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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 92

Brano: [...] di massa libri apologetici su Hitler, Hess, Speer ed altri responsabili nazisti. Esistono, accanto a questi, altri editori e servizi di distribuzione di estrema destra che da molti anni divulgano sistematicamente l’ideologia fascista e neonazista.

Per fare qualche esempio, l’editore K.W. Schuetz KG, con sede a PreussischOldenburg, ha pubblicato da solo 8 libri su Hitler, fra cui i seguenti: « Hitler e il suo movimento — il capo di partito», «Adolf Hitler e il Terzo Reich — l’uomo di stato », « Adolf Hitler e la guerra — il generale », « Hitler raccontato dal vivo », « Gli ultimi giorni con Adolf Hitler », « Con i potenti fra cielo e terra — Capo pilota di Hitler ».

Anche la casa editrice Druffel, con sede a Leoni sul lago di Starnberg, fondata da Suendermann, già comandante di truppe d'assalto delle

S.S., decorato del distintivo d’oro della N.S.D.A.P. e sostituto addetto stampa del governo hitleriano, presenta nel suo catalogo diversi libri:

« I tre testamenti di Adolf Hitler », « Un altro Hitler — Racconto del suo architetto Herman Giesler », « Quartiere generale del Fuehrer 193945 ».

Altri editori contribuiscono a conferire un carattere innocuo all’immagine di Hitler, per esempio la casa editrice Grabert di Tuebingen che ha pubblicato un libro dal tito

lo « Chi era Hitler? », o anche Leopold Stocker di GrazStoccarda, con il libro « Adolf Hitler mio amico di gioventù ».

Moltissimi libri mirano a giustificare il nazismo e i crimini di guerra dell'imperialismo in chiave ideologica. Il già citato editore Grabert di Tuebingen si è dedicato con particolare zelo a questo compito, facendo uscire titoli come, per esemoio: « La falsificazione storiografica di Norirrberga », « La responsabilità dell’A

merica per i crimini commessi verso il popolo tedesco », o anche « La guerra dell'Inghilterra contro la Germania — Cause, metodi e conseguenze della Seconda guerra mondiale ».

Dalla casa editrice K.W. Schuetz di PreussischOldenburg sono[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 140

Brano: [...]lmente superati, ma solo rinviati nel lungo periodo, con una serie d’interventi, dall’intensificazione della produzione bellica alla compressione del livello di vita dei lavoratori, che ne avrebbero fatto pagare le conseguenze in un primo tempo al proletariato e, in un secondo tempo (giacché la guerra era l’approdo di quella politica), all’intera collettività nazionale.

Dalla Spagna alla guerra mondiale

Nel 1933, con la salita al potere di Adolf Hitler in Germania, la situazione in Europa mutò radicalmente. Fino a quel momento la politica estera fascista aveva oscillato tra la ricerca dell’amicizia con l’Inghilterra e l’affermazione della

necessità di rivedere le frontiere uscite dalla prima guerra mondiale. Non erano mancate nemmeno adesioni ad iniziative pacifiche, sia pure con implicite riserve. Ma nello stesso 1933 Hitler abbandonò la Conferenza per il disarmo e la Società delle Nazioni ginevrina, ponendo duramente la questione del revisionismo dei trattati di pace. Ciò finiva di essere un elemento di pressione, per diventare un’effe[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 14

Brano: [...]endosi dei poteri semidittatoriali conferitigli dall'articolo 48 della Costituzione di Weimar, Hindenburg coprì con la sua responsabilità Io smantellamento delle istituzioni democratiche e agevolò il processo di disfacimento della repubblica.

Il 30.5.1932 il congedo di Bruning, realizzato sotto la pressione di latifondisti e circoli militari alle spalle dei partiti democratici e del Reichstag, lasciò via libera a von Papen come battistrada di Adolf Hitler (v.).

Da Hindenburg a Hitler

Il fatto stesso che il 10.4.1932 Hindenburg fosse stato rieletto presidente, questa volta come candidato dei partiti weimariani contro Hitler, mostrava da una parte il logoramento subito dallo schieramento che aveva tenuto a battesimo la Costituzione democratica, dall’altra il consolidamento della posizione di Hindenburg come ultimo argine contro il trionfo senza più residui dell’estrema destra. E a quest' ultima infatti il feldmaresciallo finì per cedere, chiamando il 30.1.1933 Hitler alla cancelleria del Reich.

Non tutto nel movimento nazionalsocialista[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 595

Brano: [...]a Renania settentrionale.

Nel marzo 1925 Goebbels era uno dei dirigenti nazisti più in vista della Renania settentrionale; nell'ottobre successivo divenne redattore dei « Nationalsozialistische Briefe » editi da Gregor Strasser, e con questi condusse la polemica contro il gruppo nazionalsocialista di Monaco che, a loro avviso, anteponeva il nazionalismo al socialismo. La collaborazione con Strasser fu bruscamente interrotta dopo il rientro di Adolf Hitler, liberato dal carcere, e il nuovo impulso organizzativo da questi impresso al partito: allorché Hitler gli propose la carica di dirigente dell'organizzazione berlinese del partito, Goebbels abbandonò definitivamente Strasser e si insediò nella capitale del Reich (novembre 1926).

La presenza di Goebbels a Berlino avrebbe lasciato una traccia duratura: funzionario attivissimo, oratore instancabile e di facile presa sulle masse, grazie anche a una mimica di sicuro effetto, egli si propose l’obiettivo di fare del partito nazista un movimento di massa e di contestare la « piazza » ai rossi, cer[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 531

Brano: [...]scista in Italia, ma soprattutto le complesse vicende politiche e sociali della Germania del dopoguerra tennero costantemente desta l’attenzione sul pericolo incombente di una minaccia fascista: la reazione dell’estrema destra alla « rivoluzione di novembre », favorita dall’ala destra della socialdemocrazia (Noske), la ripresa delle forze militaristiche, gli aperti tentativi di putsch reazionari (quello di Kapp

Lùttwitz nel marzo del 1920; di Adolf Hitler e del generale Ludendorff in Baviera il 9.11.1923), l’incipiente sviluppo del movimento nazionalsocialista secondo tendenze grosso modo fascistizzanti e il dilagare di posizioni e ideologie antisòcialiste, antidemocratiche e razzistiche, furono i fattori che prepararono il terreno a una soluzione di tipo fascista della crisi politica e sociale nella quale si dibatteva la repubblica di Weimar.

Il carattere di classe del nascente fascismo tedesco fu esattamente individuato dalla pubblicistica democratica di diversa provenienza, ma l’elaborazione di una strategia di lotta antifascista incontr[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 529

Brano: [...]igente cattolico moderato, « colpevole » di aver firmato l'armistizio (l'omicida sarà condannato a 18 mesi, avendo agito «per idealismo»). Vari altri delitti, come l'uccisione del pacifista Hans Paasche, restarono impuniti per complicità della polizia e indulgenza di magistrati. I corpi franchi si distinsero nelle soppressioni di « traditori », compiute addi

rittura' seguendo un cerimoniale medioevale.

Il 24.2.1920 si affacciò alla ribalta Adolf Hitler (v.), presentando nella birreria Hofbrau di Monaco il suo programma. L’11.8.1920 varie associazioni militari e paramilitari di destra [corpi franchi di Rossebach, Havenstein, Oberland, oltre agli Jungdeutscher Orden, agli Stahlhelme o Elmi d’acciaio (v.) ] si unirono alla Orgesch di Escherich e von Epp. Nel dicembre 1920 Hitler decise di chiamare la sua organizzazione Partito operaio nazionale socialista tedesco [N.S.D.A.P.]. Era il nazismo.

I nazisti presentavano ai giovani la Germania come uno Stato pacifico, attaccato nel 1914 dalle potenze occidentali avide e invidiose del suo benesser[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 307

Brano: [...]ichele ed Ercole Miani, P. Gentili, Luigi e Pino Fogar, C. Perluga, U. Greatti, N. Vodisca, A. Adam e altri).

Dopo T8.9.1943 fu tra i principali esponenti del P. d’A.f che rappresentò nel C.L.N. triestino. Arrestato dai nazisti e deportato a Dachau,

vi morì alla vigilia della Liberazione. Alla sua memoria è stata conferita la medaglia d’argento al valor militare.

Feltre, Convegno di

A Feltre (Belluno), il 19.7.1943 Benito Mussolini e Adolf Hitler si incontrarono allo scopo di definire le linee di condotta dell'Italia fascista e della Germania nazista nel proseguimento della seconda guerra mondiale allora in corso. Il convegno dei due partner dell’Asse Roma Berlino assunse particolare importanza per la storia italiana: in seguito alle conclusioni tratte da quella circostanza, esponenti della casta militare e del Gran Consiglio fascista, d’intesa _con la Corte sabauda, decisero di attuare senza ulteriori indugi il colpo di stato del 25 luglio (v.).

I paurosi rovesci délPAsse sui vari fronti e per ultimo lo sbarco degli angloamericani[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 235

Brano: [...]
Ma non solo il tema della guerra Otto Dix trattò con mano tanto sicura e penetrante. Accanto ai quadri rispecchianti gli orrori bellici, vi sono anche quelli rivolti alla società tedesca del dopoguerra, dedicati ai moti popolari di strada, sino a quella memorabile tela, eseguita nel 1933 (l’anno stesso dell’ascesa del nazismo al potere) che si intitola I sette vizi capitali: una tregenda di mostri e streghe tra cui, nanerottolo immondo, appare Adolf Hitler, incarnazione storica d’inaudite prevaricazioni.

George Grosz

Pressappoco nel medesimo periodo in cui Dix incideva le sue acqueforti, venivano alla luce anche i disegni di Grosz. Congedato per malattia dal servizio militare nel 1916, egli si stabilì a Berlino, ne vide « l’inferno e il paradiso » e li disegnò con rabbiosa aggressività. Nel 1917 pubblicò la sua prima raccolta di disegni, che sollevò grida di scandalo da ogni parte. Sono immagini che esprimono disperazione, collera e risentimento. Nessuna delle contraddizioni postbelliche sfugge al suo segno: i borghesi « irreprensibili »,[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 161

Brano: [...]l de Lagarde, nutrendosi inoltre di elementi della filosofia di Nietzsche e del neopaganesimo di Richard Wagner e altri (il «teorico» H.S. Chamberlain era un fervente ammiratore del musicista, di cui sposò la figlia Èva). Le basi antropologiche vennero sviluppate soprattutto da H. F. K. von Gunther nella sua Scienza razziale del popolo tedesco (1922), mentre gli aspetti politici e culturali trovarono la loro massima espressione nel Mein Kampf di Adolf Hitler (1925) e nel Mito del ventesimo secolo di Alfred Rosenberg (1930). Una violenta propaganda antiebraica di contenuto pornografico venne invece svolta da Julius Streicher nel suo settimanale Der Sturmer, fondato nel 1922.

Secondo la teoria nazista, la funzione principale dello Stato era di salvaguardare l’integrità degli « ariani », unica razza creativa della storia, e della quale il popolo germanico costituiva la stirpe più pura (a sottolineare l’assurdità delle pretese scientifiche dei nazisti, va ri

levato che in realtà non esiste e non è mai esistita una « razza » ariana, ma si può so[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 712

Brano: [...]do a cannonate il campanile, la chiesa, la torre della ex sede del Fascio e alcune case. Nel corso della battaglia caddero i garibaldini Vincenzo Cic/7/o, Costalunga e Mallana, e si distinse, alla testa della popolazione, Aurelio Bussi.

Crimini nazisti

I milioni di vittime umane sacrificati al sistema terroristico del Terzo Reich non furono il risultato di eccessi di singoli o della follia criminale di un uomo, e di un uomo so

lo, fosse Adolf Hitler o Heinrich Himmler, come spesso si è voluto far credere e come si continua a ripetere in una parte almeno della pubblicistica tedesco occidentale. Né, infine, i crimini nazisti possono in alcun modo essere considerati come frutto tragico di uno stato di necessità derivante dalle esigenze belliche e dalla condotta della guerra. Ben diversamente, i crimini dei quali si è macchiato il nazionalsocialismo in Germania e nel resto d’Europa vanno visti anzitutto nella loro logica e organica connessione con il regime politico instaurato dal nazismo al potere. Il genocidio consumato dal nazionalsocial[...]


successivi
Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine Adolf Hitler, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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