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Il segmento testuale A.M. è stato riconosciuto sulle nostre fonti cartacee. Questo tipo di spoglio lessicografico, registrazione dell'uso storicamente determinatosi a prescindere dall'eventuale successivo commento di indirizzo normatore, esegue il riconoscimento di ciò che stimiamo come significativo, sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro, senza obbligatoriamente avvalersi di vocabolarii precedentemente costituiti.
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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 83

Brano: Neofascismo

29.5: Nuova sfilata della Maggioranza silenziosa a Milano.

5.6: Arrestato il caporione missino Ciccio Franco per la rivolta di Reggio Calabria.

10.6: Due attentati fascisti a Trento.

13.6: Avanzata del M.S.I. nelle elezioni amministrative parziali.

21.6: Devastato dai fascisti il circolo Perini di Milano. Alcuni feriti. 28.6: Ciccio Franco viene rimesso in libertà dopo tre settimane.

17.9: Continuano le violenze a Reggio Calabria: un morto e vari feriti. 30.10: Rivelazioni sui metodi di assunzione alla FIAT di Torino, tramite il M.S.I. e la C.I.S.Na.L..

13.11: I neofascisti aggrediscono Andrea Borruso, vicesindaco di Milano.

7.12: Attentato contro l’abitazione di Bianchi D’Espinosa, procuratore generale di Milano, che conduce l’inchiesta sul neofascismo.

27.12: Il democristiano Giovanni Leone (v.) viene eletto presidente della Repubblica con il voto determinante del M.S.I..

Nel corso dell’anno si è costituito il gruppo neofascista La Fenice.

1972

10.2: A Milano, tre attentati delle

S.A.M., contro il monumento dei fucilati partigiani a Piazzale Loreto, contro le lapidi dei caduti della Resis[...]

[...]I neofascisti aggrediscono Andrea Borruso, vicesindaco di Milano.

7.12: Attentato contro l’abitazione di Bianchi D’Espinosa, procuratore generale di Milano, che conduce l’inchiesta sul neofascismo.

27.12: Il democristiano Giovanni Leone (v.) viene eletto presidente della Repubblica con il voto determinante del M.S.I..

Nel corso dell’anno si è costituito il gruppo neofascista La Fenice.

1972

10.2: A Milano, tre attentati delle

S.A.M., contro il monumento dei fucilati partigiani a Piazzale Loreto, contro le lapidi dei caduti della Resistenza alla Loggia dei Mercanti e contro la sede de « l’Unità ».

20.2: A Milano, attentato contro l’abitazione del giudice Emilio Alessandrini, impegnato nell’inchiesta sulla strage di Piazza Fontana.

Dalla fusione di monarchici e missini, nasce il nuovo partito M.S.I.Destra Nazionale.

13.3: L’ammiraglio Birindelli, alto ufficiale della N.A.T.O., entra nelle liste elettorali del M.S.I..

28.5: Il M.S.I. ottiene nelle elezioni politiche I'8,7% dei voti.

5.7: La magistratura chiede alla Camera il rinvio a giudizio dell’on. Almirante per ricostituzione del partito fascista.

30.7: La polizia interviene a Merrfi (Agrigento) per chiudere un campo paramilitare del Fronte della gioventù, organizzazione neofascista.

31.7: In occasione di un comizio di Almirante, vengono attaccate a Salerno le redazioni di due giornali. 12.8: Ad Affile (Roma), si scopre un campo d’addestramento neofascista.

24.8: A Parma, tre neofascisti ucci

dono il giovane Mario Lupo, militante di Lotta Continua. agostoottobre: In Valtellina, nuova serie di attentati alle linee di alta tensione. Ne sono responsabili i M.A.R..

2122.10: Bombe sulla linea ferroviaria RomaReggio Calabria, in occasione della Conferenza sindacale per il Mezzogiorno.

31.10: A Ragusa, assassinio di Giovanni Spampinato, corrispondente de « l’Unità ».

12.12: Ferite 4 persone dallo scoppio di una bomba durante un comizio antifascista a Napoli.

1973

1921.1: X Congresso nazionale del M.S.I. a Roma.

4.2: Squadristi di Avanguardia Nazionale irrompono nella sede del P.S.I. di Brescia provocando gravi danni.

20.2: D.C. e M.S.I. respingono al Senato l’o.d.g. presentato da Pietro Secchia per Io scioglimento delle organizzazioni paramilitari fasciste.

13.3: Bombe contro la sede del « Corriere delia Sera ». L’attentato viene rivendicato da Ordine Nero. 15.3: Altro attentato di Ordine Nero contro il Liceo « Vittorio Veneto » di Milano.

7.4: Fallito attentato al treno TorinoRoma. Il detonatore della bomba esplode in mano al neofascista Ni co Azzi (del gruppo La Fenice) mentre sta innescando l’ordigno in una toilette.

12.4: A Milano, durante una manifestazione missina, viene ucciso l’agente di polizia Antonio Marino. 19.4: Firmato dai S.A.M. un attentato contro il tribunale di Milano. 30.4: A Savona, attentato firmato[...]

[...] Sera ». L’attentato viene rivendicato da Ordine Nero. 15.3: Altro attentato di Ordine Nero contro il Liceo « Vittorio Veneto » di Milano.

7.4: Fallito attentato al treno TorinoRoma. Il detonatore della bomba esplode in mano al neofascista Ni co Azzi (del gruppo La Fenice) mentre sta innescando l’ordigno in una toilette.

12.4: A Milano, durante una manifestazione missina, viene ucciso l’agente di polizia Antonio Marino. 19.4: Firmato dai S.A.M. un attentato contro il tribunale di Milano. 30.4: A Savona, attentato firmato da Ordine Nero.

10.5: Attentati di Ordine Nero con

Neofascisti milanesi, accusati della morte dell’agente Marino, durante un’udienza del processo

tro la sede dell'Assessorato all’EcoIogia della Regione Lombardia, contro un edificio a Bologna e contro ['Esattoria civica di Ancona.

2223.5: Almirante, nel tentativo di dissociare il M.S.I. dal terrorismo di estrema destra, scioglie le Federazioni missine di Padova e di Ferrara.

3.6: A Roma inizia il processo contro un gruppo di appartenenti a Ordine Nuovo[...]

[...]de dell'Assessorato all’EcoIogia della Regione Lombardia, contro un edificio a Bologna e contro ['Esattoria civica di Ancona.

2223.5: Almirante, nel tentativo di dissociare il M.S.I. dal terrorismo di estrema destra, scioglie le Federazioni missine di Padova e di Ferrara.

3.6: A Roma inizia il processo contro un gruppo di appartenenti a Ordine Nuovo per « ricostituzione del partito fascista ».

9.11: Scoperta del complotto neofascista chiamato La rosa dei venti, sostenuto da grandi finanzieri (A.M. Piaggio, Sindona, ecc.), per il rovesciamento delle istituzioni repubblicane. Tra i promotori del complotto figurano noti dirigenti missini e alti ufficiali delle F.F.A.A. (colonnello Amos Spiazzi, generale Francesco Nardella, colonnello Angelo Dominioni, ecc.).

22.11: Ordine Nuovo viene messo fuori legge da un decreto del ministro degli Interni.

19.12: Irruzione di fascisti nella sede della presidenza del Consiglio dei ministri, a Roma. Feriti alcuni funzionari.

1974

29.1: Fallito attentato alla linea ferroviaria PescaraAncona.

1.3: Si riuniscono a Cattolica appartenenti al disciolto movimento Ordine Nuovo.

9.3: Nel Bresciano, la polizia blocca una macchina con due noti fascisti a bordo e carica di tritolo.

25.3: Due fascisti sparano contro la Casa dello[...]

[...]ti nella sede della presidenza del Consiglio dei ministri, a Roma. Feriti alcuni funzionari.

1974

29.1: Fallito attentato alla linea ferroviaria PescaraAncona.

1.3: Si riuniscono a Cattolica appartenenti al disciolto movimento Ordine Nuovo.

9.3: Nel Bresciano, la polizia blocca una macchina con due noti fascisti a bordo e carica di tritolo.

25.3: Due fascisti sparano contro la Casa dello studente di Milano, ferendo gravemente una bambina di 9 anni.

28.3: A Varese, attentato rivendicato dai « nazionalsocialisti »: la bomba uccide un fioraio.

21.4: Attentato, rivendicato da neofascisti, contro la linea ferroviaria « direttissima » BolognaFirenze. Evitata la strage grazie ai segnali automatici.

22.4: Bomba del gruppo Ordine Nero (Sezione « Celine ») contro l’edificio delI’Esattoria civica di Milano, in Piazza Vetra.

310.5: A Savona, Bologna e Milano, serie di attentati firmati Ordine Nero.

28.5: In Piazza della Loggia a Brescia, durante un comizio antifascista promosso dai sindacati, scoppia una bomba provocan[...]

[...] strage grazie ai segnali automatici.

22.4: Bomba del gruppo Ordine Nero (Sezione « Celine ») contro l’edificio delI’Esattoria civica di Milano, in Piazza Vetra.

310.5: A Savona, Bologna e Milano, serie di attentati firmati Ordine Nero.

28.5: In Piazza della Loggia a Brescia, durante un comizio antifascista promosso dai sindacati, scoppia una bomba provocando una strage: 6 morti e oltre 90 feriti.

30.5: I carabinieri irrompono in un campo fascista sui monti di Pian di Rascino (Rieti). Rimane ucciso

il neofascista Giancarlo Esposti.



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 670

Brano: Grosio

zo sui camion nemici ormai in vista, colpendo il bersaglio. Le munizioni esplosero, facendo saltare in aria gli automezzi, ma proprio in quelTistante il valoroso Pini cadde, abbattuto da un colpo al cuore. Nella stessa giornata fu ucciso il partigiano Emilio Valmadre. I suoi compagni Severino G hi lotti e Luigi Sala diedero la vita pochi giorni prima della Liberazione.

I.Ca.

Grosseto

Città della Toscana di circa 41.000 abitanti e capoluogo della provincia omonima, che comprende 25 comuni con una popolazione di circa

220.000 abitanti. La densità demografica della provincia (47 abitanti per km[...]

[...]i. La densità demografica della provincia (47 abitanti per kmq) è tra le più basse d’Italia. L'economia è in prevalenza agricola, a eccezione di alcuni comuni (Montieri, Massa Marittima, Roccastrada, Gavorrano, Santa Fiora, Castellazzara, Monte Argentario, Giglio) che hanno assunto carattere industriale grazie all’attività mineraria.

Le miniere di pirite del Grossetano forniscono il 90% della produzione italiana e quelle di mercurio del Monte Amiata (v.), che interessano i comuni di Casteldelpiano, Arcidosso, Santa Fiora e Castellazzara, forniscono un terzo della disponibilità mondiale di questo importantissimo metallo. Circa 10.000 sono i minatori che lavorano nella zona, in maggioranza di origine contadina; molti anche gli immigrati, specie dalla Sardegna, dalla Sicilia, dal Veneto, dalle Marche.

Moti operai

Già dal secolo scorso la presenza delle miniere scosse il chiuso ambiente contadino, vi portò un certo grado di rivoluzione industriale e favorì il radicarsi di tradizioni democratiche e socialiste negli strati popolari.

Le prime lotte operaie risalgono alla fine dell’ottocento. Un grande sciopero si ebbe nel 1894 a Boccheggiano; altri seguirono, nel 1900, nella miniera carbonifera di Ribolla. Lo sfruttamento raggiungeva livelli insopportabili: i turni di lavoro duravano 10 ore; le paghe dei ragazzi sino a 15 anni erano di mezza lira, e dai 15 ai 20 di 1 lira; gli adulti venivano pagati 2 lire al giorno; l'equivalente di 4 chili e mezzo di pane.

Nel 1901 sorsero tra i muratori le prime leghe di resistenza. Il movi

mento socialista era allora agli inizi e aveva scarsi legami con le masse. I soli antagonisti locali dei conservatori erano stati fino a quel momento i repubblicani che avevano al loro interno una forte componente massonica e disponevano del giornale Etruria Nuova.

Nelle elezioni politiche del 1897, la lista dell’« Unione elettorale socialista » di Grosseto, pur presentando come candidato il popolare dirigente socialista Andrea Costa, ottenne soltanto 250 voti contro i 2.500 del repubblicano Ettore Socci. Solo nel 1911 il Partito socialista potè estendere la sua influenza tra i lavoratori grossetani e contribuire al risveglio della coscienza sindac[...]

[...]esterni. Nel 1910 si costituì la Federazione interprovinciale dei minatori, aderente alla F.I.O.M. e diretta da Pietro Ravagli.

Accanto al giornale repubblicano, comparve il 14.11.1909 il settimanale socialista II Risveglio diretto da Gino Spagnesi e poi da Emilio Zabberini. A questi due fogli democratici si contrapponeva VOmbrone che difendeva posizioni conservatrici e reazionarie e che si distinse, dopo la prima guerra mondiale, per le sue campagne contro il movimento popolare.

AM’indomani del conflitto ci fu un generale spostamento a sinistra anche tra i lavoratori del Grossetano e il movimento socialista accolse nelle sue file la grande massa dei minatori.

Primo dopoguerra

Nelle elezioni del 1919 la circoscrizione di Grosseto (comprendente anche Arezzo e Siena) diede 62.518 voti alla lista socialista; 22.361 voti al Partito popolare e 22.973 alla lista contrassegnata dall’aratro, repubblicana, che presentava come candidato Luzzatto. A Grosseto città i socialisti ottennero oltre 12.000 voti e risultò eletto l’avvocato Umberto Grilli, redattore de « Il Risveglio », già consigliere comunale di Massa Marittima (1[...]

[...]a lista socialista; 22.361 voti al Partito popolare e 22.973 alla lista contrassegnata dall’aratro, repubblicana, che presentava come candidato Luzzatto. A Grosseto città i socialisti ottennero oltre 12.000 voti e risultò eletto l’avvocato Umberto Grilli, redattore de « Il Risveglio », già consigliere comunale di Massa Marittima (19071910) e di Piombino (19121914), il quale era anche stato processato nel 1908 dal tribunale di Grosseto per « incitamento allodio di classe ».

Alla grande vittoria conseguita dai socialisti contro le liste della destra, fece riscontro il forte declino dei repubblicani. Alle elezioni amministrative del 1920, i socialisti

conquistarono tutti i Comuni della provincia, a eccezione di Castiglion della Pescaia (feudo repubblicano), Roccalbegna, Monte Argentario, Giglio e Vetulonia.

NeN'agosto 1920 si costituì la F.l. A.M. (Federazione Italiana Addetti Miniere), organismo regionale del sindacato dei minatori con sede a Grosseto. Ne fu eletto segretario Marino Magnani, un giovane socialista che nel 1921 avrebbe aderito al Partito comunista.

Nel settembré 1920, in un momento di generale tensione rivoluzionaria, in concomitanza con l’occupazione delle fabbriche i minatori grossetani occuparono le miniere, attuando vigorosi scioperi e altre agitazioni. Ma, a causa della tattica opportunistica del Partito socialista che non seppe dare chiare indicazioni su scala nazionale e non volle unire alla classe operaia alt[...]

[...] rivoluzionaria, in concomitanza con l’occupazione delle fabbriche i minatori grossetani occuparono le miniere, attuando vigorosi scioperi e altre agitazioni. Ma, a causa della tattica opportunistica del Partito socialista che non seppe dare chiare indicazioni su scala nazionale e non volle unire alla classe operaia altri strati popolari, il movimento non raggiunse sufficiente compattezza.

Nel febbraio 1921 la Federazione regionale della F.l .A.M. lanciò un appello alla disciplina e all’unità che concludeva: « Così non si può assolutamente andare avanti. Mentre notifichiamo agli interessati che la Federazione non riconoscerà quei movimenti di carattere generale che vengono effettuati senza consenso deM'organismo, li avvertiamo che saranno presi a loro carico i provvedimenti del caso ».

Contro il fascismo

Con la scissione di Livorno del gennaio 1921, a Grosseto il 60% degli iscritti al Partito, socialista e la maggioranza dei dirigenti sindacali passarono al Partito comunista. Il fascismo cominciò a organizzarsi in provincia nei primi mesi del 1921. Sede del primo Fascio locale fu l’abitazione di un noto agrario, già esponente del Partito liberale. Ancora nel maggio 1922 gli iscritti al Fascio risultavano soltanto 23, ma la violenza delle squadracce si era già ripetutamente rivolta contro i lavoratori e le lo[...]

[...]ivorno del gennaio 1921, a Grosseto il 60% degli iscritti al Partito, socialista e la maggioranza dei dirigenti sindacali passarono al Partito comunista. Il fascismo cominciò a organizzarsi in provincia nei primi mesi del 1921. Sede del primo Fascio locale fu l’abitazione di un noto agrario, già esponente del Partito liberale. Ancora nel maggio 1922 gli iscritti al Fascio risultavano soltanto 23, ma la violenza delle squadracce si era già ripetutamente rivolta contro i lavoratori e le loro organizzazioni.

Il 27.6.1921, dopo che a Santa Fiora si erano avuti ripetuti scontri tra squadristi e socialisti, un corteo di Camicie nere sfilò per le strade di Grosseto per dare una dimostrazione di forza. La popolazione rispose alla provocazione e un fascista, il capitano Petri, rimase ferito. I fascisti chiamarono allora da Siena alcune squadre di rinforzo e, il gtorno seguente, queste scatenarono la rappresaglia: il muratore Savelli che, dalle impalcature di una casa in costruzione, gettava mattoni sugli squadristi, fu ucciso;

670



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 426

Brano: Lucca

bre, davano ulteriore aiuto agli angloamericani respingendo una puntata offensiva dei tedeschi verso la città.

Successivamente 1 'XI Zona, forte di 700 partigiani, continuerà a lottare insieme alle unità alleate nella loro avanzata verso il Nord, partecipando alla liberazione di Modena e di altre località della valle Padana.

Altri eccidi

Altre stragi compiute dai nazifascisti funestarono nelle ultime settimane di guerra la provincia di Lucca. Se ne ricordano alcune.

Eccidio della Sassaia (11.8.1944): caddero Pietro Bertoni, Edoardo Cooper, Angelo Leonardi, Giancarlo Poiacci, Roberto Ricci, Italo Tognocchi, Vivaldo Tonini.

Eccidio del Mulino Rosso, presso Valdicastello (12 agosto): Sabatino Bertolotti,[...]

[...]resso Valdicastello (12 agosto): Sabatino Bertolotti, Aduno Daprato, Cipriano Favero, Araldo Navarri, Giulia Pellinacci, Giulio Ravazzi, Virgilio Santini, Lino Simi.

Eccidio di Capezzano (12 agosto): Giordano Bottari, Renato Luisi, Ermanno Quadrelli.

Eccidio di Montornato (13 agosto): Giovanni e Carlo Paolini di Pietro, da Tonfano.

Eccidio di San Quirico (19 agosto): Luigi Gragnoli, Ugo Papini, Aristide Tosi.

Eccidio di Capezzano di Camaiore (5 settembre) : Nello Bovecchi, Omero Evangelisti, Romolo Tedeschi. Eccidio di Pietrasanta, in località Osterietta (16 settembre): don Giuseppe Simi.

Bibliografia: Autori diversi, La Resistenza in Lucchesia, Firenze, 1965; A.M. Volpe Rinonapoli, Fuoco sulla Versilia, Milano, 1961; Istituto Storico della Resistenza in Toscana, La Resistenza e gli Alleati in Toscana, Firenze, 1964; A.T.V.L., Alpe di Sant'Antonio

29 agosto 1944, Lucca, 1961.

Lucca, Carceri di S. Giorgio a

Stabilimento penale insalubre e fatiscente ricavato da un convento medioevale a Lucca, città dal clima mite, ma assai umido (« la città è celebre — ha scritto Leo Valiani — per la sua umidità e per le cento campane delle sue chiese»).

I detenuti politici antifascisti cominciarono a esservi inviati negli anni 192728, quando le condanne ven[...]

[...]li, Fuoco sulla Versilia, Milano, 1961; Istituto Storico della Resistenza in Toscana, La Resistenza e gli Alleati in Toscana, Firenze, 1964; A.T.V.L., Alpe di Sant'Antonio

29 agosto 1944, Lucca, 1961.

Lucca, Carceri di S. Giorgio a

Stabilimento penale insalubre e fatiscente ricavato da un convento medioevale a Lucca, città dal clima mite, ma assai umido (« la città è celebre — ha scritto Leo Valiani — per la sua umidità e per le cento campane delle sue chiese»).

I detenuti politici antifascisti cominciarono a esservi inviati negli anni 192728, quando le condanne venivano ancora aggravate dalla segregazione cellulare. Nel 1931, con l’abolizione dalla segregazione, alcuni locali dello scantinato, simili a magazzini, furono adattati a « cameroni ». Ogni camerone prendeva luce e aria soltanto da un piccolo finestrino che guardava nel cortile

interno del carcere. Verso sera, ogni detenuto era condotto in una cella individuale, abbastanza ampia per una persona, ma sempre umida e semibuia, per trascorrervi la notte.

Il sistema di restare in compagnia durante il giorno e di disporre ciascuno della propria cella claustrale per la notte era generalmente preferito dai detenuti politici che amavano conversare e studiare collettivamente, ma anche disporre quotidianamente di alcune ore di libera solitudine. Inoltre la disciplina non vi era rigorosa. Il carcere di Lucca non era quindi considerato tra i peggiori, quantuntjiie le condizioni di vita fossero piuttosto disagiate per l’insalubrità dell’ambiente e per la cattiva amministrazione carceraria.

A metà agosto del 1932, in seguito a un’improvvisa irruzione nel carcere di agenti dell’Ovra che avevano preso pretesto dalla scoperta di libri « proibiti » clandestinamente introdotti nel carcere, tutti i detenuti politici di Lucca furono trasferiti nel nuovo carcere di Civitavecchia (v.).

Da quel momento il carcere di Lucca cessò di annnoverare tra i suoi ospiti gli antifascisti condannati dal Tribunale speciale. Tra coloro che vi soggiornarono, si ricordano Antonio Cicalini, Girolamo Li Causi, Claudio Melloni, Pietro Secchia, Leo Valiani.

Lucetti, Gino

N. ad Avenza (Massa Carrara) il 31.1.1900, m. a Ischia (Napoli) nel novembre 1943. Giovanissimo partecipò alla Prima guerra mondiale combattendo nei Battaglioni d’assalto degli Arditi. Militante anarchico, nelle lotte sociali del dopoguerra si schierò contro il fascismo, rimanendo ferito in un conflitto con gli squadristi. Alla fine del 1921, soggetto a continue persecuzioni, fu costretto a emigrare. Riparò a Marsiglia.

L'attentato a Mussolini

Rientrato clandestinamente in Italia, si portò a Roma. Qui, alle 10 [...]

[...]ara) il 31.1.1900, m. a Ischia (Napoli) nel novembre 1943. Giovanissimo partecipò alla Prima guerra mondiale combattendo nei Battaglioni d’assalto degli Arditi. Militante anarchico, nelle lotte sociali del dopoguerra si schierò contro il fascismo, rimanendo ferito in un conflitto con gli squadristi. Alla fine del 1921, soggetto a continue persecuzioni, fu costretto a emigrare. Riparò a Marsiglia.

L'attentato a Mussolini

Rientrato clandestinamente in Italia, si portò a Roma. Qui, alle 10 del mattino dell’11.9.1926, nei pressi di Porta Pia, lanciò una bomba contro l'automobile che aveva a bordo Benito Mussolini. L'ordigno colpì la vettura, ma rimbalzò a terra ed esplose provocando soltanto alcuni feriti tra i passanti (v. Attentati a Mussolini).

Il Lucetti, dopo un tentativo di fuga, fu arrestato dagli agenti della macchina di scorta che seguiva quella

del capo del governo fascista. In seguito alle indagini immediatamente esplicate furono arrestati, sotto l’imputazione di complicità nellattentato: Leandro Sorio, n. a Brescia n[...]

[...] alle 10 del mattino dell’11.9.1926, nei pressi di Porta Pia, lanciò una bomba contro l'automobile che aveva a bordo Benito Mussolini. L'ordigno colpì la vettura, ma rimbalzò a terra ed esplose provocando soltanto alcuni feriti tra i passanti (v. Attentati a Mussolini).

Il Lucetti, dopo un tentativo di fuga, fu arrestato dagli agenti della macchina di scorta che seguiva quella

del capo del governo fascista. In seguito alle indagini immediatamente esplicate furono arrestati, sotto l’imputazione di complicità nellattentato: Leandro Sorio, n. a Brescia nel 1899 e cameriere presso l’albergo « Trento e Trieste » di Roma, dove il Lucetti aveva trovato alloggio; e l’operaio Stefano Vatteroni, n. ad Avenza nel 1897, compagno di fede del Lucetti. L'11.6.1927 il Tribunale speciale condannò Gino Lucetti a 30 anni di reclusione, Leandro Sorio a 20 anni e Stefano Vatteroni a 18 anni e 9 mesi. Alfonso Pettinari, Giuseppe Tiburzi, Fausto De Sanctis e Zelindo De Luigi, che erano stati ugualmente arrestati nel corso delle indagini, vennero prosciolti in istruttoria.

Il 24.3.1928 fu invece condannato dal Tribunale speciale a 5 anni di reclusione il noto antifascista [...]

[...]fu invece condannato dal Tribunale speciale a 5 anni di reclusione il noto antifascista romano Vincenzo Baldazzi (v.), reo di aver inviato un aiuto di 300 lire alla madre di Lucetti che con l’arresto del figlio era rimasta priva di ogni sostegno.

Dopo aver trascorso 15 anni nel penitenziario di Santo Stefano, alla caduta del fascismo il Lucetti non fu liberato dal governo Badoglio e per uscire dal carcere dovette attendere l’arrivo degli angloamericani a Napoli. Portatosi all’isola d’Ischia per curarsi, alcuni giorni dopo rimase vittima di un bombardamento tedesco.

Gino Lucetti giustificò il suo attentato a Mussolini con le seguenti parole: « Ho pensato e meditato l’attentato un mese prima. Mi ci sono determinato riflettendo ai massacri che avvennero a Torino nel l’ottobre 1922 per opera dei capi fascisti di quella città.

In quell’epoca ero a Marsiglia, dove ero dovuto finire per sottrarmi alle persecuzioni degli squadristi di Carrara all’indomani dei fatti di Sarzana. Pensai che qualcuno avrebbe dovuto vendicare quei morti innocenti uccisi quasi tutti di notte, a casa loro, per un incidente fra ballerini gelosi e a cui le vittime era[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine A.M., nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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