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Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 90Entità Multimediali, di cui in selezione 7 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da [I giorni della Resistenza / Noemi Vicini Marri (testo di) ; Lucio Lombardo Radice (Guida alla lettura) ; prefazione di Ferruccio Parri], p. 67Corpo dell'opera [numerazione b(non originale)] (Monografia/libro

Brano: [...] e donne e ragazzi semplici che hanno dato il loro contributo con piccole preziose commissioni, recapitando messaggi e nascondendo fuggiaschi e portando il cibo a clandestini. La classe' potrà registrare le testimonianze, trascriverle, trarne spunto per disegni, film, drammi, scene (opera dei ragazzi stessi).

Protagonista, un popolo « Tebe dalle sette porte, chi la costruì? »

Con questa domanda ha inizio una famosa, e bellissima, poesia di Bertolt Brecht, che ruota attorno a un unico concetto: alla affermazione che la storia, tutta la storia, è sempre stata opera di grandi masse di uomini, non dei soli capi. La tesi di Brecht è giusta, anche per le Piramidi d’Egitto, anche per le conquiste di Alessandro il Macedone o di Giulio Cesare; anche per i tempi nei quali le masse di uomini semplici senza i quali i Grandi, faraoni o re o generali, non avrebbero potuto portare a termine nulla, erano « protagoniste passive », realizzavano imprese loro imposte da volontà estranee, quasi sempre colla forza.

La tesi di Brecht è doppiamente vera per la Re[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 354

Brano: [...]ella rivoluzione di novembre [Baal, 1918; Tamburi nella notte, 1919). Trasferitosi nel 1924 a Berlino dalla natia Augusta, prestò la sua opera nel teatro berlinese di Max Reinhardt e collaborò con Piscator in alcuni famosi spettacoli della Volksbuhne; dalla collaborazione con il musicista Kurt Weill nacquero opere come la Ascesa e rovina della città di Mahagonny (1930) e VOpera da tre soldi (1928), il lavoro suo forse più acclamato nel mondo.

Bertolt Brecht

Partecipe della cultura di avanguardia, dopo il 1933 condivise la sorte degli scrittori e degli artisti colpiti dall’ostracismo nazista. Abbandonata la Germania, vagò senza posa in Austria, Svizzera, Cecoslovacchia e poi in Francia e Danimarca; nel 1935 si recò nell’Unione Sovietica, tornò in Francia e in Svizzera, passò successivamente in Finlandia e, nel 1941, si stabilì negli Stati Uniti. Durante gli anni dell’emigrazione e della lotta antifascista fu in prima fila nella denuncia contro il nazismo, nelle manifestazioni di solidarietà per i popoli minacciati dal fascismo e nella campagna[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 234

Brano: [...]tisti, si trovò vivamente impegnata col proprio lavoro al fianco delle forze rivoluzionarie, per la rinascita di una Germania nuova e più democratica. Il paesaggio culturale di questo periodo fu senza alcun dubbio uno dei più ricchi e creativamente fervidi.

Nello stesso periodo si costituì la Novembèrgruppe, che riuniva gli artisti e gli architetti d’avanguardia; Walter Gropius fondò i! Bauhaus; Erwin Piscator realizzò il suo teatro politico; Bertolt Brecht (v.) cominciò a scrivere le sue poesie e

i suoi primi drammi; Ernst Toller

Otto Dix: I sette peccati capitali (1933)

dedicò il suo capolavoro, l'Uomo massa, « ai proletari »; Arnold Zweig pubblicò i suoi libri contro la guerra; Thomas Mann il suo grande romanzo La montagna incantata; Alfred Dòblìn, il suo Berlin Alexanderplatz; e mentre Heinrich Mann continuava la sua requisitoria antiborghese, tutta una letteratura di tipo documentario (il reportage sociale) si affermava come vero e proprio genere nuovo.

Si notò insomma, aH’interno dell’espressionismo nato come « protesta dei sen[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 586

Brano: [...] 1922, tornato a Parigi, collaborò alla rivista « Clarté » di Henri Barbusse, realizzando per essa una serie di xilografie a commento di opere di fìomain Rolland e Charles de Coster.

Dal 1937 le sue illustrazioni incominciarono ad apparire anche sul « Ce Soir » diretto da Louis Aragon. Nel 1939, al momento dello scoppio della Seconda guerra mondiale, Masereel stava allestendo a Parigi la stenografia di « Terrore e miseria del Terzo Reich » di Bertolt Brecht. Rifugiatosi sui Pirenei per sfuggire alla cattura dei nazisti, continuò a lavorare riprendendo con nuovo vigore le tematiche delle sue opere precedenti: la sua esperienza della guerra 191418 potè riflettersi nel drammatico ciclo di disegni « Danza macabra» del 1941. Nel 1944, a Berna, pubblicò la serie di tavole « La terra sotto il segno di Saturno ».

Anche le sue opere del secondo dopoguerra furono cariche di spunti antifascisti: si ricordino il ciclo di xilografie Ecce Homo, la serie L’Apocalisse del nostro tempo e i Cavalieri dell’Apocalisse (195354), evocazioni delle contraddizioni so[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 98

Brano: [...]io De Sica, Cesare Zavattini, Luchino Visconti come promotori del dramma sociale nel cinema). II movimento si riconobbe tuttavia in fenomeni analoghi che si erano svolti in tutto il mondo e che riaccesero in Italia un nuovo dibattito, una grande fiducia, un prezioso patrimonio di speranze. Il pensiero russo di Nikolaj Cernyscevskji e di Bielinskj, l'affermazione di una tradizione nazionalepopolare in Antonio Gramsci, il teatro anticapitalista di Bertolt Brecht (v.) e gli scritti filosofici di Gyorgy Lukacs (v.) furono il supporto di un fermento di idee e della produzione di opere che diventarono protagoniste della cultura partecipe delle battaglie per la pace e la democrazia avanzata negli anni del grande tentativo di restaurazione del capitalismo e deH’imperialismo (19481956). I temi della lotta contro la guerra atomica, per la difesa delle fabbriche contro la ristrutturazione capitalistica, per la distruzione del latifondo e la conquista della terra divennero contenuti di pittori da Renato Guttuso (v.) a Ernesto Treccani, da Gabriele Mucchi ad Ar[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 113

Brano: [...]i, con l'apertura di nuove scuole, biblioteche ecc.. Negli anni in cui in Europa il nazifascismo elevava la soppressione della libertà individuale a sistema di governo, gli Stati Uniti diventavano per gli uomini di cultura europei la « terra della libertà ». L’emigrazione dai paesi fascisti portò negli Stati Uniti centinaia di letterati, studiosi, umanisti, musicisti, scienziati (tra cui Thomas Mann, Sigmund Freud, Arturo Toscanini, Bela Bartok, Bertolt Brecht, Gaetano Salvemini). Alcuni di essi, come Einstein e Fermi, contribuiranno in misura determinante a dare agli U.S.A., per un’intera epoca storica, il primato nel campo della

fisica moderna e conseguentemente in campo atomico.

Verso la fine del 1938 il New Deal poteva dirsi praticamente concluso. Il potere dei monopoli si presentava quanto mai saldo: nel 1938 poco più del 4% delle imprese controllava circa I'87% dei capitali a« mericani.

A. D. P

Nibbiano, Rappresaglia di

In seguito allo scontro avvenuto il

31.7.1944 tra un gruppo di partigiani e un reparto di nazifascisti in [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 66

Brano: [...]tici.

Se infatti l’arte sovietica si dichiarava unica erede della grande arte del passato, nasceva il problema di un rapporto con l’altro erede diretto di quel patrimonio storico: il “modernismo” occidentale. La cultura sovietica non poteva certo associarsi alla violenta repressione che Hitler stava conducendo contro i prodotti “degenerati” dell’arte moderna, né riuscì a far proprie le visioni di aperto interscambio che il realismo critico di Bertolt Brecht (v.), Otto Dix, Georg Grosz e altri artisti occidentali avevano instaurato con le vicende dell’avanguardia. La soluzione, semplicistica e anche più funzionale al potere in U.R.S.S., fu perciò quella di ignorare totalmente i prodotti della cultura e dell’arte contemporanea occidentale, imponendone autoritariamente l’ignoranza. La strada intrapresa condusse così il mondo culturale sovietico nel vicolo cieco della critica accanita verso ogni aspetto dell’arte e della cultura dell’Occidente: la falsa alternativa posta da Radek condusse non soltanto a ignorare in U.R.S.S. l'esistenza di Joyce, ma [...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Bertolt Brecht, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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