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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 224

Brano: [...] stranieri.

Sul piano civile, vennero stabiliti principi di uguaglianza non solo sociale e fra i due sessi, ma anche fra tutte le nazioni e i popoli della Russia. Fu istituito il matrimonio civile, fu separata la Chiesa dallo Stato e dalla scuola, quest’ultima divenuta unica per tutti i cittadini. Aleksandra Kollontai (v.), la prima donna che avesse mai fatto parte di un governo, fu nominata commissario per l’Assistenza sociale.

La pace di BrestLitovsk

Subito dopo il suo insediamento il governo sovietico presieduto da Lenin cominciò a operare per far uscire la Russia dalla guerra mondiale sempre in corso. Il 14 novembre inviò una nota ai governi dell’Intesa con la proposta di iniziare colloqui di pace e, dieci giorni dopo, una seconda nota con l'invito a partecipare alle trattative. 1 governi dell'Intesa si guardarono bene dal rispondere.

Dal 20.11.1917 iniziarono a BrestLitovsk le trattative di pace fra la Russia sovietica (rappresentata da Trotzkij, all’epoca commissario agli Esteri) e i plenipotenziari della Germania guglielmina. Il governo tedesco presentò condizioni estremamente gravose, chiedendo i territori della Polonia, della Lituania, della

Lettonia, parte dell’Estonia e la Bielorussia, condizioni che Trotzkij si rifiutò di accettare. Ma Lenin insistè per la pace immediata, anche alle condizioni poste dalla Germania, fino a trovarsi in minoranza all’interno del partito. I “comunisti di sinistra”, diretti da Bucharin (v.)f affermavano l'impossibilità che [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 315

Brano: [...]dine — egli commentò, — si legano più strettamente in questi giorni al partito dei comunisti bolscevichi ».

Il comuniSmo di guerra

A Murmansk erano intanto sbarcati reparti inglesi, americani e francesi in appoggio alle guardie bianche controrivoluzionarie. Nello stesso tempo un corpo d’armata cecoslovacco teneva sotto controllo la regione del Volga, gli Urali e gran parte della Siberia. Nell’estate 1918 i tedeschi, violando il trattato di BrestLitovsk, si impossessarono dei territori del Baltico, della Bielorussia, deH’Ucraina e penetrarono nella regione del Don. Lenin lanciò allora la parola d’ordine « Tutto per il fronte! ».

« Siamo in guerra — proclamò — e il destino della Rivoluzione dipende dal destino di questa guerra ».

La situazione della Russia sovietica divenne estremamente grave, con tre quarti del suo territorio occupato dagli invasori. Il 30.8.1918, all’uscita da un comizio, Lenin fu oggetto di un nuovo attentato e, questa volta, gravemente ferito a colpi di rivoltella dalla socialista rivoluzionaria Kaplan. Dopo 15 gior[...]

[...] il capitalismo non può non rimanere — strettamente limitata, monca, falsa, ipocrita, un paradiso per i ricchi, una trappola ed una frode per gli sfruttati, i poveri ».

Nel novembre 1918, quando, travolti dalle rivolte popolari all’interno e premuti dalla supremazia economicomilitare delle potenze dell’Intesa, gli eserciti degli Imperi Centrali furono costretti ad arrendersi, Lenin pose tempestivamente il problema della denuncia della pace di BrestLitovsk. Egli dispose la rapida mobilitazione di 3.000.000 di uomini, ispezionò scuole e accademie militari, assegnò all’esercito, come commissari politici, alcuni dei più qualificati quadri dirigenti del partito (da Andreiev a Zdanov, da Kosior a Mikoian, da Postycev a Jaroslavskij) e fece adottare una serie di provvedimenti economici e politici di emergenza che andarono sotto il nome di comuniSmo di guerra.

« Vincerà la guerra — sosteneva Lenin — chi avrà più riserve, più fonti di energia, più sostegno tra le masse del popolo ».

La guerra civile

All'VIII Congresso del Partito comunista bol[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 206

Brano: [...]i anni successivi. Di lui, Lenin scriverà nel suo testamento: « Tengo semplicemente a ricordarvi che l’episodio di ottobre che ebbe per attori Zinoviev e Kamenev non era dovuto al caso, ma non dovrebbe essere sfruttato contro di loro più del nonbolscevismo di Trotzkij contro quest’ultimo ».

Uomo di solida preparazione culturale e politica, versato per l’attività diplomatica, fu uno dei plenipotenziari sovietici nelle trattative per la pace di BrestLitovsk (3.3.1918).

Presidente del Comitato esecutivo centrale dei Soviet fino alla conclusione della pace di BrestLitovsk, poi vicepresidente del Consiglio dei commissari del popolo, presidente del Consiglio economico, presidente del Soviet di Mosca, fece parte dell’ufficio politico del partito fino al 1926. Ambasciatore a Roma dal gennaio al dicembre 1927, da qui venne richiamato e destituito alla vigilia del

XV Congresso.

La lotta nel partito Morto Lenin (1924), gli uomini più abilitati alla successione apparivano Stalin e Trotzkij (v.). I legami con Zinoviev e la posizione moderata, in contrasto con la tendenza sinistrorsa di Trotzkij, nel 1923 portarono Kamenev a schierarsi contro quest’ultimo e a form[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 178

Brano: [...]l 1907, rientrato dal V Congresso dei Partito a Londra, venne nuovamente arrestato.

Dirigente bolscevico

Potè uscire dal carcere solo dopo la rivoluzione del febbraio 1917. Nel giugno rientrò a Mosca e partecipò alla Rivoluzione d’Ottobre. Divenne così commissario della regione militare di Mosca, con l’incarico dell'educazione politica nell’Esercito Rosso. Nel contrasto sorto all'interno del Partito bolscevico sulla questione della pace di BrestLitovsk, solidarizzò con la posizione di sinistra sostenuta da Trotskij (v.). Nel 1920 fu mandato a lavorare a Perm e poi in Siberia, a Omsk. Entrò a far parte del Comitato centrale del Partito daH’VlII Congresso (1920) e, dal XII Congresso fino al XVIII, fu eletto nella Commissione centrale di controllo, di cui divenne segretario. Fu tra i dirigenti dell’associazione degli ex perseguitati politici, membro della Direzione dell’« Istituto Lenin », redattore della « Pravda », del « Bolscevik » e dello « Storico marxista ». Dopo la presa di posizione assunta contro Lenin sulla questione di BrestLitovsk,[...]

[...]trò a far parte del Comitato centrale del Partito daH’VlII Congresso (1920) e, dal XII Congresso fino al XVIII, fu eletto nella Commissione centrale di controllo, di cui divenne segretario. Fu tra i dirigenti dell’associazione degli ex perseguitati politici, membro della Direzione dell’« Istituto Lenin », redattore della « Pravda », del « Bolscevik » e dello « Storico marxista ». Dopo la presa di posizione assunta contro Lenin sulla questione di BrestLitovsk, si allineò sempre con le posizioni della maggioranza, passando indenne attraverso le varie epurazioni. Tra le sue opere ebbe un particolare successo il primo volume della storia del Partito socialdemocratico russo (arriva fino al 1905), un libro che, ancora vivo Lenin e per un decennio, fu adottato come testo nelle scuole medie e superiori.

Tipico esponente della vecchia guardia bolscevica, la sua fama fu legata soprattutto alle attività di storico e di massimo esponente dell’ateismo sovietico.

La sua produzione ateistica rispecchia fedelmente la posizione ufficiale del Partito in mate[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 521

Brano: [...] Abbasso la guerra! ». Il popolare dirigente fu arrestato e condannato a 2 anni e mezzo di carcere (pena poi aumentata in appello a 4 anni e mezzo), e due mesi dopo vennero arrestati anche Rosa Luxemburg e Franz Mehring.

Il governo tedesco, in una situazione sempre più precaria, cominciò affannosamente a cercare un accordo di pace, ma le potenze occidentali, ormai sicure di vincere, re

spinsero i suoi approcci. Il 28.

11.1917 la pace di BrestLitovsk, firmata dal governo sovietico, contribuì ulteriormente a ravvivare la lotta dei lavoratori tedeschi, mentre i soldati del fronte orientale, a contatto con i combattenti russi, rimanevano in parte influenzati dalla loro propaganda rivoluzionaria e pacifista. Sicché anche BrestLitovsk finì per incidere a sfavore della Germania, nonostante che lo stato maggiore e il governo del Kaiser si illudessero di trarne grandi vantaggi. Nella primavera del 1918 il Quartier generale germanico decise una ultima serie di offensive che si svilupparono sul fronte occidentale fino a luglio, sostenute da poderosi attacchi aerei. Il 27 maggio l’esercito tedesco riuscì effettivamente a rompere le linee anglofrancesi e a raggiungere la~ Marna, ma da quel

lo stesso momento — per una graduale perdita della superiorità aerea — i tedeschi si videro costretti alla difensiva. All'inizio di giugno,[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 540

Brano: [...] sovietica

Ma Io scacco maggiore di quegli anni egli doveva subirlo sul fronte della rivoluzione bolscevica, contro la quale organizzò la spedizione inglese che, nell’estate del 1918, sbarcò ad Arcangelo e Murmansk per aiutare Kolciak. Il pretèsto per questa spedizione fu, inizialmente, quello di favorire la riapertura ad oriente di quel fronte antitedesco che, prima le rivoluzioni del febbraio e dell’ottobre 1917 e successivamente la pace di BrestLitovsk, avevano contribuito a sguarnire e poi a far scomparire. Ma, né le truppe dei generali bianchi né il corpo di spedizione inglese furono mai adoperati a quel fine. Loro obiettivo era in realtà quello di strangolare sul nascere il giovane potere sovietico. Churchill fu la mente direttiva di questo intervento e del suo prolungamento anche dopo la cessazione generale della prima guerra mondiale.

Egli era fautore di un piano, del quale avrebbero dovuto farsi esecutori insieme al governo inglese tutti gli altri governi alleati, che prevedeva la trasformazione della Russia in una unione federale [...]

[...]
Egli era fautore di un piano, del quale avrebbero dovuto farsi esecutori insieme al governo inglese tutti gli altri governi alleati, che prevedeva la trasformazione della Russia in una unione federale retta da un governo di diretta fiducia del

Churchill nel primo dopoguerra

le potenze occidentali è capace di accogliere, insieme alle rivendicazioni territoriali di tutti gli stati sorti o rafforzati ad occidente della Russia dopo la pace di BrestLitovsk (dalla Finlandia agli Stati Baltici, dalla Polonia alla Romania), anche le aspirazioni autonomistiche delle nazionalità che erano entrate a far parte dell’impero zarista. Egli accuserà del fallimento di questo piano, ad un tempo, l’atteggiamento incerto delle potenze alleate e l’incapacità dei generali bianchi. Questo piano era però destinato a fallire perché cozzava contro la politica sagace e realistica del governo sovietico che rompeva la « prigione dei popoli » dello zarismo non già in funzione dell'imperialismo occidentale, ma esaltando l'unione di repubbliche nazionali federate sulla ba[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 89

Brano: [...]aveva intensificato la sua azione nei campi, raccolse numerose adesioni. Sin dal 1917 furono creati comitati « a favore dei soviet e della rivoluzione socialista »; iniziò inoltre una vera e propria attività organizzativa per raccogliere la parte più avanzata dei prigionieri e formare gruppi comunisti. Si rendeva infatti necessario che l’iniziativa passasse ai prigionieri stessi, dato che il governo sovietico, con la stipulazione del trattato di BrestLitovsk con la Germania, si era impegnato a non utilizzare in alcun modo gli stranieri per la costituzione di reparti armati.

Alla fine del gennaio 1918 i vari gruppi comunisti diedero vita a un comitato panrusso dei prigionieri, che il 13.4.1918 tenne un congresso con la partecipazione di 400 delegati in rappresentanza di circa

500.000 prigionieri. Fra le decisioni del congresso vi fu quella di creare una federazione dei gruppi comunisti internazionali presso il Comitato centrale del Partito comunista russo. Ne fu nominato presidente l’ungherese Béla Kun (v.), che proveniva dal campo di Omsk. [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 340

Brano: [...]erra.

Quando, nel febbraio 1918, l’intero territorio lettone fu occupato dall’esercito tedesco, questo vi instaurò un regime di tipo coloniale: le terre vennero riconsegnate ai feudatari e contro i lavoratori fu scatenato il terrore, con il sostegno della borghesia locale e dei menscevichi.

A Riga continuarono a uscire clandestinamente giornali bolscevichi e si formò un soviet clandestino. Nel novembre 1918, con la denuncia del trattato di BrestLitovsk, la Russia Sovietica entrò in lotta aperta per liberare la Lettonia. Per contrastarne l’azione, i tedeschi costituirono un governo provvisorio controrivoluzionario diretto da Karlis Ulmanis e proclamarono la Lettonia « repubblica indipendente ». Dopo la capitolazione della Germania gli anglofrancesi inviarono le loro truppe nei Paesi Baltici.

Primo dopoguerra

Le forze di occupazione tedesche vennero lasciate dalle potenze dell’Intesa in Lettonia per impedire una ripresa delle masse rivoluzionarie. Il governo fantoccio emanò provvedimenti per cui veniva concessa la cittadinanza lettone e[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 381

Brano: [...]tro l’invasore e i collaborazionisti locali.

Primo dopoguerra

L'8.12.1917 la Repubblica federale sovietica russa decise di costituire un Commissariato del popolo per gli affari lituani. Dal canto suo, il Taryba (Consiglio nazionale lituano, composto da aristocratici e nazionalisti borghesi filotedeschi) sottoscrisse una dichiarazione di « eterno e saldo vincolo con l’impero germanico », documento utilizzato dai tedeschi nelle trattative di BrestLitovsk come atto di autodecisione nazionale.

Dopo la conclusione del trattato di BrestLitovsk molti profughi ritornarono ai luoghi di origine e diedero un forte impulso al movimento rivoluzionario. Organizzazioni comuniste clandestine sorsero in vari centri e, dall’1 al 30.10.1918, si tenne clandestinamente a Vilna il l Congresso del partito. Il Taryba proclamò la monarchia, dando la corona a Guglielmo Urach di Wurttemberg, creatura del Kaiser. Nel novembre 1918 la sconfitta tedesca e i moti rivoluzionari in Germania fecero risorgere i soviet nelle principali città lettoni e il 2.12.1918 venne formato a Vilna un governo rivoluzionario provvisorio degli operai e dei contadini, sotto la[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 168

Brano: [...]tobre e nella conquista del potere da parte dei bolscevichi.

Con la vittoria del 7 novembre (25 ottobre) fu nominato Commissario del popolo agli Affari esteri nel primo governo comunista russo. Con questo incarico condusse con gli Imperi centrali le trattative (scontrandosi con Lenin che esigeva la firma di una pace immediata, mentre egli propendeva per la formula « né pace né guerra ») che avrebbero portato alla firma del trattato di pace di BrestLitovsk (20.12. 1917). Subito dopo lasciò il Commissariato agli Esteri per divenire commissario del popolo alla Guerra e, in questa nuova veste, organizzò su basi ferree l’Armata Rossa (v.), di cui fu comandante in capo nella vittoriosa lotta contro gli eserciti controrivoluzionari. Nel 1919 partecipò al congresso di fondazione della Terza Internazionale (v.), del quale redasse il progetto di manifesto conclusivo.

Dopo aver risolto favorevolmente la critica situazione militare interna, Trotzkij si reinserì nella lotta politica. Nel corso del 1920 sostenne la tesi che i sindacati dovevano essere so[...]


successivi
Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Brest-Litovsk, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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