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Il segmento testuale Alfredo Frassati è stato estratto automaticamente da un complesso algoritmo di KosmosDOC di tipo "autogeno", ossia sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 10Entità Multimediali, di cui in selezione 8 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 9

Brano: [...]i collaborazionismo, A.R. fu condannato dalla Corte d’assise di Firenze alla fucilazione alla schiena, a degradazione e a confisca dei beni. Tale sentenza fu in seguito annullata dalla Corte di cassazione e l’A.R., reintegrato nel grado, fu considerato in congedo dal 9.8.1943.

Gli eccidi di Torino

Nel pomeriggio del 26.7.1943 il Comitato del Fronte Nazionale di Torino, accompagnato da un magistrato, l’avvocato Peretti Griva, e da! senatore Alfredo Frassati, si recò in visita ufficiale dal generale Adami Rossi, comandante la difesa territoriale e investito dal governo Badoglio di pieni poteri per la piazza di Torino. La risposta del generale fu esplicita: « Grazie dell'offerta di collaborazione; ma il Comitato se ne vada subito, altrimenti lo faccio arrestare ».

In ottemperanza alla nota circolare BadoglioRoatta, nei giorni 28 e 29 luglio A.R. fece sparare contro gli operai torinesi che avevano proseguito lo sciopero e manifestavano per la caduta del fascismo chiedendo la pace. Non si è mai potuto stabilire il numero esatto delle vittime, ma [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 93

Brano: [...]minio luvalta, Benedetto Morpurgo. Non fa quindi meraviglia che la reazione fascista, a Torino, si abbattesse pesantemente sul ceto borghese: fu del luglio 1925 (cioè poche settimane dopo i due manifesti) il primo tentativo di aggressione a Piero Gobetti (v.) ; la seconda aggressione (che lo lasciò ferito quasi mortalmente) fu di pochi mesi dopo, e negli stessi momenti si ebbe l'assalto al quotidiano La Stampa (v.), il cui direttore, il senatore Alfredo Frassati, avverso al fascismo, fu cacciato dal giornale che era stato suo.

Il regime tuttavia non si faceva illusioni su Torino: lo stesso comandante locale della milizia fascista avrebbe infatti scritto: « ...la situazione di Torino è molto difficile, anche perché le classi intellettuali e borghesi non solo non coadiuvano il Partito nelle sue opere di ricostruzione, ma lo avversano, lo criticano, lo odiano, con la vana speranza di poter far rivivere un giorno

i tempi ormai lontani e tramontati della liberaldemocrazia ».

Gli anni della cospirazione

Lo storico del fascismo Renzo De Felice h[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 92

Brano: [...]perienze. Venne la Prima guerra mondiale, e Torino fu, in prevalenza, neutralista. Neutralisti infatti erano i socialisti, che controllavano le masse operaie; neutralisti i cattolici, i quali esercitavano larghissimo influsso nelle campagne circonvicine; neutralista infine (ed è ciò che differenziava la città subalpina dal resto dell’Italia) la borghesia liberale, che guardava come propri ispiratori a Giovanni Giolitti (v.), Luigi Einaudi (v.) e Alfredo Frassati (v.). Ciò contribuì indubbiamente a far sì che, quando a Torino cominciarono a mancare il carbone, lo zucchero e infine il pane, le manifestazioni sfo

ciarono, dal 23 al 26.8.1917, in veri e propri atti di rivolta popolare.

La vera essenza dei fatti dell’agosto 1917 a Torino non è stata ancora districata: certo, parole d’ordine rivoluzionarie circolarono qua e là tra le masse manifestanti; scontri violenti vi furono, sia con la polizia che con la truppa. Indubbiamente il mito della Rivoluzione russa cominciava a operare, e aveva ispirato alcuni. Ma il movimento rimase spontaneo e presso[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 668

Brano: [...]scista e “quadrumviro” Cesare Maria De Vecchi.

A dirigere il giornale fu designato Gigi Michelotti, membro fascista del consiglio dell’Associazione della Stampa Subalpina. Poi, nell'ottobre 1926, quando la Fiat costituì la So

li proprietario della “Stampa”

Giovanni Agnelli fra Starace e Mussolini all’inaugurazione della 'Fiat Mirafiori (1939)

cietà editrice de “La Stampa”, sotto il totale controllo del senatore Giovanni Agnelli (v.), Alfredo Frassati dovette cedere la propria quota azionaria. Mussolini si era così liberato di una voce fastidiosa che nel 1924 aveva solidarizzato con l’opposizione antifascista “legale” dell’Aventino, e la Fiat (v.) aveva completato il proprio allineamento alle direttive del regime.

La storia de “La Stampa” durante il ventennio fascista si confonde (salvo scarti occasionali e marginali) con quella più generale del giornalismo italiano ligio alle “veline” diramate dal Ministero della Cultura popolare e prono ai voleri della dittatura. Tuttavia, a parte alcune impennate di tono squadristico, il giornale tor[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 667

Brano: [...]a anche un supplemento, la Gazzetta Letteraria, giunto alle 25 mila copie, tiratura notevolissima per l’epoca in un paese la cui popolazione era ancora per il 70% circa analfabeta o semianalfabeta).

Il successo della nuova impresa permise al foglio di uscire in tre edizioni quotidiane, con un prezzo di abbonamento che era il più modico d’Italia (18 lire annue). Nel 1895 vicedirettore del nuovo quotidiano era il giovane e brillante giornalista Alfredo Frassati (giunto al giornale nel 1890 con un piccolo apporto di capitale e vicedirettore di fatto dal 1893). Grazie al suo contributo il giornale riuscì a qualificarsi come punto di raccordo nazionale delle forze liberali in lenta conversione intorno a Giolitti. Il binomio RouxFrassati affrontò il tornante di fine secolo (caratterizzato dalla ondata reazionaria di taglio monarchicolegittimista) criticando le campagne d’Africa, erigendosi a banditore dei diritti democratici del movimento operaio, caldeggiando la distruzione del latifondo a favore della piccola proprietà coltivatrice, osteggiando la pol[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 511

Brano: [...]lario di tali scelte, avviò scambi e accordi commerciali con la Jugoslavia, la Turchia e la Russia.

L’opposizione antifascista

Ambasciatore a Parigi nel 1922, nell'ottobre di quell’anno, dopo la marcia su Roma, si dimise per « incompatibilità » con la politica estera di Mussolini, da lui definita « un semplice sommario di sentimenti e risentimenti ». Una decisione politicamente significativa (un'eccezione nel mondo diplomatico, insieme con Alfredo Frassati e Rino De Nobili) che privò il nuovo capo del governo dell’appoggio di una personalità di primo piano.

Scelta la via deH’antifascismo, Sforza la percorse senza cedimenti, collaborando con Giovanni Amendola nell’Unione Nazionale e pronunciando in Senato, dopo l’uccisione di Matteotti, una coraggiosa requisitoria contro il governo di Mussolini. In quei giorni, suo fu il progetto di un’irruzione collettiva di antifascisti a Palazzo Chigi per avviare con un gesto energico il processo deH’allontanamento di Mussolini. E pure suoi furono i tentativi, del pari vani, di persuadere Vittorio Emanuele[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 333

Brano: [...]ascisti, nonché l’impossibilità di riprendere la carriera universitaria.

L’8.11.1924 fu tra i fondatori della “Unione nazionale delle forze liberali e democratiche”, promossa da Giovanni Amendola nel tentativo di porre un argine unitario contro I ormai dominante dittatura fascista. NeH’aprile 1925 fu tra i firmatari della “Protesta contro il manifesto degli intellettuali fascisti” (v. Croce, Benedetto) e alla fine del 1927, con la rinuncia di Alfredo Frassati alla proprietà della “Stampa”, anche Salvatorelli ne venne estromesso.

Produzione storica

Da allora ebbe inizio una sua feconda attività di storico che, in due decenni, gli permise di dare alla luce una serie di opere importanti per la comprensione delle vicende italiane ed europee in chiave ben diversa da quella proposta dal fascismo.

Nel 1935 uscirà lo studio su II pensiero politico italiano dal 1700 al 1870\ nel 1938, il Sommario della storia d’Italia e nel 1942 la Storia dell’Europa dal 1871 al 1914, cui farà seguito nel 1943 il Profilo della storia d’Europa. Nello stesso anno sa[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 283

Brano: [...]cio stampa della Presidenza del Consiglio Cesare Rossi. Sospesi i lavori parlamentari, Mussolini è isolato. Il regime barcolla.

18.6: I rapitori di Matteotti, individuati da testimoni oculari, vengono arrestati e imputati di omicidio volontario. Data l’inerzia degli antifascisti, i fascisti partono al contrattacco, accusando gli oppositori di « speculazione scandalistica ».

22.6: A Torino, gli squadristi devastano l’abitazione del senatore Alfredo Frassati, direttore della Stampa. A Bologna, Roberto Farinacci annuncia la « riscossa » fascista.

24.6: Il Senato vota la fiducia a Mussolini con soli 21 voti contrari e 6 astenuti.

27.6: I gruppi di opposizione decidono all'unanimità di non prendere

più parte ai lavori della Camera finché non sarà abolita la Milizia e ripristinata la legalità. Comincia l’Aventino.

30.6: Mussolini rafforza il governo inserendovi due liberali, un cattolico" e un nazionalista.

8.7: Con la pubblicazione del decreto già approvato un anno prima, il governo sopprime la libertà di stampa.

15.7: Accordo ital[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Alfredo Frassati, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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