiotelegrafisti appena giunti dal sud per potenziare l’organizzazione. Con essi venne uccisa Anna Maria Enriques Agnoletti (v.), arrestata in precedenza, ma che nulla aveva a che fare col gruppo del Bocci.

A metà luglio gli uomini della « banda Carità » riuscirono a catturare la maggior parte dei gappisti fiorentini: dopo atroci torture, li fucilarono alJe Cascine, sul greto deH’Arno, in un luogo rimasto sconosciuto fino al 1957. Dei due dirigenti dell’organizzazione gappista, Elio Chianesi fu [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 359

Brano: [...]to per superare i contrasti, piuttosto acuti, fra « ordinovisti » e « bordighiani ». L’uccisione di Matteotti aprì gli occhi a molti italiani e spinse le punte più avanzate dell’opposizione democratica a scendere in lotta aper

ta contro il fascismo. Sorse così a Firenze una delle prime organizzazioni clandestine non comuniste: L’Italia Libera (v.). Composta per

10 più da stimati professionisti, tutti ex combattenti (fra cui Carlo Rosselli, Enrico Bocci, Piero Calamandrei, Ernesto Rossi, Nello Traquandi), tale associazione riuscì a compiere in Firenze alcune clamorose azioni di protesta contro il fascismo.

Accanto ai comunisti e agli ex combattenti de « L’Italia Libera », qualche attività antifascista veniva svolta da anarchici e da giovani repubblicani, ma più per iniziativa personale che su direttiva dei rispettivi partiti. Quanto ai socialisti, continuavano a mantenere il loro atteggiamento « legalitario ».

11 fallimento dell’Aventino (v.) e il superamento della crisi da parte del fascismo furono sanzionati a Firenze dalla violenta [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 671

Brano: [...]sario politico della II Divisione Garibaldi « Redi ». Con le sue formazioni operò alla liberazione dell’Ossola e, alla vigilia dell’insurrezione, al salvataggio delle centrali elettriche di quella zona.

Cora, Radio

Col nome di « Cora » (Commissione radio) fu definito il servizio di collegamentc radiofonico con gli Alleati organizzato clandestinamente dal Partito d’Azione a Firenze durante l’occupazione tedesca. L’organizzazione, diretta da Enrico Bocci (v.), comprendeva il fisico Carlo Ballario, lo studente d’ingegneria Luigi Morandi, il capitano dell’aeronautica Italo Piccagli, Carlo Campoimi, due agenti di collegamento sbarcati dagli Alleati sulle coste del l’Adriatico (Nicola Pasqualin e un radiotecnico, noto soltanto col nome di Renato il Pomero) e diversi altri collaboratori che si occupavano di raccogliere e . vagliare le informazioni.

« Il lavoro di informazione — ha scritto in un memoriale Carlo Campoimi —, per desiderio degli Alleati si svolse in un primo tempo totalmente sulle linee difensive adottate dai tedeschi in Italia; ol[...]



da Contro ogni ritorno : dal fascismo alla Costituzione repubblicana : Provincia di Firenze, 2 giugno 1972 / \a cura di Claudio Galanti, Paolo Tinti, Giovanni Verni!, p. 98

Brano: [...]nsulti da uno delle brigate nere (che erano accorse numerose, insieme anche ad agenti della questura).

“ I tedeschi accortisi finalmente del materiale*, che era sul tavolino, ne fecero un mucchio che portarono via in un tappeto. E cominciarono a portare via anche noi. Prima Bocci e Focacci, poi Campoimi, Gilardini e me. Uscendo vidi nell’anticamere due corpi stesi per terra, ma non distinsi chi fossero: erano il tedesco e Morandi ”...

[da: Enrico Bocci, Una vita per la Libertà, a cura di L. Tumiati Barbieri, Firenze, Barbera]

Si istruiscono le reclute rastrellate per l'esercito repubblichino (foto 136)

Sentinelle di una postazione partigiana (foto (135)


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Enrico Bocci, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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