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Il segmento testuale Benedetto Croce è stato estratto automaticamente da un complesso algoritmo di KosmosDOC di tipo "autogeno", ossia sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 306Analitici, di cui in selezione 15 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Analitici)


da p. t., La battaglia delle idee. [recensione a] Benedetto Croce, Per la storia del comunismo in quanto realtà politica, Bari, Laterza, 1943-XXI in KBD-Periodici: Rinascita - Mensile ('44/'62) 1944 - numero 1 - giugno

Brano: La battaglia delle idee
BENónarro CROCE, Per la storia del comunismo in quanto
realtà politica. Bari, Laterza, 1943 XXI.
Premetto che recensire questo scrittarello è cosa alquanto
penosa; ma non ostante ciò sentiamo dovere di farlo pro
prio nel primo numero di questa nostra pubblicazione. E penoso che un uomo della fama di Benedetto Croce metta i lettori d'un suo lavoro nella condizione di dovergli ripetere le parole beffarde con le quali il massimo nostro poeta cavalleresco sentì accogliere l'opera sua. Quale altro giudizio ,però si può dare di questa raccolta di asserzioni esposte, sì, con molta boria e con molte pretese, ma cbe tuti al più inducono al sorriso chiunque abbia una conoscenza qualsiasi, non diciamo delle correnti moderne del pensiero politico e sociale, ma anche solo dei fatti principali della storia dell'ultimo cinquantennio? Non è possibile uña storia del comunismo 7 E perché ? Prima di tutto è possibilissimo[...]

[...]n confronta le rivendicazioni formulate dai classici del comunismo critico all' inizio del movimento, con le realizzazioni sovietiche (e perchè servirsi di sospettissime fonti inglesi e americane per giudicare 1' Unione sovietica, quando sono a tutti accessibili le fonti sovietiche?), per convincersi che si tratta proprio, in condizioni storiche che concretamente nessuno poteva prevedere, dell'affermqzione e del trionfo di quel movimento? Povero Benedetto Croce, costretto a sentirsi ripetere la storiella dello zoologo che posto davanti alla giraffe vivente, e poichè le forme di quell'animale non corrispondevano agli schemi suoi cervellotici, si ritirò sdegnato esclamando : — Sostengo che questo animale non può esistere I La società socialista che oggi esiste nell'Unione sovietica fornisce precisamente la prova che il superamento non già di ogni contraddizione in un'assurds e impossibile uniformità di sentimenti, di concetti e di bisogni, ma semplicemente' il superamento delle contraddizioni interne che generano l'anarchia del mondo capitalistico e l[...]

[...]la famiglia che egli liberamente si forma, e ai suói compagni di lavoro, di sofferenze e di lotta per la costruzione di un mondo nuovo, — creando insomma, per concedere alla terminologia dell' autore, una forma più elevata di libertà. Il a conato nel vuoto s è quello di chi argomenta. fuori della realtà e fuori della storia, aridamente rimestando sofismi e luoghi comuni di cui e la realtà e la storia già si sono incaricate di fare piazza pulita. Benedetto Croce ha avuto, come campione della lotta contro il marxismo, una curiosa situazione di privilegio, nel corso degli ultimi venti ;nni. Egli ha tenuto cattedra di questa materia, istituendosi così tra lui e il fascismo un aperta collaborazione, prezzo della facoltà che gli fu concessa di arrischiare ogni tanto una timida
frecciolina contro il regime. L'aver accettato questa funzione, mentre noi eravamo forzatamente assenti e muti, o perche al bando del paese o perché perseguitati fino alla morte dei nostri migliori, è una macchia di ordine morale che non gli possiamo perdonare e ch' egli non riusci[...]



da Libri ricevuti in KBD-Periodici: Belfagor 1980 - novembre - 30 - numero 6

Brano: [...]via uno strumento prezioso perché mette a disposizione di specialisti e non un abbondante materiale che testimonia la fecondità del metodo e la pluralità delle tendenze e delle aree di ricerca. (ALFONSO PAOLELLA).
MASSIMO MILA, Wolfgang Amadeus Mozart, Pordenone, Studio Tesi, 1980, pp. 180.
Ernesto Ragionieri (di), BIBLIOGRAFIA DEGLI SCATTI, Istituto Ernesto Ragionieri, Firenze, Olschki, 1980, pp. 152.
GENNARO SASSO, La « Storia d'Italia » di Benedetto Croce. Cinquant'anni dopo, Napoli, Bibliopolis, 1979, pp. 106. Questo libretto di Sasso consta di due parti: la prima è la conferenza che l'A. lesse all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli nel novembre 1978, la seconda (Intorno ad alcuni giudizi di Croce sul fascismo) è una postilla in cui si risponde ad alcune obiezioni che furono mosse a quella conferenza. Qui non si può rendere giustizia a tutta una serie di appunti di lettura, che divergono fortemente dalla comune opinione sulla Storia d'Italia di Croce e aprono, cosí, nuove coordinate di ricerca. Si deve tuttavia osservare ch[...]

[...] di ricerca. Si deve tuttavia osservare che sempre piú rilevante risulta lo sforzo tenace di studio e di approfondimento, che il Sasso va conducendo da
748 LIBRI RICEVUTI
quasi vent'anni, del pensiero crociano. Al di là delle negazioni polemiche, ma al di là anche delle imbalsamazioni rituali, lo studioso ha tentato (e, in buona parte, è riuscito a compiere) un bilancio storicocritico dell'opera di un pensatore complesso come Croce (si pensi a Benedetto Croce. La ricerca della dialettica, Napoli 1975), una sua intensa problematizzazione, una lettura condotta non secondo moduli valutativi estranei, ma pur sempre filtrandola attraverso la conoscenza profonda dei moti della coscienza europea di questo secolo. Questo sforzo si avverte anche nella presente lettura della Storia d'Italia, in cui l'A. mette alla prova della diretta interpretazione del testo il metodo d'analisi della storiografia crociana, che egli ha piú volte esposto e chiarito. Tale storiografia deve essere intesa « come un'articolazione concreta, e di volta in volta specificata, della [...]



da Libri ricevuti in KBD-Periodici: Rinascita - Mensile ('44/'62) 1944 - numero 1 - giugno

Brano: Libri ricevuti
ETTORE SETTANNI, Col Sole a Spalla. Canto dell' Armata Rossa. a Unità s, Napoli, 1944.
FAUSTO NIc0LINI, Benedetto Croce. Vita intellettuale. L'eru dito. Napoli, G. Cacciavillani, 1944.
FEDERICO PERstco, Le rappresentanze politiche e amministrctive. Napoli, Mario Fiorentino (Edizioni Gufo) 1943.
ALFREDO PARENTE, Il pensiero politico di Benedetto Croce e il nuovo liberalismo. Napoli, Artigianelli, 1943.
CONFEDERAZIOME ITALIANA DEI LAVORATOTI, Orientamenti programmatici. Quaderno N. I. Edizioni de a Il Domani sociale s.
DON LUIGI STURZO, La libertà in Italia. Quaderni di attualità a cura del Partito democratico cristiano, 1. Napoli, Morano, 1943.
G. STUART MILL, La libertà. Edizione del a Pensiero sociale s.



da [I Documenti del convegno. Appunti per le relazioni e Comunicazioni] R. Dal Sasso, Il rapporto struttura-poesia nelle note di Gramsci sul decimo canto dell'Inferno in Studi gramsciani

Brano: [...]mo, soprattutto, avevano suscitato in lui, tanto piú che lo ricordava come un uomo moderno, schierato sulla medesima trincea della sua battaglia culturale e morale: « Mi pareva che tanto io come il Cosmo, come molti altri intellettuali del tempo (si può dire nei primi quindici anni del secolo), ci trovassimo su un terreno comune che era questo: partecipavamo in tutto o in parte al movimento di riforma morale e intellettuale promosso in Italia da Benedetto Croce, il cui primo punto era questo, che l'uomo moderno può e deve vivere
1 L. C., p. 125.
2 L. C., p. 1145.
Rino Dal Sasso 129
senza religione e si intende senza religione rivelata o positiva o mitologica o come altrimenti si vuol dire ».
Le ultime pagine della Vita di Dante di Cosmo indicano invece come il suo autore si sia allontanato di molto da quel « terreno comune » : indicano adesione a quanto di mistico vi è nel mondo dantesco e addirittura concludono con un'invocazione all'al di là. Il fatto che tali pagine siano, forse, state dettate da entusiasmo verso il « divino poeta » non nega[...]

[...]stesso ha fatto un mito, spesso senza comprenderlo nella lettera, una specie di icone mummificata, Gramsci contrappone la funzione rinnovatrice e moderna della classe operaia, la visione critica e scientifica di cui è portatrice.
5. Anche il crocianesimo aveva condotto una dura battaglia contro la_ « scuola storica », sulla base di una metodologia critica e dialettica. Era. logico quindi che, anche su questo terreno, Gramsci si incontrasse con_ Benedetto Croce. E comincia col chiedersi: il metodo crociano porta. a risultati migliori, anche nel caso particolare del X canto, della scuola storica? E cioè, ricostruisce con maggiore verità e aderenza il mondo, sensibile e storico del poeta, sa interpretare con maggiore rispetto il linguaggio stesso con cui si esprime? Nel caso del X canto, l'interpretazione crociana si differenzia dai precedessori? No. Come anche il De Sanctis, e come gli eruditi della scuola storica, se pure sulla base di diversi principi e metodologie, anche il Croce vede il X canto come il canto di Farinata, il canto dell'uomo di par[...]



da [Le relazioni] E. Garin, Gramsci nella cultura italiana in Studi gramsciani

Brano: [...]anni prima, del 17 agosto 1931, molto importante ai fini della determinanzione « dall’intrinseco » dei momenti dello sviluppo del suo pensiero. Ricordando i tempi in cui era allievo di Umberto Cosmo dichiara che, sebbene allora non avesse «precisato la sua posizione», aveva tuttavia il senso di trovarsi su un terreno culturale comune a molti : «partecipavamo in tutto o in parte al movimento di riforma morale e intellettuale promosso in Italia da Benedetto Croce, il cui primo punto era questo, che l’uomo moderno può e deve vivere senza religione e s’intende senza religione rivelata o positiva o mitologica o come altrimenti si vuol dire. Questo punto mi pare anche oggi il maggior contributo alla cultura mondiale che abbiano dato gli intellettuali moderni italiani, mi pare una conquista civile che non deve essere perduta» \

Senza dubbio era presente qui una polemica precisa contro una delle « crisi » periodiche a cui vanno soggetti gli intellettuali italiani; dopo la Conciliazione taluni « convertiti dell’idealismo crociano e gentiliano » avevano tr[...]

[...]to molto di buono, come ogni animo equo riconosce. Si avanzò col consenso e tra gli applausi della nazione... ». Nel ristampare queste pagine nel ’43 (il volume fu finito il 20 marzo del ’43) il Croce annotava : « L’autore... non intende punto sottrarsi alla taccia che... gli può essere data di facile ottimismo e di non sufficiente preveggenza politica » (cfr. N. Bobbio, Politica e cultura, Torino, 1955, p. 217 e sgg.; M. Abbate, La filosofia di Benedetto Croce e la crisi della società italiana, Torino, 1955, p. 221 sgg.).Eugenio Garin

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dubbio non era, ma che Gramsci, in quella commossa pagina in cui pianse la morte di uno dei pochi veri uomini nuovi, uni a De Sanctis e a Croce \ Tanto riuscì a influire, anche su una mente acutissima, il mito di un comune rinnovamento culturale avvenuto sotto il segno del nuovo idealismo.

D’altra parte proprio questo senso estremamente largo attribuito piuttosto a un orientamento culturale che a posizioni specifiche, deve rendere molto cauti nel tentativo di sottolineare in Gramsci il momento o l’aspett[...]



da Cesare Luporini, La metodologia del marxismo nel pensiero di Antonio Gramsci in KBD-Periodici: Nuovi Argomenti 1958 - 1 - 1 - numero 30

Brano: [...]uo determinato metodo e costruisce una sua determinata scienza » (3). Farli oggetto di studio e di svolgimento non vi é dubbio che sarebbe cosa da incoraggiarsi e, voglio aggiungere, quel clima filosofico odierno in cui respirano, anche nel nostro paese, buona parte delle giovani generazioni degli specialisti di filosofia, dovrebbe essere a ciò particolarmente favo
(2) Op. cit., p. 90.
(3) A. GRAMSCI, II materialismo storico e la filosofia di Benedetto Croce, p. 136. II passo è, caratteristicamente, citato da Ludovico Geymonat nel saggio Caratteri e problemi della nuova metodologia (in Saggi di filosofia neorazionalista, Torino, 1953, pp. 7374).
LA METODOLOGIA DEL MARXISMO 183
revole. Indubbiamente quegli spunti sono indicativi di alcuni fra gli interessi più originali di Gramsci (4). Essi tuttavia non sono isolabili, se li si vuole intendere e non fraintendere, se non si vuole commettere cioè una sopraffazione intellettuale, dalla metodologia del marxismo come vive ed opera in Gramsci: cioè del procedimento effettivo con cui egli elabora i con[...]

[...]e del filosofo la quale contiene una risposta a quell'atteggiamento. Si tratta proprio del « filosofo », non in un senso generico, ma nel senso professionale. Gramsci, che è stato critico così severo ed acuto della storia della filosofia elaborata, come avviene tradizionalmente, sulla linea dei «filosofi individuali » e della successione dei loro sistemi, non manifesta per il filosofo professionale il disprezzo pregiudiziale di cui si compiacque Benedetto Croce. Al filosofo professionale, o « tecnico », egli assegna una parte precisa; esso « ha nel campo del pensiero — dice Gramsci — la stessa funzione che nei diversi campi scientifici hanno gli specialisti » (8). Conoscenza dello stato dei problemi, del loro sviluppo fino a lui, del punto in cui vanno ripresi, come accade, o dovrebbe accadere, per ogni specialista. Ma il suo compito più specifico appare la riduzione dei procedimenti del pensiero a « omogeneità », « coerenza gicità ». Sotto tale riguardo, osserva Gramsci, «non sarà esatto
(6) Philosophie als strenge Wissenschaft, in «Logos» I (1910[...]



da Eugenio Garin, Gramsci nella cultura italiana in KBD-Periodici: Nuovi Argomenti 1958 - 1 - 1 - numero 30

Brano: [...]ra di due anni prima, del 17 agosto 1931, molto importante ai fini della determinazione « dall'intrinseco » dei momenti dello sviluppo del suo pensiero. Ricordando i tempi in cui era allievo di Umberto Cosmo dichiara che, ' sebbene allora non avesse precisato la sua posizione ', aveva tuttavia il senso di trovarsi su un terreno culturale comune a molti: « partecipavamo in tutto o in parte al movimento morale e intellettuale promosso in Italia da Benedetto Croce, il cui primo punto era questo, che l'uomo moderno può e deve vivere senza religione rivelata o positiva o mitologica o come altrimenti si vuol dire. Questo punto mi pare anche oggi il maggior contributo alla cultura mondiale che abbiano dato gli intellettuali moderni italiani; mi pare una conquista civile che non deve essere perduta » (4).
Senza dubbio era presente qui una polemica precisa contro una delle `crisi' periodiche a cui vanno soggetti gli intellettuali italiani; dopo la Conciliazione taluni « convertiti dell'idealismo crociano e gentiliano » avevano trovato che una cattedra val b[...]

[...] fatto molto di buono, come ogni animo equo riconosce. Si avanzò col consenso e tra gli applausi della nazione... ». Nel ristampare queste pagine nel '43 (il volume fu finito il 20 marzo del '43) il Croce annotava: « L'autore... non intende punto sottrarsi alla taccia che... gli può essere data di facile ottimismo e di non sufficiente preveggenza politica » (cfr. N. Boasto, Politica e cultura, Torino 1955, p. 217 sgg.; M. ABBATE, La filosofia dì Benedetto Croce e la crisi della società italiana, Torino 1955, p. 221 e sgg.).
158 EUGENIO GARIN
Gramsci, insomma, anche quando giunse a una posizione apertamente critica, e ormai del tutto staccata, non rinnegò mai, non solo una personale esperienza crociana, ma il valore permanente di certi temi, anche se poi « in questi fatti umani — per usare le sue parole — la concordia si presenta sempre... come una lotta e una zuffa ». E chi ricerchi, oltre gli « scarti », gli « elementi stabili e permanenti », e « il ritmo del pensiero in isviluppo... più importante delle singole affermazioni casuali o degli afori[...]



da Giudizi di Antonio Gramsci su Benedetto Croce in KBD-Periodici: Rinascita - Mensile ('44/'62) 1944 - numero 1 - giugno

Brano: LA RINASCITA 7
Giudizi di Antonio Gramsci su Benedetto Croce t
Casa Penale di Turi, 13 aprile 1932
Quando avrò letto il libro del Croce sarò molto contento di esserti utile, scrivendoti qualche nota critica in proposito, non una recensione compiuta; come tu desideri, perché sarebbe difficile da buttar giù così all' improvviso. Del resto ho già letto i capitoli introduttivi del libro, perché già apparsi in opuscolo indipendente qualche mese fa e posso già da oggi incominciare a fissarti alcuni punti che ti potranno essere utili per fare delle ricerche, e informarti meglio, se vuoi dare al tuo lavoro una certa organicità e qualche ampiezza. La prima qu[...]



da Vittorio Lanternari, Scienze religiose e storicismo: note e riflessioni in KBD-Periodici: Nuovi Argomenti 1960 - 1 - 1 - numero 42

Brano: [...]confronta
SCIENZE RELIGIOSE E STORICISMO: NOTE E RIFLESSIONI 95
con la situazione estremamente individualistica degli studi fuori d'Italia è, in prospettiva storica, il risultato di una tradizione culturale ormai maturata attraverso esperienze ben più vaste di quanto non sia il campo delimitato della disciplina vista in s6 stessa. In sostanza la moderna Storia delle Religioni in Italia discende dalla tradizione culturale che ha il suo nome in Benedetto Croce: che ha bevuto indubbiamente a fonti ancor più moderne — Gramsci, sia pure indirettamente é un nome importante per vari dei suoi cultori —: in una parola, la tradizione da cui discende tale storia delle religioni é quella del libero pensiero moderno, che il suo primo capostipite riconosce in Giambattista Vico, e che — per merito del Pettazzoni — ha fatto breccia nel campo delle religioni. Infatti é ben nota la posizione indifferente e agnostica del Croce nel campo della scienza religiosa. Pertanto la moderna Storia delle Religioni rappresenta un radicale ampliamento d'orizzonte della stessa s[...]



da Recensione di Riccardo Bruscagli a Giovanni da Pozzo, L'ambigua armonia. Studio sull'Aminta del Tasso in KBD-Periodici: Belfagor 1984 - 3 - 31 - numero 2

Brano: [...]

RECENSIONI

possibilità della doppia edizione delle opere, una presso Einaudi l’altra presso Laterza, le preferenze di Croce furono per la prima, diretta dall’« azionista » Muscetta, mentre non risparmiò critiche a quella della « sua » casa editrice, che doveva essere diretta da Russo, reduce dalla Russia bolscevica, e alla quale doveva collaborare il « comunista » Ernesto Ragionieri (da questo punto di vista sono interessanti le Lettere di Benedetto Croce a Manlio Ciardo, Bologna, Li Causi Editore, 1983 1).

Il lavoro di Daniela Coli contribuisce a meglio conoscere un periodo decisivo della storia non solo intellettuale italiana, ma anche a delineare un’immagine di Croce, come anche altri epistolari mostrano, meno fiduciosa e ottimistica di quanto le grandi opere non lascino trasparire. Non negli ultimi anni della sua vita ma nel 1929, recensendo il libro del Frànkel che lo riguardava, osservò: « Si può essere, come sono io, rinserrato e stretto per ogni parte dai concetti e dalle argomentazioni che mi vietano di affermare altro che non sia [...]


successivi
Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Benedetto Croce, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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