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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 683

Brano: [...]enino. Questa Divisione sarà considerata il nucleo del nuovo esercito polacco: con l’aumento del numero degli effettivi, divenne la I Armata polacca e, nell'estate 1944, prese parte alle offensive che forzarono il Bug, liberando il primo pezzo di territorio nazionale.

Quantunque la situazione militare dei tedeschi fosse critica e risultasse evidente l’opportunità di concentrare gli attacchi contro il comune nemico, le due grandi centrali dell’A.K. e delI’A.L non raggiunsero mai una effettiva unione di intenti e di obiettivi. La morte del generale Sikorski, avvenuta il 5.7.1943 in uno inspiegato incidente aereo, come pure l'arresto e l’uccisione del colonnello Rowecki per mano tedesca, favorirono l’ala anticomunista più faziosa che, nel governo in esilio a Londra e nel Comando dell’A.K., operava in senso antiunitario per impedire l’intesa con le forze sovietiche lanciate all’offensiva su tutto il fronte. L’1.1.1944 venne perciò costituita (sulla base della Gwardia Ludova) l'Armia Ludova, per decisione del Consiglio nazionale polacco (Krajova rada narodova, K.R.N.) funzionante come Parlamento clandestino della Polonia che voleva risorgere su nuove basi politiche programmatiche. Al K.R.N. si oppose però il Consiglio di unità nazionale (Rada jednosci narodowej), di tendenze nazionaliste, vicino all'A.K. e a quelle forze politiche e sociali che, ostili a ogni rinnovamento, si fa[...]

[...]ietiche lanciate all’offensiva su tutto il fronte. L’1.1.1944 venne perciò costituita (sulla base della Gwardia Ludova) l'Armia Ludova, per decisione del Consiglio nazionale polacco (Krajova rada narodova, K.R.N.) funzionante come Parlamento clandestino della Polonia che voleva risorgere su nuove basi politiche programmatiche. Al K.R.N. si oppose però il Consiglio di unità nazionale (Rada jednosci narodowej), di tendenze nazionaliste, vicino all'A.K. e a quelle forze politiche e sociali che, ostili a ogni rinnovamento, si facevano portatrici di posizioni conservatrici. Ma I’A.L. si sviluppò rapidamente, allargando la propria base politica e organizzando nelle proprie file, oltre alla Gwardia Ludova, gruppi di partigiani precedentemente agli ordini del governo in esilio, nuclei armati di socialisti e squadre di contadini.

Nella primavera del 1944 la Resistenza polacca attaccò l’invasore in campo aperto, affrontando grandi unità tedesche nelle foreste di Janow, a Pulaw e nei boschi di Parczew. In particolare a Janow, superando le precede[...]

[...]tica e organizzando nelle proprie file, oltre alla Gwardia Ludova, gruppi di partigiani precedentemente agli ordini del governo in esilio, nuclei armati di socialisti e squadre di contadini.

Nella primavera del 1944 la Resistenza polacca attaccò l’invasore in campo aperto, affrontando grandi unità tedesche nelle foreste di Janow, a Pulaw e nei boschi di Parczew. In particolare a Janow, superando le precedenti polemiche, consistenti forze dell’A.K. e dell’A.L., insieme a Battaglioni contadini e a

gruppi di partigiani sovietici, dal

9 al 25 giugno impegnarono circa

20.000 tedeschi in una serie di scontri che si conclusero con la liberazione di numerose città e centri abitati prima dell'arrivo dell’Armata Sovietica.

La vittoriosa controffensiva dell’U.R. S.S. e il passaggio del Bug da parte della I Armata polacca comandata da Beriing, chiarirono a molti polacchi i termini della situazione e cioè che la Polonia sarebbe stata liberata dalle forze che venivano da oriente, non certo dagli Alleati occidentali come continuava a sost[...]

[...]cidentali come continuava a sostenere il governo polacco in esilio a Londra. Anzi, la battaglia delle Ardenne (v.) rendeva più che mai necessaria l’avanzata sovietica su tutto il Fronte orientale, per dare il colpo di grazia ai tedeschi.

La situazione era dunque matura per un’offensiva generalizzata dell’ intero arco della Resistenza in Polonia. Questo concetto, sostenuto dall’A.L. e dimostrato dai fatti, venne accolto con molte riserve dall' A.K.. Fu così che, facendola finita con le sterili polemiche, il 22.7.1944 il Comitato polacco di liberazione nazionale [Polski komitet wyzwolenia narodowego, P.K.W.N.), rotti gli indugi, da Lublino esortò tutti i polacchi, al di là delle divisioni partitiche, a impegnarsi nella lotta finale.

L’« Operazione Burza »

L’A.K. da parte sua invitò invece i polacchi alla prudenza, ad aspettare il collasso tedesco (secondo la formula attesista « dell’arma al piede ») e a condurre piuttosto attacchi nelle retrovie germaniche, allo scopo precipuo di far trovare ai sovietici e al nuovo esercito polacco, al momento del loro arrivo, grandi zone già presidiate dalle forze fedeli al governo polacco in esilio a Londra.

Queste direttive vennero codificate in un piano denominato Operazione Burza (tempesta) e impostato sulla concezione strategica dei « due nemici »: il primo erano i nazisti, ma il secondo sarebbero stati i so[...]

[...]ero stati i sovietici. Si trattava di una impostazione che non teneva conto della realtà, che avrebbe causato ai combattenti polacchi gravi perdite e, in tutta la Polonia, odi trascinatisi a lungo anche dopo la Liberazione.

La tragedia di Varsavia

Di fronte all’ambiguo disegno del governo polacco in esilio e ai cattivi rapporti che si erano instau

rati dopo la morte di Sikorski e di Rowecki, i sovietici, quantunque numerosi reparti dell'A.K. si battessero con gran valore, a un certo punto posero alla A.K. una chiara alternativa: o si inquadrava nel nuovo esercito di Beriing o doveva deporre le armi. Non era certo un’alternativa amichevole, ma le feroci polemiche sulle « fosse di Katyn » (il governo in esilio a Londra attribuiva ai russi il massacro di centinaia di ufficiali polacchi che, secondo i sovietici, erano stati invece trucidati dai nazisti) e l'Operazione Burza non lasciavano ai russi (così dirà in seguito il generale sovietico Zukov) altre soluzioni. Per di più, via via che il fronte si avvicinava alla Germania, nella loro disperazione i tedeschi moltiplicavano gli sforzi difensivi, [...]

[...]i, con energia che sembrava inesauribile. Stanti le sue premesse attesiste, l'Operazione Burza non avrebbe dovuto contemplare l’insurrezione di Varsavia ma, di fronte alla rapida avanzata sovietica, il governo in esilio cambiò opinione: sopravvalutando le proprie forze (circa

15.000 uomini) e certo non avendo messo nel conto neppure la feroce reazione del Comando tedesco, il quale non poteva accettare una sconfitta a Varsavia, il Comando dell'A.K. mutò i propri piani e il generale BorKomorovski (v.) ordinò l'insurrezione in città.

Alcuni giorni dopo, superata la sorpresa iniziale che consentì qualche successo agli insorti, i tedeschi passarono al contrattacco, concentrando nella capitale polacca numerose truppe, unità corazzate e reparti di SS.. Nessuna intesa preliminare avevano stabilito gli insorti con i sovietici e neppure con l’Armata polacca del generale Beriing che, nel frattempo, erano giunti sulla Vistola ma si trovavano bloccati da massicci contrattacchi nemici.

L’errore di aver confidato esclusivamente sulle proprie fo[...]

[...]contrattacco, concentrando nella capitale polacca numerose truppe, unità corazzate e reparti di SS.. Nessuna intesa preliminare avevano stabilito gli insorti con i sovietici e neppure con l’Armata polacca del generale Beriing che, nel frattempo, erano giunti sulla Vistola ma si trovavano bloccati da massicci contrattacchi nemici.

L’errore di aver confidato esclusivamente sulle proprie forze (dovuto a una precisa scelta politica) costò caro aH’A.K. e ai molti patrioti di Varsavia che si unirono entusiasticamente ai combattenti. Dopo lunghi giorni di lotta che videro migliaia di caduti da entrambe le parti, alla fine le truppe tedesche, che avevano ricevuto l’ordine personale di Hitler di stroncare a ogni costo l'insurrezione, ebbero la meglio.

I sovietici inviarono a Varsavia rifornimenti per via aerea, ma non intervennero con il loro esercito. I tentativi di Beriing di forzare la Vistola non ebbero successo e il 2

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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 681

Brano: [...]o escluse le azioni armate su larga scala, per timore delle rappresaglie naziste, e rifiutato ogni collegamento con i ceti popolari. L'organizzazione si diede anche un comitato d’intesa politico che aggregò alcuni movimenti quali il Partito popolare, il Partito socialista, il Partito del lavoro, il Partito nazionale.

In un secondo momento, più o meno apertamente, ogni partito diede vita a propri gruppi di lotta armata che confluirono poi nell'A.K.. Il gruppo armato più consistente era quello formato dal Partito popolare (detto anche contadino) che si strutturava nei Battaglioni contadini, molto attivi contro i tedeschi in parecchie zone, specie nella distruzione di rifornimenti alimentari destinati al nemico. I Battaglioni contadini, in generale non accesamente anticomunisti come sarà invece il grosso dell’A.K., daranno un contributo rilevante alla Resistenza. Nel giugno 1941 (v. Barbarossa, operazione), l’attacco tedesco alI'Unione Sovietica introdusse modifi

che sostanziali alla situazione, cambiando il carattere del conflitto. Nel frattempo il governo polacco in esilio, trasferitosi a Londra, aveva operato cauti avvicinamenti all' U.R.S.S, e questa, alla luce della nuova situazione, non mancò di comprendere meglio e di apprezzare il contributo polacco alla comune battaglia antinazista. Tanto più che, in diversi paesi, reparti polacchi venivano impegnati contro i tedeschi: in Norvegia nella bat[...]

[...]campagne in Occidente e combattè anche in Italia, distinguendosi nella sanguinosa battaglia di Cassino (v.).

L'Armia Krajova e l'Armia Ludova

II 1942 segnò una svolta radicale nello sviluppo della Resistenza polacca. Su basi e con forze diverse, si costituirono V Armi a Krajova (Armata nazionale o dell’interno) e l'Armia Ludova (Armata popolare), entrambe destinate a imprimere alla lotta potenziamenti ed estensioni decisivi. L’esordio dell'A.K., che si

Una fossa con i cadaveri dei prigionieri fucilati

curamente fu la formazione più importante, avvenne a seguito di un ordine diramato dal generale Sikorski il 14.2.1942.

È storicamente accertato che l'A.K. si distinse sempre per il suo spirito anticomunista, cioè per un orientamento politico destinato a causare parecchi malintesi e perfino scontri con altre centrali dell’opposizione polacca, oltre che con i sovietici. Inoltre l’A.K., strettamente collegata al governo polacco in esilio a Londra, si mosse costantemente su posizioni politiche e programmatiche di sostanziale conservatorismo, giungendo nel 1944 ad accettare nelle proprie file il grosso delle Narodowe sily zbroje (Forze armate nazionali) accesamente nazionaliste, semifasciste e responsabili di collusione con i tedeschi, viste con sospetto da molti partigiani.

L’altra grande organizzazione partigiana, l'Armia Ludova (che in primo tempo si chiamò Gwardia Ludova, Guardia popolare), venne invece promossa da militanti comunisti. Questi, insieme ad altri gruppi m[...]

[...]polacche antinaziste e non antisovietiche, partendo dalla realistica considerazione, tra l'altro, che data la posizione geografica della Polonia era ipotizzabile una liberazione da oriente e non da occidente, come invece sosteneva il governo in esilio.

Nonostante le enormi difficoltà nel reperire armi ed equipaggiamenti, la G.L. e poi l’A.L. miravano ad attaccare i tedeschi in campo aperto, esattamente al contrario della tattica ordinata al l’A.K. da! governo in esilio. Solo più tardi anche l’A.K. si deciderà a dare battaglia aperta ai tedeschi.

La lotta ai nazisti si estese molto nell’estate del 1942. I partigiani della G.L., guidati dal generale M. Spychalski, si concentrarono nelle foreste di Kielce e di PiotrkowTomaszow. I distaccamenti erano comandati da A. Lange (Gruby Stach), un veterano delle Brigate Internazionali in Spagna, e da F. Zubrzycki.

In dicembre un reparto della G.L. sostenne un sanguinoso scontro con i tedeschi nei boschi di Parczew, mentre a Varsavia gruppi minori colpivano locali pubblici fre

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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 682

Brano: Polonia

quentati dai nazisti e la tipografia di un giornale fiancheggiatore, Numerose furono le azioni contro trasporti tedeschi diretti a rifornire il Fronte orientale. Tra il 7 e 1*8.10. 1942 l'intera rete ferroviaria di Varsavia fu bloccata da una serie di sabotaggi.

Dal novembre 1942 al dicembre

1943, secondo i comunicati emessi dai Comandi dell’A.K. e della G.L.A.L., vennero distrutte 22 locomotive e 36 stazioni ferroviarie, furono provocati 115 deragliamenti e fatti saltare 8 ponti.

Il governatore tedesco Frank annotò nel suo diario che, nel solo distretto di Radom, nel giro di un anno gli attacchi delle forze partigiane erano passati da circa 100 a oltre 900.

La repressione nazista si scatenò ovunque. La G.L.A.L. perse due dirigenti comunisti di primissimo piano: Marcely Nowotko e Pawel Fónder. Segretario del Partito operaio diventò Wladislaw GomuJka (v.).

La rivolta del ghetto

Nel corso del 1943 lo sterminio degli ebrei to[...]

[...]una massa di studenti pari al 40% circa degli allievi iscritti all’università prima della guerra. Per supplire alla mancanza di regolari testi, in diverse località si procedette alla stampa di dispense e altro materiale di studio.

Anche aH’interno del ghetto di Varsavia funzionarono scuole, particolarmente riservate ai bambini. Esemplare quella del ricovero per orfani, animata dal medico e pedagogista

H. Goldzmit (più noto come Janusz Korczak). Nell’agosto 1942 la scuola venne chiusa dai tedeschi e tutti i bambini furono deportati a Treblinka. Rifiutando la salvezza che gli veniva offerta dai partigiani, Korczak prese in braccio il più piccolo degli allievi e volle seguire la sorte della sua scolaresca fino alla morte nel lager.

Un'intensa attività di stampa venne svolta dalle varie centrali della Resistenza. Dopo la Liberazione saranno catalogati più di 1000 titoli di periodici diffusi tra i polacchi e perfino tra le forze di occupazione. In questa particolare attività si impegnò soprattutto l’A.K., diffondendo periodici che a volte erano esteriormente simili, nella veste tipografica, agli organi ufficiali nazisti, mentre in realtà recavano articoli e notizie dell'opposizione.

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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 169

Brano: [...]re il compito disperato di opporsi con le armi alle azioni tedesche aH'interno del ghetto. Una azione organizzata il 4.1.1943, per prevenire una retata tedesca, fallì: due membri del gruppo, trovatisi soli ad attaccare le S.S., poterono solo ferirne due prima di venire uccisi.

Alla fine del marzo 1943, un gruppo incaricato di creare una base partigiana nella foresta dovette far ritorno al ghetto perché minacciato da membri dell’Armja Krajowa (A.K.) o Esercito patriottico, l’or

ganizzazione polacca comandata da Londra in funzione antisovietica e che non smentì mai il proprio indirizzo antisemita. Il 25.6.1943, giorno stabilito per la « liquidazione » di Czestochowa, i tedeschi irruppero d’improvviso nel ghetto sparando; la piccola armeria creata dai partigiani andò perduta e la maggioranza dei combattenti venne uccisa. Alcuni poterono fuggire e unirsi ai partigiani polacchi di sinistra. Gli ultimi 6, armati solo di due pistole e di una granata, combatterono fino alla morte.

A Bialystok (Polonia orientale), centro industriale e di [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 473

Brano: [...]% della popolazione), i tukulor (10%) e i mauri (2%). Quasi tutti i coloni europei (francesi, libanesi ecc.) vivono nelle città, dove dirigono l’economia per conto delle società multinazionali che sfruttano il Senegai. Nelle città il 50% della popolazione è sotto i

17 anni e solo il 7% supera i 60 anni. Esiste un massiccio movimento immigratorio dalle campagne verso la città, con conseguenze molto gravi sotto l'aspetto sociale [bidonvilles). Dakar sta raddoppiando la propria popolazione ogni 14 anni, mentre le zone agricole abbandonate dalla popolazione sono soggette a una rapida desertificazione (Sahel).

Cenni storici

La storia del Senegai costituisce un tipico esempio di trapasso traumatico dalla comunità tribale africana alla società coloniale imposta dagli europei. Il genocidio prodotto dalla tratta degli schiavi all'interno e sulla costa, e per contro la resistenza senegalese contro lo schiavismo, poi contro la conquista coloniale avvenuta nel XIX secolo, sono documentati nel museo di Goree, l’isola degli schiavi a pochi c[...]

[...]rici

La storia del Senegai costituisce un tipico esempio di trapasso traumatico dalla comunità tribale africana alla società coloniale imposta dagli europei. Il genocidio prodotto dalla tratta degli schiavi all'interno e sulla costa, e per contro la resistenza senegalese contro lo schiavismo, poi contro la conquista coloniale avvenuta nel XIX secolo, sono documentati nel museo di Goree, l’isola degli schiavi a pochi chilometri dalla costa di Dakar, suH’Oceano Atlantico. Questo museo contiene documenti sulla tratta schiavista dal XV secolo fino alla metà del XIX, periodo durante il quale ben 20 milioni di africani furono strappati dalla loro terra e deportati, passando per l’isola di Goree, in Brasile, nelle isole dei Caraibi e nel Nordamerica. Da Casemance alla Guinea, le razzie schiaviste venivano compiute dai capi tribali al servizio dei negrieri europei di Portogallo, Olanda, Inghilterra e Francia.

Quest'ultima, come dimostra il museo di Dakar, non abolì la schiavitù in Africa occidentale né il traffico atlantico di schiavi nea[...]

[...]lla tratta schiavista dal XV secolo fino alla metà del XIX, periodo durante il quale ben 20 milioni di africani furono strappati dalla loro terra e deportati, passando per l’isola di Goree, in Brasile, nelle isole dei Caraibi e nel Nordamerica. Da Casemance alla Guinea, le razzie schiaviste venivano compiute dai capi tribali al servizio dei negrieri europei di Portogallo, Olanda, Inghilterra e Francia.

Quest'ultima, come dimostra il museo di Dakar, non abolì la schiavitù in Africa occidentale né il traffico atlantico di schiavi neanche dopo la Rivoluzione del 1789. Dalle ricerche compiute dall 'Istituto Fondamentale per rAfrica Nera (I.F.A.N.) presso l’Università di Dakar, si apprende anche come i senegalesi, oltre a resistere contro la tratta schiavista, abbiano creato i grandi porti francesi di Bordeaux, Calais e Le Havre, Sull'Atlantico. Si vede anche come essi abbiano strenuamente lottato contro gli invasori, sotto la guida dei grandi capi africani £/ Omar, Lamine e Samori’, e come i francesi Lyautey, Faidherbe e altri conquistatori abbiano devastato il paese, sottoponendo questo popolo

aH’imperialismo della Francia in un processo di espropriazione conclusosi solo nel 1900.

Durante l’occupazione coloniale la Francia non lasciò alcuno spazio al sorg[...]

[...]si Lyautey, Faidherbe e altri conquistatori abbiano devastato il paese, sottoponendo questo popolo

aH’imperialismo della Francia in un processo di espropriazione conclusosi solo nel 1900.

Durante l’occupazione coloniale la Francia non lasciò alcuno spazio al sorgere di una borghesia senegalese e questa mancanza è tuttora evidente: la borghesia francese, in gran parte operante nel Senegai dall’esterno, come pure i coloni europei presenti a Dakar e a Rufisque, nonché le chiese cattoliche, sfruttano attualmente le piantagioni e monopolizzano l’esportazione insieme con i piantatori tedeschi. A questo vuoto sociale non è stato ancora posto rimedio dai dirigenti politici senegalesi come Blaise Diagne, Senghor (v.) e Abdon Diouf, presidente dal 1983.

Indipendenza e neocolonialismo

Nel 1848 l’elettorato africano, peraltro assai ristretto, elesse come deputato senegalese aH’Assemblea nazionale francese Valentin, un “meticcio”; e nel 1902 Carpot, pure “meticcio”.

Blaise Diagne (18721934), di origine mandingo e lebou, dopo aver oper[...]

[...]ernatori coloniali come Gallieni, Augagneur e Isaac nel Dahomey, nel Gabon, a Réunion, nel Madagascar, in Guyana e in Guadalupa, nel 1914 si presentò alle elezioni su una piattaforma non razziale e le vinse, diventando il primo deputato africano non “meticcio” eletto aH’Assemblea francese. Intorno a Blaise Diagne sorsero i primi movimenti nazionalisti: i Giovani Senegalesi, guidati da T. Diop e M.M. Mbaye, cui fecero seguito LamineGueye, Cledor, A.K. Diallo e M.M. Gaye.

Diagne pensava di conquistare l’indipendenza del Senegai per via parlamentare, battendosi dalla tribuna deH’Assemblea di Parigi, ma il suo primo atto politico fu di reclutare truppe africane per sostenere l'esercito francese nella guerra 191518, vera carne da cannone che subì durissime perdite.

Dopo aver presieduto a Parigi, nel

1919, il primo Congresso panafricano con B. Du Bois, Diagne ruppe con il “panafricanismo”. Nel 1930 sostenne a Ginevra la International Labour Organisation (I.L.O.) che, sotto tale etichetta, di fatto organizzava il lavoro forzato nelle co[...]

[...]wda Jawara (agosto 1981), che era stato deposto da un colpo di stato, i due paesi si sono uniti nella Confederazione di Senegambia (febbraio 1982), dando luogo a un patto di difesa e a una progressiva integrazione economica.

Senghor, Léopold Sédar

N. il 9.10.1906 a Jocal (Senegai); poeta e uomo politico.

Figlio di piccoli commercianti della tribù Serer (v. Senegai), frequentò la scuola di una missione cattolica e, dal 1926, il liceo di Dakar. Vinta una borsa di studio, nel 1928 si trasferì a Parigi, dove potè continuare gli studi al prestigioso liceo LouisleGrand e presso l’Ecole Normal, fino alla laurea in Lettere. Nella capitale francese fu tra i seguaci del leader senegalese Blaise Diagne (molto stimato dai colonialisti per il suo collaborazionismo e fondatore, con Du Bois, del “panafricanismo”) e amico di George Pompidou (futuro presidente della Francia) che lo aiutò e lo protesse sia sul

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Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine A.K., nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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