→ modalità contesto
modalità contenuto
INVENTARICATALOGHIMULTIMEDIALIANALITICITHESAURIMULTI
guida generale
CERCA

Modal. in atto: CORPUS OGGETTOdisattiva filtro SMOG

Legenda
Nodo superiore Corpus autorizzato

NB: le impostazioni di visualizzazione modificabili nel pannello di preferenze utente hanno determinato un albero che comprende esclusivamente i nodi direttamente ascendenti ed eventuali nodi discendenti più prossimi. Click su + per l'intero contenuto di un nodo.

ANTEPRIMA MULTIMEDIALI

Il segmento testuale Atti è stato riconosciuto sulle nostre fonti cartacee. Questo tipo di spoglio lessicografico, registrazione dell'uso storicamente determinatosi a prescindere dall'eventuale successivo commento di indirizzo normatore, esegue il riconoscimento di ciò che stimiamo come significativo, sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro, senza obbligatoriamente avvalersi di vocabolarii precedentemente costituiti.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 45Analitici , di cui in selezione 2 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: CORPUS OGGETTO). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Analitici)


da Giorgio Valgimigli, Concetto Marchesi, amico di casa Valgimigli in KBD-Periodici: Belfagor 1980 - marzo - 31 - numero 2

Brano: [...]o, è dolciastro, essendo sangue. Strappatelo, mangiatelo, saziati.
ARIODANTE MARIANNI
CONCETTO MARCHESI, AMICO DI CASA VALGIMIGLI
Limitare il discorso all'aneddoto? Mi sembrerebbe di diminuire una figura come quella. Ma di Concetto Marchesi maestro di scuola, studioso, scrittore, politico, altri, ben altri, hanno parlato e scritto. Sarà dunque necessario, in occasione di una conversazione come questa qui a Messina, collegare ricordi minimi a fatti grandi, senza aver la pretesa di far storia ma di parlare semplicemente dell'affetto che ci ha legato per tanti anni e che non è mai venuto meno.
Entro, ogni giorno e piú volte al giorno, nel mio studio, e all'altezza dell'occhio trovo il suo sorriso. Non c'è dedica nella fotografia, ma pare che Marchesi non abbia mai fatto dediche. Guardandolo penso alle parole di Renato Guttuso: « Era cosí malinconico e fiero. Un patriarca siciliano nelle cui vene pulsava il sangue del presente ». Belle e vere parole. Ma Marchesi era anche un allegro compagno di stramberie e di giocosità.
La sua conoscenz[...]

[...]all'amico.
Di Marchesi compagno di gite, di passeggiate, ne ha fatto un ritratto gustosissimo mio padre ne « La strada la bisaccia e la pipa » nel Mantello di Cebète.
Sono stati espressi sul carattere di Marchesi giudizi contrastanti. Ma l'aspetto esterno era sempre, nei desinari di casa nostra e nelle nostre gite in montagna, allegro. E tuttavia si avvertiva piú che lo scetticismo il dubbio di cui tante sue pagine sono permeate. Parla di Togliatti uomo di cultura, e di sé dice: « ... han fatto di me per tanti anni dalla cattedra universitaria piú un seminatore di dubbi che un annunziatore di verità... » (SP, p. 337).
Scatti di impazienza e di malumore certamente ne ha avuti, e molti ce li riferisce Ezio Franceschini in quel suo recente volume che avrò spesso occasione di citare e che è, pur con qualche inevitabile inesattezza ed interpretazione soggettiva, un documento fondamentale per la storia e la conoscenza di Marchesi. C'è l'episodio Anti, per esempio, che mi ha colpito profondamente: Anti era stato Rettore dell'Università di Padova dal '32 al '43. Durante il suo rettorato numerose furono le prove non diciamo di tolleranza ma di difesa, di amicizia, nei confronti dei colleghi di fede politica diversa dalla [...]

[...]tori degli artisti degli scienziati » il 722° anno accademico. Inutile dire l'entusiasmo, la fredda determinazione di tutti noi presenti quando egli fisicamente allontanò le camicie nere armate che volevano presidiare l'Aula Magna. Rivedo con commozione la fotografia di quello storico e tumultuoso momento, il volto duro di mio padre alle spalle di Marchesi. Inutile dire l'effetto che fece il suo appello agli studenti del dicembre '43. Son tutti fatti e documenti ben noti, ma non dispiacerà la testimonianza commossa di chi a quei fatti assistette.
VARIETA E DOCUMENTI 205
Amava dire, e talvolta era la franca risata, « ... coltivare il sorriso... » (SP, p. 101). E mio padre: « ... diffida degli uomini che non ridono... ». Le risate piú belle erano allo scopone. Marchesi stesso ne parla nel Il libro di Tersite ma la descrizione che ne fa il babbo, « Giochi e giostre del settebello », in Carducci
allegro (p. 247) è quanto mai efficace (poche pagine dopo c'è un giudizio su di me: « Al mio figliolo io, come padre dabbene, qualche cosa ho cercato di insegnare; ma, almeno da me, questa sola ha imparato, a giocare a scopone »: no[...]

[...]pono ogni tre passi, Cazzaniga ricordava tutto di Messina. E sembrava fosse stato (e forse era veramente stato) l'anno piú bello della loro vita. « ... il Barbi, ti ricordi il Barbi?... e Marchesi? quella volta che lo accompagnaste tutti a fare l'esame di medicina legale e parlammo di Tacito e di Seneca e fini che gli diedi la lode... ».
Luigi Russo in un Ricordo di Concetto Marchesi (« l'Unità » 15257) parla dell'amicizia fra Marchesi e il sor Attilio, oste in Trastevere. Ed io potrei ricordare il sor Gino, oste toscano a Padova, dove per anni Marchesi prese i pasti quotidiani e dove molte volte con il babbo o anche da solo io fui attento commensale davanti al fiasco di ottimo Chianti. E potrei ricordare il suo tratto con la gente semplice, lo stradino, il portiere, il bidello del Liviano, Attilio Agostini che tanta parte ebbe nel periodo del rettorato tenuto sotto il tallone tedesco.
VARIETÀ E DOCUMENTI 207
E ancora potrei raccontare una fredda e nevosa giornata del febbraio '48 nella quale, raggiunto a Cremona dalla notizia di una grave malattia di Marchesi (un flemmone del collo, d'origine sconosciuta) mi precipitai a Padova per vederlo ed essere vicino a mio padre (il babbo aveva bisogno dell'amico medico in casi come questi e cosí è stato in altre occasioni) e trovai Marchesi disteso nel letto d'ospedale, con il collo avvolto da bende da cui uscivano tubicini di drenaggio, ma con l'occhio vigile e affettuosamente grato della mia visita. Fu un momento assai brutto e non solo il mio occhio di relativamente giovane chirurgo lo vide tale.
Delle poche lettere personali ho poco da dire. Il 23 gennaio del '48, poco prima della malattia[...]

[...]gno dell'amico medico in casi come questi e cosí è stato in altre occasioni) e trovai Marchesi disteso nel letto d'ospedale, con il collo avvolto da bende da cui uscivano tubicini di drenaggio, ma con l'occhio vigile e affettuosamente grato della mia visita. Fu un momento assai brutto e non solo il mio occhio di relativamente giovane chirurgo lo vide tale.
Delle poche lettere personali ho poco da dire. Il 23 gennaio del '48, poco prima della malattia mi scriveva: « ... E ne son passati degli anni: lunghi e pesanti che hanno spezzato in due la nostra vita. Ma se l'amicizia di coloro che ci furono e ci sono diletti, ci conserva ancora il sorriso e l'affetto di una volta, abbiamo conservato il meglio delle nostre esistenze..: ». Gli diedi notizia della mia nuova posizione ospedaliera, mi rispose: « ... penso che costà, presso le sorgenti ristoratrici dei grossi mediatori lombardi (ero diventato primario chirurgo dell'ospedale di Darfo Boario Terme) possa esserci anche qualche sperduta locanda
o osteria dove io abbia modo di trascorrere una[...]

[...]ll'ultima lettera scritta al babbo (L. 10157) scriveva « caro Manara, qua siamo: o meglio 'Ca semo': motto consueto agli anziani di Sicilia per attestare con mirabile semplicità la loro presenza alla vita ». E questo « ca semo » si fonde, per me, con l'ultima parola raccolta: oichomai, me ne vado.
GIORGIO VALGIMIGLI
Nel corso di questa conversazione messinese del dicembre '78 mi riferivo a: IGINIO DE LUCA, Corrispondenza MarchesiValgimigli, in Atti del Convegno di studi a cura del Circolo culturale Carlo Cattaneo, Vilminore di Scalve 2223 maggio 1976, in corso di pubblicazione presso Scheiwiller, Milano (le lettere citate con la data preceduta dalla lettera L si trovano nel testo integrale in questa pubblicazione); CONCETTO MARCHESI, Scritti politici, Roma, Editori Riuniti, 1958 (abbreviazione SP); Ezio FRANCESCHINI, Concetto Marchesi, Padova, Antenore, 1978 (abbreviazione CM); C. MARCHESI, Il libro di Tersite, Milano, Mondadori, 1950 (abbreviazione Tersite); MANARA VALGIMIGLI, Giosuè Carducci cinquant'anni dopo la morte, « Atti Istitut[...]

[...] Scheiwiller, Milano (le lettere citate con la data preceduta dalla lettera L si trovano nel testo integrale in questa pubblicazione); CONCETTO MARCHESI, Scritti politici, Roma, Editori Riuniti, 1958 (abbreviazione SP); Ezio FRANCESCHINI, Concetto Marchesi, Padova, Antenore, 1978 (abbreviazione CM); C. MARCHESI, Il libro di Tersite, Milano, Mondadori, 1950 (abbreviazione Tersite); MANARA VALGIMIGLI, Giosuè Carducci cinquant'anni dopo la morte, « Atti Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti », 195556, tomo cxiv, pp. 195198.



da Giovanni Battista Bronzini, Varietà e documenti. Togliatti e i canti popolari [scritto del 1953, per metà inedito [quadre nel testo]] [e trascrizione documento di Rocco Scotellaro [quadre di catalogo]] in KBD-Periodici: Belfagor 1980 - luglio - 31 - numero 4

Brano: VARIETÀ E DOCUMENTI
TOGLIATTI E I CANTI POPOLARI
[scritto del 1953, per metà inedito]
Tra le annotazioni di canti popolari e dialettali e altro materiale d'interesse demologico trovato fra le carte inedite di Rocco Scotellaro e affidatomi per la pubblicazione da Rocco Mazzarone (l'amico intimo e custode intelligente della sua memoria e della sua produzione) c'è un dattiloscritto di otto cartelle intitolato Togliatti e i canti popolari, che merita di essere presentato e commentato a parte, in quanto rientra nella produzione critica del nostro.
La prima parte (fino al distico « E hanno attentato a Togliatti, / il capo dei lavoratori ») apparve su « Vie Nuove », otto mesi dopo la morte di Scotellaro, nel n. 35 del 5 settembre 1954 (annata ix), p. 17, col titolo Uno scritto inedito di Rocco Scotellaro.
Questo « interessante studio inedito » di Scotellaro, come si legge nella presentazione redazionale dell'articolo, era stato redatto « a suo tempo per `Vie Nuove' ». Per la precisione, esso deve essere stato commissionato a Scotellaro per il fascicolo dell'anno precedente dedicato a Togliatti in occasione del suo sessantesimo compleanno (vIII, 1953, n. 13, 29 marzo 1953), che s'intitola appunto Pal[...]

[...]su « Vie Nuove », otto mesi dopo la morte di Scotellaro, nel n. 35 del 5 settembre 1954 (annata ix), p. 17, col titolo Uno scritto inedito di Rocco Scotellaro.
Questo « interessante studio inedito » di Scotellaro, come si legge nella presentazione redazionale dell'articolo, era stato redatto « a suo tempo per `Vie Nuove' ». Per la precisione, esso deve essere stato commissionato a Scotellaro per il fascicolo dell'anno precedente dedicato a Togliatti in occasione del suo sessantesimo compleanno (vIII, 1953, n. 13, 29 marzo 1953), che s'intitola appunto Palmiro Togliatti compie sessant'anni. In una sezione di questo fascicolo (pp. 1115), sotto il titolo In tutti i dialetti d'Italia il popolo canta Togliatti, furono presentati canti dialettali (non tutti, in verità, anche popolari) di varie regioni italiane composti su Togliatti. Non vi trovò posto il saggio di Scotellaro con i canti lucani da lui raccolti o trascritti, che si distingueva per impostazione critica e per originalità di documentazione, sí che meritava di essere pubblicato a solo, come fu fatto l'anno successivo.
Lo scritto è importante, prima che demologicamente in senso stretto e forse piú, come testimonianza personale del poeta nel suo ruolo di coproduttore di poesia popolare. Senza frange erudite e prolegomeni accademici, egli centra súbito e discute il momento creativo non della poesia popolare in generale, che negli anni Cinquanta — si noti — non [...]

[...]ologicamente le individualità (identificabili anche quando non sono personalità) che formano la comunione o che compongono in comune; non rinnegando, come spesso si faceva e si fa astoricamente, il ruolo della borghesia intellettuale nella formazione della cultura popolare.
Tale ruolo, che le va riconosciuto sia in male che in bene, ha una duplice e opposta finalità a seconda del rapporto economico e sociale ch'essa ha col proletariato. Può, infatti, rispondere a fini di strategia padronale, come è il caso, sembra, di certa produzione drammatica di fabbricazione mezzadrile del tipo dei maggi toscani, che, rievocando il mondo feudale, favorivano la conservazione di certi aspetti servili di esso, ma di fatto si ponevano pure in contraddizione stridente con la realtà e sprigionavano germi contestativi 3.
Per l'altra finalità, la borghesia intellettuale persegue intenti di aperta denuncia dei bisogni delle classi subalterne e di partecipazione ideologica alle loro rivendicazioni. Questo è il caso, in parte, della stessa poesia scotellariana[...]

[...]zione di certi aspetti servili di esso, ma di fatto si ponevano pure in contraddizione stridente con la realtà e sprigionavano germi contestativi 3.
Per l'altra finalità, la borghesia intellettuale persegue intenti di aperta denuncia dei bisogni delle classi subalterne e di partecipazione ideologica alle loro rivendicazioni. Questo è il caso, in parte, della stessa poesia scotellariana ed anche, su un piano diverso, dei canti dialettali su Togliatti, che, non composti da contadini e operai (quelli da loro composti di solito non hanno credito e fortuna) o composti da essi in collaborazione con gli intellettuali, vengono cantati da contadini e operai come se fossero assolutamente propri. Cosí avvenne dei canti fatti a caldo dopo l'attentato a Togliatti del 14 luglio 1948.
Occupazioni delle terre, patto Atlantico, sparatorie della polizia contro i contadini ispirarono canti popolari lucani, il cui alto grado di dialettalità linguistica è forse spia di una relativamente maggiore partecipazione contadina alla creazione. Ma neppure in questi casi è esclusa la partecipazione della classe intellettuale locale.
La collaborazione creativa fra intellettuali e proletari è registrabile anche quando
2 G. B. BRONZINI, Kultur und Gesellschaft in den italienischen erzählenden Liedern, « Tagungsprotokoll der 9. Arbeitstagung der Kommission für Volksdich[...]

[...]borazione creativa fra intellettuali e proletari è registrabile anche quando
2 G. B. BRONZINI, Kultur und Gesellschaft in den italienischen erzählenden Liedern, « Tagungsprotokoll der 9. Arbeitstagung der Kommission für Volksdichtung der SIEF », hrsg. von R. W. Brednich, J. Dittmar, D. G. Engle, I. Kriza, Budapest, Ethnographisches Institut d. U.A.d.W. 1979, pp. 6165.
3 Cfr. S. Lo NIGRO, Genesi e funzioni dei « Maggi » drammatici in Toscana, « Atti del 40 convegno di studi sul folklore padano (Modena 1974) »: La drammatica popolare nella valle padana, Modena, Università del tempo libero 1976, pp. 533549; G. B. BRONZINI, Rito e letteratura dei Maggi, in corso di stampa negli « Atti » del convegno su « Il Maggio drammatico nell'area toscoemiliana », (Pisa 2628 maggio 1978).
Alan
VARIETÀ E DOCUMENTI 445
non è simultanea. $ il caso in cui il contadino od operaio poeta utilizza schemi sintattici, motivi tematici e ritmi musicali di canzoni d'autore. Ce ne dà una testimonianza Scotellaro, concludendo il suo saggio, con la composizione dello stagnino già attore di varietà.
I canti togliattiani, come quasi tutti i canti di soggetto politico, sono legati al personaggio e al momento in cui egli riscosse il maggior successo popolare, che coincise con gli anni in cui Togliatti manifestò viva l'urgenza di stabilire rapporti piú solidi fra intellettuali e masse contadine 4. La popolarità fruitiva di detti canti è conseguentemente, come di fatto è stata, di breve durata. La popolarità creativa, invece, non viene intaccata dalla brevità di uso; rimane un fatto acquisito. Ed è merito di Scotellaro di averlo intuito anche prima che noi prendessimo coscienza critica, per via scientifica (antropologica e linguistica) della cultura contadina come un modo di produzione, condizionato e omologabile, in parte, al processo di produzione economica, facendo salvi alcuni altri valo[...]

[...]tiva, invece, non viene intaccata dalla brevità di uso; rimane un fatto acquisito. Ed è merito di Scotellaro di averlo intuito anche prima che noi prendessimo coscienza critica, per via scientifica (antropologica e linguistica) della cultura contadina come un modo di produzione, condizionato e omologabile, in parte, al processo di produzione economica, facendo salvi alcuni altri valori e fattori che la teoria marxistica non considera.
GIOVANNI BATTISTA BRONZINI
Sul valore culturale e progressivo di alcune manifestazioni del folklore me ridionale molti si sono occupati in questi ultimi tempi impostando variamente la ricerca sui testi di poesie e canti popolari della piú diversa ispirazione religiosa, civile, carnascialesca, familiare, amorosa.
Il De Martino, tra gli altri studiosi, con una sua precisa sensibilità, ha ricercato i legami e le ragioni storiche di certe espressioni, ne ha analizzato l'ambiente sociale di persona attraverso quella che è stata chiamata « la spedizione in Lucania ».
Mentre è legittimo attendersi una sistemati[...]

[...]ro nome e cognome, anzi che porli, mentre vivono, nel registro degli ignoti solo perché può essere un comodo intellettuale di chi si occupa identificare nella singola persona l'anima collettiva.
Inoltre, proprio negli scritti del De Martino, si rileva una certa disattenzione per l'elemento già colto, per l'intellettuale, il piccolo borghese pervenuti all'adesione o all'aperta amicizia per i contadini e gli operai. Il lavoro progres
4 Vedi Togliatti e il Mezzogiorno dell'Istituto Gramsci, Sezione pugliese, 2 voll., « Atti del convegno tenuto a Bari il 234 novembre 1975 », a cura di Franco De Felice, Roma, Editori RiunitiIstituto Gramsci, 1977; in particolare G. DE GIOVANNI, Togliatti e la cultura meridionale, I, pp. 249308: 284285.
446 VARIETÀ E DOCUMENTI
sivo, di cui quegli elementi sono capaci, risulta come fatto accertato che occorre, pertanto, mettere in tutta evidenza.
Personalmente ho avuto tutta un'esperienza di chi ha « studiato » in molte di queste manifestazioni, generalmente definite popolari. E, volte a volte, mi sono trovato a essere sia principale autore sia semplice collaboratore con la modestia e l'orgoglio che dà il lavoro comune.
Si capisce che il carattere popolare di una qualsiasi creazione artistica sollecita un discorso ben diverso. Qui si vuole,[...]

[...]atore con la modestia e l'orgoglio che dà il lavoro comune.
Si capisce che il carattere popolare di una qualsiasi creazione artistica sollecita un discorso ben diverso. Qui si vuole, invece, parlare della fase creativa, di solito comune, ma spesso individuale.
Questa premessa è parsa opportuna nel presentare le canzoni e le poesie, quelle soltanto, naturalmente, che siamo riusciti a trascrivere, cantate e scritte in onore dell'On. Palmiro Togliatti in svariate circostanze della recente storia politica italiana.
Si sa come il dialetto, in genere, e, in un modo diverso, i tanti dialetti italiani operano una specie di frantumazione delle parole della lingua. Alcune parole vengono nell'uso comune masticate tanto da ricevere una conformazione inaspettata. Ciò si verifica, anche, per i nomi degli uomini politici, chi benedetto
e chi maledetto, che pure, con la radio, i giornali e la propaganda, sono continuamente detti e consacrati alla memoria.
Ma Roosevelt diventa, come si sa, Rosa Verde; Truman lo chiamano, con disprezzo, Trumone (botti[...]

[...] sa, Rosa Verde; Truman lo chiamano, con disprezzo, Trumone (bottiglia); Einaudi, in un paese lucano, significa « io e un altro » dalla pronunzia dialettale della parola « eie e naute »: per il nostro presidente non sia offesa affermare che quella pronuncia è, per noi, un'invenzione linguistica che spiega un fatto politico: la intelligente, liberale e aperta mentalità di un presidente in una repubblica clericale: appunto « io e un altro ».
Togliatti, nei paesi del Sud, è una delle parole, difficili in un certo senso alla lingua dialettale, che i contadini hanno imparato. Mentre De Gasperi è altrettanto difficile e addirittura non pronunziabile, i contadini riescono facilmente ad associare a Togliatti i nomi familiari alla lotta politica prima del fascismo: Nitti, Giolitti, a cui furono lungamente abituati.
De Gasperi si chiama in mille modi: Casciparro, per esempio, che è il nomignolo di una famiglia; o Gasparri in ricordo del cardinale famoso; o Caspro, De Caspro, Degà. (In Piemonte, a Dronero, qualcuno lo pronunzia: De Gaspèri.)
Il favore incontrato da Togliatti nel Mezzogiorno, oltre che a tutte le ovvie ragioni politiche, si deve in gran parte alla persona fisica e morale dell'uomo: i contadini trovano in Togliatti la persona dimessa e intelligente, consapevole
e ferma.
I primi segni di affetto e di stima, i piú commoventi, si notano nell'ambito
della vita familiare: vi si colgono i tratti di un'amicizia piú sentita e profonda
e vicina di quanto non sia la diversa partecipazione delle folle ai comizi.
Trammone Michele, un bracciante di 35 anni, con tre figli, al piú piccolo, che porta in braccio, presenta i suoi amici o semplici conoscenti in una maniera inconsueta: — Ecco questo è compagno di Togliatti — dice di uno. Il bambino chiude il pugno e sussulta sulle braccia. Per scherzo, a volte, Trammone dice:
VARIETÀ E DOCUMENTI 417
— E questo sta con Casciparro (De Gasperi). Il bambino resta imbambolato e scontroso, alza il pugno, poi abbraccia il padre.
Oltre che nei canti e nelle poesie popolari, nelle feste dell'ultimo dell'anno, di carnevale e in quelle piú intime dei battesimi e degli sposalizi, c'è sempre qualcuno che si alza per primo a chiedere, col bicchiere in mano, di parlare:
— Mando innanzi tutto — dice — un saluto al compagno Palmiro Togliatti e viva il Comunismo e i lavorato[...]

[...]À E DOCUMENTI 417
— E questo sta con Casciparro (De Gasperi). Il bambino resta imbambolato e scontroso, alza il pugno, poi abbraccia il padre.
Oltre che nei canti e nelle poesie popolari, nelle feste dell'ultimo dell'anno, di carnevale e in quelle piú intime dei battesimi e degli sposalizi, c'è sempre qualcuno che si alza per primo a chiedere, col bicchiere in mano, di parlare:
— Mando innanzi tutto — dice — un saluto al compagno Palmiro Togliatti e viva il Comunismo e i lavoratori, e viva gli sposi!
Si può — per chi lo vuole ad ogni costo — anche irridere a queste cose, ma la realtà, anche per un semplice cronista, di queste manifestazioni, è ben piú ricca di sentimenti e il volerli offendere o diminuire o irridere significa non comprenderli nel quadro dell'anima schietta e buona del popolo.
Allora può capitare la triste sorte che capitò alla polizia di Castellammare di Stabia, che volle intervenire contro i bambini di quella colonia estiva. I bambini, imperterriti, continuavano a cantare: « E con De Gasperi alla testa / non si mang[...]

[...]etta e buona del popolo.
Allora può capitare la triste sorte che capitò alla polizia di Castellammare di Stabia, che volle intervenire contro i bambini di quella colonia estiva. I bambini, imperterriti, continuavano a cantare: « E con De Gasperi alla testa / non si mangia la minestra ». E aggiungevano, fingendosi adulti e ripetendo i canti dei loro padri: « E con De Gasperi non si va, non si va / Noi che siam lavorator, lavorator / Vogliam Togliatti, capo del lavor ».
Dopo il 14 luglio i giovani braccianti di Irsina (Matera) in gruppi, propagandarono nei campi e nei paesi vicini, dove si recavano per le feste dei vari santi padroni [sic], una canzone che aveva un'aria e una cadenza dei cantici religiosi. Cominciava cosí, e pareva continuare una storia saputa, la storia di tutti gli attentati ai capi politici del socialismo, delle uccisioni e dei massacri, la storia recente delle persecuzioni: « E hanno attentato a Togliatti, / il capo dei lavoratori... ».
La commozione popolare per l'attentato del 14 luglio fu particolarmente intensa n[...]

[...] luglio i giovani braccianti di Irsina (Matera) in gruppi, propagandarono nei campi e nei paesi vicini, dove si recavano per le feste dei vari santi padroni [sic], una canzone che aveva un'aria e una cadenza dei cantici religiosi. Cominciava cosí, e pareva continuare una storia saputa, la storia di tutti gli attentati ai capi politici del socialismo, delle uccisioni e dei massacri, la storia recente delle persecuzioni: « E hanno attentato a Togliatti, / il capo dei lavoratori... ».
La commozione popolare per l'attentato del 14 luglio fu particolarmente intensa nella prima manifestazione « Togliatti è tornato » che si ebbe in occasione della Festa dell'Unità in Settembre a Roma.
Le delegazioni napoletane fecero agire « u pazziarello » che animò la festa del fuoco e del brio meridionale. E sorse, congiuntamente, una canzone a opera di impiegato statale: Roberto Mauro, cantata sul motivo di « Simmo e Napule, Paisà »:
JAMME TUTTE ADDU TOGLIATTE
Sul motivo « Simmo e Napule: Paisà »
I
Tarantella! 'a tempesta è passata
o sserene è turnate i' che ffeste 'imm'a fà. Tutti quanti uniti a Roma cu carrette e sciaraballe, c'a bandiera e sta città!
E Rumane gente 'e core c'accuglienza ci anna f[...]

[...] Napule, Paisà »:
JAMME TUTTE ADDU TOGLIATTE
Sul motivo « Simmo e Napule: Paisà »
I
Tarantella! 'a tempesta è passata
o sserene è turnate i' che ffeste 'imm'a fà. Tutti quanti uniti a Roma cu carrette e sciaraballe, c'a bandiera e sta città!
E Rumane gente 'e core c'accuglienza ci anna fà nuie venimme a tante fore e a Tugliatte 'immí a truvà.
Manduline, chitarre e ccanzone
e cumpagne cchiú buone cu nuie 'anna cantà.
Iamme a truvà a Togliatti iammece tutte quante
o Partite cchiú putente chistu cape add'a acclamà. Fra musiche e ccanzone
e tant'a rrobba bbona
nuie a Togliatte aimm'augurà
ça cient'anne adda campà.
448 VARIETÀ E DOCUMENTI
II
Tarantella! o quattordece e luglio
na mane assassina
nce 'o vuleve luvà;
ma Togliatte ch'è cchiú forte
a scunfitte pur'a morte
e o guverno sta a tremmà.
Nè De Gà, che te crerive
c'a partita se chiureva
quante cunte te facive
senza l'oste, sai pecché?
Pecché o popolo onesto e sincero
tuccate int'o core
à strillate accussi:
Nu tuccate a Togliatte
chist'ommo sta inte o core
nun [...]

[...]rte
a scunfitte pur'a morte
e o guverno sta a tremmà.
Nè De Gà, che te crerive
c'a partita se chiureva
quante cunte te facive
senza l'oste, sai pecché?
Pecché o popolo onesto e sincero
tuccate int'o core
à strillate accussi:
Nu tuccate a Togliatte
chist'ommo sta inte o core
nun ce pruvate ancora tutte o popolo italià. L'avviso mo a chi tocca c'a a collera pò sciocca nuie pe sta libbertà nce facimme subbissà.
Finalinn
Dicimmece Togliatti
al " nostro capo amato
ca sti faticature
son venute fine e ccà
per porgergli il saluto
d'o popolo cchiú e core
pe le dà na stretta e mane
e l'abbraccio 'e sta città.
In Lucania, durante le occupazioni delle terre, nelle soste dei lunghi percorsi e nelle pause del lavoro per tracciare i. solchi, un brindisi all'acqua diceva:
« Quánne si 'ncudene statte / quanne si martidde batte; / fauce e martidde, fauce e martidde / ama vence cò Togliatti (dobbiamo vincere con T.) ».
Quando, dopo l'approvazione del Patto Atlantico, il governo fece pervenire le prime cartoline rosa di preavviso di chiamata (una ne pervenne a un giovane già morto in guerra) cominciarono caute le prime proteste.
Altrove si era sparato sui contadini, c'erano stati morti e feriti (a Lavello per esempio, in provincia di Potenza), si era proceduto a frettolosi e sommari giudizi con severe condanne.
I contadini di un paese lucano inventarono, in quell'atmosfera gonfia di paura e di sdegno, una forma segreta di protesta. Un gruppo di persone bussando alle porte dei [...]

[...] giudizi con severe condanne.
I contadini di un paese lucano inventarono, in quell'atmosfera gonfia di paura e di sdegno, una forma segreta di protesta. Un gruppo di persone bussando alle porte dei contadini, divenne una gran folla che si trattenne a cantare fino all'alba: portavano le serenate, dissero ai carabinieri: « Hanne mannate le cartulline / cume se fossero pane e vine. / Nuie alla guerra nun ce sciame / ca vulime pace e pane. / E Togliatti dille forte / pace pace fin'a la morte ».
Nell'imminenza delle elezioni amministrative del Maggio 1952, a Tricarico correva una canzone di un giovane contadino, MariaMincuccio, che commentava il fatto, davvero straordinario, di due fratelli, già grossi affittuari, che improvvisamente decisero di investire i loro capitali nella gestione del principale caffè del paese.
Era una lunga cantilena monotona che suonava aspra rampogna per i due transfughi della terra: « Rocco e Michele, Michele e Rocco / chi l'amore ri li caramelle (per amore delle caramelle) / s'àane vennute le picurelle... (hanno [...]

[...]de nu poco de larde.
E risponne Giuseppe Romita: Ero malate ma sel guarite. E risponne Villabruna
E risponne Saragat: tene l'ucchie sta fortuna.
Agge cantato lu Magnificat Pe) risponne pure Tupini
guerra 'n famiglia nun è fine.
Il ritornello era composto da tre strofe che si alternavano:
Don Alcide Don Alcide
tutto fernesce (finisce) e to nun ci cride (credi)
Chiamatelle amice e parente
e fallelle u testamente.
E risponne Palmiro Togliatti
Fanne sempre cane e gatti.
Come si può ben vedere, la rampogna anticipava la protesta per la legge truffa.
Ieri, mentre approntavo queste note e chiedevo informazioni di canti e poesie, in cui comunque si accennasse a Togliatti, il cinquantenne Nilvetti Atti
lio, stagnino che fu già, da giovane, artista del canto napoletano nelle riviste di varietà e che con una voce squillante da contralto si esibisce al microfono nelle feste popolari, mi ha detto di aspettarlo. È venuto poco dopo a dirmi di aver composto alcuni versi in onore di Togliatti, cantabili sul motivo di « A Rossa » del noto maestro Cioffi: « Viate chella mamma ch' l'ha fatte / Riceva tutt' a gente r'o paese. / È nate nu uaglione e tene 'n faccia / doie schiocche 'e russe e nu ranate (di melograno) / Viate chella mamma de Togliatti ».
ROCCO SCOTELLARO
IL GENOCIDIO CIRENAICO E LA STORIOGRAFIA COLONIALE
In una recente nota polemica un esponente della storiografia coloniale piú legata ai temi e miti del passato, Enrico De Leone, ha vivacemente attaccato un mío articolo di vari anni fa sulla repressione italiana della resistenza delle popolazioni cirenaiche culminata nel 193031, prendendo in particolare di mira l'espressione di genocidio che avevo usato per definire la politica di Mussolini e De Bono, Badoglio e Graziani I. Purtroppo il De Leone, invece di discutere i risultati di
t ENRICO DE LEONE, Il genocidio delle g[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Atti, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
<---Editori Riuniti <---Storia <---Togliatti <---Agge <---Alcide Don <---Ambedue <---Antonio Cazzaniga <---Arbeitstagung <---Arti <---Atti Istituto Veneto di Scienze Lettere <---Attilio Agostini <---Boario Terme <---Brednich <---Budapest <---Camagna <---Camagneddu <---Caro Camagna <---Casciparro <---Castellammare <---Castelrotto <---Cebète <---Chiamatelle <---Cirenaica <---Ciò <---Concetto Marchesi <---Coreglia <---Coreglia Antelminelli <---Cornelio Tacito <---Croda Rossa <---Darfo Boario <---De Bono <---De Caspro <---De Felice <---De Gaspèri <---De Leone <---De Martino <---Degà <---Di Marchesi <---Dicimmece Togliatti <---Dire <---Dittmar <---Diu <---Don Alcide <---Dronero <---Duomo di Padova <---Ecco <---Enrico Camagna <---Enrico De Leone <---Enrico Fulchignoni <---Enrico Maria <---Entro <---Ernesto De Martino <---Ethnographisches Institut <---Ezio FRANCESCHINI <---Ezio Franceschini <---Fanne <---Farinacci <---Farmacia <---Festa dell'Unità in Settembre <---Finalinn <---Fisica <---Folklore <---Garfagnana <---Giosuè Carducci <---Giuseppe Romita <---Graziani I <---Graziani I Purtroppo <---Guardandolo <---Guido De Ruggiero <--- <---I Rinvio a Cultura <---Iamme <---Iginio De Luca <---Il Maggio <---Il lavoro <---Irsina <---Kommission <---Kriza <---Kultur <---Lamanna <---Lares <---Lavello <---Leontinae <---Lettere a Milano <---Liedern <---Linguistica <---Lo NIGRO <---Lucania <---Ma Marchesi <---Ma Roosevelt <---Ma di Concetto Marchesi <---Maggi <---Maldifassi <---Mammy di Leontina <---Mamurius Catus <---Manduline <---Mantello <---Marchesi <---Marchesi-Valgimigli <---Maria Camagna <---Maria-Mincuccio <---Medicina <---Medicina legale <---Memory <---Mezzogiorno <---Minniti <---Monache <---Montana <---Montecitorio <---Mussolini <---Nannò <---Napule <---Nikita Krusciov <---Nilvetti Atti <---Non voglio <---Novello Papafava <---Nuie <---Nè De Gà <---Oltre <---Pacciardi <---Padova <---Paisà <---Palmiro Togliatti <---Parla di Togliatti <---Pasquali <---Patto Atlantico <---Pecché <---Piantaio <---Players in a Mirror <---Pluck <---Potenza <---Qui a Messina <---Renato Guttuso <---Rettore dell'Università di Padova <---Ricordo di Concetto Marchesi <---Rinascita <---Riuniti-Istituto <---Roberto Mauro <---Rocco Mazzarone <---Rocco Scotellaro <---Rosa Verde <---Rua <---Rumane <---San Massimo <---Scalve <---Scienze <---Scienze Lettere <---Scotellaro <---Seneca <---Sicilia <---Simmo <---Sistematica <---Stabia <---Storiografia <---Stràppa <---Stràppati <---Tagungsprotokoll <---Tarantella <---Togliatte <---Trammone <---Trammone Michele <---Trumone <---Tugliatte <---Tupini <---Ungaretti <---Viate <---Vie Nuove <---Vilminore di Scalve <---Vogliam Togliatti <---Volksdichtung <---Zanocco <---abbiano <---antropologica <---cattolicesimo <---comunista <---cristianesimo <---d'Italia <---dell'Arno <---dell'Istituto <---dell'Unità <---dell'Università <---emiliana <---fascismo <---fascisti <---ideologica <---italiana <---italiane <---italiani <---progressista <---scetticismo <---scotellariana <---siano <---siciliano <---socialismo <---sull'Arno <---togliattiani



Modalità in atto filtro S.M.O.G+: CORPUS OGGETTO

visualizza mappa Entità, Analitici e Records di catalogo del corpus selezionato/autorizzato (+MAP)




Interfaccia kSQL

passa a modalità Interfaccia kSQL