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Il segmento testuale Edoardo Clerici è stato estratto automaticamente da un complesso algoritmo di KosmosDOC di tipo "autogeno", ossia sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 8Entità Multimediali, di cui in selezione 5 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 63

Brano: [...]Una parte di rilievo svolsero anche, in collegamento con alcuni circoli industriali del Nord, quelli che si definivano Movimento guelfo (v.) (con un trasparente richiamo ai cattolici liberali della prima metà del secolo XIX, che auspicavano il ritorno alle posizioni politiche della Chiesa del medioevo e un’Italia unita sotto il controllo dei pontefici romani) e che si raccoglievano soprattutto a Milano, intorno a Pietro Malvestiti, Enrico Falck, Edoardo Clerici e Gioacchino Malavasi.

La storiografia ufficiale democraticocristiana fa appunto nascere il nuovo partito da questo scambio di esperienze, tra il Trentino, Roma e Milano, che s’intensificarono verso la fine del 1942 e portarono alla formulazione di quello che fu detto il « Programma di Milano », in dodici punti, ricalcati quasi tutti sulle precedenti piattaforme programmatiche del 1899 e del 1919. Èquesto il cosiddetto « fascicolo rosso », dato alla stampa il 25.7.1943, il giorno stesso della caduta di Mussolini; ad esso va aggiunto un altro schema programmatico, di più ampie proporzioni e[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 691

Brano: Guelfo, Movimento

centri dei Veneto, a Roma e nelle Marche, ebbero un posto di primo piano Piero Malvestiti (v.), Edoardo Clerici, Enrico Falck e Gioacchino Malavasi.

Contro la dittatura

Il Movimento Guelfo fu il primo — e per lunghi anni l’unico — gruppo politico antifascista espresso dalla parte cattolica: nel suo seno confluirono elementi ideologici di destra e di sinistra, radicalizzati però dalle esigenze della lotta contro la dittatura e il dispotismo fascista, come pure da una sorta di complesso minoritario rispetto al mondo ufficiale del cattolicesimo italiano del tempo. Il richiamo al « guelfismo » nasceva appunto da una profonda istanza di autonomia spirituale e quindi di iniziativa e di azione contro il[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 692

Brano: [...]rdia Nazionale (v.). Successivamente rappresentò la Democrazia Cristiana nella delegazione svizzera del C.L.N.A.I. a Lugano; e nella Repubblica dell’Ossola (v.) ebbe l’incarico di dirigere la Commissione per le finanze.

I vecchi « guelfi » continuarono quindi per qualche tempo a esercitare una certa influenza nella Democrazia Cristiana lombarda. Del gruppo originario, alle elezioni del 1946 furono eletti alla Costituente, oltre al Malvestiti, Edoardo Clerici e Luigi Meda.

Nel dicembre 1946 Malvestiti, che nella Democrazia Cristiana aveva assunto una posizione di sinistra, fu con le sinistre estromesso dalla Direzione del partito. Ma indipendentemente da queste e da sue ' cessive vicende, il « guelfismo », grazie soprattutto all’attività politica personale e alla capacità pubblicistica del suo massimo esponente, pur non figurando più da molti anni come gruppo autonomo, contribuì in notevole misura a sostenere, insieme con gli indirizzi re

gionalistici nella ristrutturazione dello Stato italiano, l’idea federalistica nella ricostruzione europ[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 429

Brano: [...]elegazione del C.L.N.A.I.

Da questo gruppo di antifascisti fu presa l'iniziativa di costituire un Comitato di liberazione nazionale che venne poi riconosciuto come Delegazione del C.L.N. dell’Alta Italia in Svizzera. I componenti di questa Delegazione andarono mutando nel tempo, via via con il sopraggiungere di compiti e incarichi che imponevano sostituzioni. A lungo ne furono membri fissi l’avvocato Sante Massarenti, l’avvocato democristiano Edoardo Clerici, l’avvocato Adolfo Tino, l’avvocato Luigi Casagrande e l’avvocato Lucio Luzzatto, socialista. Alle dipendenze della Delegazione fu posto anche un Comitato militare di cui fecero parte, oltre ad Alberto Damiani, Nino Bacigalupi e Sante Frigerio.

La Delegazione aveva il compito di mantenere il collegamento con tutti i patrioti italiani che si trovavano in Svizzera, con i diversi rappresentanti dei servizi alleati, con l'Ambasciata italiana e con i gruppi di partigiani italiani che, costretti a

sconfinare, erano stati internati nei campi di concentramento presenti sul territorio svizzero ([...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 84

Brano: [...]aderenti all’organizzazione guelfa riuscivano a eludere la vigilanza poliziesca. Tra essi, don Ernesto Vercesi, Enrico Falck, Enrico Caso, Luigi Nebuloni, Giovanni Pullara, Federico Sor baro, Gaetano C arcano e i bresciani Pina, Cenini, Cazzani. Ricomposto più tardi il gruppo, vennero stabiliti ulteriori contatti in Lombardia con uomini di ispirazione cattolica: Achille Grandi (v.), Stefano Marazza (v.), Giuseppe Brusasca, Giovanni Gronchi (v.), Edoardo Clerici, Giovanbattista Migliori (v.) e Luigi Meda (v.), insieme ai quali si preparava la futura Democrazia cristiana.

La crisi del 1931 aveva fatto temere in Vaticano una necessaria rottura con il regime e, preparandosi all’eventualità, Pio XI (v.) il 29 giugno promulgò l’Enciclica “Non abbiamo bisogno”: una esplicita denuncia delle durezze e delle violenze verso le organizzazioni cattoliche, una ripulsa del tentativo fascista di monopolizzare l’educazione della gioventù dalla fanciullezza all'età adulta.

Truculenta fu la risposta del P.N.F. perché, secondo i suoi dirigenti, il documento ponti[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Edoardo Clerici, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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