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Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 14Entità Multimediali, di cui in selezione 6 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 82

Brano: [...]Mancini, Riccardo Momigliano, Angelo Noseda, Tito Nobili, Giuseppe Romita, Arturo Velia, Domenico Viotto.

Partito Socialista Unitario (23 deputati): Gregorio Agnini, Gino Baldesi, Pietro Bellotti, Alessandro Bocconi, Bruno Buozzi, Emilio Caldara, Giuseppe Canepa, Giovanni Cosattini, Mariano Costa, Enrico Gonzales, Ferdinando Innamorati, Arturo Labriola, Emilio Lopardi, Nino Mazzoni, Giuseppe Emanuele Modigliani, Oddi no Morgari, Elia Musatti, Camillo Prampolini, Antonio Priolo, Francesco Rossi, Mario Todeschini, Claudio Treves, Filippo Turati.

De Rosa, Fernando

N. a Milano il 7.10.1908, caduto a Cabeza Leja (Madrid) l'11.9.1936; studente in lettere.

Figlio di un artigiano meridionale per lunghi anni emigrato nell’America del Sud e di una maestra bolognese, rimasto orfano del padre all’età di cinque anni, aveva denotato fin dall'infanzia un’eccezionale sensibilità umana e un temperamento ricco di slanci ideali. La morte prematura del padre al quale era affezionatissimo, e un tragico incidente nel quale, involontariamente, causò la morte di u[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 491

Brano: [...]ordare i caduti italiani (v. Monumenti della Resistenza).

L.Ga.

Si veda, per un'ampia documentazione, il volume di Luciano Gaimozzi Monumenti alla libertà, edito da La Pietra nel 1986.

Bellelli, Arturo

N. a San Martino in Rio (Reggio Emilia) il 22.6.1871, m. a Reggio Emilia il 4.2.1949; operaio carpentiere.

Aderente al P.S.I. fin dal 1892, qualche anno dopo divenne presidente di una cooperativa di falegnami. Proseguendo l’opera di Camillo Prampolini e Antonio Vergnanini, fu tra i maggiori organizzatori e dirigenti del cooperativismo socialista nel Reggiano, perseguendo quella linea riformista che affidava alla “produttività” economica del movimento organizzato l’emancipazione sociale dei lavoratori. Nel 1901 divenne segretario della Camera del lavoro di Reggio Emilia e durante l’intero primo ventennio del secolo fu tra i dirigenti più dinamici e seguiti della provincia.

Nel novembre 1919 venne eletto deputato e nell’ottobre 1922 si staccò dal P.S.I. per costituire (con Giacomo Matteotti, Filippo Turati, G. Emanuele Modigliani e altri [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 75

Brano: [...]85 da parte dei braccianti, seguite da un grande sciopero dei muratori che portò alla conquista di migliori condizioni economiche per la categoria. Il P.S.I., dopo il Congresso di fondazione svoltosi a Genova nel 1892; tenne in Reggio Emilia il suo secondo Congresso nazionale.

Il processo di emancipazione delle masse lavoratrici reggiane venne fortemente influenzato dall’opera dei primi pionieri del socialismo, tra i quali emerse la figura di Camillo Prampolini (v.). Eletto deputato di Reggio nel 1890, questi divenne l’uomo politico localmente più seguito, anche per l’indirizzo originale della sua propaganda.

Rimarrà famosa, tra i numerosi scritti dì Prampolini, la “Predica di Natale”, apparsa su “La Giustizia” (v.) del 2425.12.1897 e rivolta principalmente ai lavoratori cattolici.

Il socialismo reggiano era contrario alla violenza e il settimanale fondato da Prampolinii recava molto significativamente il motto:

« La miseria dei lavoratori è dovuta non. alla malvagità dei capitalisti, ma alla cattiva organizzazione della società. Perciò noi[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 203

Brano: Officine Meccaniche italiane Reggiane

Gli anni del fascismo

Le Reggiane avevano introdotto a Reggio Emilia (v.) e nella regione la classe operaia di fabbrica» in un contesto che era caratterizzato dalla organizzazione cooperativistica prampoliniana. A fianco e poi in contrapposizione con il socialismo « evangelico » e riformista di Camillo Prampolini, gli operai delle Reggiane, socialisti intransigenti, anarchici e poi comunisti, rappresentarono un punto di riferimento diverso nella provincia. Nel 1921 infatti essi rifiutarono, come quelli della Fiat di Torino, di « socializzare » le difficoltà dell’azienda di cui si proponeva la trasformazione in cooperativa.

Antonio Gramsci (in « Alcuni temi della questione meridionale ») così ricostruì l'episodio: « A Reggio Emilia si presentò una questione simile a quella della Fiat: una grande officina doveva passare nelle mani degli operai come azienda cooperativa. I riformisti reggiani erano ent[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 390

Brano: [...]ciplina del partito; 2. La corrente comunista capeggiata da Amadeo Bordiga (v.), netla quale confluivano il gruppo delVOrdine Nuovo di Torino (con Gramsci, Terracini, Togliatti, Tasca ecc.), il gruppo del Soviet di Napoli (con lo stesso Bordiga), il gruppo del Lavoratore di Trieste e quello facente capo alla frazione Anseimo Marabini Antonio Graziadei di Imola; 3. La corrente riformista capeggiata da Turati, alla quale aderivano Claudio Treves, Camillo Prampolini, Emanuele Modigliani, Giacomo Matteotti nonché i maggiori dirigenti della Confederazione generale del lavoro e del movimento cooperativistico.

Mentre la corrente comunista era d’accordo di accettare tutte le condizioni poste da Mosca, compresa l’espulsione préliminare dei riformisti dal Partito, la corrente riformista sosteneva la necessità di respingere qualsiasi condizione, rinunciando a far parte della Terza Internazionale. I riformisti si impegnavano tuttavia a rispettare, in nome dell’unità del partito, le decisioni della maggioranza.

L’intervento dell’Internazionale

Oltre al re[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 76

Brano: [...]rnazionale organizzata dal Partito socialista italiano nel villaggio svizzero di Zimmerwald dal 5 all’8.9.1915, ossia poco più di 2 mesi dopo l’entrata in guerra dell’Italia. Alla Conferenza di Zimmerwald parteciparono 30 delegati, rappresentanti i partiti russo, romeno, scandinavo, bulgaro, polacco, italiano, e minoranze di vari altri partiti socialdemocratici. I delegati italiani erano i riformisti Giuseppe Emanuele Modigliani, Oddino Morgari, Camillo Prampolini, Elia Musatti, Enrico Dugoni e i massimalisti Costantino Lazzari e Giacinto Menotti Serrati. La Conferenza lanciò un manifesto contro la guerra, ma fu caratterizzata, nella sua maggioranza, da un orientamento moderato. La sinistra leninista ottenne, sui propri documenti, un terzo dei voth

■ Lasciando la Conferenza — scrisse Jules HumbertDroz in Le origini del l'Internazionale Comunista —, Lenin creò in un ristorante la " Sinistra zimmerwaldiana ”, a favore della quale le organizzazioni giovanili scandinave promisero un aiuto finanziario. L’evoluzione continuava. Il tempo lavorava a favore [...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Camillo Prampolini, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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