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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 66

Brano: [...]andonarono la F.S.M.. Nel dicembre 1949 le suddette organizzazioni hanno dato vita, a Londra, a una Confederazione Internazionale dei Sindacati Liberi (C.I.S.L.), cui hanno aderito anche le organizzazioni sindacali scissioniste degli altri paesi.

C.Gh.

Anarchici

Il movimento anarchico, che esercitò una forte influenza sulle prime forme di organizzazione del movimento operaio in Italia, è legato principalmente ai nomi di Michele Bakunin, Carlo Cafiero, Andrea Costa, Errico Mal atesta, F. Saverio Merlino e Pietro Gori (si vedano le rispettive voci). Il movimento appare in Italia verso la fine degli anni sessanta del secolo scorso, trovando nelle plebi rurali più arretrate la naturale base sociale della propria affermazione. La prima organizzazione anarchica italiana fu l'Alleanza Internazionale della Democrazia Socialista, fondata da Bakunin nel 1868, e nell agosto del 1872 sorse a Rimini la Federazione Italiana dell’Associazione dei Lavoratori, che si dichiarò indipendente dal Consiglio di Londra della I Internazionale. II mese successivo,[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 67

Brano: [...]moderno.

In Italia gli anarchici rimasero nelle organizzazioni politiche operaie fino al Congresso di Genova (16.8.1892) che, dando vita al Partito Socialista Italiano, proclamò l’incompatibilità della permanenza degli anarchici nelle sue file: erano ormai trascorsi 16 anni dalla morte di Bakunin, dal

Alceste De Ambris parla a Milano, per la U.S.I., durante lo sciopero generale dell’agosto 1913

passaggio di Andrea Costa al socialismo, e Carlo Cafiero era tornato al marxismo. Col mutare delle condizioni sociali, con lo sviluppo del capitalismo e del proletariato industriale, il movimento anarchico andò rapidamente declinando, pur mantenendo alcune oasi d’influenza nelle Puglie, nella Campania, nella Lunigiana e in varie zone della Romagna.

L’anarcosindacalismo

Un ritorno di fiamma lo si ebbe con il sorgere del sindacalismo rivoluzionario (o anarcosindacalismo), espressione degli spostamenti di classe avvenuti nelle campagne, dove il rapido concentramento della proprietà agraria aveva creato nuovi strati di braccianti e di semiproleta[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 417

Brano: Cagliari

scritti di C. Marx: La guerra civile in Francia, Rivista Italiana del Socialismo, 1886; ìd., L’opera più celebre e rara di C. Pisacane, 1879; id., Compendio de li Capitale di C. Marx, Milano, 1879; P.C. Masini, Pisacane e Cafiero, Milano, 1946; A. Romano, Nuovi documenti per la storia del marxismo, Roma, 1946; A. Lucarelli, Carlo Cafiero, Trani, 1947; G. Trevisani, Prefazione al «Compendio de il Capitale», Milano, 1950.

Ca’ Giustinian, I tredici di

L'uccisione dei 13 partigiani veneti a Ca’ Giustinian (Venezia) fu uno degli episodi più efferati del terrorismo fascista nel periodo della Repubblica sociale.

Il 22.7.1944 II prefetto di Venezia Piero Cosmin manifestava pubblicamente la propria esultanza per il fallimento del l'attentato a Hitler avvenuto due giórni prima. « L’Onnipotente, — egli scriveva, — ha voluto esprimere in questo miracoloso evento la designazione ad Adolfo Hitler di continuare la sua opera per la [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 127

Brano: [...] Comune, la cui caduta, invece di rallentare la loro attività, spinse gli internazionalisti italiani ad intensificarla. Indubbiamente, in quel periodo, il movimento rimase nelle mani di piccoloborghesi e fu su posizioni spesso assai confuse, nonostante gli assidui interventi di Engels (v.), ma l’opera di agitazione e di propaganda che fu condotta in quegli anni ebbe pure un suo peso: nelle file dell’anarchismo (v. Anarchici) operarono non solo i Carlo Cafiero (v.) (che ruppe ben presto con Engels), ma anche gli Andrea Costa (v.).

La crisi economica del 187374, provocando un diffuso carovita, rese più intensa l’attività degli internazionalisti: Costa e Cafiero credettero nella possibilità di una insurrezione e si adoperarono a prepararla, cercando di stringere anche rapporti con i repubblicani. Ma l’intervento della polizia impedì che il movimento avesse inizio. Nel 1876, alla morte di Bakunin, l’oppo

sizione alla linea libertaria nel movimento operaio, attraverso associazioni proletarie quali la Federazione Lombarda dell’Associazione degli O[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 485

Brano: [...]ll’Internazionale, Malatesta lasciò gli studi per dedicarsi interamente alla propaganda. Nel 1872 partecipò al congresso secessionista di SaintImier (Svizzera) in cui gli anarchici (v.), rompendo definitivamente con Marx e con il Consiglio generale di Londra, fondarono VAlleanza internazionale; in quell’occasione Malatesta conobbe Bakunin di persona.

Organizzatore di moti insurrezionali

Trascorse gli anni 187374 assieme ad Andrea Costa e a Carlo Cafiero, in febbrile attività per riorganizzare l’Internazionale anarchica e per gettare in Italia le basi di un moto insurrezionale. Tale movimento ebbe un conato nelle Puglie (Castel del Monte), ma fu preventivamen

te represso in tutte le altre zone interessate. Arrestato a Pesaro, Malatesta venne trasferito a Trani per un processo che si risolse con verdetto assolutorio.

Nel 1876 fu delegato con Cafiero al congresso anarchico di Berna. In questa assise gli italiani sostennero che « il fatto insurrezionale, destinato ad affermare con gli atti i principi socialisti, è il mezzo più efficace di [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 649

Brano: Pleternica, Battaglia di

In seguito a un carteggio intercorso tra « La Plebe » ed Engels, nel 1879 era stato pubblicato dal Bignami un « Compendio del Capitale », a cura di Carlo Cafiero (v.)F che ricevette per il suo lavoro un calorosissimo elogio di Marx.

Altre pubblicazioni uscirono, dopo la scomparsa di « La Plebe », con la sua stessa testata: nell’agosto del 1887 a Prato; nel 1891 a Terni; nel 1889 a Cremona, come rivista economicosociale; nel 1904 a Reggio Emilia, come numero programmatico socialista; e, particolarmente importante, quella di Pavia, come settimanale della Federazione provinciale socialista pavese. Quest’ultima iniziò le pubblicazioni nel 1890 e sopravvisse fino al l’avvento al potere del fascismo.

L.Cav.

Bibliografia: Alfredo Angiolini, Socialis[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 211

Brano: [...]ne ai circoli dell’anarchismo locale; subì anche un procedimento giudiziario, dopo un arresto per rissa, uscendone assolto. Le sue posizioni di scomposta e contraddittoria interpretazione dell’anarchismo, con l’apologia di ogni forma di rifiuto della morale di qualsiasi specie, fino a esaltare la funzione sociale del delinquente comune, lo misero via via in contrasto insanabile con gli ambienti anarchici che si riconoscevano nell'insegnamento di Carlo Cafiero e di Armando Borghi. Per di più, la figura del Rocca cominciò ad essere apertamente discussa per sospetti di illeciti amministrativi nella gestione di fondi raccolti a favore del giornale da lui fondato. Nel 1908 si risolse a emigrare negli Stati Uniti: qui compì il tentativo di federare i gruppi anarchici di Chicago e ridiede vita al “Novatore”, ma non riacquistò la fiducia dei circoli anarchici.

Dall'anarchismo al fascismo

Rientrato in Italia nel 1911, alla vigilia dell’impresa libica abbracciò la tesi della guerra coloniale come « conquista rivoluzionaria », accentuò i suoi attacchi [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 531

Brano: [...]ione dei moderati, i quali si riunirono in un congresso dissidente ad Asti. La leadership dei mazziniani durò dieci anni. A scalzarla, al congresso che le Società operaie tennero a Roma nel novembre del 1871 furono gli internazionalisti di ispirazione anarchica, tra i quali aveva acquistato largo seguito Mikhail Bakunin (v.).

La maggioranza del congresso approvò la mozione mazziniana del “Patto di fratellanza”, ma alcuni delegati, tra cui era Carlo Cafiero (v.), abbandonarono per protesta l'aula, dando poi vita alle Società operaie internazionaliste. Secondo queste ultime, gli scioperi erano « matérialmente poco utili » agli operai, ma fecondi per Io sviluppo della solidarità « nella lotta del lavoro contro il capitale ».

Gli internazionalisti bakuniani, che subordinavano ogni organizzazione della lotta di classe all'utopia della rivoluzione libertaria da attuarsi con un colpo di mano, sottovalutavano la possibilità deM’azione sindacale in se stessa e, nelle loro leghe di resistenza, non distinguevano le istituzioni economiche da quelle poli[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 107

Brano: Trapani

diffusero nel capoluogo le idee internazionaliste, prima sul tronco dell’esperienza mazziniana (grazie a Gino de’ Nobili attraverso i periodici “La vita nuova” ed “Esopo”) e in seguito per influsso del primo socialismo introdotto nel movimento operaio locale (salinari, artigiani, edili) da Francesco Sceusa. Quest’ultimo, studente di Architettura a Napoli, era entrato in contatto con il circolo anarchico di Carlo Cafiero, ma se ne era staccato presto per aderire alle posizioni più moderate del “Povero” di Palermo e della “Plebe” di Milano. Arrestato nel 1876 e ammonito con ordinanza del pretore per la sua propaganda sociale, Sceusa si vide costretto a lasciare l'Italia quell'anno stesso e a rifugiarsi in Australia.

Represso così il movimento internazionalista a Trapani (dove si era frattanto avviato un certo processo di industrializzazione, basato sulle attività di trasformazione dei prodotti agricoli e della pesca), gli operai si trovarono nuovamente “ingabbiati” nellassociazionismo mutualistico oppure si[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 492

Brano: [...] persone) vennero spiegate adducendo tale giustificazione, ma quando l’onorevole Francesco Ferrara ricostruì i fatti alla Camera, i deputati rimasero allibiti.

La Banda del Matese

Su questi episodi dovettero riflettere gli anarchici che molti anni dopo, nella primavera del 1877, decisero di dar vita a una “insurrezione per bande” nella zona del Matese. Ai primi di aprile, nella taverna di certo Jacobelli in San Lupo (a 29 km da Benevento), Carlo Cafiero (v.), Errico Malatesta (v.) e Pietro Cesare Ciccarelli si ritrovarono con altri 27 anarchici internazionalisti, in gran parte provenienti da Imola, ma anche toscani, umbri e marchigiani, convinti che nell’improGa sarebbero stati aiutati dalle popolazioni locali, tutte interessate alla propria redenzione.

Nel Beneventano le cose andarono un po’ meglio che negli analoghi

precedenti tentativi, quale il bologneseromagnolo, abortito prima di iniziare, e quello fallito di Castel del Monte in Puglia. Qui, anche se l'iniziativa precipitò prima che ne venissero portati a termine i preparativi, q[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Carlo Cafiero, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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