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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 723

Brano: [...]uts e il boero Hertzog varò le nuove leggi sulla terra e suH’amministrazione indigena e quella sulla rappresentanza indigena (Native Land and Trust Act; Native Representation Act), provvedimenti che miravano esattamente al contrario di quanto veniva indicato nel loro nome, 500 delegati di tutte le organizzazioni noneuropee sindacali, religiose, politiche e culturali si incontrarono a Bioemfontein per fondare la Convenzione di tutti gli africani [A.A. C.), la prima organizzazione nazionale che superava le divisioni tra africani, coloureds e indiani. La conferenza adottò la risoluzione di boicottare qualsiasi elezione di rappresentanze indigene “bianche” per un Parlamento che era compietamente “bianco” e la elezione di africani al Consiglio dei rappresentanti indigeni (N.R.C.) che veniva instaurato dalla nuova legge. In questa stessa occasione il dottor G.H. Gool propose di creare un « movimento di liberazione nazionale », la prima proposta mai formulata di questo tipo.

In seguito alle pressioni della Chiesa anglicana e dei liberali, i c[...]

[...]si elezione di rappresentanze indigene “bianche” per un Parlamento che era compietamente “bianco” e la elezione di africani al Consiglio dei rappresentanti indigeni (N.R.C.) che veniva instaurato dalla nuova legge. In questa stessa occasione il dottor G.H. Gool propose di creare un « movimento di liberazione nazionale », la prima proposta mai formulata di questo tipo.

In seguito alle pressioni della Chiesa anglicana e dei liberali, i capi deH'A.A.C., compreso Mfutsinyana del C.P.S.A., accettarono tuttavia il cosiddetto “compromesso della Città del Capo” e in luglio, in una seconda conferenza deH'A.A.C., cui parteciparono 206 delegati in rappresentanza di 112 organizzazioni, entrambi i progetti di legge del 1937 vennero accettati. Una mozione di C. Kadalie per boicottarli fu “rimandata”.

Nella successiva conferenza dell’A. A.C., svoltasi in ottobre, il rappresentante del Partito dei lavoratori Dladla propose un’altra mozione di boicottaggio, chiedendo un « parlamento separato e indipendente ».

Il C.P.S.A. sospese dal partito M. Kotane e altri africani per aver criticato la nuova linea di “sicurezza collettiva” che vedeva schierarsi il C.P.S.A. con i razzisti liberali, sionisti e labu[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 724

Brano: Sudafrica

nel paese per importanza, con un programma antimperialista. Nel 193536 questa lega condannò l’invasione italiana dell’Etiopia e l’invasione giapponese della Cina. L’antimperialismo e la noncollaborazione erano ormai diventati i due principi abbinati dei nuovi movimenti di liberazione. Nel 1937 Gool propose una “unità noneuropea” per realizzare questi scopi. Senonché l’A.A.C., l’A.N.C. e il C.P.S.A. accettarono come “portavoce” dell’A.A. C. il N.R.C. e spezzarono il boicottaggio facendo una campagna per far eleggere come rappresentanti indigeni “bianchi” i liberali Ballinger, Hemming e Molteno, ma il 61% degli “elettori” registrati boicottò le elezioni.

Kotane, a proposito del risultato politico del C.P.S.A., affermò: « Dobbiamo ammettere un completo tradimento del popolo africano » (Verbali del C.P.S.A., 29.12.1938).

Punto di riferimento delle forze della noncollaborazione divenne da questo momento l’Associazione Nuova Era (N.E.F.) fondata nel 1937 a Città del Capo come un forum aperto da Gool, B.M. Kies, I.B. Tabata, [...]

[...]cottare i “quislings” locali e, chiedendo « null’altro che diritti pienamente democratici », propose di dare vita a una organizzazione nazionale. A maggio erano già sorte 109 organizzazioni locali di questo comitato, che cacciarono i collaborazionisti dalla Lega degli insegnanti del Sudafrica guidata da Kies, dal reverendo Dudley, da Wessels e altri, mentre l’A.P.O. era capeggiato ora dal figlio di A. Abdurahman.

Gli antiC.A.D. si unirono all’A.A.C. e invitarono sia l’A.N.C. che i congressi indiani a formare una nuova organizzazione nazionale. Nel 1944 il Movimento di unità noneuropeo comprendeva la maggior parte delle organizzazioni noneuropee di ogni tipo, sulla base di un programma di

10 punti per la lotta contro ogni determinazione razziale, per la noncollaborazione e contro l’imperialismo. Il movimento aveva propri rappresentanti in Rhodesia, in Namibia e nei protettorati. In campagne di estensione nazionale esso si oppose alla nuova segregazione del tempo di guerra e poi a quella del dopoguerra, salutando le lotte per l’indipe[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 48

Brano: [...]l’Unione Popolare Italiana a DécineCharpieu (Isère), partecipò dapprima alla Resistenza della zona come partigiano; poi, dopo la liberazione del dipartimento dell’lsère, si arruolò volontario nelle Forces Frangaises de l’Intérieur e combattè in Alsazia. Ferito gravemente il 19.1.1945, si spense dopo lunga degenza il 19.7.1945.

Alto Adige

Regione naturale corrispondente all’odierna provincia di Bolzano (7400 kmq; 385.000 ab.; 116 comuni). L’A.A., detto dagli austriaci Sudtirol [Tirolo meridionale), fu annesso all'Italia in seguito alla prima guerra mondiale, in osservanza del patto di Londra del 1915, con il quale le potenze dell’Intesa avevano garantito all’Italia il confine del Brennero, in cambio della sua entrata in guerra contro gli Imperi centrali. Abitato da popolazione di lingua tedesca, l’Alto Adige, dopo l’annessione all’Italia, costituì oggetto di tenaci rivendicazioni da parte dell’Austria; e di aspre polemiche alimentate, da una parte, dal nazionalismo austrogermanico e, dall’altra, da una brutale politica di snazionaliz[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 38

Brano: [...]la Guerra di liberazione, organizzando in Milano squadre di gappisti e assumendo poi il comando di un distaccamento della 3a G.A.P.. Individuato dalla polizia e dai fascisti, per sfuggire alla cattura raggiunse le formazioni partigiane dell’Oltrepò Pavese. Subito distintosi per audacia e capacità militare, fu nominato comandante della 51a Brigata Garibaldi «A. Capettini », dal nome di un valoroso gappista fucilato a Milano.

La sorte volle che A.A. assumesse

11 comando della brigata proprio nel momento in cui era in corso un grande rastrellamento nazifascista. Mentre, alla testa di un gruppo dei suoi uomini, guidava l’azione di sganciamento dal nemico, fu ferito in combattimento. Lo catturarono i tedeschi che, dopo averlo seviziato,

lo fucilarono a Cerreto Lomellina (Pavia) il 29.8.1944, insieme ad altri due partigiani.



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 72

Brano: [...] e dall’aprile 1944, come comandante di un raggruppamento di battaglioni partigiani. Catturato e sottoposto a crudeli torture, le sopportò con esemplare atteggiamento. Deportato nel campo di Bolzano, « ridotto ad una larva di uomo — dice la motivazione della m. d’o. — pressoché cieco ed ormai mortalmente lesionato, trovava ancora la forza di tener alta, tra i compagni di prigionia, la fede nell’avvenire della Patria ». Liberato nell’aprile 1945, A.A. riprese servizio nel novembre 1948, vicecomandante del 132° Reggimento carristi della Divisione « Ariete ». Promosso colonnello, nel gennaio 1951 assunse il comando del Distretto militare di Massa Carrara, ove si spense in quello stesso anno.

Andreis, Mario

N. a Saluzzo (Cuneo) il 4.5.1907; laureato in legge, studioso di problemi economici. Attivo antifascista fin dagli anni giovanili, a Torino fu tra i primi organizzatori del movimento « Giustizia e Libertà ». Con Aldo Garosci e Michele Guasco (quest’ultimo, operaio, già membro delle Commissioni interne Fiat nel periodo dell’occupazion[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 207

Brano: [...]dapprima a! trotzkismo, poi verso una posizione

marxista di sinistra indipendente, e infine nel 1940, durante l’occupazione tedesca, scomparve dalla scena.

Seconda guerra mondiale

All’indomani del 1929 anche l’OIanda aveva subito i contraccolpi della crisi mondiale, con una disoccupazione che aumentava di mese in mese. L’avvento dei regimi fascisti in Europa non aveva mancato di avere anche qui certe ripercussioni e, alla fine del 1931, A.A. Mussert aveva fondato il movimento nazista locale (v. NationaalSooiaiistische Beweging), destinato a svolgere un ruolo nefasto durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1935, alle elezioni dei Consigli provinciali, il N.S.B. ottenne I’8 per cento dei voti. L’accesso al governo, in cui si erano succedute, nei primi decenni del secolo, coalizioni composte da cattolici e protestanti, uniti nella comune opposizione al liberalismo e al socialismo, nel dopoguerra era stato consentito anche ai liberali. Sotto l’incalzare degli avvenimenti, nella seconda metà degli anni Trenta fu iniziata una politica di armamenti e, quando nel luglio 1939 cadde il ministero guida[...]

[...]esercito resse al primo urto sulla Greebe e sul Peel, ma ai potenti reparti corazzati e alle truppe aviotrasportate naziste si opponevano soltanto 10 divisioni olandesi, prive di armi moderne e con pochi carri armati. Le colonne tedesche irruppero immediatamente nell’OIanda settentrionale e, in soli due giorni, la occuparono interamente. A sud, altre colonne passavano contemporaneamente l’Yssel, il Reno e la Mosa, occupando 1*11 maggio Arnhem e Maastricht. Un'altra

colonna puntò su Utrecht e un’altra ancora raggiunse Rosendaal. Il

14 maggio Rotterdam fu proditoriamente aggredita (mentre erano in corso trattative per risparmiare la città) con un feroce bombardamento che provocò 850 morti. Quando l’Alto Comando tedesco minacciò di bombardare gli altri centri ove l’esercito olandese non avesse deposto le armi, il generale H.G. WinkeJman ordinò la resa. II governo fuggì in Inghilterra. Un’ultima sacca di resistenza si formò nella provincia della Zelanda, ma il 19 maggio anche questa cedette. Dall'Inghilterra, la regina Guglielmina proclamò la continuità del governo per i territori « non occupati », ma questi erano [...]

[...]rrivo del Commissario del Reich A. Seysslnquart (29 maggio) le cose cambiarono e si manifestarono attriti tra la popolazione e gli occupanti.

Lotta di liberazione Il primo gruppo di resistenti si formò subito dopo l’invasione e assunse il nome di GrenzenOrganisatie (Organizzazione dei pezzenti), nel ricordo degli insorti olandesi contro l’occupazione spagnola del secolo XVI. Alla testa di questo movimento, nato presso un circolo sportivo di Vlaardingen, si trovò il tappezziere B. Ijzerdraad. Il suo primo volantino portava la data del 15.5.1940.

Altri gruppi sorsero nel contempo a opera di organizzazioni giovanili. I comunisti furono, da parte loro, attivissimi, soprattutto nell’organizzare i primi scioperi, sfidando le rappresaglie minacciate dalle forze di occupazione. Nei mesi estivi furono organizzati, da militari evasi dai campi di prigionia, due nuovi movimenti di resistenza: la L.O.F. (Legione dei soldati del Fronte) e la Orangewacht [La guardia di Orange). Ma questi primi tentativi si spensero quasi subito, in seguito a numerosi arresti e per una pressoché totale impr[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 375

Brano: [...]l Meridione », anno XV, n. 57, 1977; Massimo Ganci, La nazione siciliana, Napoli, 1978; G. Casarrubea. / Fasci contadini e le origini delle sezioni socialiste della provincia di Palermo, Palermo, 1978; E. Casanova, L’emigrazione siciliana dal 1849 al 1851, in « Rassegna storica del Risorgimento », 1924, voli. XIXII; F. Brancato, Movimento operaio e socialismo in Sicilia (Le origini: 18601880), cicl. Facoltà di Lettere dell’Università di Palermo, A.A. 197778; G. Carlo Marino, Movimento contadino e blocco agrario della Sicilia giolittiana, Palermo, 1979; Aurora Corselii, Lotte operaie e socialisti nel 1904 a Palermo, in « Nuovi Quaderni del Meridione », 1891, n. 84; Giuliano Procacci, Movimenti sociali e partiti politici in Sicilia, in « Annuario dell’istituto Storico Italiano per l’Età Moderna e Contemporanea », 1959; F. Renda, Socialisti e cattolici in Sicilia (19001904), CaltanissettaRoma, 1972; F. Brancato, Dall’Unità d’Italia all’avvento del fascismo, in « I centocinquanta anni della Camera di Commercio di Palermo (18191969) », Palermo[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 254

Brano: Opposizione operaia

prattutto da intellettuali, si formò nell’ambiente del Proletkult (v.) ed ebbe come principale animatore il vecchio comunista A.A. Bogdanov, il quale aveva rotto con Lenin fin dal 1909.

In un appello del .1922, la « Verità operaia » denunciò la N.E.P. come una « rinascita dei rapporti di produzione capitalistici », quindi quale espressione di una grave sconfitta del proletariato russo e del consolidamento di una nuova borghesia, composta dai dirigenti di azienda e dagli stessi membri del Partito bolscevico. Secondo la « Verità operaia », lo Stato sovietico era ormai diventato il rappresentante nazionale del capitale russo e la classe operaia era stata privata dei propri strumenti di difesa, a cominciare dal sindacato.[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine A.A., nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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